Le amministrazioni possono aiutare lo sviluppo economico locale Bilanci dei comuni

Supportare le economie locali può rappresentare un passo in avanti per ridurre i divari territoriali presenti nel paese, aggravati dalla pandemia.

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La crisi che si è presentata in seguito all’emergenza sanitaria ha colpito numerose attività del tessuto economico italiano. Dalle industrie all’artigianato, passando per i mercati rionali. Sono necessarie delle politiche che sostengano nel lungo periodo tutte le fasi della ripresa produttiva.

Secondo i dati Istat, nel 2020 il prodotto interno lordo (Pil) a livello nazionale è diminuito dell’8,9% rispetto all’anno precedente. L’area che mostra i cali più evidenti è quella del nord-est (-9,2%) seguita da nord-ovest (-9%), centro (-8,9%) e mezzogiorno (-8,6%). Le contrazioni maggiori sono state nel commercio, negli esercizi pubblici, nei trasporti e nelle comunicazioni. In questi settori, si registra in riferimento al 2019 un calo del 15,3%.

Questo rallentamento nel centro-nord del paese ha ridotto la distanza con il mezzogiorno per quel che riguarda il Pil pro capite. Nel 2019, questo valore era pari a 15,8mila euro pro capite ma nel 2020 si è registrato un calo.

14,4mila € la differenza del Pil pro capite calcolato tra centro-nord e mezzogiorno (Istat, 2020).

Tendenzialmente le regioni del centro-nord restano comunque più ricche rispetto a quelle del sud. Il nord-ovest rimane l’area geografica con il Pil pro capite più elevato (34,1mila euro) seguito da nord-est (33) e centro (30,4). Il mezzogiorno si conferma ultimo con 18,3mila euro.

Il dato fa parte della rilevazione sui conti economici territoriali per gli anni 2018-2020. Si considera il prodotto interno lordo ai prezzi di mercato, che è il risultato della produzione finale di beni e servizi della popolazione residente al netto dei consumi intermedi con l’aggiunta dell’Iva.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat.
(ultimo aggiornamento: lunedì 1 Agosto 2022)

Entrando nel dettaglio, le due province autonome sono caratterizzate dai valori più alti. A Bolzano infatti il Pil pro capite si attesta alle 44,5mila euro mentre a Trento a 36,5. Seguono Lombardia (36,7), Valle d'Aosta (36,3) e Emilia Romagna (36,3). Al contrario, le regioni in cui si registrano le cifre più basse sono Puglia (17,9mila euro) Sicilia (17,1) e Calabria (16,4).

Per ridurre i divari territoriali, è importante un'azione congiunta tra politiche nazionali e interventi mirati a livello locale. In questo, anche i comuni possono dare il loro contributo con delle uscite che vengono inserite all'interno dei bilanci.

Le spese dei comuni per lo sviluppo economico e per la competitività

Gli importi dedicati alle attività di promozione dello sviluppo e della competitività del sistema economico locale sono incluse in una specifica missione di spesa. Qui sono inseriti gli interventi di supporto e monitoraggio delle politiche sul territorio ma anche le uscite dedicate alla ricerca e allo sviluppo, inserite in una specifica voce di spesa.

Nelle altre voci sono compresi gli importi per numerosi settori produttivi. Si parla infatti di industrie, artigianato locale, reti distributive, commercio e altri servizi legati alla pubblica utilità come ad esempio le farmacie.

I dati mostrano la spesa per cassa per la missione di spesa relativa allo sviluppo economico. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con più di 200mila abitanti non sono disponibili i dati di Catania perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2020.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Luglio 2022)

Tra le grandi città, il dato più elevato è quello di Milano, caratterizzata da una spesa pari a 174,47 euro pro capite. Un importo particolarmente alto rispetto agli altri comuni considerati. Seguono Trieste (30,8), Napoli (29,29) e Genova (19,76). I valori più bassi sono registrati a Palermo (5,33 euro pro capite), Bologna (4,67) e Messina (3,97).

A livello nazionale, i comuni spendono mediamente 11,72 euro pro capite per questa missione di spesa. Le uscite medie maggiori sono riportate nella provincia autonoma di Bolzano (54,7 euro pro capite), in Toscana (26,12) e in Campania (23,32). Al contrario, sono caratterizzate da importi minori le amministrazioni liguri (6,1 euro pro capite), venete (5,68) e molisane (3,81).

Oltre ad essere la provincia in cui i comuni spendono di più per il supporto all'economia locale, la provincia autonoma di Bolzano è anche l'area in cui si registra il Pil pro capite più alto d'Italia. Andiamo quindi ad analizzare questo caso particolare.

I dati mostrano la spesa per cassa riportata nella missione dedicata allo sviluppo economico. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Il dato non è disponibile per i comuni in grigio.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Luglio 2022)

Sono 59 i comuni altoatesini che superano il valore medio nazionale su un totale di 115 amministrazioni. Di questi, fa parte anche il capoluogo, che spende 82,84 euro pro capite per incentivare l'attività economica. I comuni caratterizzati da maggiori uscite sono Martello (651,70 euro pro capite), Senale-San Felice (588,46) e Silandro (436,31). Sono undici i comuni che non riportano spese per questa missione mentre non risulta disponibile alla data di scarico il bilancio di un'amministrazione (Caines).

I dati mostrano la spesa per cassa per la missione legata allo sviluppo economico. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: giovedì 28 Luglio 2022)

Tra i quasi ottomila comuni italiani, quello che spende di più per questa missione di spesa è Calvanico, in provincia di Salerno, con 1620,1 euro pro capite. Seguono Oncino (Cuneo, 1171,48), Tortorella (Salerno, 1044,38) e Santomenna (Salerno, 897,93).

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto: Clark Young - licenza

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