Che cos’è un governo di coalizione

Un governo di coalizione nasce dall’alleanza di due o più partiti su un programma comune. Questa alleanza può essere dichiarata prima delle elezioni (coalizione pre-elettorale, tipica della seconda Repubblica) oppure composta dopo il voto.

Definizione

Un governo di coalizione è un esecutivo che nasce dall’alleanza politica di due o più partiti su un programma comune. Questa alleanza può essere dichiarata prima delle elezioni (coalizione pre-elettorale, tipica della seconda Repubblica) oppure composta dopo il voto. Nella prima Repubblica, ad esempio, i partiti si presentavano senza coalizioni formali ma la contrapposizione tra Pci e Dc consentiva di identificare i due poli di possibili coalizioni alternative. Nella seconda Repubblica i due poli alternativi erano le coalizioni di centrodestra e centrosinistra, presentate prima del voto. Dal 2013 il sistema è diventato tripolare, rendendo più difficile la possibilità di formare governi corrispondenti alle coalizioni pre-elettorali.

Dati

Le coalizioni che hanno governato il paese dal dopoguerra sono state composite, talvolta instabili, e hanno prodotto 64 governi di durata media poco superiore all’anno (400 giorni circa). Al netto dell’instabilità nella durata delle compagini ministeriali, è possibile identificare fasi politiche più o meno lunghe in cui l’esecutivo era retto con una precisa formula politica. In particolare:

  • tra il 1945 e il 1947 i governi sono sostenuti dalla coalizione dei partiti antifascisti che avevano partecipato al comitato di liberazione nazionale (di cui i tre principali erano Dc, Psi e Pci, insieme ad altri minori di tradizione laica e liberale);
  • tra il 1947 e il 1960, con la fine dell’accordo tripartito con comunisti e socialisti, i governi sono retti da coalizioni centriste imperniate sulla Democrazia cristiana e i suoi alleati laici minori (vari governi a geometria variabile con repubblicani, liberali e socialdemocratici);
  • dopo un biennio di transizione, dal 1962 al 1976 la maggior parte degli esecutivi si basano su un’accordo di coalizione di centrosinistra tra Dc e Psi, con i liberali, i comunisti e il Movimento sociale all’opposizione. Non mancano comunque in questo stesso periodo brevi tentativi di svolte moderate con governi di centrodestra tra democristiani e liberali;
  • gli anni tra il 1976 e il 1979 sono governati attraverso una collaborazione tra i due maggiori partiti, Pci e Dc (compromesso storico);
  • dal 1980 al 1991-92 sono governati da una coalizione a cinque comprendente (a fasi alterne) i quattro partiti del vecchio centrosinistra (Dc, Psi, Psdi, Pri) e i liberali. Questa coalizione di governo è nota come pentapartito.

A partire dal 1993 l’introduzione del maggioritario ha contribuito a rendere il sistema bipolare, con la competizione tra le due coalizioni alternative di centrodestra (Polo per le libertà e il buon governo, poi Casa delle libertà, poi Pdl e Lega) e centrosinistra (Ulivo, Unione, poi Pd e alleati), spesso molto frammentate al loro interno. Nel 2013 l’emersione di un terzo attore (Movimento 5 stelle) ha portato alla scomposizione dei due poli e alle larghe intese tra parte del centrodestra (Pdl) e parte del centrosinistra (Pd). Successivamente l’implosione del Pdl ha portato ad una coalizione di governo tra Pd e gruppi di fuoriusciti dalla coalizione di centrodestra.

Analisi

Una caratteristica del sistema politico italiano è la coesistenza di formule politiche di medio-lungo periodo con un’alta variabilità dei governi in carica. Era così nella prima Repubblica, quando il centrosinistra poteva essere portato avanti con governi guidati da personalità diverse e con formati partitici differenti. Ma questa particolarità è presente anche nella seconda Repubblica: nella XIII legislatura si sono avvicendati 4 governi di centrosinistra; nella XVIII 3 governi formati da Pd più alleati provenienti dal centrodestra.

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