Il limbo parlamentare e i decreti leggi da approvare Stallo politico

Ieri il dimissionario governo Gentiloni ha approvato un decreto per le zone terremotate. In un parlamento bloccato dalla mancanza di un nuovo esecutivo, sono ora 4 i provvedimenti nel limbo dell’attuale stallo istituzionale.

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Sono passati circa 90 giorni dalle elezioni dello scorso 4 marzo.

Un’attesa record, considerando che mai dal 1948 erano stati necessari così tanti giorni per la formazione di un esecutivo. L’ultimo governo della scorsa legislatura, guidato da Paolo Gentiloni, ha ufficialmente presentato le sue dimissioni lo scorso 24 marzo, ma visto l’attuale stallo politico continua ad oggi a rimanere in carica per svolgere l’ordinaria amministrazione.

Per ogni legislatura è stato calcolato il numero di giorni trascorsi dal giorno del voto alla formazione del primo governo.

FONTE: dati Ministero dell'Interno e Palazzo Chigi, elaborazione openpolis

Come avviene sempre nel passaggio da una legislatura all'altra, il nuovo parlamento è quindi alle prese con la discussione di provvedimenti presentati da un governo che sta concludendo il suo mandato. Una situazione resa particolare, oltre che dalla durata di questa transizione, dal fatto che l'attuale maggioranza parlamentare si trova in forte contrapposizione con quella della scorsa legislatura.

Nella giornata di ieri il consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge che dispone ulteriori misure urgenti a favore delle popolazioni colpite dal terremoto nel centro Italia nel 2016. Si tratta del quarto provvedimento d'urgenza deliberato dal governo dimissionario che ora, come gli altri, dovranno essere convertiti in legge dal parlamento.

I 4 decreti legge del governo Gentiloni sono ora nelle mani di un parlamento in cui la maggioranza è completamente diversa dalla scorsa legislatura.

I lavori però vanno molto a rilento, sia perché l'attuale situazione politica è in continua evoluzione e fortemente incerta, sia perché non essendo state ancora formate le commissioni permanenti, tutto il lavoro preparatorio è nelle mani delle commissioni speciali di Montecitorio e Palazzo Madama. Lavoro che anticipa la discussione in aula dei provvedimenti.

È diventata ormai prassi, con la nascita di ogni nuova legislatura, formare delle commissioni speciali per la discussione di provvedimenti urgenti. Questo è necessario perché in attesa che si formi il governo la nascita delle commissioni permanenti viene messa in sospeso. Vai a "Che cosa sono le commissioni speciali"

Il primo di questi decreti è quello che riguarda l'autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (Arera) che, dopo l'approvazione alla camera, è ora in discussione al senato. Ma il tempo stringe e, ad oggi, mancano solo 9 giorni alla scadenza del provvedimento. Come ogni decreto legge emanato dal governo, la proposta, pur avendo effetto sin da subito, deve essere convertito in legge dal parlamento entro 60 giorni.

Destino analogo per il decreto Alitalia (in scadenza tra 26 giorni) e il decreto per le aziende in crisi (39 giorni alla decadenza). A differenza del decreto Arera però, qui la partita è ancora lontano dall'essere conclusa. Entrambi i provvedimenti sono ancora in discussione in commissione, e quindi ricevere la prima delle due approvazioni necessarie (una per ramo). Il decreto per le zone terremotate arriverà nei prossimi giorni in parlamento, accodandosi quindi agli altri tre testi già depositati.

L'incertezza politica sicuramente non aiuta il procedere dei lavori. In assenza di chiari equilibri, l'esporsi (o il non esporsi) nell'approvazione di decreti emanati dal governo Gentiloni può dire molto in una situazione in continua evoluzione.

Votare in questa situazione, vuole anche dire esporsi in un contesto politico in continua evoluzione.

L'unico voto finale che si è tenuto dall'insediamento del parlamento ha riguardato il già menzionato decreto Arera. Un piccolo passaggio che però aveva già distanziato Fratelli d'Italia dal resto dei gruppi parlamentari, unico partito a votare contro. È chiaro quindi che i 4 decreti rischiano di trovarsi bloccati in un limbo istituzionale, tra l'incertezza sul futuro della legislatura, e le continue trattative tra le forze politiche per formare un nuovo governo.

 

 

Foto credit - Flickr Palazzo Chigi - Licenza

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