Il Covid-19 ha congelato i servizi di salute mentale in Europa Covid

Già prima della pandemia, le risorse per l’assistenza mentale in Europa erano insufficienti. Il Covid-19 ha reso ancora più difficile l’accesso alle cure. Circa il 75%dei servizi di psichiatria è stato erogato per via telematica, ma non sempre questa si rivela un’opzione valida.

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La crisi scoppiata col Covid-19 è stata particolarmente difficile per le persone che necessitano di servizi psichiatrici e psicologici. Durante la prima ondata dei contagi, uno o più servizi dedicati a pazienti con problemi mentali, neurologici o di abuso di sostanze stupefacenti sono rimasti paralizzati in quasi tutti i paesi monitorati dall’organizzazione mondiale della Sanità (Oms).

3 su 4 i servizi di igiene mentale che sono stati sospesi in Europa a causa della crisi da Covid-19.

La pandemia ha rivoluzionato l’assistenza sanitaria, compresa quella per la salute mentale, e continua a causare problemi. “Il numero di appuntamenti è stato considerevolmente ridotto già da giugno”, dice Felice Iasevoli, psichiatra dell’ospedale dell’Università Federico II di Napoli. Oltre ai tagli ai servizi di igiene mentale disponibili, è calata in modo drastico anche la richiesta di assistenza da parte delle persone con problemi psichici.

In alcuni casi le terapie sono così continuate al telefono, in altri con videochiamata. Secondo i dati dell’associazione europea di psichiatria, oltre il 75% dell’assistenza psichiatrica durante la prima ondata di Covid-19 in Europa è stata fatta online, nonostante grandi differenze tra un paese e l’altro.

I dati sono stati raccolti tra aprile e agosto del 2015. I paesi coinvolti sono 125 tra gli stati membri dell’organizzazione mondiale della sanità (Oms), i quale rappresentano il 65% del totale. La ricerca è stata condotta attraverso l’utilizzo di sondaggi riguardanti varie aree tematiche: la sanità telematica, i servizi informatici, l’uso dei social media  e il panorama normativo nel settore sanitario.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Civio - Oms
(ultimo aggiornamento: giovedì 31 Dicembre 2015)

La telepsichiatria era l'unica opzione per ricevere assistenza psicologica durante il lockdown.

Secondo uno studio del 2015 dell’Osservatorio globale dell’Oms per l’assistenza online, soltanto Finlandia, Paesi Bassi e Svezia avevano all'opera dei programmi di telepsichiatria a livello nazionale. Altri paesi come Grecia e Spagna avevano lanciato programmi pilota per l’assistenza psichiatrica da remoto, mentre in Italia, Croazia e Lituania all'epoca esistevano solo iniziative sporadiche o informali.

È importante tuttavia sottolineare che l’assistenza sanitaria da remoto ha dei limiti, non è praticabile con la stessa efficacia con tutti i pazienti. Se da un lato può aiutare persone con difficoltà di mobilità o che faticano a instaurare rapporti di fiducia in presenza, dall'altro può essere difficilmente praticabile per pazienti anziani o che non hanno accesso a dispositivi come pc o tablet o a una connessione internet.

Inoltre, senza negare i benefici che una terapia online può portare, gli esperti sottolineano l'urgenza per le persone affette da patologie gravi, di un sostegno continuo. Una necessità che esiste da prima della pandemia, data la carenza di risorse che già limitava l’accesso all'assistenza mentale.

Secondo i dati Eurostat 2018, i paesi europei con il maggior numero di psichiatri per 100mila abitanti erano Germania (27,45 per 100mila abitanti), Grecia (25,79) e Paesi Bassi (24,15); mentre Polonia (9,23), Bulgaria (10,31) e Spagna (10,93) hanno al contrario il minor numero di psichiatri in rapporto alla popolazione. In questo quadro l'Italia si trova nel mezzo, con 17,08 psichiatri ogni 100mila abitanti.

I dati dello studio dell’Eurostat fanno riferimento al 2018, fatta eccezione per Polonia, Lussemburgo e Svezia i cui dati sono relativi al 2017. Inoltre, non compaiono Finlandia e Slovacchia, in quanto nel caso finlandese i dati disponibili erano superati e nel caso slovacco i dati non erano reperibili su Eurostat.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Civio - Eurostat
(ultimo aggiornamento: giovedì 30 Gennaio 2020)

 

Timori per le conseguenze psicologiche nel futuro

Il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha lanciato un allarme sull'impatto psicologico che l'emergenza in corso avrà, non solo su chi ha già patologie, ma su tutti gli individui. Uno studio sottolinea come durante le epidemie passate, come quelle di Sars, Mers ed Ebola, la quarantena ha causato nelle persone che l'hanno vissuta, alti livelli di ansia e di stress. E sofferenze psichiche e preoccupazione vengono rilevate anche nella situazione attuale, in relazione alla pandemia da Covid-19. Gli esperti di salute mentale temono un’ondata di problemi psichici.

Prevedo disturbi da ansia in conseguenza dello stress e della tensione con cui ciascuno di noi si trova alle prese; disturbi depressivi come conseguenza del confinamento, della perdita di persone care o di difficoltà economiche; disturbi traumatici in conseguenza a situazioni sconvolgenti gravi, come essere stati ricoverati per COVID-19 o aver avuto un paziente stretto ospedalizzato.

- Felice Iasevoli, psichiatra dell’ospedale dell’Università Federico II di Napoli

 

Anche i professionisti in campo sanitario che lavorano in prima linea, il personale medicoinfermieristico, potrebbero avere delle conseguenze psichiche tra cui burnout o disturbi da stress post-traumatico. Specialmente se non hanno ricevuto un adeguato sostegno psicologico e psichiatrico, come secondo recenti studi è successo in alcuni paesi, tra cui la Spagna.

European data journalism network, i dati nel resto dell'Europa

Openpolis fa parte dell'European data journalism network, una rete di realtà  che si occupano di data journalism in tutta Europa. La versione originale di questo articolo è di Civio, una fondazione spagnola partner di Edjnet. I dati relativi ai programmi di telepsichiatria nei paesi europei sono il risultato di una ricerca dell'Oms, mentre i dati riguardanti il numero di psichiatri nelle strutture ospedaliere europee sono di fonte Eurostat. I dati sull'interruzione dei servizi di assistenza sanitaria mentale provengono da un rapporto del 2020 e i dati sull'assistenza psichiatrica in Europa durante la prima ondata provengono da uno studio dell'associazione europea degli psichiatri che non è stato ancora pubblicato ufficialmente. È possibile scaricare qui i dati relativi al numero di psichiatri nell'Unione europea e qui le informazioni sulla telepsichiatria.

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