La scuola ricopre un ruolo fondamentale non solo per fornire ai ragazzi e alle ragazze le competenze digitali necessarie per essere cittadini a tutto tondo e per essere competitivi nell’attuale mercato del lavoro ma anche per garantire a tutti le stesse possibilità di accesso alle tecnologie e alla rete. Per questo è importante valutare quanto spazi come le aule di informatica siano presenti e fruibili nei diversi territori. Grazie ai dati messi a disposizione dal ministero dell’istruzione relativi all’anno scolastico 2023/24 sappiamo che i comuni che ospitano almeno un edificio scolastico sul proprio territorio sono 6.613. Tra questi, risultano 1.868 comuni (il 28% circa) in cui la quota di edifici scolastici con aule di informatica è pari a 0. Si tratta generalmente di comuni di piccole dimensioni in cui gli edifici presenti sono meno di 10. Se si escludono questi territori dall’analisi, possiamo osservare che nella maggior parte degli altri casi la quota di edifici con aule informatiche è compresa tra il 25% e il 50% (2.064 comuni). I comuni in cui invece la quota risulta compresa tra il 75% e il 100% sono invece 1.156. Tra questi, sono 1.062 i territori in cui tutti gli edifici presenti sono dotati di aule di informatica. Soffermandoci sui comuni capoluogo, che generalmente ospitano il maggior numero di strutture, possiamo osservare che le quote più alte le fanno registrare Pavia (91,4%), Modena (87,7%) e Aosta (82,1%) che sono anche gli unici tre capoluoghi in cui il dato supera l’80%. Viceversa la percentuali più basse si registrano a Catanzaro (5,4%), Cosenza (6,6%) e Latina (8,6%). Un altro elemento interessante riguarda il fatto che la quota di edifici scolastici dotati di aule di informatica tende a diminuire mano mano che ci si allontana dai centri principali in direzione di quelli più periferici. Se nei poli infatti la quota risulta superiore al 44%, già nei comuni di cintura (quelli che vanno a comporre gli hinterland rispetto ai centri principali) si scende sotto la media nazionale (40,1%). Un percentuale che scende ancora se si prendono in considerazione i comuni di cintura (37,8%), quelli periferici (37%) e ultra periferici (33,8%). Se da un lato tale dinamica è comprensibile e rispecchia la concentrazione della domanda, dall’altro proprio nelle aree periferiche sarebbe importante intervenire anche per contrastare alcuni fenomeni quali lo spopolamento.
Questi dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. Informazioni non disponibili per il Trentino Alto Adige.
FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim
(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)