Il ruolo dei comuni nella gestione dei rifiuti urbani Bilanci dei comuni

Nel 2017 in Italia, ogni abitante ha prodotto in media 489 kg di rifiuti. Un dato che aumenta ampiamente nei maggiori centri urbani del paese. Attraverso i bilanci comunali, vediamo quante risorse spendono gli enti locali per il servizio di gestione dei rifiuti urbani.

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Il rapporto Ispra sui rifiuti urbani rivela che nel 2017 in Italia ogni abitante ha prodotto in media 489 kg di rifiuti. Un dato che viene ampiamente superato da molti dei maggiori centri urbani del nostro paese. È infatti nelle città più popolose che la produzione di rifiuti raggiunge i livelli più alti, anche influenzata dalla presenza quotidiana di lavoratori pendolari e flussi di turisti.

Le grandi città italiane sono 15 e insieme hanno prodotto, nel 2017, una quantità di rifiuti pari al 18,5% del totale nazionale. Vediamo tra queste, quali si distinguono per i livelli più alti.

Il dato mostra i kg di rifiuti prodotti nel 2017 da un singolo abitante, nelle città più popolose d’Italia.

FONTE: elaborazione openpolis su dati ISPRA
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

Catania è la città che ha prodotto pro capite la maggiore quantità di rifiuti (713 kg per abitante), seguita da Venezia (637 kg) e Firenze (622,5 kg). Genova, Messina e Trieste sono invece i comuni che ne producono meno.

Per far fronte all'elevata quantità di rifiuti prodotti, in particolar modo nei centri urbani, è necessario un sistema di gestione efficiente, che ne regoli raccolta e smaltimento.

Il sistema di gestione dei rifiuti

La gestione dei rifiuti urbani prevede un sistema articolato tra competenze statali, regionali, provinciali e comunali.

Mentre allo stato è affidato il compito di definire i criteri generali per la gestione dei rifiuti (d.lgs 152/2006 art.195), alle regioni spettano le funzioni di pianificazione (d.lgs 152/2006 art.196). Adottano, con l'accordo di comuni e province, i piani regionali di gestione dei rifiuti (d.lgs 152/2006 art.199) che definiscono, tra vari aspetti, l'organizzazione della raccolta differenziata e la gestione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti.

Se le regioni hanno dunque un ruolo di programmazione, i comuni detengono comunque delle funzioni operative in materia (d.lgs 152/2006 art.198). Sono infatti le amministrazioni comunali a stabilire, ad esempio, le modalità del servizio di raccolta e di trasporto, oltre che le misure di tutela igienico-sanitaria da seguire durante le varie fasi di gestione dei rifiuti.

La spesa dei comuni per i rifiuti

Per sostenere queste attività, i comuni destinano parte del proprio bilancio alla specifica voce di spesa per i "rifiuti", compresa nella missione di "sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell'ambiente". La spesa per i rifiuti comprende l'amministrazione di raccolta, trasporto e smaltimento, oltre che la pulizia di strade, piazze, viali. Inoltre, sono incluse le spese per i contratti di servizio e di programma con le aziende di igiene ambientale.

Considerato quanto visto prima in merito alla produzione di rifiuti nelle aree urbane, è interessante osservare la spesa in tale ambito nei comuni più popolosi d'Italia.

I dati fanno riferimento alla spesa per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. È importante sottolineare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi effettiva sulle attività degli enti locali.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2017
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

Con una spesa per i rifiuti pari a 597 euro pro capite, Roma è al primo posto, seguita ad ampia distanza da Venezia (353,97) e Firenze (266,80). Chiudono la classifica Trieste, Verona e Palermo, ultima con 151,38 euro pro capite.

Riguardo l'elevato livello di spesa della capitale, è importante chiarirne le possibili spiegazioni. Il servizio di gestione dei rifiuti di Roma è affidato ad Ama, una società fondata e interamente partecipata dal comune. Attraverso il bilancio 2016 di Ama, è possibile ricostruire che la cifra che la società riceve dall'amministrazione capitolina per svolgere il servizio è pari a circa 800 milioni di euro l'anno.

La spesa di Roma cambia se si guarda il dato per competenza, invece che per cassa.

Questa somma corrisponde a quella che nel bilancio comunale è inserita sotto la voce "spesa per competenza": le spese che un'amministrazione si impegna a sostenere, indipendentemente dal fatto che vengano effettivamente pagate nel corso di quell'anno. La "spesa per cassa", invece, corrisponde alle spese che il comune ha effettivamente pagato in quell'anno. Considerando i bilanci del comune di Roma, è possibile osservare che nel 2016, a fronte di una spesa per competenza di 800 milioni circa (pari al costo del servizio Ama), la spesa per cassa risulta essere di 386 milioni circa. E la stessa Ama evidenzia la mancata ricezione, da parte dell'amministrazione capitolina, di parte dell'importo dovuto, nel documento di bilancio 2016.

Nel corso del 2016, per motivi non adducibili alla società, si è potuto allocare solo parzialmente gli importi derivanti dalla tariffa rifiuti incassati da AMA in nome e per conto dell’amministrazione comunale. Infatti, mentre nel bilancio 2015 gli incassi furono allocati nella loro totalità (...), nel presente bilancio Roma Capitale ha allocato un valore di incassi (...) per soli 348,5 milioni di euro.

Questo spiega perché l'anno successivo (2017) la spesa per cassa della capitale è così elevata, come risulta dalla classifica. È anche perché la spesa del 2017 comprende parte della somma che non era stata pagata ad Ama nel 2016.

Vista la particolarità del caso romano, abbiamo ampliato l'analisi sulla spesa per i rifiuti a tutti i comuni della città metropolitana.

I dati mostrano la spesa per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio per i rifiuti. Da sottolineare che spesso i comuni non inseriscono le spese in un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi effettiva sulle attività degli enti locali. Inoltre, il dato non è disponibile per i comuni che non compaiono nella mappa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2017
(ultimo aggiornamento: domenica 31 Dicembre 2017)

Roma nel 2017 registra la maggior spesa per abitante, seguita dai comuni di Colleferro (506,55), Vivaro Romano (370,03) e Capranica Prenestina (369,75). Riguardo gli altri territori invece, il livello di spesa non sembra seguire particolari ricorrenze geografiche. Stando ai bilanci, Arcinazzo Romano, Mandela e Rocca di Cave sono le uniche 3 amministrazioni ad avere una spesa pari a 0 in questo ambito.

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno, i comuni inviano i propri bilanci alla direzione centrale della finanza locale del ministero dell'interno, che li pubblica. Noi estraiamo i dati, li elaboriamo aggregandoli in voci di entrata e di spesa, e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati di openbilanci possono essere liberamente scaricati e utilizzati per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

 

Foto credit: Flickr Tobias Abel - Licenza

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