Il monitoraggio dell’inquinamento acustico Ambiente

L’inquinamento acustico è spesso sottovalutato e sottostimato. Questa lacuna può essere colmata con un maggior numero di controlli sul territorio, ma ad oggi questi sono troppo spesso lasciati all’iniziativa dei cittadini.

|

L’inquinamento acustico, ovvero il rumore eccessivo e prolungato causato dall’attività umana, è un fenomeno spesso sottovalutato per la sua natura immateriale. Tuttavia, risulta particolarmente nocivo sia per l’ambiente che per la nostra salute.

L’introduzione di rumore nell’ambiente abitativo o nell’ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell’ambiente abitativo o dell’ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi.

In Italia come nel resto d’Europa esiste una regolamentazione specifica per questo tipo di inquinamento, ma ad oggi sono ancora numerosi i comuni dove si registrano regolarmente superamenti delle soglie prefissate. A essere cruciale è il monitoraggio, spesso lasciato alla sola iniziativa dei cittadini.

L’inquinamento acustico, un pericolo per tutti

L’esposizione a lungo termine a rumori superiori ai 55 decibel ha conseguenze significative sul mondo animale nel suo complesso. Può ad esempio disturbare la comunicazione di alcune specie come gli uccelli o le rane, o creare situazioni di stress che hanno un impatto negativo sul comportamento di molte specie selvatiche.

L’inquinamento acustico causa patologie cardiache.

Ma gli effetti sono riscontrabili anche sulla salute umana. L’esposizione a forti rumori ha un impatto particolarmente nocivo sul sistema cardiovascolare, registrando una stretta correlazione con le cardiopatie ischemiche. Fattori che aumentano la mortalità. Più in generale, l’inquinamento acustico è responsabile dell’insorgere di disturbi del sonno, oltre ad avere effetti sulla salute mentale e sul benessere.

 

48mila casi di cardiopatie causati ogni anno dall’inquinamento acustico in Ue, secondo le stime Eea (European environmental agency).

A generare inquinamento acustico sono ad esempio i cantieri, le attività produttive e commerciali, ma soprattutto i trasporti – siano essi stradali, portuali o aeroportuali. Secondo l’Eea, almeno 1 cittadino europeo su 5 è esposto a inquinamento acustico proveniente dal traffico stradale.

Gli strumenti a disposizione dei cittadini per contrastare il rumore

Essendo l’inquinamento acustico causato da attività antropiche, sono gli abitanti dei centri urbani – soprattutto di quelli maggiori – a essere particolarmente esposti a questo rischio.

Ma siccome un’esposizione prolungata al rumore è dannosa per l’individuo, è possibile presentare un esposto al comune territorialmente competente, di modo che l’Arpa (agenzia regionale per la protezione ambientale) possa procedere a una verifica e, in caso di constatata violazione, all’imposizione di una sanzione.

I dati sono riferiti agli esposti presentati dai cittadini nei comuni capoluogo di provincia e nelle città metropolitane.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 19 Aprile 2022)

Dei comuni capoluogo di provincia del nostro paese, è Messina quello in cui si registra il numero più elevato di istanze di questo tipo. Parliamo di oltre 180 esposti ogni 100mila abitanti nel 2020, quasi 100 in più rispetto al secondo comune da questo punto di vista, ovvero Verbania, che invece ne ha registrati 90.

In numeri assoluti, a Messina sono stati quindi presentati 415 esposti nel 2020, ovvero 46 in più rispetto all'anno precedente, quando ce n'erano stati 369. Mentre a Palermo, come nella maggior parte delle altre città, la cifra è diminuita rispetto al 2019. Si è passati da 686 esposti nel 2019 ad appena 269 nel 2020 (-61%).

I controlli e chi li richiede

Come accennato, una delle principali difficoltà nell'affrontare il problema dell'inquinamento acustico è che, essendo immateriale, risulta complesso da misurare. Per questo è cruciale migliorare il monitoraggio - un obiettivo individuato e promosso anche dalla commissione europea. A tale scopo è quindi importante controllare che il rumore in un certo luogo non superi le soglie prestabilite.

I controlli sono perlopiù richiesti dai cittadini.

I controlli, nel nostro paese, possono essere effettuati per istanza dei cittadini stessi oppure su iniziativa delle amministrazioni competenti. Si svolgono una serie di procedure di intervento, articolate a seconda della complessità della problematica rilevata, che si concludono con la stesura di un rapporto a proposito dell'indagine svolta. Stando ai dati Istat, la prima modalità, ovvero quella di controlli richiesti dai cittadini, è decisamente prevalente rispetto alla seconda.

77,1% dei controlli sono stati effettuati su istanza di privati cittadini (2020).

Il processo si conclude con l'applicazione di sanzioni, laddove risulti che i limiti sono stati superati. Come stabilito dalla legge quadro 447/1995, il principale strumento normativo che nel nostro paese regolamenta l'inquinamento acustico.

Per quantificare il grado di inquinamento acustico, è utile osservare l'incidenza dei superamenti sul totale dei controlli effettuati. Ovvero quante volte, fatto un controllo, ne emerge una effettiva violazione.

I dati sono riferiti all’incidenza dei superamenti rispetto ai controlli effettuati. Sono considerati tutti i controlli, sia quelli effettuati su richiesta dei cittadini che quelli per iniziativa dell’amministrazione, nei comuni capoluogo di provincia e nelle città metropolitane.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 19 Aprile 2022)

In Italia è soprattutto nelle città settentrionali che i controlli hanno rilevato il maggior numero di superamenti. In ben 12 città, tutte nel centro-nord del paese fatta eccezione per Cagliari e Salerno, l'incidenza è stata infatti pari al 100%.

Se poi isoliamo i dati relativi ai comuni delle città metropolitane, vediamo che è ancora la città di Messina a registrare per numero di controlli in rapporto alla popolazione.

21,8 controlli sull'inquinamento acustico effettuati ogni 100mila abitanti a Messina (2020).

I dati sono riferiti ai comuni delle città metropolitane, e sono in rapporto alla popolazione residente. È esclusa Trieste, dove non è stato effettuato nessun controllo e, conseguentemente, non è stato rilevato nessun superamento.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: martedì 19 Aprile 2022)

Palermo è la seconda città numero più elevato di controlli (10,4 ogni 100mila abitanti) ma anche quella con meno superamenti in rapporto ai controlli svolti (1,9 contro 10,4 ogni 100mila abitanti). Mentre in 7 grandi comuni (Firenze, Genova, Bologna, Cagliari, Torino, Venezia e Milano) tutti i controlli hanno svelato superamenti.

Complessivamente, va inoltre sottolineato che rispetto al 2019, nel 2020 si è quasi dimezzato il numero di controlli effettuati in media, rispetto alla popolazione residente.

 

Foto: Jacek Dylag - licenza

PROSSIMO POST
Informativa

Questo sito utilizza solo cookie tecnici. È possibile leggere l’informativa cliccando qui.