L’equilibrio di genere nelle giunte delle grandi città andate al voto

Il numero di donne e di uomini presenti nelle giunte comunali delle città capoluogo di regione andate al voto a ottobre 2021

Nei comuni capoluogo di regione andati al voto a ottobre 2021 l’unica città ad aver raggiunto la completa parità di genere rispetto ai componenti della giunta è Tornino (almeno in termini numerici). Per raggiungere questo dato il sindaco Lo Russo (Pd) ha nominato più assessori donne (6) che assessori uomini (5). A seguire Milano, Roma e Bologna. In tutte e 3 queste città infatti è stato nominato un numero uguale di assessori di entrambi i sessi ed è solo la presenza del sindaco in giunta a squilibrare il dato a favore della componente maschile. Dodici invece i componenti della giunta di Napoli incluso il sindaco. Per raggiungere la parità quindi il sindaco Manfredi avrebbe dovuto nominare più assessori donne che uomini, come avvenuto a Torino. Pur avendo operato per una scelta diversa però Manfredi rientra nei limiti previsti dalla legge fermandosi al 41,67% di donne in giunta. A Trieste infine il sindaco Di Piazza ha nominato una giunta composta da 4 donne su 11, incluso il sindaco (36,36%).

La legge Delrio (art. 1 comma 137) prevede che nelle giunte dei comuni con più di 3mila abitanti entrambi i sessi debbano essere rappresentati in misura non inferiore al 40%. Una circolare del ministero dell’interno inoltre specifica che in questo caso nel calcolo degli assessori debba essere considerato anche il sindaco.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: mercoledì 10 Novembre 2021)

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