Che cosa fa il relatore

Con dei governi che monopolizzano la produzione legislativa, essere nominati relatore è l’unica speranza che i parlamentari hanno per incidere realmente sul dibattito in commissione e in aula.

Definizione

Ogni disegno di legge è accompagnato da una relazione. Questa contiene il testo approvato dalla commissione (che può essere differente dalla proposta di partenza) ed è preceduta da una relazione illustrativa firmata dal relatore. Come illustrato dal sito del senato, il relatore è una sorta di regista politico del dibattito, che esprime il suo parere su tutti gli emendamenti presentati e coordina la mediazione politica sul provvedimento. I relatori possono essere sia di maggioranza, presentando anche la posizione del governo, che di minoranza, a sostegno dei gruppi di opposizione. I relatori di minoranza servono a motivare la valutazione contraria al testo approvato dalla commissione.

Dati

Diventare relatore dà la possibilità a deputati e senatori di avere un ruolo determinante nel successo (o fallimento) di un provvedimento, dovendo portare avanti tutta la contrattazione e mediazione fra le diverse forze politiche. Abitualmente questo incarico viene affidato a chi ricopre un ruolo chiave. Questi possono essere di due tipi: istituzionali o politici. Nella prima categoria rientrano i presidenti e vice presidenti di commissione; nella seconda i capigruppo di aula e commissione. Queste quattro key position hanno una media di produttività di molto superiore al resto dell’aula. I presidenti delle 28 commissioni permanenti (14 alle camera e 14 al senato) hanno un punteggio in media che è più di due volte superiore a quello dei parlamentari senza incarico. Questi ultimi hanno totalizzato nel corso della XVII legislatura in media 213,8 punti alla camera e 249,4 al senato, lontanissimi dai capigruppo di aula (camera 440,51 – senato 310,84), dai vice presidenti di commissione (camera 375,64 – senato 280,64) e capigruppo i commissione (camera 319,49 – senato 284,07).

Analisi

Con dei governi che monopolizzano la produzione legislativa, essere nominati relatore è l’unica speranza che i parlamentari hanno per incidere realmente sul dibattito in commissione e in aula. La relazione di un provvedimento, oltre a svolgere una funzione chiave nel processo legislativo, è uno dei pochi modi che hanno i parlamentari che sostengono il governo di far sentire la propria voce. Con oltre il 70% delle leggi presentate da membri del governo, e la dinamica maggioranza-opposizione sempre più incentrata su uno scontro fra il governo e l’opposizione, coloro che sostengono l’esecutivo hanno poche vie da percorrere per incidere. Diventare relatore è un aspetto chiave di questa dinamica. Le relazioni però vengono tendenzialmente affidate sempre alle stesse persone, concentrando ancora di più il potere parlamentare e limitando lo spazio di manovra di deputati e senatori.

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