Cos’è il tasso di disoccupazione

Questo indicatore è il rapporto tra chi è in cerca di occupazione e la forza lavoro

Definizione

Il tasso di disoccupazione misura lo scompenso tra i lavoratori e le aziende. Contrariamente a quanto si potrebbe intuire, nel mercato del lavoro i primi offrono lavoro e i secondi lo domandano. Questo indice misura quindi lo squilibrio dell’offerta rispetto alla domanda, che è presente nel momento in cui ci sono delle persone che non hanno un’occupazione.

Con la parola “disoccupati” si intende coloro che hanno un’età compresa tra 15 e 64 anni e sono in cerca di un lavoro nelle quattro settimane che precedono quella di riferimento e sarebbero disponibili a lavorare entro le due successive. Non si includono quindi gli inattivi, ovvero chi non è in cerca di occupazione.

Questo indicatore è importante per fotografare lo stato del mercato del lavoro ma è anche uno degli elementi importanti per valutare lo stato di salute di un’economia.

Dati

Nel dettaglio, il tasso di disoccupazione è il rapporto percentuale tra la popolazione di più di 15 anni che è alla ricerca di un lavoro e la forza lavoro totale, misurata sommando gli occupati e i disoccupati.

A livello europeo, questo dato viene calcolato trimestralmente sottoponendo le famiglie a un’indagine campionaria, la rilevazione sulla forza lavoro (in inglese, labour force survey). Il target del questionario è la popolazione superiore ai 15 anni. Su questi dati, viene poi calcolato il valore annuale.

È una misurazione che può cambiare molto durante l’anno a seconda dei settori lavorativi. Per esempio, il turismo è un ambito in cui si lavora di più in certi periodi che in altri. È quindi un dato caratterizzato da stagionalità, che viene tenuta in considerazione nel momento in cui vengono effettuati i calcoli per ottenere il tasso di disoccupazione.

Il tasso di disoccupazione è il rapporto percentuale tra la popolazione che ha più di 15 anni che è alla ricerca di un lavoro e la forza lavoro totale, misurata sommando gli occupati e i disoccupati.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat.
(ultimo aggiornamento: lunedì 10 Ottobre 2022)

Sia in Italia che nel resto dell'Unione europea, il tasso di disoccupazione è andato calando dai picchi registrati all'inizio della serie storica. Nel dettaglio, nel 2013 si è raggiunto il massimo valore per l'Unione europea con 11,4% mentre in Italia nel 2014 si è arrivati al 12,7%. Si può notare però che in Italia i valori sono sempre stati più alti rispetto alla media dei 27 paesi comunitari, con delle differenze tra i due tassi che vanno da 0,8 punti percentuali nel 2013 fino ai 3,3 registrati nel 2018 e nel 2019.

Il tasso di disoccupazione è il rapporto percentuale tra la popolazione che ha più di 15 anni che è alla ricerca di un lavoro e la forza lavoro totale, misurata sommando gli occupati e i disoccupati.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat.
(ultimo aggiornamento: lunedì 10 Ottobre 2022)

Se si considerano gli stati membri dell'Unione, quelli che riportano le percentuali maggiori sono situati nell'Europa meridionale. Nel dettaglio, si tratta di Spagna (14,8%), Grecia (14,7%) e Italia (9,5%). I paesi in cui invece il tasso di disoccupazione è più basso sono Malta (3,4%), Polonia (3,4%) e Repubblica Ceca (2,8%).

Analisi

Secondo un'analisi di Eurostat, il tasso di disoccupazione ha un andamento che si lega al volume dei rendimenti di un'economia ma ci sono anche altre variabili che bisogna considerare, come ad esempio regolamentazioni particolari del mercato del lavoro e cambiamenti di natura demografica.

Un elemento che ha influenzato l'andamento della disoccupazione è la crisi dovuta alla pandemia da Covid-19. A livello europeo, questo dato era in calo dal 2013 raggiungendo il 6,7% nel 2019. Nel 2020 si è registrato il primo aumento da otto anni di continua riduzione, con un valore pari al 7,1%. Sempre secondo Eurostat, questi valori sono stati influenzati anche dalle limitazioni agli spostamenti, che hanno reso la ricerca di lavoro più difficoltosa e collocato delle persone al di fuori della forza lavoro, tra gli inattivi.

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