Le procedure di gara sui centri di accoglienza prima e dopo l’intervento del ministero

Con una circolare il ministero dell'interno ha suggerito alle prefetture di ricorrere alle procedure negoziate in caso di difficoltà nell'assegnazione dei bandi.

A febbraio 2020 il ministero dell’interno ha dovuto prendere atto del problema della mancata assegnazione dei posti nel sistema di accoglienza. Un fenomeno legato in gran parte al rifiuto di alcuni gestori a partecipare ai bandi stando alle regole volute dal decreto sicurezza. Nella circolare emanata dal ministero si indicano quindi alcune soluzioni, tra cui quella di fare ricorso alle procedure negoziate che infatti, da quel momento crescono rispetto al volume totale dei lotti per l’accoglienza.

Nella Banca dati dei contratti pubblici di Anac è indicato per ciascun lotto la procedura di scelta del contraente che è stata utilizzata. Di recente avevamo assistito a un fenomeno positivo, ovvero la sistematizzazione dell’utilizzo delle procedure aperte per i bandi relativi ai centri di accoglienza. Tuttavia in alcuni casi le prefetture, per rispondere alle difficoltà nell’assegnazione dei bandi, hanno fatto ricorso a vari tipi di procedure negoziate, che qui abbiamo considerato in termini aggregati.

FONTE: Elaborazione openpolis su dati Anac
(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Luglio 2020)

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