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L’aiuto umanitario è una delle attività che, secondo i criteri Ocse, possono essere rendicontate come aiuto allo sviluppo. Tuttavia, si tratta di un settore particolare con caratteristiche proprie che lo distinguono dalle politiche di cooperazione. Infatti, se la politica di cooperazione ha l’obiettivo di sostenere a medio termine i paesi a basso e medio reddito, l’aiuto umanitario risponde invece a una logica emergenziale.

L’aiuto umanitario è attuato secondo i principi del diritto internazionale in materia, in particolare quelli di imparzialità, neutralità e non discriminazione, e mira a fornire assistenza, soccorso e protezione alle popolazioni di Paesi in via di sviluppo, vittime di catastrofi.

Il suo scopo è quindi quello di rispondere a delle crisi causate da conflitti o disastri naturali ovunque questi si verifichino. Ovviamente però l’emergere di crisi umanitarie in territori e paesi a basso e medio reddito pone la questione di come legare l’intervento di emergenza a una strategia che garantisca le successive fasi di ricostruzione e sviluppo.

L’assistenza umanitaria globale

Ogni anno Development Initiatives analizza i dati sull’assistenza umanitaria globale includendo sia fondi privati sia fondi pubblici provenienti da paesi membri del comitato sviluppo (Dac) dell’Ocse, da paesi non membri e dalle istituzioni europee.

Considerando questo aggregato emerge come fino al 2018 i fondi complessivi destinati all’aiuto umanitario siano cresciuti in maniera considerevole. Tra 2018 e 2020 però questa crescita si è arrestata e anzi ha subito un leggero calo.

-1,28% Il calo dei fondi destinati all’aiuto umanitario globale tra 2018 e 2020.

FONTE: Development Initiatives
(ultimo aggiornamento: mercoledì 20 Ottobre 2021)

Ad essere calati sono in particolare i fondi pubblici (-4,1% tra 2018 e 2019). Ma anche i fondi privati hanno smesso di crescere rimanendo sostanzialmente stagnanti negli ultimi 3 anni.

Gli appelli delle Nazioni unite

Eppure nel corso di questi anni non si sono ridotti né il numero di crisi umanitarie né tanto meno i fondi necessari ad affrontarle. Stando ai dati degli appelli coordinati delle Nazioni unite nel 2020 sarebbero serviti quasi 40 miliardi di dollari per rispondere efficacemente alle crisi umanitarie. Alla situazione precedente infatti, nel 2020 si è aggiunto il coronavirus ad aggravare o generare nuove crisi. Mentre al contempo continua a crescere il numero di disastri naturali causati dal cambiamento climatico.

$ 38,8 mld i fondi necessari a rispondere alle crisi umanitarie nel 2020 stando agli Un coordinated appeals.

Negli ultimi 10 anni questo dato è cresciuto in maniera drammatica. E anche se mancano sempre quote considerevoli per raggiungere l'obiettivo dichiarato è importante riconoscere che tra 2011 e 2019 sono cresciti considerevolmente anche i fondi destinati a rispondere a questi appelli. Tra 2019 e 2020 però questa crescita si è sostanzialmente interrotta mentre è aumentata gravemente la quota di richieste non soddisfatte.

$ 18,8 mld il gap tra fondi richiesti dagli appelli coordinati delle Nazioni unite e importi effettivamente raccolti nel 2020.

Dei quasi 40 miliardi richiesti nel 2020 infatti il 48,45% non sono mai stati raccolti, contro il 36,5% dell'anno precedente.

FONTE: Development Initiatives
(ultimo aggiornamento: mercoledì 20 Ottobre 2021)

I contributi nazionali all'aiuto umanitario

Se da un lato la maggior parte dei grandi donatori hanno aumentato i fondi destinati all'aiuto umanitario nel 2020, alcuni hanno invece ridotto il loro contributo in maniera considerevole. Tra questi si trovano il Regno Unito (-30%) e diversi paesi del golfo, come l'Arabia Saudita (-53%) e gli Emirati Arabi Uniti (-39%).

$ 511 mln i fondi destinati dall'Italia all'assistenza umanitaria globale nel 2020.

I fondi italiani invece sono aumentati tra 2019 e 2020 (+17%), anche se questo non è bastato a farci uscire dalle ultime posizioni nella classifica dei maggior donatori quanto a rapporto tra aiuto umanitario e reddito nazionale lordo (Rnl).

FONTE: Development Initiatives
(ultimo aggiornamento: venerdì 22 Ottobre 2021)

In generale comunque solo 5 contributori hanno destinato nel 2020 più dello 0,1% dell'Rnl alle crisi umanitarie. Tra questi la Turchia riporta un dato decisamente alto rispetto alla media (0,98%). Come altri paesi di questa lista però la Turchia non fa parte del comitato Ocse Dac e quindi non deve rispondere a precisi obblighi sui dati relativi alle spese umanitarie, che fornisce su base volontaria. È ben noto infatti che la gran parte degli 8 miliardi di dollari indicati come aiuto umanitario si riferiscono invece a spese sostenute in Turchia per i rifugiati.

Foto Credit: Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo

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