Più di 1 straniero su 3 in Italia è a rischio povertà

La quota di persone a rischio povertà, in condizioni di grave deprivazione materiale e in famiglie con intensità lavorativa molto bassa, per cittadinanza (2019)

I rapporti tra italiani e stranieri (soprattutto extra-comunitari) in quanto a condizioni materiali di vita appaiono ribaltati. Il rischio di povertà e la deprivazione sono più frequenti tra i cittadini senza cittadinanza italiana, mentre la bassa frequenza lavorativa ha un’incidenza minore. Quindi la forbice è più ampia tra gli stranieri, che lavorano di più ma vivono in condizioni di maggiore difficoltà materiale.

Con “persone a rischio povertà” Istat intende chi percepisce un reddito equivalente inferiore o pari al 60% del reddito equivalente mediano sul totale delle persone residenti. I 9 sintomi che determinano la condizione di grave deprivazione materiale si riferiscono a una serie di elementi legati alle disponibilità materiali del nucleo familiare. Mentre con “molto bassa intensità lavorativa” si intende l’incidenza di persone che vivono in famiglie dove le persone in età lavorativa (tra i 18 e i 59 anni con l’esclusione degli studenti tra i 18 e i 24 anni) nell’anno precedente hanno lavorato per meno del 20% del loro potenziale (con esclusione delle famiglie composte soltanto da minori, da studenti di età inferiore a 25 anni e da persone di 60 anni o più). Il grafico mostra la quota di persone che si trova in queste tre condizioni, tra le varie nazionalità.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: giovedì 20 Gennaio 2022)

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