Quanto spendono i comuni per le strade e il miglioramento della viabilità Bilanci dei comuni

Il trasporto su gomma è il più diffuso in molte zone dell’Italia. Di competenza di diverse istituzioni a vari livelli territoriali, le infrastrutture stradali sono fondamentali per la mobilità pubblica e privata. Vediamo quanto spendono i comuni per questo settore.

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Nella seconda metà del secolo scorso l’Italia, come gran parte dei paesi europei, è stata protagonista di uno sviluppo imponente delle infrastrutture legate alla mobilità. Se da una parte c’è ancora molto da fare nel settore del trasporto su ferro (dai treni extra-urbani alle reti metropolitane), dall’altra il nostro paese può vantare una delle reti autostradali più importanti d’Europa.

Tra i 28 paesi membri dell’Unione europea, infatti, nel 2016 l’Italia era quarta per estensione della rete autostradale, con 6.943 km, dietro solo a Spagna, Germania e Francia.

Il trasporto su gomma, sia esso su automobili private o su autobus pubblici, è il mezzo privilegiato in molte zone del paese, soprattutto dove la morfologia non consente interventi strutturali su ferro, come nelle zone montane e pedemontane. Secondo i dati Istat, nel 2018 circolavano in Italia 646 autovetture ogni mille abitanti.

I dati sono stati raccolti dall’Istat nell’ambito della “Rilevazione dati ambientali”, uno studio dell’istituto pubblicato annualmente a partire dal 2000. Si tratta di una rilevazione censuaria, sviluppata tematiche, per ciascuna delle quali viene somministrato un questionario dedicato. Sono considerate “circolanti” in un determinato territorio le autovetture intestate a persone fisiche o giuridiche residenti o con sede legale nel territorio di riferimento, secondo le risultanze del pubblico registro automobilistico.

FONTE: Istat - elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

Con 771 automobili ogni mille abitanti è Isernia la provincia italiana dove circolano più autovetture, seguita da Aosta (759), Firenze (754), Perugia (745) e Biella (742). Nella mappa è evidente come le province dove circolano più autovetture si trovino soprattutto in corrispondenza delle due catene montuose alpina e appenninica.

Le spese dei comuni per infrastrutture stradali e viabilità

Nella gestione di strade e viabilità sono diversi i soggetti che hanno un ruolo, dall'azienda pubblica Anas alle amministrazioni territoriali.

Tra queste ultime, i comuni possono inserire in bilancio risorse in questo ambito, nella voce di spesa "viabilità e infrastrutture stradali", all'interno della missione "trasporti e diritto alla mobilità".

Questa voce include le spese per funzionamento, gestione, costruzione e manutenzione (ordinaria e straordinaria) delle infrastrutture stradali e delle vie urbane, ma anche di percorsi ciclabili e pedonali, delle zone a traffico limitato, delle strutture di parcheggio e delle aree di sosta a pagamento.

Possono comprendere le spese per la riqualificazione delle strade, come l'abbattimento delle barriere architettoniche, di attività come il rilascio delle autorizzazioni, i passi carrai, il funzionamento degli impianti semaforici e dell'illuminazione stradale. Alle volte in questa voce può essere inserito anche ciò che riguarda infrastrutture autostradali, ma di competenza dell'amministrazione comunale.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con più di 200mila abitanti, non sono disponibili i dati di Palermo e Catania perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2019.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2019
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Venezia e Firenze sono le grandi città che spendono di più per strade e viabilità, rispettivamente con 169,27 e 161,28 euro pro capite. Più distanti Napoli (l'unica grande città del sud nelle prime posizioni in classifica) con 139,66 euro, Padova (132,27) e Milano (125,05). Tra i comuni con più di 200mila abitanti è Verona quella a investire di meno: 54,13 euro pro capite.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Tra le città italiane con popolazione superiore a 200mila abitanti, sono state considerate le 5 che hanno speso di più per la voce considerata, nel 2019.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2016-2019
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Tra le città considerate, nel 2016 era Milano quella a investire di più per le strade. Tuttavia in 4 anni ha quasi dimezzato la sua spesa, passando da 212,86 a 125,05 euro pro capite. Anche Venezia, Napoli e Padova hanno ridimensionato le risorse per questo settore. Nel 2017 i tre comuni hanno speso cifre tra loro simili, con un calo drastico rispetto all'anno precedente. Nel periodo analizzato Firenze è l'unica ad aver incrementato gli investimenti, passando da 81,74 a 161,28 euro pro capite (+90,5% in quattro anni).

Per sapere quanto viene speso nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

I dati mostrano per ogni comune italiano la spesa totale e la spesa pro capite destinata a infrastrutture stradali e viabilità. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Non sono disponibili i dati di alcuni comuni perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2019.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2019
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Se analizziamo la spesa per la viabilità di tutti i comuni italiani il primato spetta a Vignola-Falesina (Trento), che investe 6.983,28 euro pro capite. Dopo la località trentina troviamo Celle di San Vito (Foggia) e Paisco Loveno (Brescia), rispettivamente con 5.696,49 e 5.682,7 euro pro capite.

Come detto, tra le grandi città Venezia è quella che spende di più. Abbiamo quindi allargato l'analisi alla sua area metropolitana, scoprendo che viene superata per spesa pro capite da altri comuni limitrofi.

I dati mostrano la spesa per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Il dato non è disponibile per i comuni segnati in grigio.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2019
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Cavallino-Treporti è il comune che spende di più per il settore nell'area metropolitana di Venezia: 265,95 euro pro capite. Seguono San Michele al Tagliamento (250,08) e Caorle (241,60). Al quarto posto c'è il capoluogo, con 169,67 euro. Dei 44 comuni dell'area quello che spende di meno è Camponogara (36,50).

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto credit: Revolt - licenza

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