Che cos’è il Fondo Africa

Istituito con la legge di bilancio 2017, il Fondo Africa ha una dotazione finanziaria di 200 milioni di euro, aggiuntivi a quelli previsti per le attività ordinarie di cooperazione allo sviluppo, per finanziare progetti in paesi di origine e transito dei migranti. Gli interventi più controversi sono quelli a favore della guardia costiera libica.

Definizione

ll Fondo per l’Africa viene istituito con la legge di bilancio 2017, art. 1 comma 621, allo stato di previsione del ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale (Maeci). Con una dotazione finanziaria di 200 milioni di euro, aggiuntivi a quelli previsti per le attività ordinarie di cooperazione allo sviluppo, il Fondo nasce con l’obiettivo di avviare “interventi straordinari volti a rilanciare il dialogo e la cooperazione con i Paesi africani di importanza prioritaria per le rotte migratorie”. Il decreto che ne definisce le linee di indirizzo, firmato dal ministro degli Esteri l’1 febbraio 2017, aggiunge che esso sarà “parte qualificante del complesso di misure stabilite dal governo italiano volte al contrasto all’immigrazione irregolare e al traffico di esseri umani”. Per quanto riguarda gli enti attuatori, il Fondo si avvale dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), di altre amministrazioni pubbliche, dell’Unione europea quali il Trust Fund di emergenza per l’Africa, dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (Oim), dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) e di altre organizzazioni internazionali competenti. Le attività di cooperazione allo sviluppo possono essere affidate anche alle organizzazioni della società civile.

Dati

A dicembre 2017 (fonte: ActionAid rapporto “Il compromesso impossibile”) risultano essere stati deliberati 149.973.285,85 di Euro sui 200 milioni previsti, di cui 140.816.653,85 euro a valere sull’esercizio finanziario 2017. Di questi, escludendo i 6.773.285,85 euro deliberati successivamente, il deputato Benedetto Della Vedova in risposta a un’interrogazione parlamentare ha definito totalmente “daccabili” (rispondenti ai criteri del comitato Dac dell’Ocse per gli aiuti allo sviluppo) 100,5 milioni di Euro. 30,7 milioni risultano esserlo solamente in parte e 12 per nulla.

 

Analisi

Secondo il dossier di Actionaid, il 75% delle risorse del Fondo Africa risulta essere destinato a due soli paesi: Niger e Libia, cruciali nelle partenze e nel transito dei migranti, con i quali l’Italia ha stretto accordi di collaborazione bilaterale per il contrasto dell’immigrazione irregolare e del traffico di esseri umani, i rimpatri dai paesi di transito a quelli di origine e il controllo delle frontiere. Ad essi vanno rispettivamente il 45,3 % e il 30,1% del totale delle risorse deliberate. Il restante 25% è ripartito fra altri 5 Paesi, su cui dominano le risorse stanziate alla Tunisia, che ammontano a quasi il 10% del totale.

Relativamente ai settori di intervento, le delibere – soprattutto quando si tratta di risorse che transitano dalla Direzione generale italiani all’estero e politiche migratorie (Dgit) al Trust Fund di emergenza per l’Africa – presentano in molti casi una titolazione generica e non entrano nel dettaglio delle attività previste. Questo determina difficoltà nell’individuare la tipologia di interventi previsti comportando una scarsa trasparenza.

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