Foia e authority, il quadro delle richieste Diritto di accesso

Molte autorità indipendenti ancora non hanno pubblicato un registro per gli accessi. Scarsa comunicazione sul tema, contribuisce a poche informazioni per i cittadini. Molto basso il numero di richieste Foia.

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Appuntamento mensile con l’Osservatorio Foia di openpolis. Dall’evoluzione normativa della materia, alla sua applicazione nella giurisprudenza. Ma anche i dati del fenomeno, tra richieste e risposte, e il racconto di best practice: come sono stati utilizzati i dati per investigazioni di interesse pubblico. In collaborazione con Giulio Marotta.

Il registro degli accessi delle autorità indipendenti

Prosegue l’analisi delle modalità con cui le singole amministrazioni hanno dato attuazione al registro degli accessi dove sono riportate le richieste di accesso ricevute e il relativo esito. Parliamo della pubblicazione delle domande Foia presentate alla pubblica amministrazione. L’accesso civico generalizzato (il cosiddetto Foia) è il diritto che consente a chiunque di richiedere alla Pa dati e documenti già esistenti.

Come funziona il Foia in Italia – Manuale openpolis

Dopo aver esaminato le novità intercorse con riferimento alla presidenza del consiglio e ai ministeri, dedichiamo spazio alle autorità indipendenti (di garanzia, regolazione e vigilanza).

Parliamo di organismi pubblici che esercitano in prevalenza funzioni amministrative di particolare complessità tecnica, che il parlamento ha ritenuto preferibile affidare a soggetti posti in una posizione di autonomia e indipendenza nei confronti del governo, proprio al fine di assicurare una maggiore imparzialità rispetto agli interessi coinvolti. Vai a "Quante sono le autorità amministrative indipendenti"

Come si richiede l’accesso ad atti e documenti

Rispetto al primo monitoraggio effettuato a ottobre 2019, risultano confermate le lacune di diverse autorità per quanto riguarda le informazioni fornite agli utenti che vogliono presentare una richiesta di accesso. In particolare:

Notizie più puntuali sulle diverse forme d’accesso (con l’indicazione anche degli uffici competenti e i moduli da utilizzare) sono invece fornite dalle altre autorità. La comunicazione fatta dalle autorità sui canali istituzionali, soprattutto i siti internet, è fondamentale per aiutare i cittadini nell’esercitare questo diritto. Il fatto che molte autorità non facciano i dovuti sforzi in questo senso, rappresenta un elemento certamente negativo.

Chi ha pubblicato il registro e chi no

Tra le autorità indipendenti che hanno provveduto alla pubblicazione del registro degli accessi generalizzato si è aggiunta di recente l’Arera (Autorità per l’energia), i cui dati peraltro sono limitati al solo 2018. Il sito della commissione di garanzia sullo sciopero si limita a precisare che non sono pervenute richieste di accesso.

38% delle autorità indipendenti analizzate non pubblica dati sulle richieste di accesso.

Come già verificato per i ministeri, anche con riferimento alle autorità indipendenti si registrano differenti modalità nella presentazione dei dati dei registri per l’accesso, dando così vita a siti internet molto diversi uno dall’altro: le forti differenze nei dati non permettono una piena e dovuta comprensione della materia.

autoritàregistro degli accessiultimo aggiornamentoformato datilink a sezione Foia
Anti-corruzioneprimo semestre 2020pdfVai
AssicurazioniNo---
Banca d'Italiaprimo semestre 2020pdfVai
Comunicazioni31 luglio 2020xlsVai
Concorrenzaprimo semestre 2020pdfVai
Energia e ambienteluglio 2018pdfVai
Fondi pensioneNo--Vai
InfanziaNo--Vai
Mercati finanziariprimo semestre 2020docVai
PrivacyNo--Vai
Scioperiaprile 2020-Vai
Sistema universitariodicembre 2019pdfVai
Trasportidicembre 2019pdfVai

Banca d’italia, Autorità anticorruzione, Autorità comunicazioni e Antitrust garantiscono un aggiornamento costante dei dati, fino al primo semestre del 2020. Gli altri registri sono aggiornati a dicembre 2019, con l’eccezione dell’Arera (solo metà del 2018) e della Commissione scioperi (per la quale peraltro non risultano richieste di accesso alla data di aprile 2020). I dati sono prevalentemente in formato pdf, ad eccezione della Consob (doc) e dell’Agcom (odt/xls).

Anac e Antitrust hanno i registri più aggiornati: primo semestre 2020.

Rispetto ai ministeri va sottolineato come le informazioni contenute nei registri siano meno dettagliate. Ad esempio, l’Agcom non esplicita neanche le motivazioni del diniego.

Inoltre nessun registro riporta la tipologia del soggetto richiedente (privato cittadino, avvocato, docente, giornalista, associazione etc.), informazione molto importante per comprendere chi e perché utilizza questo strumento. Elemento ancora più grave invece riguarda la mancanza completa di qualsiasi tipo di dato che riguarda i ricorsi al giudice amministrativo. Solamente l’Anac (dal 2018), la Consob, l’Anvur, l’Arera e la Banca d’Italia forniscono i dati sull’esito delle richieste di riesame al responsabile della trasparenza.

Informazioni dei registri sono in genere carenti

Tutto questo rende impossibile un’analisi completa ed approfondita delle richieste Foia inoltrate alle autorità indipendenti. Considerando tutti gli elementi visti fino ad ora, il monitoraggio delle richieste di accesso generalizzato completo per gli anni 2017 – 2019 è possibile per sole 8 autorità: Agcom, Antitrust, Anac, Anvur, Banca d’Italia,Trasporti, Scioperi e Consob.

Come sono andate le richieste di accesso generalizzato

Dal 2017 ad oggi sono state rivolte 202 richieste Foia alle autorità indipendenti prese in considerazione. Un trend annuo piuttosto stabile (sulle 67 richieste), anche se con numeri molto bassi rispetto alle altre istituzioni pubbliche prese in considerazione nell’Osservatorio Foia.

202 le richieste Foia alle autorità indipendenti tra il 2017 e il 2019.

Nei primi 3 anni pieni di applicazione del Foia (2017, 2018 e 2019) l’autorità nazionale anticorruzione (Anac) è l’autority che ha ricevuto il maggior numero di richieste. Parliamo nello specifico di 61 domande di accesso civico generalizzato, di gran lunga il numero più alto tra le strutture in questione. Molto più distanti i dati delle altre realtà, su tutte: Antitrust (37 richieste) Anvur (33) e Banca d’Italia (30).

La commissione garanzia scioperi non è inclusa nel grafico in quanto dichiara di non aver ricevuto richieste di accesso civico. Il Foia, o diritto di accesso civico generalizzato, consente a chiunque di richiedere alla Pa dati e documenti già esistenti

FONTE: dati ed elaborazione openpolis

Un elemento che sicuramente è giusto menzionare è che il 2019 è l'anno con il numero più basso di richieste nel triennio 2017-2019. Le 57 richieste dell'anno appena trascorso risultano infatti come il valore più basso, spinto fortemente dal dato della banca d'Italia, che da sola ha registrato 20 richieste nel 2019. Elementi che fanno capire quanto il Foia, strumento ancora poco conosciuto in generale, sia utilizzato nei confronti delle authority in maniera limitata.

57 le richieste Foia nel 2019 alle authority, il valore più basso da quando è nato lo strumento.

Altro tema da non sottovalutare è quello delle tempistiche. Le istituzioni hanno 30 giorni di tempo per rispondere alle richieste dei cittadini. Generalmente questa prescrizione è rispettata da tutte le autorità prese in considerazione, con tempi di attesa persino sotto i 20 giorni per l'Agenzia per la valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur).

Unico valore che salta sopra il limite di legge è quello dell'Agcom. In particolare per una richiesta Foia che ha necessitato di oltre 5 mesi per avere esito. Si tratta di un procedimento Foia da parte del comune di Muggia relativo alla delibera 240/19/CONS - AP. Come riportato nel registro degli accessi dell'Agcom la richiesta è stata depositata il 27 giugno del 2019, ottenendo un esito negativo (dopo diferimento) il 25 novembre successivo, 5 mesi dopo.

La commissione garanzia scioperi non è inclusa nel grafico in quanto dichiara di non aver ricevuto richieste di accesso civico. Il Foia, o diritto di accesso civico generalizzato, consente a chiunque di richiedere alla Pa dati e documenti già esistenti.

FONTE: dati ed elaborazione openpolis

Considerazioni finali

Il quadro sopra sintetizzato conferma i forti ritardi da parte delle autorità indipendenti nell’attuazione della normativa in materia di accesso, in contrasto con il principio di trasparenza che deve ispirare l’attività di tali organismi. Consentendo quindi di conoscere tutti gli elementi utilizzati dall’Autorità nel processo valutativo che porta ad un dato assetto regolatorio, come recentemente sottolineato anche dal Consiglio di stato (sez. VI, 22 giugno 2020, n. 4000).

La poca accessibilità dei siti influisce anche sul successo del Foia.

Le problematiche sembrano ancora essere numerose. In generale le diverse piattaforme prese in considerazione registrano livelli diversi di accessibilità. Una questione che riguarda direttamente il Foia: se da un lato la comunicazione istituzionale appare essere poca, dall'altro i dati messi a disposizione seguono modalità e tempistiche troppo differenti. Se le richieste sono poche è anche perché le autorità non fanno quanto necessario per aiutare i cittadini. Le informazioni su come presentare una richiesta sono poche, e questo certamente non contribuisce al successo dello strumento.

 

Foto credit: Wikimedia commons- Licenza

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