I minori stranieri non accompagnati nel nuovo contesto internazionale #conibambini
Mentre il quadro normativo sul fenomeno migratorio è in rapida evoluzione, in Italia tornano a crescere i minori stranieri non accompagnati. Garantire tutele e percorsi educativi è l’unica strada assicurarne l’inclusione.
martedì 10 Marzo 2026 | Povertà educativa

- I minori stranieri non accompagnati (Msna) presenti in Italia sono oltre 17mila.
- La maggior parte arriva da Egitto e Ucraina, con questi ultimi in diminuzione.
- Le città che ospitano più Msna sono Trapani, Milano e Agrigento.
- I posti per loro nella rete Sai sono oltre 6.600. La Sicilia è la regione che ne ha di più.
- Nel 2024 i tutori volontari attivi erano 4.588.
Le migrazioni esistono da quando esiste l’umanità. Tuttavia, negli ultimi 15 anni il fenomeno ha assunto tratti strutturali in molti paesi europei, così come in Italia. Sono molte le persone che ogni anno si affacciano ai nostri confini in cerca di prospettive di vita migliori rispetto a quelle offerte dal proprio paese d’origine. Tra questi, una categoria particolarmente vulnerabile è costituita dai minori stranieri non accompagnati (Msna). Questi bambini e bambine, ragazzi e ragazze infatti oltre alle difficoltà e ai traumi del viaggio si ritrovano anche in un paese straniero con l’assenza totale di figure genitoriali di riferimento.
È particolarmente importante mantenere alta l’attenzione su questo tema anche alla luce dell’attuale contesto, caratterizzato da profonde trasformazioni legislative che impattano in parte anche sulla gestione dei Msna. A livello europeo, l’approvazione del Patto sulla migrazione e l’asilo mira, tra le varie cose, a snellire le procedure e a introdurre una solidarietà obbligatoria ma flessibile fra gli stati. I quali possono scegliere se accogliere nei loro territori una quota di migranti oppure supportare economicamente i paesi di prima accoglienza. Oltre a questo, sono stati recentemente raggiunti degli accordi tra Consiglio e Parlamento europeo per definire una lista comune dei paesi di origine considerati sicuri e una revisione del concetto di “paese terzo sicuro“. Misure che mirano a rendere più difficile accedere alle procedure di asilo. L’Italia sta recependo queste nuove direttive con un disegno di legge approvato lo scorso 12 febbraio.
17.011 i minori stranieri non accompagnati presenti in Italia al 31 dicembre 2025.
In questo quadro comunque i minori stranieri non accompagnati restano una categoria protetta, esentata ad esempio dalle procedure di frontiera e dal trattenimento nei Cpr (Centri di permanenza per i rimpatri). In questo scenario, come abbiamo avuto modo di raccontare in precedenti approfondimenti, la scuola e la comunità educante possono avere un ruolo decisivo per l’integrazione di questi minori. Un inserimento rapido all’interno del sistema educativo infatti è decisivo per la loro integrazione.
Da questo punto di vista un ruolo molto importante può essere svolto anche dai tutori volontari. Si tratta di cittadini privati che, dopo un’apposita formazione, vengono nominati dal tribunale per assumere la rappresentanza legale di un minore straniero. Agendo come un punto di riferimento fondamentale per garantirne i diritti e promuoverne i percorsi di integrazione.
Gli Msna in Italia: un’inversione di tendenza
Ma quanti sono effettivamente i minori stranieri non accompagnati presenti nel nostro paese? Grazie ai dati messi a disposizione dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali è possibile delineare un quadro della situazione. Al 31 dicembre 2025, i Msna erano in totale 17.011. Si tratta di un dato molto interessante poiché inverte la tendenza ad una progressiva diminuzione che era in corso fin dal novembre 2023. Periodo in cui i minori registrati erano stati 24.215. L’incremento rispetto al nostro ultimo aggiornamento è abbastanza limitato ma comunque significativo.
+737 i Msna presenti in Italia al 31 dicembre 2025 rispetto ai dati di aprile.
Da notare che questo incremento non è collegato alla presenza di minori provenienti dall’Ucraina che anzi sono diminuiti nel periodo considerato (-365) pur rimanendo la seconda nazionalità più rappresentata (17,4%). Il paese d’origine più ricorrente in assoluto invece si conferma essere l’Egitto, con 5.159 minori (il 30,33% del totale, in aumento di circa 8 punti percentuali). Altre nazionalità con una presenza significativa sono quella bangladese (10%), gambiana (6,6%), tunisina (5,5%) e guineana (5,1%).
In aumento i Msna presenti nel nostro paese
I 15 paesi di provenienza più ricorrenti dei minori stranieri non accompagnati presenti in Italia
FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati ministero del lavoro e delle politiche sociali
(ultimo aggiornamento: mercoledì 31 Dicembre 2025)
La maggior parte dei Msna presenti è vicina alla maggiore età: il 56% circa ha 17 anni e il 22% ne ha 16. I minori nella fascia 7-14 anni costituiscono invece il 12,6% del totale. È notevole la prevalenza maschile tra i 16 e 17 anni. In questa fascia i ragazzi rappresentano oltre il 90%. Un dato che suggerisce la motivazione di molti di questi ragazzi a intraprendere il viaggio per cercare lavoro e opportunità per sostenere la famiglia nel paese d’origine. Viceversa, nelle fasce d’età più basse (0-6 anni) si osserva un sostanziale riallineamento tra i generi, con il 51,2% di maschi e il 48,9% di femmine.
In considerazione di questi dati e dell’attuale instabilità geopolitica mondiale, diventa cruciale monitorare la condizione di questi minori, al fine di garantire le tutele previste e l’avvio di percorsi di inclusione.
L’architettura del sistema di accoglienza
Le normative vigenti nel nostro paese delineano un sistema di accoglienza per i Msna su due livelli. La prima accoglienza è finalizzata all’identificazione e alla prima assistenza. Si avvale di strutture governative ad alta specializzazione o di centri temporanei attivati dai prefetti. In situazioni di particolare pressione, la legge consente anche l’inserimento provvisorio di minori ultra-sedicenni in sezioni specifiche di centri per adulti per un periodo limitato. Una misura che tuttavia deve rimanere eccezionale.
La seconda accoglienza rappresenta invece il fulcro del percorso di integrazione e si realizza prevalentemente attraverso la rete del Sistema di accoglienza e integrazione (Sai). A queste strutture si affiancano anche quelle realizzate con il contributo del Fondo nazionale per i minori non accompagnati.
Un contributo importante al potenziamento della capacità di accoglienza deriva dai progetti finanziati dal Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami) gestito dal ministero dell’interno. Grazie a tali risorse, nel maggio del 2023 è stata approvata una graduatoria per l’attivazione 750 posti di accoglienza ad alta specializzazione suddivisi fra 34 strutture. Un dato di particolare rilievo è la riserva del 10% di questi posti per i minori di genere femminile, garantendo una tutela specifica per le ragazze che spesso presentano vulnerabilità estreme legate a rischi di tratta e violenza.
Un ulteriore avviso del novembre 2023 ha aggiunto risorse per finanziare altri 250 posti in strutture agili, mantenendo standard di servizio elevati. Questi finanziamenti non coprono solo l’ospitalità, ma garantiscono una serie di servizi essenziali: dal trasferimento dal luogo di sbarco al supporto legale, fino all’assistenza psico-sociale e alla nomina del tutore. La graduatoria provvisoria è stata approvata il 6 novembre 2024, ammettendo al finanziamento 2 progetti.
75,5 mln € le risorse del fondo Fami stanziate per strutture a favore dei Msna.
La permanenza nelle strutture Fami è progettata per essere breve, con un limite massimo di 30 giorni. Trascorso questo periodo, il minore dovrebbe essere trasferito nel sistema di seconda accoglienza.
Come i Msna si distribuiscono sul territorio
Dopo aver passato brevemente in rassegna l’architettura del sistema di accoglienza che riguarda i minori stranieri non accompagnati, passiamo adesso a vedere come questi si distribuiscono nei vari territori. La Sicilia si conferma come la regione cardine dell’intero sistema nazionale, ospitando oltre il 21% del totale dei Msna presenti in Italia. Seguono la Lombardia e la Campania.
A livello provinciale, il dato più rilevante riguarda Trapani che, con 1.049 minori ospitati, si posiziona al primo posto in Italia per numero di presenze. Da segnalare anche il dato di Agrigento che vede nel proprio territorio 698 minori, terzo dato più alto a livello provinciale.
Trapani è la prima provincia italiana per accoglienza di Msna
I minori stranieri non accompagnati accolti in Italia, provincia per provincia
La mappa riporta i dati riguardanti i Msna che, al momento dell’analisi, risultano accolti presso un’ente o una struttura nel territorio italiano.
FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati ministero del lavoro e delle politiche sociali
Tuttavia, l’analisi mostra anche l’importanza dei grandi poli urbani del centro-nord nella fase successiva all’arrivo. Milano ospita infatti quasi 900 minori. Altre città come Roma e Caserta fanno registrare presenze superiori alle 500 unità. A conferma di una distribuzione che pur riguardando l’intero paese, mantiene una forte concentrazione nel mezzogiorno e in alcuni territori di confine.
Una panoramica sulla rete Sai
Nel paragrafo precedente abbiamo visto come si distribuiscono fra le varie province italiane i Msna accolti all’interno di enti o strutture. Adesso ci concentriamo sulle strutture che in particolare fanno riferimento al “secondo livello” del sistema di accoglienza. Vale a dire i centri della rete Sai. Grazie ai più recenti dati disponibili possiamo osservare che, al 31 gennaio 2026, i posti attivi su tutto il territorio nazionale sono 41.475. Di questi, la stragrande maggioranza (34.059 posti, pari all’82,1%) è rappresentata da posti “ordinari”. Mentre 6.655 posti (il 16,1%) sono specificamente riservati ai Msna. Una quota residua di 761 posti è invece destinata a persone con disabilità o disagio mentale.
Come stabilito dalla normativa vigente, tutti i minori stranieri non accompagnati (MSNA) accolti nella Rete SAI sono intrinsecamente vulnerabili, in quanto privi di riferimenti familiari sul territorio. A questa condizione di vulnerabilità normata si aggiungono, in molti casi, ulteriori situazioni di fragilità e di bisogni specifici – preesistenti alla partenza o insorte nel corso del viaggio migratorio – che rendono necessaria una presa in carico più complessa e articolata, nonché attenta e personalizzata. […] La capacità di intercettare bisogni specifici, fragilità e vulnerabilità latenti, ascoltare e rispondere in modo mirato alle esigenze emergenti è una condizione essenziale per garantire tutela e sviluppo.
La Sicilia non è solo la regione con la maggiore capacità ricettiva complessiva (7.025 posti), ma è anche il cardine dell’accoglienza per i minori. Con 1.979 posti dedicati ai Msna infatti, ospita quasi il 30% dell’intera disponibilità nazionale per questa categoria. Seguono, a grande distanza, la Lombardia (696 posti), la Campania (689) e la Puglia (613).
Sai, in Sicilia quasi un terzo dei posti per i minori stranieri
Distribuzione dei posti attivi nella rete Sai per tipologia di progetto e per regione
Il Sai (Sistema di accoglienza e integrazione) è costituito dalla rete degli enti locali che, con il supporto del Ministero dell’interno, realizzano progetti di accoglienza “integrata”. A differenza dei centri di accoglienza straordinaria (Cas), che rispondono a logiche di emergenza, il Sai mira all’integrazione sociale e lavorativa dei beneficiari attraverso servizi di assistenza legale, psicologica, corsi di lingua e orientamento al lavoro. Per i Msna, il Sai rappresenta il passaggio fondamentale dopo la prima accoglienza per garantire la tutela dei loro diritti e la costruzione di un percorso di crescita in Italia.
FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Anci e Ministero dell’interno
(ultimo aggiornamento: sabato 31 Gennaio 2026)
Questi dati confermano come la rete Sai sia fortemente radicata nel mezzogiorno, in particolare in quelle regioni che rappresentano la prima frontiera di ingresso. In questo senso, è cruciale – come più volte ribadito da Unhcr e Anci una distribuzione omogenea dei posti, per favorire percorsi di integrazione più equilibrati ed evitare che la questione sia affrontata solo nelle regioni di prima accoglienza.
L’importanza dei tutori volontari
Un punto di riferimento importante per i Msna può essere rappresentato dal tutore volontario. Questa figura, introdotta dalla legge Zampa, rappresenta molto più di un mero incarico burocratico. Si tratta di cittadini privati che scelgono di assumere la rappresentanza legale dei ragazzi. In un sistema di accoglienza spesso complesso, il tutore supporta il minore, garantendo che ogni decisione – dalla scelta del percorso scolastico alle cure sanitarie – sia guidata esclusivamente dal superiore interesse del giovane.
Anche dal punto di vista dei tutori volontari la Sicilia appare più sotto pressione.
Data la centralità di questa figura sarebbe molto importante avere dati puntuali e aggiornati sulla loro presenza nei diversi territori, soprattutto nelle zone dove ce n’è più bisogno. Purtroppo, al momento, i dati più recenti disponibili si fermano all’anno 2024. Sulla base di queste informazioni possiamo osservare come dal 2017 al 2024 siano stati attivati e conclusi 144 corsi di formazione rivolti agli aspiranti volontari. I tutori formati e registrati negli appositi elenchi istituiti presso i tribunali per i minorenni sono in totale 4.588. Il maggior numero di queste figure si trova presso il tribunale di Torino (566), seguono Roma (524), Venezia (481) e Milano (454).
Da notare come nei tribunali siciliani di Catania, Palermo e Messina (non disponibile il dato riguardante il tribunale di Caltanissetta) siano attivi in totale 362 tutori a fronte di 1.588 tutele in corso.
Questo significa che un tutore siciliano ha mediamente in carico più di 4 Msna. Un numero da non sottovalutare considerando che stiamo comunque parlando di volontari. Per quanto riguarda le tutele attive, il secondo valore più elevato lo faceva registrare la Lombardia (548). Seguono Puglia (195), Piemonte (164) e Campania (149). Facendo il confronto fra tutele attive e tutori presenti nelle diverse regioni, il secondo rapporto più alto dopo quello siciliano si registrava in Molise (28 tutele a fronte di 14 tutori), seguito dal Trentino-Alto Adige (35 tutele per 26 tutori). In tutte le altre regioni il rapporto era inferiore a 1.
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I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza degli Msna nelle province sono di fonte Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Foto: Surya Teja (licenza)



