Fondo Africa, 232 milioni dalla lotta alla povertà al contrasto alle migrazioni Cooperazione

Nel decreto di rifinanziamento dello strumento per la gestione delle migrazioni sono stati diluiti i controlli. Per il sottosegretario agli Esteri Di Stefano (M5s) il 100% delle iniziative supportate nel 2018 può essere considerato “aiuto allo sviluppo”.

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Istituito dalla legge di bilancio 2017 con una dotazione di 200 milioni (poi diventati 152 con l’assestamento), il Fondo Africa è stato rifinanziato nel 2018 con ulteriori 80 milioni (30 per il 2018 e 50 per il 2019). In risposta ad una interrogazione dell’on. Quartapelle (Pd), il sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano ha fornito dettagli sulle iniziative finanziate con i fondi a valere sul 2018: al 22 ottobre risultano impegnati circa 23,37 milioni di euro dei complessivi 30 finanziati per quest’anno.

Il Fondo Africa nasce con l’obiettivo di avviare “interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i Paesi africani di importanza prioritaria per le rotte migratorie” Vai a "Che cos’è il Fondo Africa"

Trasferimenti al ministero della Difesa e al Trust Fund europeo

Incrociando la risposta di Di Stefano all’interrogazione scritta, con le delibere dell’Aics (Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo) si ottengono alcune, seppur generiche, informazioni sulle attività finanziate. L’intervento più consistente riguarda 7 milioni destinati all’Etiopia per attività a favore di rifugiati e registrazione delle nascite; seguono 6 milioni erogati al Trust Fund europeo di Emergenza per l’Africa che si conferma come il maggiore beneficiario del Fondo Africa. Nel 2018 sono stati finanziati progetti in Burkina Faso (come sostegno al bilancio), Mauritania (da attuarsi attraverso le ong) e Niger (sotto la responsabilità della cooperazione italiana insieme a quella belga e l’olandese).

Istituito nel 2015 al vertice euro-africano de La Valletta, il fondo fiduciario finanzia progetti per il controllo dei flussi migratori. Non è controllato dal Parlamento Europeo e il 95% delle risorse che utilizza provengono da fondi per la cooperazione allo sviluppo. Vai a "Cosa è il Trust Fund Europeo di Emergenza per l’Africa  "

Ammontare delle risorse del Fondo Africa distinte per destinazione: Trust Fund europeo di emergenza per l’Africa; Organizzazioni internazionali; Agenzia Italiana per la cooperazione allo sviluppo e ministeri italiani di Economia e Difesa.

Il Fondo Fiduciario Europeo di Emergenza per l’Africa, anche chiamato “Trust Fund” è stato creato dall’Unione Europea per «affrontare le cause profonde delle migrazioni irregolari».

FONTE: Rendiconto dello Stato per l'anno 2017 e risposta del sottosegretario Manlio Di Stefano all'interrogazione scritta di Lia Quartapelle per l'anno 2018
(ultimo aggiornamento: martedì 30 ottobre 2018)

Per quanto riguarda il sostegno diretto al budget di un paese, è stato evidenziato come questo possa favorire pratiche contro il rispetto dei diritti umani. Il trasferimento al Trust Fund europeo di emergenza per l'Africa è stato in questo senso considerato un modo per "diluire le responsabilità".

Per il 2018 sono previste erogazioni di circa 878mila euro al ministero della Difesa, per la cessione al governo del Niger di ambulanze e autobotti.

In riferimento al finanziamento più critico finora erogato dal Fondo Africa nel 2017, quello per attrezzare guardia costiera libica, Di Stefano ha tenuto a precisare che "nessuna delle motovedette nel quadro del finanziamento da 2,5 milioni in favore del ministero dell'Interno è stata ancora riconsegnata" e che "le attività di formazione delle autorità dei Paesi di transito comprendono per la maggior parte anche moduli in materia di diritti umani".

5 sono i milioni del Fondo Africa per il 2018 che vanno a campagne informative.

Due milioni sono stati erogati per "Cinemarena" progetto dell'Oim per la realizzazione di proiezioni itineranti sui rischi delle migrazioni irregolari e 3 all'Unesco per una campagna informativa regionale in collaborazione con giornalisti africani di cui - dai documenti ufficiali - non si conosce l'argomento. I fondi alle organizzazioni internazionali vanno a tre agenzie: Unhcr (Fondo dell'Onu per i rifugiati) con 3 milioni per assistere le autorità del Niger, Oim (Organizzazione Internazionale per le Migrazioni) con 1,5 milioni in Niger e 1 in Egitto per l'accoglienza dei migranti e Unicef (4 milioni in Gambia e Libia). 

Sempre meno i controlli sui fondi

La richiesta sulla frequenza del monitoraggio è calata da "con cadenza almeno trimestrale" nel decreto per il 2017 a "con cadenza, di norma, almeno semestrale" nel 2018.

Le uniche informazioni pubbliche sul #FondoAfrica sono le interrogazioni parlamentari e poche righe di delibere @aics_it. @manlioDS @ecdelre #cooperazione #trasparenza #M5S

In riferimento al monitoraggio Di Stefano ha affermato che la Direzione generale per gli italiani all'estero e le politiche migratorie (Dgit), competente per il fondo, "ha esaminato in dettaglio i sette rapporti periodici sinora pervenuti " e che "a queste attività di monitoraggio, si aggiunge l'esame dei numerosi aggiornamenti operativi su singoli progetti trasmessi dalle organizzazioni beneficiarie". Tuttavia si riscontra l’incoerenza e la disfunzionalità di un fondo, che finanzia progetti di cooperazione, la cui gestione è demandata alla Dgit e non alla Dgcs (Direzione generale per la cooperazione allo sviluppo) e all'Aics (Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo). Al momento, inoltre, non risulta essere previsto un sistema di indicatori per la valutazione dell'impatto dei progetti. In riferimento alla strumentazione messa a disposizione dal ministero della Difesa italiano al governo nigerino, Di Stefano sembra valutare gli interventi semplicemente in base al loro oggetto:

Per quanto riguarda le forniture di veicoli alle autorità nigerine, trattandosi di ambulanze e di autobotti d'acqua, la valutazione dell'impatto sui diritti umani è senz'altro positiva

Contiguità tra sviluppo e controllo delle frontiere

L’allegato 18 dello stato previsionale del Maeci (Ministero per gli Affari Esteri e la Cooperazione Internazionale) in legge di bilancio 2017 affermava che il 100% delle erogazioni del Fondo Africa potevano essere considerate come aiuti per lo sviluppo. In risposta all'interrogazione di Lia Quartapelle nel novembre 2017 l'ex senatore Benedetto Della Vedova ammetteva che solo il 67% dei 200 milioni stanziati per quell'anno potevano essere considerati come cooperazione, il 20% solo in parte e l'8% affatto (il 5% non si sa perché erogato dopo l'interrogazione).

Secondo Di Stefano il 100% delle risorse erogate nel 2018 possono essere considerate come cooperazione allo sviluppo, anche se si dovrà attendere il rapporto Ocse Dac perché questo sia confermato. Tuttavia, gli obiettivi del Fondo Africa, focalizzato sul fenomeno delle migrazioni, sono diversi da quelli della cooperazione allo sviluppo intesa come attività che mira a sconfiggere la povertà e a favorire il benessere della popolazione locale. Il Fondo Africa determina così un allontanamento dagli obiettivi stabiliti dal documento di programmazione triennale della cooperazione italiana, legati alla lotta alla povertà e all'agenda 2030 dell'Onu.

Foto: Oxfam

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