L’Italia è uno dei paesi europei con meno laureati #conibambini
Il nostro paese è penultimo in Ue per quota di giovani in possesso di un titolo di studio terziario. Nonostante alcuni progressi negli ultimi anni, l’Italia è molto lontana dall’obiettivo europeo fissato per il 2030. Restano forti le differenze territoriali.
martedì 20 Gennaio 2026 | Povertà educativa

- Nel 2024 in Italia la quota di persone con titolo di studio terziario nella fascia d'età 25-34 anni era del 32%. Dopo la Romania, è il dato più basso in Ue.
- La quota di giovani italiane laureate è superiore di 13,5 punti percentuali rispetto agli uomini.
- Negli ultimi anni c'è stato un incremento di laureati italiani nella fascia 25-49 anni. Ma solo 6 regioni superano la soglia del 30%.
- Nel 2022 solo in 81 comuni (meno dell’1%) la quota di laureati tra 25 e 49 anni era superiore al 40%.
Il 24 gennaio si celebra la Giornata internazionale dell’educazione, istituita dall’Onu per richiamare l’attenzione sul ruolo centrale dell’istruzione nella promozione dello sviluppo, della coesione sociale e della riduzione delle disuguaglianze.
Come abbiamo avuto modo di raccontare infatti, i dati confermano che investire in educazione resta uno degli strumenti più efficaci per contrastare il disagio socio-economico. Chi raggiunge livelli di istruzione più elevati ha mediamente maggiori probabilità di accedere a carriere più stabili e meglio retribuite, con effetti positivi che si estendono all’intero arco della vita. Abbiamo anche visto però che spesso la condizione socio-economica della famiglia ha un impatto decisivo sul percorso di studio dei figli. Per questo è fondamentale che le istituzioni garantiscano pari opportunità di accesso ai più alti gradi di istruzione, indipendentemente dal contesto sociale e territoriale di partenza.
Proprio per questo motivo, l’Unione europea si è data uno specifico obiettivo su questo fronte: raggiungere una quota del 45% di laureati tra la popolazione di età compresa tra i 25 e i 34 anni entro il 2030. Un traguardo che molti paesi hanno già raggiunto, ma che per l’Italia appare ancora distante.
31,6% la quota di persone di età compresa tra i 25 e i 34 con titolo di studio terziario in Italia nel 2024.
I laureati in Europa e l’obiettivo per il 2030
Prima di concentrarci più nello specifico sui dati riguardanti il grado di raggiungimento dell’obiettivo Ue in tema di laureati, diamo uno sguardo più complessivo a quella che è la situazione per quanto riguarda la popolazione in possesso di un titolo di studio terziario. Secondo i più recenti dati di Eurostat, relativi al 2024, il 33,5% della popolazione europea tra i 25 e i 74 anni aveva conseguito un titolo di istruzione terziaria. Le quote più elevate si registrano in Irlanda, Lussemburgo, Svezia e Cipro, dove oltre il 45% della popolazione adulta ha un titolo universitario (o equiparabile). All’estremo opposto si collocano Romania e Italia, entrambe sotto il 25%.
Guardando alla fascia più rilevante per il monitoraggio delle politiche europee, quella dei giovani adulti (25-34 anni), emerge un quadro ancora più netto. Nel 2024, la media Ue era già al 44,2% e quasi la metà degli stati membri aveva raggiunto o superato il target. L’Italia, invece, si colloca al penultimo posto, con una quota pari al 31,6%, distante oltre 13 punti percentuali dall’obiettivo e con una percentuale maggiore solo alla Romania (23,2%).
L’Italia è penultima in Ue per quota di giovani laureati
Quota di popolazione con titolo di studio terziario nella fascia di età 25-34 anni negli stati Ue (2024)
I livelli di istruzione dei diversi paesi sono armonizzati sulla base della classificazione internazionale standard dell’istruzione (Isced). Si considera terziario un titolo di studio che rientra tra i livelli 5 e 8 dell’Isced.
FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: giovedì 11 Dicembre 2025)
All’interno di questo quadro si evidenzia anche una marcata differenza di genere: le donne raggiungono livelli di istruzione terziaria molto più spesso degli uomini. Nel nostro paese il divario è particolarmente ampio e supera i 13 punti percentuali, uno dei più elevati in Europa.
38,5% la quota di laureate di età compresa tra i 25 e i 34 in Italia nel 2024.
L’Italia e i divari territoriali, un confronto regionale
Il dato a livello nazionale non restituisce quelle che sono le situazioni nei diversi territori. Come spesso succede, anche su questo fronte si registrano delle significative differenze. Per analizzare più nel dettaglio la situazione italiana è necessario ricorrere a fonti diverse da Eurostat. I dati territoriali disponibili provengono infatti dalle statistiche sperimentali Istat e fanno riferimento a una fascia d’età più ampia (25-49 anni). Per questo motivo non possono essere utilizzati per misurare direttamente il raggiungimento dell’obiettivo europeo, ma rappresentano comunque uno strumento prezioso per valutare lo stato dell’arte e le disuguaglianze interne al paese. Altro elemento da tenere in considerazione riguarda il fatto che, in questo caso, il dato più recente disponibile fa riferimento al 2022.
Al sud il raggiungimento dei più alti livelli di istruzione resta meno diffuso.
In quell’anno, solo 6 regioni superavano la soglia del 30% di laureati nella fascia 25-49 anni. La quota più elevata si registrava nel Lazio (32,6%), seguito da Molise (31,6%) e Abruzzo (30,8%). All’opposto, le regioni con le percentuali più basse risultano essere Sicilia (22,5%), Campania (23,6%) e Sardegna (23,7%). Quote di laureati particolarmente basse si registravano anche in Puglia (24,2%) e Calabria (26,3%).
Solo in 6 regioni la quota di laureati di 25-49 anni supera il 30%
Percentuale di persone di 25-49 anni che hanno conseguito un titolo di livello terziario sul totale delle persone della stessa fascia d’età (2022)
FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Novembre 2024)
Va comunque osservato che nel periodo temporale compreso tra il 2018 e il 2022 in tutte le regioni si è registrato un aumento più o meno significativo della quota di laureati. Gli incrementi più consistenti si osservano in Trentino-Alto Adige (+4,4 punti percentuali), Lombardia e Veneto (entrambe +4,3). Una dinamica certamente positiva ma ancora non sufficiente.
Uno sguardo ai laureati, comune per comune
Scendendo ulteriormente nel dettaglio territoriale, i dati comunali mostrano una frammentazione ancora più marcata. Nel 2022, la quota più alta di residenti tra i 25 e i 49 anni con un titolo terziario si registrava a Torre d’Isola (Pv), con il 52,9%, seguita da Basiglio (Mi, 51,2%) e Pavia (50,9%). Non sorprende che molti capoluoghi e sedi universitarie figurino ai primi posti: tra questi Bologna, Siena, Milano e Padova, tutte con valori prossimi o superiori al 48%.
Nel complesso, però, i territori con una forte presenza di laureati restano una minoranza. Solo 81 comuni superano il 40%, mentre nella maggior parte dei casi la quota di popolazione con titolo terziario si colloca sotto il 30%. In 2.376 comuni, meno di un residente su cinque tra i 25 e i 49 anni ha completato un percorso universitario.
Anche l’analisi dell’evoluzione temporale conferma un quadro articolato. Tra il 2018 e il 2022, in 452 comuni la quota di laureati è diminuita, mentre in altri 30 è rimasta sostanzialmente stabile. Nella maggioranza dei territori si osserva invece una crescita, talvolta molto accentuata: casi come Bergolo (Cn), Baradili (Or) e Rondanina (Ge) mostrano incrementi superiori ai 20 punti percentuali, pur partendo spesso da valori iniziali molto bassi.
In 81 comuni la quota di laureati di 25-49 anni superava il 40% nel 2022
Variazione nel tempo della percentuale di persone di 25-49 anni che hanno conseguito un titolo di livello terziario sul totale delle persone della stessa fascia d’età, comune per comune (2018-2022)
La configurazione territoriale e amministrativa utilizzata fa riferimento alla data del 31 dicembre 2022. A questa data, il numero dei comuni era pari a 7904. Negli anni il numero dei comuni può variare sia per la costituzione di nuovi territori, prevalentemente per la fusione di comuni già esistenti e conseguentemente soppressi, sia perché alcuni sono inglobati in altri che non cambiano nome. Per il comune siciliano di Misiliscemi è disponibile solo il dato relativo al 2022 in quanto l’ente è stato istituito nel 2021 a seguito dello scorporo del territorio dal comune di Trapani.
FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Novembre 2024)
Ridurre questi divari resta una sfida centrale. Senza un investimento strutturale e diffuso su questo fronte difficilmente le disuguaglianze esistenti potranno essere superate.
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Scarica i dati, regione per regione
I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi ai laureati tra i 25 e i 49 anni sono di fonte Istat statistiche sperimentali.
Foto: Riccardo Vespa (licenza)




