Le nomine del presidente della repubblica

Oltre al governo, il presidente della repubblica nomina anche 5 membri della corte costituzionale e i senatori a vita.

Definizioni

Nel nostro ordinamento i poteri del capo dello stato si configurano a volte come solo formali, altre volte come sostanziali, o infine come poteri complessi.

Tra i poteri formali del presidente della repubblica si trova la nomina di alcuni funzionari dello stato (articolo 87 cost.). Si tratta infatti di un atto sostanzialmente governativo in cui il ruolo del capo dello stato si limita alla firma dell’atto.

Il potere di nomina del governo è invece uno dei cosiddetti poteri complessi del presidente della repubblica. Si tratta in breve di atti su cui il presidente decide tenendo conto della volontà di altri organi costituzionali.

Il potere di domina del presidente della repubblica può essere a seconda dei casi formale, sostanziale o complesso come nel caso della nomina del governo. Vai a "Il ruolo del presidente della repubblica nella nomina del governo"

Infine ci sono i cosiddetti poteri sostanziali, cioè gli atti di competenza esclusiva del presidente, di cui fanno parte le nomine dei senatori a vita e dei giudici costituzionali.

La Corte costituzionale è composta di quindici giudici nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative.

La costituzione è chiara per quanto riguarda la nomina dei giudici costituzionali. Proprio perché i componenti della consulta sono eletti o nominati da tre diversi organi dello stato è pacifico che la scelta del presidente debba in questo caso essere autonoma e indipendente. Detto ciò visto il ruolo di garante delle istituzioni, di solito si considera che il presidente effettui le sue scelte in funzione di riequilibrio rispetto alle nomine degli altri organi.

Più complicato invece è il tema ella nomina dei senatori a vita. Si può diventare senatori a vita in due modi, o di diritto in qualità di ex presidenti della repubblica, oppure per nomina del presidente della repubblica in carica. Negli anni i vari inquilini del Quirinale hanno però inteso in maniera diversa questa prerogativa, anche perché su questo punto la costituzione può essere interpretata in due modi.

Il Presidente della Repubblica può nominare senatori a vita cinque cittadini che hanno illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario.

Il problema interpretativo nasce dal termine “può” all’interno della norma. Secondo un’interpretazione estensiva infatti il presidente può nominare cinque senatori a vita, e non di più, indipendentemente dal numero di senatori a vita in carica in quel momento.

L’interpretazione più comune prevede invece che i senatori a vita di nomina presidenziale siano cinque in totale e che i presidenti della repubblica si limitino a sostituirli quando uno di questi viene a mancare.

Dati

FONTE: Senato della repubblica ed elaborazione openpolis
(ultimo aggiornamento: martedì 6 Marzo 2018)

Einaudi, primo presidente della repubblica, nominò ben otto senatori a vita ma rispettando il principio per cui non dovessero essere più di cinque alla volta. Negli anni successivi i vari presidenti della repubblica continuarono a interpretare la norma in termini restrittivi fino all'arrivo al Quirinale del presidente Pertini.

Sia Pertini che Cossiga infatti interpretarono la norma in maniera estensiva, nominando cinque senatori a vita ciascuno, indipendentemente dal loro numero complessivo.

Questa interpretazione durò quindi per due mandati presidenziali consecutivi, e sarebbe potuta diventare dominante se non fosse stata smentita da Scalfaro. Quando questi venne eletto capo dello stato trovò già nove senatori a vita di nomina presidenziale in carica e, forse per ripristinare la consuetudine precedente, decise di non nominarne nessuno.

Anche Ciampi e Napolitano hanno nominato cinque senatori ciascuno, senza comunque superare il massimo di cinque in carica contemporaneamente.

Analisi

Con la nomina di Liliana Segre il presidente Mattarella ha riportato il numero di senatori a vita (di nomina presidenziale) a 5, ed è lecito aspettarsi che non ne nominerà altri a meno che non venga meno qualcuno di quelli in carica. L'interpretazione restrittiva della norma sembra ormai una prassi consolidata e i casi di Pertini e Cossiga possono probabilmente essere considerati come delle eccezioni alla regola.

Rimane però un altro aspetto che vale la pena di far emergere. Nella nomina dei senatori a vita, il presidente deve scegliere delle persone che abbiano dimostrato importanti meriti «nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario». Per come è formulato l’articolo sembra evidente che questa carica è stata concepita per personalità di alto profilo, esterne alle quotidiane dispute della politica. Negli anni però i cosiddetti meriti sociali sono diventati quasi un sinonimo di meriti politici. Infatti dei 23 senatori a vita tra i cui meriti rientrano quelli in campo sociale ben 18 (78,2%) hanno precedentemente avuto incarichi politici.

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