Che cos’è il salario minimo

Il salario minimo è il limite sotto al quale non si può scendere nella retribuzioni dei lavoratori.

Definizione

Con salario minimo si intende la paga più bassa che, per legge, può essere conferita ai lavoratori. Il salario minimo può essere istituito in relazione all’ora, al giorno, alla settimana o all’anno.

In Italia non è attualmente previsto, anche se un fondamento costituzionale di una legge sul salario minimo può essere ritrovato nell’articolo 36, che sancisce il diritto del lavoratore a una retribuzione adeguata.

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Spesso si lega la questione del reddito di cittadinanza al salario minimo. Infatti il primo, senza il secondo, rischia di disincentivare la ricerca attiva di un lavoro. Tuttavia, si tratta di due cose distinte. Infatti il reddito di cittadinanza è una forma di assistenza che consiste nell’erogazione di una cifra attribuita indistintamente a lavoratori e a disoccupati. Al contrario, il salario minimo è rivolto solamente ai lavoratori e punta a tutelare coloro che, nonostante abbiano un’occupazione, si trovano vicini alla soglia di povertà.

Dati

Il 77% dei paesi Ocse ha introdotto una retribuzione sotto la quale non è possibile scendere. Più nello specifico, in Unione Europea sono 22 i paesi ad avere previsto un salario minimo. Sono esclusi, oltre all’Italia,  Svezia, Austria, Danimarca, Finlandia e Cipro.

In alcuni casi il salario minimo è ufficialmente fissato in relazione alla settimana o al mese.

FONTE: dati Eurofond, elaborazione openpolis.
(ultimo aggiornamento: mercoledì 26 Giugno 2019)

Numerosi paesi hanno poi introdotto metodi per l'aumento nel tempo del salario minimo.

In alcuni casi l'indicizzazione è legata all'inflazione (Belgio e Lussemburgo) o ai salari (Olanda), in altri esiste una commissione indipendente che valuta l'incremento del minimo salariale (Irlanda, Germania e Regno Unito). Fanno eccezione Stati Uniti e Canada, in cui l'aumento è irregolare.

Infine, alcuni paesi prevedono differenziazioni dei minimi salariali, sulla base dell'età o della regione.

Analisi

Una delle ragioni che in Italia ha ostacolato l'approvazione di una legge sul salario minimo è sicuramente la grande forza e diffusione della contrattazione collettiva, che copre gran parte del lavoro dipendente.

Tuttavia, bisogna considerare due fattori: i contratti collettivi sono numerosissimi (quasi 900), con retribuzioni diverse per uno stesso lavoro, e vi sono settori non coperti.

Per colmare questa lacuna, nel primo anno della XVIII legislatura sono stati depositati 7 diversi progetti di legge in materia. La commissione lavoro del senato ha avviato l'esame congiunto di 4 disegni adottando, nella seduta del 16 aprile 2019, il progetto di Nunzia Catalfo (M5s) come testo base.

Nonostante l'importanza della misura sulla carta, vi sono dei rischi. Con un salario minimo troppo alto, potrebbero diminuire le ore lavorate, potrebbe aumentare il lavoro sommerso oppure le imprese potrebbero "fuggire" dalla contrattazione collettiva, per cui i lavoratori, a fronte di uno stipendio più alto, avrebbero comunque meno diritti.

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