La sfida delle opere pubbliche a pochi mesi dal termine del Pnrr #OpenPNRR
Mentre il piano si avvicina alla scadenza finale, un’analisi della Corte dei conti rileva come l’accelerazione impressa negli ultimi mesi non sia ancora sufficiente. Le opere di maggiore entità finanziaria restano il principale collo di bottiglia.
lunedì 23 Febbraio 2026 | Potere politico

- La Corte dei conti ha analizzato un insieme di circa 19.200 opere pubbliche finanziate dal Pnrr. A ottobre 2025, 5.546 interventi risultavano conclusi.
- Le opere già terminate rappresentano appena il 4,2% del valore finanziario complessivo del gruppo di interventi considerato, pari a oltre 86 miliardi di euro.
- Il valore medio delle opere già concluse è di circa 700mila euro ma quello degli interventi aggiudicati ammonta a 4,5 milioni.
- Le opere pubbliche già terminate hanno avuto una durata media di 18 mesi. Un dato destinato ad aumentare.
- In media, i progetti realizzati al sud sono stati completati più velocemente rispetto al centro e al nord.
Mancano ormai pochi mesi alla conclusione formale del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Una scadenza che impone di mantenere alta l’attenzione sullo stato di avanzamento dei cantieri, sia da parte dei soggetti direttamente coinvolti nella realizzazione delle opere, sia da parte dei cittadini.
Nella settima relazione per il parlamento sullo stato di avanzamento del piano, il governo ha diffuso dati rassicuranti, sottolineando come la maggioranza dei progetti finanziati risulti già conclusa: circa 384mila interventi su un totale di 550mila. Tuttavia, questo resoconto meramente numerico rischia di essere parziale. Questa lettura dei dati, da sola, trascura il fatto che sono proprio le opere di più grandi dimensioni finanziarie — e dunque verosimilmente le più complesse — ad essere maggiormente indietro e a richiedere tempi di realizzazione sensibilmente più lunghi.
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Questa dinamica emerge con chiarezza da un approfondimento condotto dalla Corte dei conti su un insieme di circa 19.200 opere pubbliche finanziate dal Pnrr. L’analisi evidenzia come il programma stia procedendo, ma senza segnali di un’effettiva accelerazione. Al contrario, man mano che entrano in fase esecutiva gli investimenti più consistenti, i tempi medi di completamento tendono ad allungarsi.
È possibile, in primo luogo, osservare come il Programma stia procedendo, ma senza che vi siano segnali di una sua effettiva accelerazione. […] è presumibile che i tempi dei lavori tenderanno ad allungarsi ulteriormente, man mano che giungeranno in esecuzione gli investimenti finanziariamente più consistenti. Ciò richiede alle amministrazioni responsabili di monitorare con attenzione e costanza la coerenza tra tempi attesi di conclusione delle realizzazioni e la scadenza ultima del Piano.
Semplificazioni normative e metodologia dell’analisi
In premessa, la corte sottolinea come l’attuazione del Pnrr dipenda in gran parte dalla capacità del sistema paese di realizzare opere pubbliche in tempi record. Per favorire questo processo, il legislatore ha introdotto massicce misure di semplificazione del quadro normativo sui contratti pubblici, spesso in deroga alle norme ordinarie. Questo sforzo di snellimento burocratico, che costituiva peraltro una milestone del piano, si è concretizzato principalmente con i decreti legge 77/2021 e 13/2023 ma gli interventi di natura normativa sono stati molti di più. Tali iniziative hanno introdotto disposizioni specifiche per gli appalti Pnrr in materia di pari opportunità, tutela della concorrenza, affidamento ed esecuzione, oltre a modificare istituti critici come il subappalto.
Per valutare l’efficacia di queste misure e lo stato reale dei lavori, la Corte dei conti ha selezionato un campione statistico estratto dal database Regis. L’insieme è composto da circa 19.200 progetti classificabili come “opere pubbliche” per i quali è stato possibile ricostruire una sequenza consecutiva di quattro fasi fondamentali: aggiudicazione, stipula del contratto, esecuzione dei lavori e collaudo. Questo campione, che rappresenta oltre l’80% dell’universo di riferimento e il 90% delle risorse finanziarie associate alle opere pubbliche, permette di valutare con buona approssimazione quanto effettivamente realizzato fino a ottobre dello scorso anno.
Lo stato di avanzamento dei progetti nel corso del 2025
Dall’analisi del panel individuato emerge un quadro in chiaroscuro. Tra gennaio e ottobre 2025 infatti i progetti interamente realizzati (collaudati) sono passati dal 18,1% al 28,9%. D’altra parte circa il 59,7% degli interventi si trova ancora in fase di esecuzione lavori. Rispetto a gennaio, l’incidenza dei progetti in questa fase è diminuita (erano al 69%) ma resta ampiamente la quota più alta. In parallelo, sono diminuiti i progetti in stipula (dall’8 al 3,6%). Infine le opere in collaudo ma non ancora concluse sono passate dal 5 al 7,8%.
L’aspetto più problematico emerge con riferimento al valore finanziario delle opere concluse e di quelle ancora in corso. Infatti sebbene le prime costituiscano quasi il 30% a livello numerico, esse rappresentano appena il 4,2% del valore economico complessivo del gruppo di interventi considerato (circa 3,6 miliardi di euro su un totale di oltre 86 miliardi). Al contrario, i lavori ancora in corso di esecuzione assorbono quasi 78 miliardi di euro, pari all’89,8% delle risorse analizzate.
Le opere pubbliche ancora in esecuzione assorbono il 90% dei fondi Pnrr
Valore finanziario totale dei progetti Pnrr relativi a opere pubbliche per stato di avanzamento (milioni di euro)
I dati si riferiscono a un campione panel di circa 19.200 progetti estratto dal sistema ReGiS, monitorato in due momenti (gennaio e ottobre 2025) per misurare l’avanzamento procedurale e finanziario. Per maggiori informazioni clicca qui.
FONTE: Elaborazione Openpolis su dati Corte dei conti.
(ultimo aggiornamento: venerdì 5 Dicembre 2025)
Questo divario conferma che il progresso maggiore ha interessato finora prevalentemente lavori di piccola o media entità finanziaria. Anche se si registra una crescita in questo senso. L’importo finanziario medio delle opere portate a termine infatti è passato dai 450mila euro registrati a gennaio ai 700mila euro di ottobre. Si tratta comunque di una cifra destinata ad aumentare in modo ancora più netto nei prossimi mesi considerando che il valore medio delle opere già aggiudicate risulta essere di 4,5 milioni di euro, una dimensione oltre sei volte superiore a quella dei lavori finora ultimati.
0,7 mln € su 4,5 mln € il valore medio delle opere Pnrr già concluse rispetto a quelle per cui è avvenuta l’aggiudicazione a ottobre 2025, secondo la Corte dei conti.
I tempi di esecuzione
Focalizzandosi sui 5.546 progetti del panel già portati a termine per cui è possibile fare valutazioni sull’intero ciclo di realizzazione, si può notare un progressivo aumento dei tempi da gennaio a ottobre 2025. Nel punto di osservazione più recente infatti la Corte dei conti evidenzia come la durata media di un’opera pubblica sia stata di 533 giorni, pari a circa 18 mesi. Si tratta di un incremento significativo rispetto ai 458 giorni registrati a gennaio, con una dilatazione di circa due mesi e mezzo che riflette la crescente complessità dei progetti che raggiungono le fasi finali.
La fase di esecuzione dei lavori si conferma come il passaggio più oneroso, assorbendo da sola il 55,2% del tempo totale con una durata media di 294 giorni, un dato in forte crescita rispetto ai 226 giorni rilevati all’inizio dell’anno. Anche il collaudo ha visto aumentare le proprie tempistiche medie, salendo a 79 giorni, mentre le fasi burocratiche preliminari di aggiudicazione e stipula sono rimaste sostanzialmente stabili o in lieve calo, attestandosi rispettivamente a 61 e 49 giorni.
Le opere pubbliche Pnrr hanno una durata media di 18 mesi
Durata media, in giorni, delle diverse fasi di attuazione dei progetti già conclusi individuati come opere pubbliche (gennaio-ottobre 2025)
I “tempi di attraversamento” rappresentano il periodo di attesa che intercorre tra la fine di una fase e l’inizio della successiva.
FONTE: Elaborazione Openpolis su dati Corte dei conti.
(ultimo aggiornamento: venerdì 5 Dicembre 2025)
Questo allungamento dei tempi è strettamente correlato alla dimensione finanziaria degli interventi, che rappresenta un chiaro indicatore della loro complessità procedurale e tecnica. Mentre i lavori di minore entità, con valore fino a un milione di euro, vengono ultimati mediamente in 494 giorni, le tempistiche si dilatano progressivamente al crescere dell’impegno economico. Si passa infatti ai 722 giorni necessari per le opere comprese tra uno e due milioni, fino ad arrivare a quasi 1.200 giorni, ovvero circa 40 mesi, per gli investimenti superiori ai 5 milioni di euro.
Le opere del Pnrr economicamente più rilevanti richiedono tempi di realizzazione più lunghi
Durata media totale in giorni dei progetti conclusi finanziati dal Pnrr per classe di importo
Nel grafico, per motivi di visualizzazione, non sono rappresentati i tempi di attraversamento perché spesso riportano un valore negativo. Ciò indica una sovrapposizione temporale tra le fasi, dovuta all’avvio anticipato di alcune attività o all’efficacia delle misure di semplificazione che permettono di procedere con i lavori parallelamente agli adempimenti burocratici.
FONTE: Elaborazione Openpolis su dati Corte dei conti.
(ultimo aggiornamento: venerdì 5 Dicembre 2025)
Caratteristiche degli interventi analizzati e distribuzione territoriale
L’analisi condotta dalla Corte dei conti mette in luce differenze significative nella durata dei lavori basate non solo sulla natura degli interventi ma anche sulla loro localizzazione. Sotto il profilo territoriale, emerge un dato parzialmente inaspettato. La realizzazione delle opere Pnrr infatti è stata finora più celere nel mezzogiorno, con una durata media di 460 giorni, rispetto ai 526 giorni necessari nel centro e ai 579 nel nord.
La maggiore speditezza dei progetti localizzati nel meridione si riscontra per tutte le fasi di lavorazione, con differenze più accentuate per l’Aggiudicazione e la Stipula. Ciò potrebbe riflettere, da un lato, la minore dimensione finanziaria media dei lavori realizzati nelle aree meridionali (cfr. appendice), dall’altro lato, potrebbe anche segnalare l’efficacia delle procedure adottate con il PNRR nel contrastare i ritardi di attuazione a cui vanno tradizionalmente incontro le regioni meridionali.
Sul versante opposto troviamo i progetti di ambito nazionale e multi-regionale che registrano tempi di realizzazione superiori ai mille giorni a causa della loro notevole dimensione finanziaria e della conseguente complessità tecnica.
Anche la distinzione tra progetti nuovi o già in essere (vale a dire quegli interventi previsti già prima del Pnrr e che si è poi deciso di finanziare del tutto o in parte con i fondi europei) influisce sulle tempistiche complessive. I nuovi interventi richiedono mediamente 509 giorni contro i 579 di quelli preesistenti, sebbene le fasi preliminari di aggiudicazione risultino più lunghe per i primi. Questo suggerisce che la minore durata complessiva dei nuovi progetti possa dipendere più da un’entità economica ridotta che da una reale accelerazione della fase esecutiva.
Gli interventi di ampliamento o nuova realizzazione hanno richiesto mediamente oltre 560 giorni.
Un impatto determinante sulla media generale dei tempi è esercitato inoltre dalla tipologia di investimento. La manutenzione si conferma la categoria più veloce con 508 giorni medi. Poiché tale tipologia costituisce il 56,9% dei progetti completati, essa contribuisce in modo significativo a contenere la media dei tempi di lavorazione dell’intero campione. Al contrario, gli investimenti finalizzati all’ampliamento e alla ristrutturazione richiedono oltre 600 giorni per essere ultimati, mentre le opere di nuova realizzazione si attestano su una media di 561 giorni.
Il nostro osservatorio sul Pnrr
Questo articolo rientra nel progetto di monitoraggio civico OpenPNRR, realizzato per analizzare e approfondire il piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). Oltre agli articoli di approfondimento sullo stato di attuazione e sulle misure presenti nel piano, mettiamo a disposizione anche la piattaforma openpnrr.it che offre anche la possibilità di attivare un monitoraggio personalizzato e ricevere notifiche ad hoc. Mettiamo inoltre a disposizione i nostri open data che possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione.
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