L’impatto della crisi sulla fiducia di consumatori e imprese Europa

La pandemia ha messo in crisi la fiducia che le categorie economiche dell’Ue riponevano nelle proprie aspettative finanziarie future. L’arrivo dei nuovi fondi potrebbe contribuire ad invertire questo trend.

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La pandemia ha fatto emergere molti dei timori legati all’incertezza economica tra i vari attori economici europei, tra cui consumatori, i commercianti e gli imprenditori industriali. Quindi diventa cruciale la capacità di monitorare le aspettative di queste categorie all’interno di un panorama emergenziale come quello attuale.

Per questo la direzione generale degli affari economici e finanziari (Dg Ecfin) della commissione europea ha promosso un’indagine volta a misurare l’andamento della fiducia nei settori economici. Da questa analisi è emerso che a livello europeo l’indice di fiducia tra questi operatori economici sta mantenendo livelli abbastanza stabili, nonostante la crisi sanitaria. L’indice dopo il lockdown rimane comunque negativo, ma negli ultimi mesi non manca qualche segnale più positivo.

Aprile 2020 si apre con valori negativi in tutte e tre le categorie analizzate.

Infatti, dall’indagine si delinea come a seguito del primo lockdown i valori relativi all’indicatore di fiducia europeo siano aumentati, pur rimanendo nel complesso molto bassi. In particolare, nei mesi estivi del 2020, quando ci sono state le prime riaperture,  i livelli dell’indice, pur mantenendosi negativi, sono cresciuti di oltre 10 punti per quanto riguarda la categoria degli industriali e dei consumatori.

Nel successivo periodo autunnale, quando sono entrate in vigore nuove misure restrittive in molti paesi dell’Ue, non è stato messo in crisi il livello di fiducia. Infatti, rispetto al primo lockdown dove l‘indice era calato notevolmente, nel mese di settembre non si assiste a questo peggioramento. L’ultima flessione più significativa si rileva a novembre, probabilmente anche in coincidenza della seconda ondata.

Questa stabilità dell’indice di fiducia durante l’ultimo trimestre del 2020 è probabilmente legato alle nuove limitazioni meno severe imposte sia ai cittadini che agli imprenditori dei vari settori.

-5,6 il livello di fiducia dei consumatori europei nel mese di ottobre 2020, il dato più alto del periodo in analisi per questa categoria economica.

I dati fanno riferimento a un’indagine condotta dalla direzione generale degli affari economici e finanziari (Dg Ecfin) della commissione europea tra i paesi membri dell’Ue ed è rivolta ai rappresentanti dei settori dell’industria (manifatturiero), del commercio al dettaglio e ai consumatori. Dunque, l’indicatore è la media aritmetica del saldo delle risposte positive e negative a diverse domande poste agli intervistati riguardanti la fiducia nel mese preso in considerazione.

 

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: mercoledì 31 Marzo 2021)

Dai dati emerge che il trend della fiducia per i consumatori, venditori e industriali ha avuto lievi fluttuazioni nel corso dei mesi.

Nell'aprile 2020 sono stati registrati i valori dell'indicatore di fiducia più bassi dell'ultimo anno. La categoria degli industriali è quella che durante questo mese ha manifestato i livelli più bassi, con l'indice di fiducia che scende a -32,3. I valori di fudicia dei consumatori e i commercianti sono risaliti, seppur sempre molto bassi, rispettivamente pari a -29,1 e -22.

A marzo 2021 i primi, timidi, segnali di ritorno alla fiducia tra le imprese industriali.

Nei mesi successivi l'indicatore di tutte e tre le categorie è lievemente aumentato. In particolar modo, è importante sottolineare che a marzo 2021 l'indice raggiunge per la prima volta il segno positivo, con la fiducia della categoria degli industriali (+1). Tuttavia, i consumatori e i commercianti hanno ancora valori in negativo anche se notevolmente più alti rispetto a quelli dell’anno precedente. Infatti, il livello di fiducia dei consumatori è aumentato fino a -11 e quelli dei commercianti ha raggiunto -12,1, in entrambi i casi vi è una crescita di almeno +10 punti.

-18,5 la fiducia dei venditori nel mese di novembre 2020, il valore più basso dopo il lockdown.

Per quanto riguada il trend dell'indice di fiducia degli industriali si è assistito a un aumento nei mesi autunnali, un dato che ha continuato a salire anche nel primo trimestre del 2021. Il motivo potrebbe essere connesso all'impatto meno inaspettato della seconda ondata e soprattutto alle prospettive di uscita dall'emergenza legate alla campagna vaccinale. Oltre, ovviamente, alle speranze riposte nei piani di ripresa nazionali ed Ue. Probabilmente il clima di fiducia ha riguardato più le imprese industriali che cittadini e commercianti, stando ai dati.

Le aspettative di cittadini e imprese verso Ue e stati membri

Con i livelli di fiducia sempre in bilico, le aspettative verso le autorità pubbliche sono molto elevate. Da una parte, molti cittadini si aspettano che quando in gioco c'è la salute pubblica lo stato faccia tutto il possibile per aiutarli, anche imponendo misure restrittive. D'altro canto, sono sempre di più gli europei che desiderano recuperare le loro libertà e temono il rallentamento economico come risultato di tali misure. Sono sempre più frequenti le proteste dei cittadini e dei commercianti nei paesi membri che chiedono un alleggerimento delle misure restrittive. Per esempio le manifestazioni che hanno caratterizzato le ultime settimane di marzo e le prime di aprile in Italia, in cui i gestori chiedevano la riapertura delle proprie attività al governo.

Il Next generation Eu non dovrebbe servire solo a tamponare l'emergenza, ma anche a far ripartire l'economia e il clima di fiducia.

Inoltre, sono maggiori anche le richieste dei cittadini che attendono che le autorità forniscano loro una compensazione attraverso un sostegno al reddito o una migliore protezione sociale, economica e sanitaria per la perdita di reddito dovuta alla pandemia. Per adesso, tale protezione è fornita sia a livello nazionale attraverso il sistema sanitario di ciascun paese e sia attraverso i sussidi di disoccupazione elargiti dallo stato, ma anche a livello dell'Unione europa. In tal senso, è stato creato un programma comune di vaccinazione, insieme al recovery plan per aiutare gli stati a tornare economicamente ai livelli precedenti alla pandemia. Nei prossimi mesi, sarà fondamentale capire se le iniziative messe in campo saranno sufficienti a ripristinare un clima di fiducia.

 

European data journalism network, i dati nel resto dell'Europa

Openpolis fa parte dell'European data journalism network, una rete di realtà che si occupano di data journalism in tutta Europa. La versione originale di questo articolo è di Euractiv, un think thank belga partner di Edjnet. I dati relativi ai livelli di fiducia delle tre categorie economiche sono di un'indagine condotta dalla direzione generale degli affari economici e finanziari (Dg Ecfin) della commissione europea, è possibile scaricare qui la documentazione relativa all'indagine e all'indicatore utilizzato. I dati possono essere scaricati direttamente dal dataset di Eurostat.

 

Photo: PP Photos - Shutterstock

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