Il calo dell’aps e la spesa per i rifugiati nel paese donatore

Il crollo dell'aps italiano nel 2018 viene motivato dall'Ocse con la riduzione della spesa per i rifugiati nel paese donatore. Tuttavia questo non basta a spiegare un calo così importante.

La spesa per i rifugiati nel paese donatore occupa ancora una parte importante dell’aps italiano (22,9%) anche se negli anni precedenti questa componente era ancora più rilevante (30,8% nel 2017). Il ridursi di questa voce rappresenta sicuramente il motivo principale del calo dell’aps complessivo, ma non è sufficiente a spiegarlo. Infatti l’aiuto bilaterale al netto del costo dei rifugiati nel paese donatore invece di aumentare si è ridotto del 35,6%.

La voce “rifugiati nel paese donatore” è uno specifico capitolo di spesa all’interno della rendicontazione ufficiale sull’uso dei fondi di aps. In questa voce rientrano le spese sostenute per gestire le richieste di asilo o protezione internazionale, e le persone che la cui richiesta viene accettata e ottengono lo status giuridico di rifugiato. Si tratta della componente principale di quello che è noto come aiuto gonfiato. I dati Ocse utilizzati seguono la metodologia “cash basis“ e si riferiscono al rilascio di dati preliminari per il 2018.

FONTE: Ocse
(ultimo aggiornamento: giovedì 11 Aprile 2019)

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