La spesa dei comuni per il funzionamento dei propri organi istituzionali Bilanci dei comuni

Nell’acceso dibattito sulla rappresentanza nelle istituzioni e i cosiddetti “costi della politica”, attraverso l’analisi dei bilanci vediamo quanto investono i comuni per il funzionamento delle loro strutture.

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Si parla spesso dei cosiddetti “costi della politica“, in riferimento ai costi certificati o presunti del funzionamento degli organi istituzionali, soprattutto quelli elettivi.

Il delicato bilanciamento tra le esigenze di spesa pubblica e il principio di rappresentanza democratica è stato anche al centro del referendum costituzionale, ma è un tema ugualmente importante a livello locale.

Deve essere garantito l’equilibrio tra rappresentanza e welfare anche alle comunità dei territori periferici del paese.

Le spese per gli organi istituzionali si riferiscono all’amministrazione, al funzionamento e al supporto agli organi esecutivi e legislativi dell’ente. Comprendono le spese relative all’ufficio del capo dell’esecutivo (ufficio del sindaco), gli organi legislativi e di governo a tutti i livelli dell’amministrazione (assemblee, consigli comunali, etc.), il personale consulente, amministrativo e politico assegnato agli uffici del capo dell’esecutivo e del corpo legislativo, oltre alle attrezzature materiali di cui questi uffici si dotano.

Afferiscono a questo ambito anche le spese per le commissioni e i comitati permanenti, per lo sviluppo dell’ente in un’ottica di governance e partenariato, per la comunicazione istituzionale (in particolare in relazione ai rapporti con gli organi di informazione), per le manifestazioni istituzionali – in merito al cerimoniale – e per le attività del difensore civico.

Non comprendono, invece, le spese relative agli uffici dei capi di dipartimento o delle commissioni che svolgono specifiche funzioni e sono attribuibili a specifici programmi di spesa.

Nelle giunte e nei consigli comunali più di 125 mila persone

Tra le spese più corpose per il funzionamento degli enti locali vi sono quelle per le strutture politiche più importanti dei comuni: la giunta, organo collegiale di governo del territorio, e il consiglio, assemblea rappresentativa che ha funzioni di indirizzo e di controllo politico-amministrativo. In Italia queste figure sono 125.362 (uno ogni 481 abitanti), di cui 33.399 nelle giunte e 91.963 nei consigli comunali.

Sono state considerate tutte le giunte e i consigli comunali in carica al 19 settembre 2020. Sono inclusi i commissari prefettizi nominati alla data di pubblicazione.

FONTE: openpolis
(ultimo aggiornamento: sabato 19 Settembre 2020)

Sono 23.334 gli assessori e i consiglieri comunali in Lombardia. Uno ogni 433 abitanti, leggermente sotto la media nazionale. Segue il Piemonte con 16.307 esponenti di giunte e consigli (uno ogni 266 abitanti). In proporzione alla popolazione, la maggiore densità di membri si trova in Valle d'Aosta, la minore nel Lazio, dove però incide l'estensione territoriale del comune di Roma. Non vengono considerati, infatti, giunte e consigli dei 15 municipi della capitale.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Per il comune di Napoli, all’interno della voce di spesa vengono considerati anche i costi per le municipalità, e non solo per le attività della struttura centrale. Tra le città italiane con più di 200.000 abitanti, non sono disponibili i dati di Palermo e Catania perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2018.

FONTE: Openbilanci - consuntivo 2018
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

Con 96,74 euro pro capite, tra le maggiori città italiane Napoli è il comune che spende di più per il funzionamento delle sue strutture. Dietro il capoluogo campano figurano Venezia, con 44,4 euro per abitante e Bari (40,4 euro). Anche in fondo alla classifica c'è una città del sud: Messina, con 15,08 euro pro capite. Napoli è anche il comune italiano che spende di più in termini assoluti: 93,4 milioni di euro, seguito da Roma (67,9) e Torino (34,2).

Il comune di Napoli include anche i costi per le municipalità.

Napoli spende il triplo di Milano e 26,2 milioni in più rispetto a Roma, pur avendo 1,9 milioni di abitanti in meno rispetto alla capitale e circa 400.000 mila abitanti in meno di Milano.

È però doveroso sottolineare che all'interno della voce di spesa nel bilancio del comune di Napoli vengono considerati anche i costi per le sue municipalità, e non solo per le attività della struttura centrale. Nell'analisi dei dati, infatti, va notato che a volte non c'è univocità nelle voci di spesa all'interno di uno stesso ambito. Questo può influenzare i numeri nei bilanci delle città metropolitane, che possono includere o escludere i costi per le strutture istituzionali nate in virtù del decentramento amministrativo.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Tra le città italiane con popolazione superiore a 200.000 abitanti, sono state considerate le 5 città che hanno speso di più per gli organi istituzionali nel 2018.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2016-2018
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

Tra le maggiori città italiane, Napoli si conferma quella che spende di più per organi istituzionali anche prendendo in considerazione il biennio 2016-2018. Nel 2016 e 2017 superava i 100 euro pro capite, diminuendo tuttavia la spesa nel 2018. Al contrario, Padova ha aumentato di circa 8 euro la spesa pro capite per il funzionamento delle sue istituzioni.

Per sapere quanto viene speso per il trasporto pubblico totale nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

I dati mostrano per ogni comune italiano la spesa totale e la spesa pro capite destinata agli organi istituzionali. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Non sono disponibili i dati dei comuni i cui bilanci consuntivi 2018 non risultano accessibili alla data di pubblicazione.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2018
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

La situazione nell'area metropolitana di Napoli

La città metropolitana di Napoli è l'area più densamente abitata in Italia, con 2.165 abitanti per kmq. Sono ben 11 i comuni che hanno più di 50.000 abitanti. Compreso Napoli, ovviamente. Per ciò che concerne gli organi istituzionali, il capoluogo figura in alta classifica anche se consideriamo l'area metropolitana, secondo solo a Anacapri.

I dati mostrano la spesa pro capite per cassa riportata nell’apposita voce di bilancio. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Il dato non è disponibile per i comuni che non compaiono nella mappa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2018
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

 

Il comune di Anacapri è l'unico nell'area a superare i 100 euro di spesa pro capite: nel paese isolano si spendono 110,84 euro per abitante. Segue il capoluogo (96,74 euro), Sorrento (68,31), Tufino (46,68) e Sorrento (43,05).

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto credit:  Comune di Roma

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