Che cosa si intende per occupati, disoccupati e inattivi

Identificano tre posizioni diverse rispetto al mondo del lavoro. Chi ha un’occupazione, chi non ce l’ha ma la cerca e chi sta fuori dalla forza lavoro.

Definizione

Occupato è chi svolge un lavoro. In particolare, sono occupate le persone dai 15 anni in su che hanno lavorato almeno un’ora durante la settimana di riferimento, o erano assenti solo temporaneamente dal luogo di lavoro. La condizione di occupato non dipende dal compenso. Gli occupati possono essere retribuiti per il lavoro svolto, o non ricevere un compenso ma lavorare per un guadagno familiare (ad esempio, nella ditta di famiglia). Inoltre, essere occupato prescinde dalla sottoscrizione di un contratto, ragione per cui sono considerati occupati anche i lavoratori irregolari.

Disoccupato è chi è in cerca di occupazione. In particolare, sono disoccupate le persone tra i 15 e 74 anni, che hanno cercato lavoro nelle quattro settimane che precedono la settimana di riferimento e sarebbero disponibili a lavorare entro le due settimane successive. Sono disoccupati anche coloro che inizieranno un lavoro entro tre mesi dalla settimana di riferimento.

Occupati e disoccupati compongono la forza lavoro, cioè la popolazione economicamente attiva. Al di fuori della forza lavoro, gli inattivi: coloro che non sono classificabili né come occupati né come disoccupati. In particolare, sono inattive le persone che non hanno cercato lavoro nelle quattro settimane che precedono la settimana di riferimento, o non sono disponibili a lavorare entro le due settimane successive, o entrambe le condizioni. La somma tra forza lavoro e inattivi corrisponde al totale della popolazione.

Dati

La crisi economica del 2008 ha avuto delle gravi conseguenze sul mercato del lavoro, in Italia e in molti paesi europei, modificando il modo in cui la popolazione si suddivide tra occupati, disoccupati e inattivi.

Percentuali di occupati, disoccupati e inattivi sul totale della popolazione italiana tra i 15-64 anni di età. Notare che i seguenti dati non corrispondono al tasso di occupazione, disoccupazione e inattività.

FONTE: dati Istat elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

Nel 2018 la percentuale di occupati è tornata al livello del 2008 dopo anni di calo. Tuttavia, è necessario sottolineare che nello stesso periodo i disoccupati sono aumentati di 2,8 punti percentuali, mentre gli inattivi sono diminuiti di 2,7.

Analisi

Oltre all'aumento della percentuale di disoccupati, ci sono altri aspetti che ridimensionano il dato positivo sulla ripresa dell'occupazione in Italia. Sono gli aspetti legati alla qualità dell'occupazione, all'inclusività dell'aumento dei posti di lavoro e alla situazione occupazionale regionale. Rispetto al periodo pre-crisi, in Italia:

  • è aumentata la percentuale di occupati a rischio povertà: persone che, pur avendo un lavoro, guadagnano meno del 60% del reddito mediano nazionale;
  • sono aumentati i lavoratori con contratti a termine, che vivono quindi in una condizione di maggiore instabilità rispetto al proprio posto di lavoro;
  • permane un forte gap tra occupazione maschile e femminile, spesso dovuta al fatto che le responsabilità di assistenza nei confronti di altri individui, in particolar modo la genitorialità, ricadono ancora sulla donna in misura maggiore che sull'uomo;
  • è peggiorata la situazione la situazione lavorativa dei giovani nel nostro paese, che registrano livelli di occupazione inferiori a quelli dei lavoratori anziani e un'alta percentuale di neet, ragazzi che non studiano e non lavorano;
  • si è ampliato il divario regionale riguardo i livelli di occupazione. Infatti, mentre il nord Italia sembra essere uscito dalla crisi del mercato del lavoro, il mezzogiorno continua a retrocedere.

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