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	<title>Asili nido Archivi - Openpolis</title>
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	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 04 Mar 2026 18:03:18 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>Gli investimenti del Pnrr per il lavoro e l&#8217;occupazione</title>
		<link>https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-lavoro-e-loccupazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mattia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 08:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Potere politico]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306649</guid>

					<description><![CDATA[<p>Da oggi è online e liberamente accessibile la terza uscita di Pnrr Watch, un'indagine di Assonime e Fondazione Openpolis su aspetti strategici del piano nazionale di ripresa e resilienza. Nel dossier spazio all'analisi sulle politiche per il lavoro e la formazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/gli-investimenti-del-pnrr-per-il-lavoro-e-loccupazione/">Gli investimenti del Pnrr per il lavoro e l&#8217;occupazione</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il lavoro, l&#8217;occupazione e la formazione in Italia sono i temi al centro della terza uscita di <strong>Pnrr Watch</strong>, il report realizzato da <strong>Assonime</strong> e <strong>Fondazione Openpolis</strong>.</p>



<p>La partnership, lanciata a marzo dello scorso anno, ha già visto la pubblicazione di approfondimenti dedicati alla transizione digitale e a quella ecologica.</p>



<p>Anche nella terza uscita di Pnrr Watch parliamo di alcune tra le misure più strategiche del piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).</p>



<p>Lo sguardo sul mondo del lavoro è duplice: da un lato l’analisi di alcune <strong>riforme e investimenti volti a rafforzare le politiche attive</strong> in favore dell&#8217;occupazione, come il programma Gol (acronimo di &#8220;Garanzia occupabilità lavoratori&#8221;) o il potenziamento del sistema degli Its (Istituti tecnologici superiori), dall’altro invece l’approfondimento di alcuni interventi che potrebbero <strong>agevolare la partecipazione al mercato del lavoro</strong>, in particolare delle donne.</p>


        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">10,3 mld € </span>il valore complessivo delle quattro misure su lavoro, occupazione e formazione analizzate in Pnrr Watch 3.</p>
			        </section>
		


<p>Le misure analizzate nel dettaglio attraverso l&#8217;indagine di Assonime e Openpolis sono quattro. La più rilevante dal punto di vista economico è &#8220;<strong>Politiche attive del mercato, del lavoro e della formazione</strong>&#8220;, che conta progetti per 4,6 miliardi di euro, quasi la metà di tutti quelli analizzati nel rapporto.</p>



<p>C&#8217;è poi la riforma e lo sviluppo del sistema Its, che può contribuire a fare da <strong>ponte tra la formazione e il mondo del lavoro</strong>. Gli istituti tecnologici superiori possono contare un finanziamento di 1,5 miliardi di euro.</p>


<div class="content_block" id="custom_post_widget-193851"><div class="d-none d-lg-flex justify-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 bb-3-grey2 pt-15 pb-50">
<div class="mt-20 mr-20"><amp-img decoding="async" src="/wp-content/uploads/2022/05/openpnrr_logo.png" alt="" width="140" height="44" layout="fixed"></amp-img>
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<h3 class="fw-700">Trasparenza, informazione, monitoraggio e
valutazione del PNRR</h3>
Il <span class="fw-700">tuo</span> accesso personalizzato
al Piano nazionale di ripresa e resilienza

</div>
<a class="btn" href="https://www.openpnrr.it">Accedi e monitora</a>

</div>
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</div>
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</div></div>



<p>Infine, altre due misure analizzate riguardano due piani nelle scuole, in particolare negli istituti dedicati ai più piccoli. Una è &#8220;<strong>Piano asili nido e scuole dell&#8217;infanzia e servizi di educazione e cura per la prima infanzia</strong>&#8221; (3,24 miliardi), l&#8217;altra è focalizzata sul <strong>piano per l&#8217;estensione del tempo pieno e delle mense scolastiche</strong>. In quest&#8217;ultimo caso lo stanziamento complessivo vale 960 milioni di euro. Si tratta di due misure importanti sia per i minori che per i genitori &#8211; in particolare le donne, su cui nella maggior parte dei casi ricadono gli oneri di cura dei figli &#8211; che grazie al supporto delle istituzioni scolastiche possono partecipare attivamente al mondo del lavoro.</p>


<div id="strillo-testo-block_aa08ebbf5dd6471d01f4cc468275fd40" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Attraverso Pnrr Watch cerchiamo di indagare aspetti strategici del piano, dati alla mano.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Di ognuna di queste misure viene analizzato il dettaglio dello stato di avanzamento procedurale e di spesa, oltre che dei progetti rendicontati.</p>



<p><strong>Sono diversi i dati rilevanti che emergono dall&#8217;indagine.</strong> Uno dei più evidenti è rappresentato dal fatto che <strong>il 64% dei bandi del Pnrr non abbia rispettato la quota del 30% di assunzioni in favore di giovani e donne.</strong> Parliamo di oltre 6 bandi su 10, una dinamica resa possibile grazie a nove diverse motivazioni di deroga previste dalle norme.</p>



<p>Un altro elemento di interesse riguarda lo stato di avanzamento della spesa delle politiche attive per il lavoro, che come detto assorbono circa 4,6 miliardi di euro. Di questi, infatti, all&#8217;ottobre 2025 <strong>ne erano stati spesi poco più di 550 milioni, pari al 13% del totale. </strong> Dai dati emerge come la componente formativa rimanga uno dei punti più critici dell’intera riforma.</p>



<p>Poi c&#8217;è l&#8217;analisi sulla riduzione dei posti negli asili nido del paese, le performance e la distribuzione territoriale degli Its e molti altri aspetti, attraverso i quali proviamo a ricostruire <strong>i punti di forza e le criticità </strong>delle politiche per l&#8217;occupazione e la formazione nel Pnrr.</p>



<div class="content_block" id="custom_post_widget-306709"><div class="d-none d-lg-flex justify-center flex-align-center py-20  mt-40 mb-40   bt-3-grey2 bb-3-grey2">
<div class="mt-30 mr-20"><a href="/wp-content/uploads/2026/03/pnrr_watch_3.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2026/03/Pnrr-Watch-report.png" alt="" width="170" height="170" /></a></div>
<div class="mb-15">
<h3 class="fw-700">GLI INVESTIMENTI DEL PNRR PER L’OCCUPAZIONE</h3>
<p>LAVORO, ISTRUZIONE E FORMAZIONE</p>
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2026/03/pnrr_watch_3.pdf" target="_blank">Scarica il report (Pdf 13,5 MB)</a></div>
</div>
</div>
<div class="d-lg-none flex-grid-col justify-center flex-align-center mt-40 mb-40 bt-3-grey2 pt-15 bb-3-grey2 pb-10">
<div class="mb-10 text-center">
<h3 class="fw-700">GLI INVESTIMENTI DEL PNRR PER L’OCCUPAZIONE</h3>
<p>LAVORO, ISTRUZIONE E FORMAZIONE</p>
<div><a class="btn" href="/wp-content/uploads/2026/03/pnrr_watch_3.pdf" target="_blank">Scarica il report (Pdf 13,5 MB)</a></div>
</div>
<div class="mt-20"><a href="/wp-content/uploads/2026/03/pnrr_watch_3.pdf" target="_blank"><amp-img src="/wp-content/uploads/2026/03/Pnrr-Watch-report.png" alt="" width="235" height="235" /></a></div>
</div>
</div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Occupazione femminile e nidi in Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/occupazione-femminile-e-nidi-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Mar 2025 07:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=299437</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all&#8217;approfondimento Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile Ascolta il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/occupazione-femminile-e-nidi-in-italia/">Occupazione femminile e nidi in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all&#8217;approfondimento <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile </a></p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su radio radicale</strong></a>.</p>
</section>
<p><section class="numeri-alla-mano">
			        </section>
</p>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">1 su 5</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>le donne che fuoriescono dal mercato del lavoro a seguito della maternità nel nostro paese.</strong> In Italia spesso è sulle donne che – per stereotipi di genere consolidati – ricade il compito di dedicarsi ai figli. Anche per questo l’occupazione femminile è più bassa. In questo senso, investire sugli asili nido può contribuire a invertire la tendenza. <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile#in-italia-1-donna-su-5-lascia-il-lavoro-dopo-la-maternita-investire-in-asili-nido-e-scuole-dellinfanzia-e-fondamentale-per-invertire-questa-tendenza" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">55,3%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong> il tasso di occupazione tra le donne tra 20 e 49 anni con almeno un figlio con meno di 6 anni, nel 2023.</strong> Molto meno dei padri coetanei, il cui tasso di occupazione è pari al 90,7%. Il nostro paese è tra gli stati Ue con il divario più marcato tra uomini e donne occupati con figli piccoli. Il gap in Italia era infatti di 35,4 punti percentuali di differenza nel 2023. Solo Repubblica Ceca (51,3 punti) e Grecia (37,1 punti) registrano un divario più ampio in quell&#8217;anno. Per avere un riferimento, in Danimarca e Svezia la distanza è di circa 10 punti. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">30</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>posti nido ogni 100 bambini con meno di 3 anni in Italia nel 2022.</strong> Un dato in progressivo avvicinamento agli obiettivi europei, ma comunque fortemente differenziato sul territorio nazionale. A fronte di 11 le regioni al di sopra della soglia del 33% (cui  si può aggiungere il Piemonte che con il 32,7% l’ha sostanzialmente raggiunta), ampie aree del mezzogiorno si attestano al di sotto del 20%. Sono soprattutto sud e aree interne &#8211; ovvero proprio i territori con minore occupazione femminile &#8211; a registrare il gap più ampio. <a href="https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<p><section class="numeri-alla-mano">
			        </section>
</p>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">40</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>posti nido ogni 100 bambini nei comuni con un rapporto più paritario tra occupazione femminile e occupazione maschile. </strong>Dieci punti al di sopra della media nazionale (30%). Nei territori dove il rapporto tra tasso di occupazione maschile è tra 1,2 e 1,5 volte superiore rispetto a quello femminile, l&#8217;offerta scende al 26%. Dove gli uomini lavorano tra 1,5 e 2 volte in più delle donne, i posti nido calano a 12 ogni 100 bambini; e addirittura a 7 posti ogni 100 minori dove il tasso di occupazione maschile è doppio o più che doppio di quello femminile. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">100%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>delle 10 città con minore occupazione femminile si trovano nel mezzogiorno</strong>. Comuni dove la percentuale di donne che lavora varia dal 42,1% di Catania al 47,4% di Trani e Siracusa. In parallelo, anche in termini di servizi per la prima infanzia l’offerta di posti è sistematicamente inferiore alla media nazionale. Tendenzialmente quindi l’occupazione femminile va di pari passo con l’offerta di servizi per la prima infanzia e viceversa; una relazione che probabilmente va letta in entrambe le direzioni. Se più donne lavorano, ci sarà una maggiore pressione per aumentare ulteriormente l’offerta. Allo stesso tempo una maggiore disponibilità di servizi costituirà un supporto all’occupazione soprattutto femminile. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
<p><div>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Mar 2025 09:16:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=298674</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia spesso è sulle donne che - per stereotipi di genere consolidati - ricade il compito di dedicarsi ai figli. Anche per questo l'occupazione femminile è più bassa. Investire su asili nido e scuole dell’infanzia può contribuire a invertire la tendenza.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/">Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il potenziamento dell&#8217;offerta di posti negli asili nido e nelle scuole dell&#8217;infanzia è un obiettivo molto importante per gli <strong>evidenti benefici su bambini e bambine, sia in termini di capacità di apprendimento che di crescita personale e sviluppo sociale</strong>. Ma un altro elemento rilevante è rappresentato dal fatto che <strong>la presenza dei nidi può facilitare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro</strong>. Queste strutture infatti sono anche uno strumento importante a supporto delle famiglie per conciliare meglio i ritmi vita-lavoro.</p>
<p>Al contrario, dove questo servizio non è presente, nella maggior parte dei casi sono le donne &#8211; per stereotipi di genere radicati &#8211; a lasciare l&#8217;impiego per farsi carico del lavoro di cura familiare.<strong> </strong></p>
<div id="in-italia-1-donna-su-5-lascia-il-lavoro-dopo-la-maternita-investire-in-asili-nido-e-scuole-dellinfanzia-e-fondamentale-per-invertire-questa-tendenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1 su 5 </span>le donne che fuoriescono dal mercato del lavoro a seguito della maternità (<a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/PP004LA.pdf#page=7" target="_blank" rel="noopener">dossier camera</a>).</p>
</section>
<p>Purtroppo l&#8217;Italia è uno dei paesi europei in cui questa dinamica è più marcata. In base ai dati <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/bookmark/15ddf0f1-125e-4e6f-8102-3e227841417a?lang=en" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a> infatti il nostro paese si caratterizza per un divario molto ampio tra i genitori che lavorano. Per riavvicinare il tasso di occupazione femminile alla media europea, e ridurre i divari all’interno del paese, <strong>è quindi essenziale l’estensione dei servizi per la prima infanzia e la loro accessibilità in termini economici.</strong> Un legame individuato anche a livello continentale, e su cui da anni investono anche le politiche Ue.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Increasing participation in formal early childhood education and care (ECEC) could significantly improve the labour market activity of mothers in low-income households. Yet, accessible, affordable, and high-quality ECEC remains limited in a number of Member States.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://op.europa.eu/webpub/empl/esde-2023/#:~:text=The%20EU%20experienced%20a%20new,%2D19%20pandemic%2C%20remain%20high." target="_blank">&#8211; Commissione Europea, Employment and Social Developments in Europe 2023</a>
									            </div>
</section>
<p>Purtroppo a questo tema non sempre viene riservata l&#8217;attenzione che meriterebbe. E questo crea un circolo vizioso, soprattutto nei territori dove le donne lavorano di meno. <strong>Il rischio è che proprio in queste aree l&#8217;esigenza di servizi per la prima infanzia venga considerata secondaria</strong>, quando invece rappresenta la premessa per invertire tale tendenza. Per questa ragione un cambio di prospettiva è necessario.</p>
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                <span class="fs-24 fw-400">Ti interessa l'argomento                    <span class="fw-700">Povertà educativa</span>?</span>
            </h4>
            <h4 class="my-0"><span class="fs-28">Iscriviti alle nostre newsletter</span></h4>
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                       title="Povertà educativa"
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					Povertà educativa                </label>
				                <p>Presenza e qualità dei servizi nei comuni su scuola, cultura, sport e servizi sociali.</p>
            </div>
						            <div id="more-newsletters" hidden>
					        				        				        				        				        				                    <div class="mt-20 click-checkbox">
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					Pnrr                </label>
				                <p>Approvazione e attuazione delle riforme, allocazione e avanzamento degli investimenti.</p>
            </div>
							                    <div class="mt-20 click-checkbox">
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					                >
                <label class="roboto-slab fs-18 fw-700 clickable" for="list-13">
					Abruzzo                </label>
				                    <i class="fs-15"> - Ogni mese</i>
				                <p>Osservatorio basato sui dati dedicato alla regione Abruzzo.</p>
            </div>
							        			            </div>

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            </div>
        </div>

        <div class="text-center mt-10">
            <p>
                <br><br>
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</form>
</p>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">Il livello di occupazione delle madri in Europa e in Italia</h3>
<p>Incrementare la presenza delle donne nel mondo del lavoro era uno degli obiettivi individuati nel 2002 a Barcellona per quanto riguarda gli asili nido e le scuole dell’infanzia. In quel contesto si stabilirono soglie europee per definire il <strong>livello minimo di presenza di questi servizi sul territorio</strong>.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Gli stati membri devono impegnarsi a offrire un servizio educativo ad almeno il 33% dei bambini sotto i 3 anni (asili nido) e ad almeno il 90% di quelli nell&#8217;età compresa fra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico (scuole dell&#8217;infanzia).</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/"><br />
                &#8220;Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Tali soglie sono poi state riviste tra il 2021 e il 2022.<strong> </strong>Rispetto agli asili nido, segmento essenziale perché riguarda i primi mesi di vita del bambino, è stato indicato un <strong>incremento tendenziale dal 33% al 45%</strong>. L&#8217;incremento è commisurato alla situazione di partenza ciascun paese: quelli che sono al di sotto del 20% dovrebbero incrementare il proprio indicatore di almeno il 90% mentre quelli che si trovano tra il 20% e il 33% dovrebbero riportare un miglioramento di almeno il 45% o raggiungere un tasso pari al 45%. L’Italia si trova all’interno di quest&#8217;ultimo gruppo, avendo riportato una percentuale pari al 30% nel 2022.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi anche<br />
<br /><strong>Italia a 3 punti dall’obiettivo del 33% sugli asili nido</strong></a>.</p>
</section>
<p>Nonostante i risultati raggiunti finora, purtroppo la situazione nel nostro paese per quanto riguarda il tasso di occupazione femminile rimane complessa. Da questo punto di vista un primo elemento da tenere presente è che non esistono in Europa stati in cui la percentuale di donne con figli occupate è superiore a quella degli uomini. Considerando la media Ue possiamo osservare che il tasso di occupazione delle donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni con figli di meno di 6 è pari al 67,8% mentre quello dei coetanei uomini è del 91,5%. <strong>L&#8217;Italia riporta una delle percentuali più basse per quanto riguarda il tasso di occupazione delle madri nel confronto con gli altri paesi europei</strong>.</p>
<div id="con-il-553-di-giovani-madri-occupate-litalia-e-uno-dei-paesi-europei-dove-il-divario-tra-donne-e-uomini-con-figli-occupati-e-piu-marcato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">55,3% </span>il tasso di occupazione femminile in Italia nel 2023 considerando le donne di età compresa tra i 20 e i 49 anni con figli di meno di 6 anni.</p>
</section>
<p>Solo <strong>Grecia</strong> (54,8%), <strong>Romania</strong> (50,3%) e <strong>Repubblica Ceca</strong> (44,5%) riportano percentuali più basse. Il nostro paese si piazza poi sul podio tra gli stati Ue per divario più marcato tra uomini e donne occupati con figli. Il dato italiano infatti nel 2023 era di 35,4 punti percentuali di differenza. Solo <strong>Repubblica Ceca</strong> (51,3) e <strong>Grecia</strong> (37,1) riportavano un divario più ampio.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">In Italia il divario tra occupati uomini e donne con figli è molto marcato</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">Tasso di occupazione delle persone 20-49 anni con almeno un figlio con meno di 6 anni nei paesi Ue, per genere (2023)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_299352_tab1" role="tab" aria-controls="chart_299352_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_299352_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_299352_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato/">In Italia il divario tra occupati uomini e donne con figli è molto marcato &#8211; Tasso di occupazione delle persone 20-49 anni con almeno un figlio con meno di 6 anni nei paesi Ue, per genere (2023)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_299352_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_299352_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_299352_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_299352_tab3"></p>
<p>Il grafico mostra il tasso di occupazione maschile, femminile e medio delle persone di età compresa tra i 20 e i 49 che hanno almeno un figlio con meno di 6 anni nei diversi paesi dell&#8217;Unione europea. Per Francia e Spagna la definizione del campione è diversa dalle altre. Per maggiori informazioni si vedano i <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/cache/metadata/en/lfst_hh_esms.htm">metadati</a>.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Eurostat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 12 Dicembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/in-italia-il-divario-tra-occupati-uomini-e-donne-con-figli-e-molto-marcato.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-299352"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-299352" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="strillo-testo-block_e15e538047251e6144493b1616c1f4de" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il divario nel tasso di occupazione maschile e femminile tra chi ha figli è aumentato.</p>
</section></div>
<p>Altro elemento importante da rimarcare è che nella stragrande maggioranza dei paesi europei il divario tra tasso di occupazione maschile e femminile è diminuito tra il 2014 e il 2023. <strong>Sono solo 7 i paesi in cui invece la differenza si è acuita, tra questi anche l’Italia</strong> per l&#8217;aumento relativamente superiore dei tassi di occupazione dei padri rispetto a quello delle madri. In questo periodo infatti il divario si è ulteriormente allargato di 3,3 punti percentuali. <strong>Romania</strong> (+10,3 punti percentuali), <strong>Grecia</strong> (+4,6) e <strong>Spagna</strong> (+3,4) sono gli unici paesi europei in cui tale tendenza risulta essere ancora più marcata rispetto all’Italia.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Offerta di nidi e occupazione femminile, un legame evidente</h3>
<p>I dati indicano chiaramente come <strong>alla nascita di un figlio sia soprattutto l&#8217;occupazione femminile a calare</strong>. In questa dinamica, è interessante osservare il ruolo degli asili nido e in generale dei servizi rivolti alla prima infanzia.</p>
<div id="nei-comuni-in-cui-ce-maggiore-offerta-di-nidi-si-registra-il-minore-squilibrio-tra-tasso-di-occupazione-maschile-e-femminile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Si può notare che <strong>i comuni con la maggiore parità di genere in termini di occupazione sono anche quelli con un&#8217;offerta di asili nido e servizi più capillare</strong>. Al contrario, <strong>nei comuni dove il tasso di occupazione maschile è doppio o anche più che doppio rispetto a quello femminile, la presenza di nidi risulta molto meno diffusa</strong>.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Nei comuni con più squilibrio di genere nell&#8217;occupazione ci sono meno nidi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni rispetto al rapporto tra occupazione maschile e femminile (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_298678_tab1" role="tab" aria-controls="chart_298678_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_298678_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_298678_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-con-piu-squilibrio-di-genere-nelloccupazione-ci-sono-meno-nidi/">Nei comuni con più squilibrio di genere nell&#8217;occupazione ci sono meno nidi &#8211; Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni rispetto al rapporto tra occupazione maschile e femminile (2022)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_298678_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_298678_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_298678_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_298678_tab3"></p>
<p>Tutti i comuni italiani sono stati suddivisi in fasce in base al rapporto tra occupazione maschile e occupazione femminile. Per ciascuna fascia è stata calcolata l&#8217;offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia rispetto ai residenti 0-2 anni in quei territori.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: sabato 1 Gennaio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298678"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298678" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Tendenzialmente quindi l&#8217;occupazione femminile va di pari passo con l&#8217;offerta di servizi per la prima infanzia e viceversa. <strong>Una relazione che probabilmente va letta in entrambe le direzioni</strong>. Se più donne lavorano, ci sarà una maggiore pressione per aumentare ulteriormente l&#8217;offerta. Allo stesso tempo una maggiore disponibilità di servizi costituirà un supporto all&#8217;occupazione soprattutto femminile.</p>
<div id="strillo-testo-block_ebe5ae6f41e8a9e613e7462b90799393" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Più donne lavorano e maggiore sarà la richiesta di posti in asilo nido. Più posti ci sono e più donne avranno l&#8217;opportunità di lavorare.</p>
</section></div>
<p>Così <strong>nei comuni dove il tasso di occupazione di donne e uomini è più paritario, l&#8217;offerta di nidi e servizi prima infanzia raggiunge i 40 posti ogni 100 bambini</strong>. Dieci punti al di sopra della media nazionale (30%). Nei territori dove il rapporto tra tasso di occupazione maschile è tra 1,2 e 1,5 volte superiore rispetto a quello femminile, l&#8217;offerta scende al 26%. Dove gli uomini lavorano tra 1,5 e 2 volte più delle donne, i posti nido calano a 12 ogni 100 bambini. Addirittura a 7 posti ogni 100 minori dove il tasso di occupazione maschile è doppio o più che doppio di quello femminile.</p>
<p>Una relazione da leggere nei due sensi, ma che deve porre l&#8217;attenzione rispetto alla <strong>necessità di potenziare l&#8217;offerta di questi servizi sull&#8217;intero territorio nazionale</strong>.</p>
<div id="sono-tutti-del-centro-nord-i-10-comuni-capoluogo-con-piu-occupazione-femminile-in-queste-citta-lofferta-di-servizi-prima-infanzia-supera-la-media-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Occupazione femminile e offerta di nidi, comune per comune</h3>
<p>Scendere a un livello territoriale più fine, comune per comune, aiuta a comprendere meglio la situazione attuale e le potenzialità di intervento su questo tema. In base ai dati del 2022, in entrambi gli ambiti considerati, <strong>i divari tra centro-nord e mezzogiorno appaiono molto netti, anche a livello comunale</strong>.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/">Italia a 2 velocità sull&#8217;occupazione femminile e sull&#8217;offerta di nidi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/">Tasso di occupazione femminile nella fascia d’età 25-49 anni e offerta di servizi prima infanzia nel comune (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_298671_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/03/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-a-2-velocita-sulloccupazione-femminile-e-sullofferta-di-nidi/">Italia a 2 velocità sull&#8217;occupazione femminile e sull&#8217;offerta di nidi &#8211; Tasso di occupazione femminile nella fascia d’età 25-49 anni e offerta di servizi prima infanzia nel comune (2022)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: sabato 1 Gennaio 2022)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-298671"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-298671" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Prendendo i capoluoghi, ad esempio, emerge come la situazione sia fortemente differenziata. Sono <strong>tutte dell&#8217;Italia centrosettentrionale le 10 città con più occupazione femminile</strong>: Belluno, Siena, Bolzano, Trento, Lodi, Prato, Cuneo, Modena, Lecco e Milano. In questi comuni, l&#8217;occupazione femminile oscilla tra il 75,7% del capoluogo lombardo e l&#8217;81,9% di Belluno. Analogamente, <strong>in tutte queste città l&#8217;offerta di servizi per la prima infanzia supera la media nazionale</strong> (30 posti ogni 100 bambini). Dai quasi 60 posti di Siena ai 35,1 di Cuneo.</p>
<p>Al contrario, <strong>sono tutte nel mezzogiorno le città italiane con l&#8217;occupazione femminile più bassa</strong>: Catania, Napoli, Palermo, Trapani, Andria, Taranto, Messina, Crotone, Siracusa e Trani. Comuni dove la percentuale di donne che lavora varia dal 42,1% di Catania al 47,4% di Trani e Siracusa. In parallelo, anche in termini di servizi per la prima infanzia l&#8217;offerta di posti è sistematicamente inferiore alla media nazionale. Si attesta appena a 8 posti ogni 100 bambini a Catania, e in nessuna di queste &#8211; con l&#8217;eccezione di Siracusa (27,4%) &#8211; raggiunge i 20 posti ogni 100 bambini.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati comunali, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/valle_d-aosta.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale%2Bpov%2Bedu/Totale_nazionale.xls">totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulla disponibilità di posti in asilo nido e sul tasso di occupazione maschile e femminile a livello comunale è Istat.</p>
<p>Foto credit:&nbsp;<a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/donna-con-le-sue-due-figlie-carine-guardando-portatile_2610845.htm#fromView=search&amp;page=1&amp;position=39&amp;uuid=2eb425ae-1244-4742-9450-7f12070da84a&amp;query=madri+lavoratrici" target="_blank" rel="noreferrer noopener">freepik</a> –&nbsp;<a href="https://it.freepik.com/legal/terms-of-use#nav-freepik-license" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/">Il legame tra offerta di nidi e occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asili nido e obiettivi europei</title>
		<link>https://www.openpolis.it/asili-nido-e-obiettivi-europei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2024 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=294845</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi&#160;&#8220;Italia a 3 punti dall’obiettivo del 33% sugli asili nido&#8220;. Ascolta il nostro [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-e-obiettivi-europei/">Asili nido e obiettivi europei</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi&nbsp;&#8220;<a href="https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italia a 3 punti dall’obiettivo del 33% sugli asili nido</a>&#8220;.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su Radio Radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">30</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i posti nei servizi di prima infanzia ogni 100 bambini con meno di 3 anni, nel 2022. </strong>Si tratta di un dato in crescita rispetto al 2021 (28) con un progressivo avvicinamento all&#8217;obiettivo europeo del 33%. Bisogna però considerare che questa dinamica è causata sia dall&#8217;aumento dei posti autorizzati che dal calo delle nascite. <a href="https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/#:~:text=Tra%202021%20e%202022%20%C3%A8%20cresciuta%20l%E2%80%99offerta%20di%20posti%20in%20asili%20nido%20e%20servizi%20prima%20infanzia.%20In%20questo%20periodo%20%C3%A8%20infatti%20passata%20da%2028%20a%2030%20posti%20ogni%20100%20bambini%20con%20meno%20di%203%20anni%20residenti%20in%20Italia." target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">1,2 milioni</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i residenti in Italia con età compresa tra 0 e 2 anni nel 2022. </strong>Si tratta di un dato in calo del 9% rispetto al 2019 e del 24% rispetto al 2013, primo anno considerato da Istat nella serie storica. Per questa utenza, i posti negli asili nido sono effettivamente in crescita anche in termini assoluti, passando dai 350mila del biennio 2020-2021 ai 366mila del 2022. <a href="https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/#11-le-regioni-al-di-sopra-della-soglia-del-33-erano-6-nel-2021:~:text=Ma%20la%20crescita,rispetto%20al%202013." target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">11</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>le regioni italiane che registrano una quota superiore al 33%.</strong> A queste si può aggiungere il Piemonte che ha sostanzialmente raggiunto questo livello (32,7%). Le percentuali maggiori si registrano in Umbria (46,5%), Emilia-Romagna (43,1%) e Valle d&#8217;Aosta (43%). In coda quasi tutte le regioni del sud, in particolare Calabria (15,7%), Sicilia (13,9%) e Campania (13,2%). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-delle-regioni-ha-raggiunto-la-soglia-del-33-sui-nidi/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">32</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i capoluoghi che presentano un livello di servizi che supera il 45%, il nuovo obiettivo stabilito dall&#8217;Unione europea.</strong> Ad eccezione di tre città concentrate in Sardegna, le altre si trovano tutte nel centro-nord. I valori maggiori a Nuoro (82,1 posti ogni 100 bambini), Sassari (61,5%) e Ferrara (60%). Sono invece 9 i capoluoghi in cui si registra una quota minore del 15% e sono tutti collocati nel mezzogiorno. Le incidenze più basse si rilevano a Barletta (8,3%), Catania (8%) e Campobasso (7%). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-lofferta-di-asili-nido-resta-disomogenea-sul-territorio/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">23</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i posti ogni 100 bambini nelle aree interne. </strong>Rispetto alle zone baricentriche in termini di servizi, si tratta di un dato in calo. Nei comuni polo, l&#8217;incidenza è pari al 37%, con una diminuzione al 27% nelle zone cintura, gli hinterland delle città. Più ci si allontana dai centri, più scende il valore: nei comuni intermedi l&#8217;offerta si attesta sul 24%, in quelli periferici al 22,5% mentre in quelli ultraperiferici (che distano oltre 67 minuti dal polo più vicino) si scende sotto i 18 posti ogni 100 bambini. <a href="https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/#11-le-regioni-al-di-sopra-della-soglia-del-33-erano-6-nel-2021:~:text=Nel%202022%20nei,ogni%20100%20bambini." target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
<p><div>
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            </div></p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Italia a 3 punti dall’obiettivo del 33% sugli asili nido</title>
		<link>https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Aug 2024 06:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=293128</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2022 sono saliti a 30 i posti in asili nido e servizi prima infanzia ogni 100 bambini residenti in Italia. Un aumento in parte dovuto alla crescita dei posti, in parte al calo delle nascite. Restano divari territoriali su cui intervenire.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/">Italia a 3 punti dall’obiettivo del 33% sugli asili nido</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra 2021 e 2022 è cresciuta l&#8217;offerta di posti in asili nido e servizi prima infanzia. In questo periodo è infatti<strong> passata da 28 a 30 posti ogni 100 bambini</strong> con meno di 3 anni residenti in Italia.</p>
<p>Il nostro paese <strong>si avvicina quindi all&#8217;obiettivo del 33%</strong> fissato originariamente in sede europea, e poi codificato anche nella normativa nazionale con il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/05/16/17G00073/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo 65/2017</a>.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Lo Stato promuove (…) il progressivo consolidamento, ampliamento, nonché l’accessibilità dei servizi educativi per l’infanzia, anche attraverso un loro riequilibrio territoriale, con l’obiettivo tendenziale di raggiungere almeno il 33 per cento di copertura della popolazione sotto i tre anni di età a livello nazionale</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/05/16/17G00073/sg" target="_blank">&#8211; Dlgs 65/2017</a>
									            </div>
</section>
<p><strong>Mancano quindi 3 punti a quell&#8217;obiettivo</strong>, concordato nel consiglio europeo di Barcellona del 2002, mentre resta sullo sfondo il target da raggiungere entro il 2030. Durante la pandemia, nell&#8217;ottica di potenziare l&#8217;educazione pre-scolare, le istituzioni europee hanno infatti stabilito una nuova soglia al 45% (commisurata rispetto alla situazione di partenza del paese).</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Gli obiettivi Ue di Barcellona riguardano la diffusione di nidi, servizi e scuole per l&#039;infanzia, da offrire ad almeno il 33% dei bimbi sotto i 3 anni e al 90% di quelli tra 3 e 5 anni. Dopo il Covid sono stati innalzati al 45% e al 96%.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/"><br />
                &#8220;Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>Abbiamo approfondito come l&#8217;<strong>avvicinamento agli obiettivi europei sia dovuto a due fattori</strong>. Da un lato, si registra un incremento dell&#8217;offerta di posti autorizzati tra 2021 e 2022. Dall&#8217;altro incide molto anche il calo della domanda potenziale, <a href="https://www.openpolis.it/prosegue-il-calo-delle-nascite-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legata al crollo delle nascite in corso da diversi anni</a>. Come vedremo, restano inoltre <strong>ampi i divari territoriali</strong>, tanto tra città e aree interne, quanto tra gli stessi capoluoghi.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">Le cause dell&#8217;avvicinamento agli obiettivi Ue sugli asili nido</h3>
<p>Nel corso dell&#8217;ultimo decennio, è aumentata di quasi 10 punti l&#8217;offerta di posti in asili nido e servizi per la prima infanzia in rapporto alla popolazione tra 0 e 2 anni. </p>
<div id="30-posti-nei-servizi-prima-infanzia-ogni-100-bambini-nel-2022-in-aumento-rispetto-ai-28-del-2021" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nel <strong>2013</strong>, primo anno della serie storica, <strong>erano 22,5 i posti ogni 100 bambini </strong>sotto i 3 anni. Questa <strong>quota è cresciuta progressivamente di anno in anno</strong>, attestandosi su 23 posti nel biennio 2014-15 e salendo a circa 25 tra 2017 e 2018. Per poi raggiungere i 27 posti nel pre-Covid e i 28 posti del 2021.</p>
<p><strong>In uscita dalla pandemia, i posti disponibili sono 30 ogni 100 bambini. </strong>Una crescita di 2 punti rispetto al 2021 e di 7,5 dal 2013. </p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-3-punti-di-distanza/">Nel 2022 obiettivo 33% sugli asili nido a 3 punti di distanza</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-3-punti-di-distanza/">Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2013-22)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_293165_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: mercoledì 3 Luglio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/nel-2022-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-3-punti-di-distanza.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-293165"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="un-incremento-dovuto-sia-alla-crescita-dei-posti-che-alla-denatalita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>L&#8217;aspetto che però non va trascurato è il fatto che l&#8217;avvicinamento agli obiettivi europei è l&#8217;esito di <strong>due fattori concomitanti</strong>. In primo luogo,<strong> si registra un&#8217;effettiva crescita dell&#8217;offerta tra pre e post-pandemia</strong>. Nel 2019 i posti autorizzati erano 361mila, calati a 350mila unità nel biennio 2020-21. Nel 2022 l&#8217;offerta sale a 366mila posti, il dato più alto della serie storica: +4,5% rispetto al 2021, +1,5% rispetto al periodo pre-pandemia.</p>
<p>Ma <strong>la crescita dal rapporto posti-bambini nell&#8217;intero periodo si spiega anche con il calo dell&#8217;utenza potenziale</strong>. Agli inizi della serie storica, nel 2013-14, i residenti con meno di 3 anni in Italia erano circa <strong>1,6 milioni</strong>. Già prima della pandemia erano scesi sotto la soglia degli 1,4 milioni. Nel 2022 sono diventati poco più di <strong>1,2 milioni</strong>: un calo del 9% rispetto al 2019 e addirittura del 24% rispetto al 2013.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-9% </span>i residenti tra 0 e 2 anni tra prima e dopo la pandemia.</p>
</section>
<p>Questa tendenza demografica fa sì che basti anche un aumento moderato dell&#8217;offerta per aumentare il rapporto tra posti e bambini. Potenzialmente, persino una diminuzione dell&#8217;offerta effettiva &#8211; se resta inferiore alla velocità con cui cala la popolazione minorile &#8211; basterebbe per aumentare il rapporto.</p>
<p>Sarebbe però controproducente puntare solo su questo secondo fattore per raggiungere gli obiettivi europei. Per diverse ragioni, <strong>è necessario che continui ad essere anche la crescita effettiva dei posti a sostenere lo sforzo di avvicinamento alle soglie target</strong>. In primo luogo, perché <strong>quei target per il nostro paese sono funzionali proprio a invertire (o perlomeno rallentare) il trend di denatalità</strong>. </p>
<p>Secondo, perché <strong>dietro un obiettivo misurato in chiave nazionale resta un paese con tanti livelli di offerta differenti</strong>. In alcuni casi, già sopra la nuova soglia del 45%. In altri, a 20 punti o più da quella precedente del 33%.</p>
<div id="11-le-regioni-al-di-sopra-della-soglia-del-33-erano-6-nel-2021" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Un paese con tante velocità diverse sugli asili nido</h3>
<p>Nel 2022 salgono a 11 le regioni al di sopra della soglia del 33%. A queste si può aggiungere il Piemonte che con il 32,7% l&#8217;ha sostanzialmente raggiunta. Si tratta di un dato rilevante, dal momento che <strong>nel 2021 erano 6 le regioni che la raggiungevano</strong>. Tuttavia, non deve far trascurare l&#8217;ampiezza delle distanze esistenti nel paese.</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-delle-regioni-ha-raggiunto-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Oltre la metà delle regioni ha raggiunto la soglia del 33% sui nidi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-delle-regioni-ha-raggiunto-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-delle-regioni-ha-raggiunto-la-soglia-del-33-sui-nidi/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/oltre-la-meta-delle-regioni-ha-raggiunto-la-soglia-del-33-sui-nidi.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/oltre-la-meta-delle-regioni-ha-raggiunto-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Oltre la metà delle regioni ha raggiunto la soglia del 33% sui nidi &#8211; Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2022)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: mercoledì 3 Luglio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/oltre-la-meta-delle-regioni-ha-raggiunto-la-soglia-del-33-sui-nidi.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-293138"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-293138" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Le <strong>maggiori regioni del mezzogiorno</strong>, che pure in questi anni hanno visto un incremento importante rispetto all&#8217;offerta da cui partivano, <strong>continuano a collocarsi agli ultimi posti</strong> della classifica. </p>
<p>In particolare <strong>Calabria</strong>, con 15,7 posti ogni 100 bambini, <strong>Sicilia</strong> e <strong>Campania</strong>, con un rapporto rispettivamente del 13,9% e del 13,2%. La Puglia ha superato la soglia psicologica del 20%, così come si attestano tra 20 e 30% altre regioni del sud continentale: Basilicata, Molise e Abruzzo. Con 35,2 posti ogni 100 bambini, la Sardegna nel 2022 si colloca invece in linea con le altre regioni del centro-nord. </p>
<h3 class="wp-block-heading">Restano i due divari: nord-sud e città-aree interne</h3>
<p>In passato, <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/lofferta-di-asili-nido-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbiamo avuto modo di raccontare</a> come sull&#8217;offerta di asili nido e servizi prima infanzia vi siano <strong>due fratture nel paese</strong>. </p>
<p>La prima, facilmente riconoscibile a partire dai dati regionali, è quella <strong>tra centro-nord e mezzogiorn</strong>o. La seconda, per cui occorre approfondire in chiave almeno comunale il dato, è quella <strong>tra le città maggiori e le aree interne</strong>.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa sono le aree interne?<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
<div id="37-i-posti-ogni-100-bambini-nei-comuni-polo-23-nelle-aree-interne" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Nel 2022 nei comuni polo, baricentrici in termini di servizi, era presente in media un&#8217;offerta superiore alla soglia obiettivo stabilita in sede Ue.<strong> Sono infatti 37 ogni 100 bambini i posti disponibili nelle città</strong>. Il rapporto scende al 27% nei comuni di cintura, gli hinterland delle città polo. <strong>Nelle aree interne</strong>, i territori del paese più lontani dai principali servizi, <strong>cala a 23 posti ogni 100 minori</strong>.</p>
<p>Con varie gradazioni: nei comuni intermedi, da cui si impiegano tra 27 e 40 minuti per raggiungere i poli, l&#8217;offerta si attesta sul 24%. In quelli periferici (tra 41 e 67 minuti dai poli) è al 22,5% circa. In quelli ultraperiferici (a oltre 67 minuti dal polo più vicino) scende sotto i 18 posti ogni 100 bambini.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-lofferta-di-asili-nido-resta-disomogenea-sul-territorio/">Nel 2022 l’offerta di asili nido resta disomogenea sul territorio</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-lofferta-di-asili-nido-resta-disomogenea-sul-territorio/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
<div id="chart_293133_tab1" role="tab" aria-controls="chart_293133_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_293133_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_293133_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2022-lofferta-di-asili-nido-resta-disomogenea-sul-territorio/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/nel-2022-lofferta-di-asili-nido-resta-disomogenea-sul-territorio.png" placeholder ></amp-img></p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_293133_tab3"></p>
<p>Il dato misura l’offerta di asili nido e di servizi integrativi per la prima infanzia, nel settore pubblico e in quello privato.</p>
<p>A causa della natura associativa del fenomeno, come specificato nei metadati di Istat, la disaggregazione dei dati a livello comunale ha richiesto l’introduzione di una componente di stima. Va inoltre osservato che vi sono forme di associazione, meno strutturate, che non sono rappresentate dai dati a livello comunale.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: mercoledì 3 Luglio 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/08/nel-2022-lofferta-di-asili-nido-resta-disomogenea-sul-territorio.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-293133"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-293133" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="divari-anche-tra-le-citta-oltre-60-a-nuoro-sassari-e-ferrara-meno-di-10-a-barletta-catania-e-campobasso" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Anche tra le città vi sono comunque ampi divari </strong>in termini di rapporto tra posti disponibili e popolazione con meno di 3 anni residente. Prendendo i capoluoghi, 32 presentano un livello di offerta di nidi e servizi per la prima infanzia che già supera la nuova soglia del 45% fissata in sede Ue. <strong>In 29 casi, si tratta di comuni del centro-nord, con le 3 eccezioni concentrate in Sardegna</strong>.</p>
<p>Ai primi posti <strong>Nuoro</strong> (82,1 posti autorizzati ogni 100 minori), <strong>Sassari</strong> (61,5%) e <strong>Ferrara</strong> (60%). Seguono <strong>Siena</strong> (59,7%), <strong>Bergamo</strong> (58%), <strong>Forlì</strong> (58%), <strong>Lecco</strong> (56,2%) e <strong>Firenze</strong> (55,4%).</p>
<p>Sono <strong>9, tutti collocati nel mezzogiorno, i comuni che non raggiungono i 15 posti ogni 100 bambini</strong>. Si tratta di Caserta (14,9%), Palermo (12,8%), Isernia (12,4%), Andria (11,2%), Ragusa (10,7%), Messina (10,3%), Barletta (8,3%), Catania (8%) e Campobasso (7%).</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2022/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.&nbsp;I dati relativi ad asili nido e servizi prima infanzia sono stati elaborati a partire da fonte Istat, incrociati con i dati demografici (demo.istat) e con quelli relativi alla classificazione per aree interne di fonte dipartimento per la coesione territoriale.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/14555294@N07/4339658005" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mats Eriksson (Flickr)</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/italia-a-3-punti-dallobiettivo-del-33-sugli-asili-nido/">Italia a 3 punti dall’obiettivo del 33% sugli asili nido</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>È ancora lontana la parità nella genitorialità</title>
		<link>https://www.openpolis.it/e-ancora-lontana-la-parita-nella-genitorialita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 08:06:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=284081</guid>

					<description><![CDATA[<p>Anche se è in crescita il ricorso ai congedi da parte dei padri, la quota di richiedenti uomini resta poco sopra il 20%. Ciò penalizza le donne, su cui finisce per gravare quasi interamente il lavoro di cura, ma ha effetti negativi anche per gli uomini.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/e-ancora-lontana-la-parita-nella-genitorialita/">È ancora lontana la parità nella genitorialità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Storicamente, il lavoro di cura dei figli è <strong>gravato in modo quasi esclusivo sulle madri</strong>, mentre di fatto spesso non coinvolgeva i padri. Ancora oggi, sebbene alcuni progressi siano stati fatti e vi siano segnali di miglioramento, i <strong>carichi di cura familiare restano del tutto sproporzionati tra i generi</strong>.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">24,9 </span>il divario, in punti percentuali, tra la quota di donne 25-49 che dedicano oltre 50 ore alla settimana alla cura dei figli (32,1%) e i coetanei uomini (7,2%).</p>
</section>
</p>
<p>Un&#8217;impostazione che, come abbiamo avuto modo di raccontare in un <a href="https://www.openpolis.it/i-servizi-per-linfanzia-a-supporto-delloccupazione-femminile" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approfondimento precedente</a>,<strong> è penalizzante in primo luogo per le donne</strong>, che in un caso su 5 si trovano a lasciare il lavoro dopo la maternità. Tuttavia, <strong>anche i padri subiscono in qualche misura questo tipo di modello</strong>,&nbsp;<strong>che in molti casi li vincola a vivere una genitorialità ridotta rispetto alle madri</strong>.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Il congedo riservato ai padri, se preso, può promuovere una più equa distribuzione del lavoro di cura domestico e aiutare i padri a legare con i figli.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.unicef-irc.org/publications/pdf/Research%20Report%20Child-friendly%20Policies%20IT.pdf" target="_blank">&#8211; Y. Chzhen, A. Gromada, G. Rees, I paesi più ricchi del mondo sostengono le famiglie? Politiche dell’Ocse e dell’Ue (Unicef, 2019)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>In Italia la strada sembra essere ancora lunga: nel 2022 i richiedenti dei congedi parentali sono stati uomini nel 22,1% dei casi, a fronte del 77,9% delle donne. Un dato in crescita rispetto al passato recente (<a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-raggiunto-il-picco-di-richieste-maschili-per-il-congedo-parentale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">18,8% nel 2017</a>), ma <strong>ancora ben lontano da una genitorialità effettivamente paritaria</strong>. Un modello che invece potrebbe avere effetti positivi sulla vita dei bambini e su quella della famiglia. </p>
</p>
<p><div id="una-genitorialita-paritaria-ha-effetti-positivi-sulla-vita-di-famiglie-e-bambini" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_c108a3303fd30aa9f8998264a625a33d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Una genitorialità paritaria ha effetti positivi sulla vita di famiglie e bambini.</p>
</section></div>
</p>
<p>Nei paesi dove i padri fanno maggior uso del congedo parentale, <strong>è maggiore la loro presenza non solo nel percorso di crescita del bambino ma anche nei carichi di cura familiare</strong>, con conseguenze positive per lo sviluppo del minore e in termini di parità nella vita familiare. A ciò si aggiunga che i paesi con <a href="https://www.unicef-irc.org/publications/pdf/Research%20Report%20Child-friendly%20Policies%20IT.pdf#page=7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">congedi più lunghi riservati ai padri</a> tendono ad avere una quota maggiore di bambini sotto i tre anni nei centri per l’infanzia. Un tassello del percorso educativo del minore la cui importanza abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/cosa/asili-nido/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">già avuto modo di approfondire</a>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Dalla disparità nei lavori di cura ai gap occupazionali</h3>
</p>
<p>Pochi dati, come quello del tempo dedicato alla cura dei figli, segnalano la persistenza culturale del modello cosiddetto della famiglia <a href="https://www.jstor.org/stable/44735319" target="_blank" rel="noreferrer noopener">male breadwinner</a>. Parliamo di quel modello familiare in cui i <strong>ruoli di genere sono rigidamente distinti</strong> tra il padre che lavora e la madre che si deve occupare in modo esclusivo dei compiti di cura familiare.</p>
</p>
<p><div id="321-delle-donne-tra-25-e-49-anni-dedica-oltre-50-ore-a-settimana-alla-cura-dei-figli-in-italia-per-gli-uomini-della-stessa-eta-la-quota-scende-al-72" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Tra 25 e 49 anni, le donne che in Italia dedicano oltre 50 ore a settimana alla cura dei figli sono circa un terzo del totale; tra gli uomini meno del 10%. <strong>Un quinto delle donne (20,5%) arriva a dedicare oltre 70 ore, contro il 6,3% dei padri</strong>. Al contrario, dedicano meno di 8 ore alla settimana ai figli il 17,6% degli uomini e l&#8217;8,7% delle donne.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">32,1% </span>delle donne tra 25 e 49 anni dedica oltre 50 ore alla cura dei figli in Italia. Per gli uomini della stessa età la quota scende al 7,2% (<a href="https://eige.europa.eu/gender-statistics/dgs/indicator/eige_gap_child_resp__ggs_child_own_hours_age" target="_blank" rel="noopener">Eige</a>).</p>
</section>
</p>
<p><strong>L&#8217;incidenza di questo impegno ha dei risvolti anche sul mercato del lavoro</strong>: dopo la nascita di un figlio, <a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/PP004LA.pdf#page=7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una donna su 5</a> smette di lavorare. Con conseguenze negative, da vari punti di vista. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1 su 5 </span>le donne che fuoriescono dal mercato del lavoro dopo la nascita del loro figlio.</p>
</section>
</p>
<p>In termini socioeconomici, l&#8217;Italia è <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-il-divario-di-genere-sul-lavoro-e-doppio-rispetto-al-resto-deuropa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uno dei paesi europei con la minore occupazione femminile</a> tra madri e donne in generale. Incentivare il loro lavoro è essenziale innanzitutto per garantirne l&#8217;indipendenza economica, rompendo gli stereotipi. Ma è cruciale anche per ottenere il loro contributo allo sviluppo del paese, oltre che per arginare il rischio di povertà delle famiglie stesse. Nuclei più solidi economicamente possono essere anche la base da cui ripartire per contrastare il calo demografico. Senza contare che <strong>redistribuire il lavoro di cura e sostenere la partecipazione femminile al mondo del lavoro</strong> contribuisce a rompere gli stereotipi che vincolano madri e padri a ruoli rigidamente predefiniti.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il divario occupazionale tra uomini e donne</h3>
</p>
<p>Alla luce di carichi di cura così diversi, è interessante analizzare l&#8217;occupazione maschile e femminile tra i 25 e i 49 anni, composta da poco più di 18 milioni di persone nel 2021. Tra gli uomini, gli occupati sono circa 7,3 milioni su 9,1, con un&#8217;incidenza pari all&#8217;<strong>80,3%</strong>. <strong>Situazione molto differente per le lavoratrici:</strong> risultano infatti occupate circa 5,6 milioni di donne su quasi 9 milioni con età compresa tra 25 e 49 anni. Un&#8217;incidenza pari al <strong>62,9%</strong>.</p>
</p>
<p><div id="questo-ha-effetti-sul-divario-occupazionale-tra-uomini-e-donne-tra-25-e-49-anni-pari-a-173-punti-percentuali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">17,3 </span>punti percentuali di differenza nel tasso di occupazione tra uomini e donne di 25-49 anni.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Differenze che però sono più marcate in diverse aree del paese</strong>: se questa divergenza è minore al nord (nel dettaglio 13,5 punti per il nord-est e 13,8 per il nord-ovest) e al centro (14,3), segna i valori maggiori nel mezzogiorno: nelle isole è pari a 22 punti mentre nel sud a 24,5. <strong>Aspetto dettato da una maggiore disoccupazione femminile</strong> che in quelle aree del paese si assesta rispettivamente al 47,7% e al 45,8%.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-sud-le-disparita-di-occupazione-piu-ampie/">Al sud le disparità di occupazione più ampie</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/al-sud-le-disparita-di-occupazione-piu-ampie/">Differenza percentuale tra uomini e donne occupati nella fascia d&#8217;età 25-49 anni (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis – Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: martedì 27 Febbraio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-287094"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>A livello regionale, la spaccatura è ancora più evidente. <strong>Nessuna regione del sud infatti riporta dati minori di una del centro-nord in termini di divario occupazionale.</strong> Il valore maggiore è registrato dalla Campania (27,3 punti percentuali), seguita da Puglia (24,6), Sicilia (24,5) e Basilicata (23,4). Registrano invece divergenze minori tre regioni del nord: Piemonte (12,6), Trentino-Alto Adige (10,7) e Valle d&#8217;Aosta (9). È però importante notare che questi territori settentrionali vedono la presenza di numerosi piccoli comuni, in cui la situazione cambia anche ampiamente.</p>
</p>
<p><div id="evidenti-i-gap-nel-paese-329-punti-di-divario-a-andria-59-a-siena" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-i-capoluoghi-il-divario-occupazionale-di-genere-piu-ampio-e-a-andria/">Tra i capoluoghi il divario occupazionale di genere più ampio è ad Andria</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-i-capoluoghi-il-divario-occupazionale-di-genere-piu-ampio-e-a-andria/">Differenza percentuale tra uomini e donne occupati nella fascia d&#8217;età 25-49 anni per i comuni italiani (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_287100_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/tra-i-capoluoghi-il-divario-occupazionale-di-genere-piu-ampio-e-a-andria/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/03/tra-i-capoluoghi-il-divario-occupazionale-di-genere-piu-ampio-e-a-andria.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-i-capoluoghi-il-divario-occupazionale-di-genere-piu-ampio-e-a-andria/">Tra i capoluoghi il divario occupazionale di genere più ampio è ad Andria &#8211; Differenza percentuale tra uomini e donne occupati nella fascia d&#8217;età 25-49 anni per i comuni italiani (2021)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: martedì 27 Febbraio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/03/tra-i-capoluoghi-il-divario-occupazionale-di-genere-piu-ampio-e-a-andria.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-287100"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-287100" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>A livello di capoluoghi, quelli in cui il divario supera i 20 punti percentuali sono tutti nel sud del paese</strong>: Andria, Taranto, Trani, Barletta, Brindisi, Napoli, Catania, Palermo, Foggia, Siracusa, Bari, Trapani, Reggio di Calabria, Caltanissetta, Catanzaro, Messina ed Enna. Tra quelli con minori valori figurano invece sia città del nord che del sud: Ferrara (8,4), Cagliari (7,6), Nuoro (7,3), Belluno (7,08) e Siena (5,92).</p>
</p>
<p>Si può notare dalla mappa che, nonostante la maggior parte dei comuni italiani riporti un&#8217;occupazione maschile superiore a quella femminile, ci sono anche dei casi di controtendenza: si tratta di 104 comuni sui 7.903 registrati nel 2021. Questi si trovano principalmente nell&#8217;arco alpino piemontese e hanno una dimensione della fascia demografica presa in esame molto ridotta.</p>
</p>
<p><div id="e-fondamentale-il-supporto-alla-genitorialita-per-la-parita-del-lavoro-di-cura" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Gli strumenti per la riduzione del divario</h3>
</p>
<p>A supporto di una genitorialità maggiormente paritaria, si possono annoverare un<strong> insieme di politiche e strumenti diversi</strong>. Un primo presidio fondamentale è rappresentato dai <strong>servizi per la prima infanzia</strong>: abbiamo avuto modo di approfondire come <a href="https://www.openpolis.it/i-servizi-per-linfanzia-a-supporto-delloccupazione-femminile" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nelle aree del paese in cui è più presente l&#8217;offerta di asili nido, anche l&#8217;occupazione femminile risulti maggiore</a>. Per questo motivo l&#8217;estensione di questi servizi è cruciale, sia in termini di aumento dei posti disponibili che di riduzione dei costi per le famiglie. </p>
</p>
<p><strong>Sono inoltre previsti dall&#8217;ordinamento nazionale italiano dei congedi parentali</strong> per permettere ai neogenitori di potersi occupare del bambino, a partire dalle prime fasi della sua vita. Negli ultimi anni, su questo fronte vi sono state numerose modifiche per estenderne l&#8217;accesso. Anche sulla scorta delle politiche europee che indicano come fondamentale<strong> raggiungere la parità a livello lavorativo</strong>. La <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32010L0018" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttiva 2010/18</a> definisce che entrambi i genitori possono usufruire di un periodo minimo di quattro mesi, di cui uno attribuito in forma non trasferibile. A livello italiano, il <a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2022-07-29&amp;atto.codiceRedazionale=22G00114&amp;atto.articolo.numero=2&amp;atto.articolo.sottoArticolo=1&amp;atto.articolo.tipoArticolo=0" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo 105/2022</a> ha confermato il congedo di paternità obbligatorio come strutturale.</p>
</p>
<section class="link_ext">
</section>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/i-congedi-parentali-a-sostegno-della-genitorialita/#i-richiedenti-del-congedo-parentale-sono-uomini-solo-in-1-caso-su-5" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Come è cambiata la disciplina del congedo parentale?<br />
<br /><strong>Leggi qui</strong></a>.</p>
</section>
</p>
<p>Con la legge di bilancio per il 2024, il legislatore è intervenuto nuovamente sull&#8217;insieme di strumenti per la conciliazione, anche rispetto alle modifiche già apportate dalla legge di bilancio dell&#8217;anno precedente. <strong>Nell&#8217;anno in corso i nuovi genitori potranno infatti godere dell&#8217;incremento dell&#8217;indennità di congedo parentale all&#8217;80% per uno dei 9 mesi che risultano indennizzabili.</strong> Solo per il 2024 è possibile usufruire dell&#8217;indennità all&#8217;80% per un secondo mese, altrimenti calcolata al 60%. Dal 2025 però questa si ridurrà al 60% mentre per gli altri viene mantenuta al 30%. L&#8217;accesso a questo strumento può avvenire fino ai 12 anni di età del bambino o della bambina.</p>
</p>
<p><strong>Nonostante l&#8217;importanza che questo strumento ricopre alla luce dei divari lavorativi, viene ancora principalmente richiesto dalle donne. </strong>Come abbiamo già <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2020-raggiunto-il-picco-di-richieste-maschili-per-il-congedo-parentale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">approfondito</a>, nel 2021 il 79,1% della platea di beneficiari del congedo tra i lavoratori dipendenti era donna, mentre il restante 20,9% era uomo. Nel 2022, questa quota è tornata a crescere al 22,1%. Nonostante l&#8217;incremento negli anni dell&#8217;incidenza degli uomini, <strong>risulta quindi ancora uno strumento utilizzato principalmente dalle donne.</strong> Un aspetto che evidenzia ulteriormente come all&#8217;interno dei nuclei familiari la gestione delle attività di cura sia ancora lontana da un equilibrio paritario.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/emilia_romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/friuli_venezia_giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/trentino_alto_adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/valle_daosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/differenzeoccupazione_2021/totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi ai residenti per età e cittadinanza sono stati elaborati a partire da fonti Istat.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/uomo-in-camicia-bianca-che-trasporta-ragazzo-wBgAVAGjzFg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Kelli McClintock</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/e-ancora-lontana-la-parita-nella-genitorialita/">È ancora lontana la parità nella genitorialità</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I servizi per l’infanzia a supporto dell’occupazione femminile</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-servizi-per-linfanzia-a-supporto-delloccupazione-femminile/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=284078</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli obiettivi di Barcellona, aggiornati dopo la pandemia, hanno anche come scopo quello di ridurre i divari occupazionali tra uomini e donne. I servizi prima infanzia, accanto all'impatto in termini educativi, possono migliorare anche la partecipazione femminile al mondo del lavoro.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-servizi-per-linfanzia-a-supporto-delloccupazione-femminile/">I servizi per l’infanzia a supporto dell’occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito della maternità, in Italia <a href="https://documenti.camera.it/leg19/dossier/pdf/PP004LA.pdf#page=7" target="_blank" rel="noreferrer noopener">una donna su cinque fuoriesce dal mercato del lavoro</a>. Anche per questo il tasso di occupazione delle donne con un figlio è nettamente più basso rispetto alla media Ue: 62,6% a fronte del 76,2% europeo nel 2022. Divari che permangono all&#8217;aumentare del numero dei figli. Questi sono dati che ci ricordano quanto restino ampie le disparità di genere nel nostro paese su questo fronte.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-molto-distante-dagli-altri-paesi-ue-per-quota-di-donne-con-figli-che-lavorano/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Italia molto distante dagli altri paesi Ue per quota di donne con figli che lavorano<br />
<br /><strong>Vai al grafico</strong></a>.</p>
</section>
<p>Una volta diventati genitori, le donne sono quindi meno presenti all&#8217;interno del mercato del lavoro rispetto agli uomini. <strong>Una condizione che spesso viene influenzata dalla difficoltà delle famiglie nell&#8217;accedere ai servizi educativi specifici per la prima infanzia, sia per la carenza sul territorio che per il costo da sostenere che spesso risulta elevato.</strong> </p>
<p>Anche per queste dinamiche, a livello europeo erano stati concordati nel 2002 degli obiettivi che poi sono stati aggiornati dopo l&#8217;emergenza sanitaria. Sono target mirati a migliorare la condizione educativa dei minori ma hanno un ruolo anche nel potenziamento dell&#8217;occupazione femminile, data l&#8217;incidenza che il lavoro di cura ha sulle madri.</p>
<div id="la-nascita-di-un-figlio-influenza-il-tasso-di-occupazione-delle-donne" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="sono-ampie-le-distanze-nord-sud-nelloccupazione-femminile-tra-25-e-49-anni-734-contro-471" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I divari dell&#8217;occupazione femminile in Italia</h3>
<p><strong>La discrepanza registrata nel nostro paese rispetto al resto degli stati dell&#8217;Unione è anche determinata da divari interni sull&#8217;occupazione femminile.</strong> A livello nazionale, nel 2021 le donne occupate della fascia demografica compresa tra i 25 e i 49 anni sono il 62,9%. Si tratta però di una dinamica che varia molto all&#8217;interno del paese: se nei territori settentrionali del paese il valore si assesta al 73,4% e in quelli del centro al 66,4%, nel sud è pari al 47,1%, meno di 1 donna su 2.</p>
<p><strong>Attraverso i dati raccolti nell&#8217;ambito del censimento permanente, possiamo ricostruire le distanze sul territorio nazionale.</strong> A livello regionale, la percentuale di occupate maggiore si registra in Trentino-Alto Adige (78,2%), seguita da Valle d&#8217;Aosta (75,5%) e Lombardia (73,9%). Al di sotto del 50% invece in Puglia (49,8%), Calabria (46,5%), Campania (43,3%) e Sicilia (42,1%).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-spaccatura-tra-il-nord-e-il-sud-nelloccupazione-delle-donne-tra-i-25-e-i-49-anni/">La spaccatura tra il nord e il sud nell&#8217;occupazione delle donne tra i 25 e i 49 anni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-spaccatura-tra-il-nord-e-il-sud-nelloccupazione-delle-donne-tra-i-25-e-i-49-anni/">Percentuale di donne occupate nella fascia d&#8217;età 25-49 anni (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         aria-labelledby="chart_286603_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/la-spaccatura-tra-il-nord-e-il-sud-nelloccupazione-delle-donne-tra-i-25-e-i-49-anni/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/03/la-spaccatura-tra-il-nord-e-il-sud-nelloccupazione-delle-donne-tra-i-25-e-i-49-anni.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-spaccatura-tra-il-nord-e-il-sud-nelloccupazione-delle-donne-tra-i-25-e-i-49-anni/">La spaccatura tra il nord e il sud nell&#8217;occupazione delle donne tra i 25 e i 49 anni &#8211; Percentuale di donne occupate nella fascia d&#8217;età 25-49 anni (2021)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_286603_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_286603_tab3"></p>
<p>Il dato riportato sulla mappa è l&#8217;incidenza di donne occupate nella fascia d&#8217;età fertile (tra i 25 e i 49 anni).</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: martedì 27 Febbraio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/03/la-spaccatura-tra-il-nord-e-il-sud-nelloccupazione-delle-donne-tra-i-25-e-i-49-anni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286603"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286603" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>La tendenza rilevata a livello nazionale si può ritrovare anche nelle amministrazioni: nei comuni del centro-nord del paese, la quota di donne occupate nella fascia 25-49 risulta generalmente maggiore rispetto a quella del sud.</strong> Tra i capoluoghi, sono in tutto 44 quelli che registrano un&#8217;incidenza maggiore del 70% e si trovano tutti nell&#8217;area centro-settentrionale. Quello che riporta la quota maggiore è <strong>Belluno</strong> (81,1%), seguito da Bolzano (77,1%), Trento (76,6%) e Cuneo (76,5%). Sono invece 17 quelli in cui la percentuale si assesta al di sotto del 50%, tutti nel mezzogiorno. I valori minori si registrano a Palermo (43,1%), Catania (41,4%) e <strong>Napoli</strong> (41%).</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza della rete educativa per la prima infanzia</h3>
<p>Per riavvicinare il tasso di occupazione femminile alla media europea, e ridurre i divari all&#8217;interno del paese, <strong>è essenziale l&#8217;estensione dei servizi per la prima infanzia e la loro accessibilità in termini economici.</strong> Un legame individuato anche a livello continentale, e su cui da anni investono anche le politiche Ue.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Increasing participation in formal early childhood education and care (ECEC) could significantly improve the labour market activity of mothers in low-income households. Yet, accessible, affordable, and high-quality ECEC remains limited in a number of Member States.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://op.europa.eu/webpub/empl/esde-2023/#:~:text=The%20EU%20experienced%20a%20new,%2D19%20pandemic%2C%20remain%20high." target="_blank">&#8211; Commissione Europea, Employment and Social Developments in Europe 2023</a>
									            </div>
</section>
<div id="gli-obiettivi-ue-sui-servizi-per-linfanzia-avevano-lo-scopo-di-aumentare-loccupazione-femminile-ma-ancora-non-sono-stati-raggiunti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p><strong>Incrementare la presenza delle donne nel mondo del lavoro era infatti l&#8217;obiettivo degli obiettivi di Barcellona sugli asili nido e sulle scuole dell&#8217;infanzia</strong>: si tratta di soglie stabilite dall&#8217;Unione europea per definire il livello minimo di presenza di questi servizi sul territorio.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Gli stati membri devono impegnarsi a offrire tali servizi: ad almeno il 33% di bambini sotto i 3 anni (target che riguarda la presenza di asili nido e di servizi per la prima infanzia); ad almeno il 90% dei bambini di età compresa fra i 3 anni e l’età dell’obbligo scolastico (target che in Italia riguarda le scuole per l’infanzia).</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/"><br />
                &#8220;Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p><strong>Tali soglie sono poi state riviste tra il 2021 e il 2022. </strong>Rispetto agli asili nido, segmento essenziale perché riguarda i primi mesi di vita del bambino, è stato indicato un incremento tendenziale dal 33% al 45%. Commisurato alla situazione di partenza ciascun paese: quelli che sono al di sotto del 20% dovrebbero incrementare il proprio indicatore di almeno il 90% mentre quelli che si trovano tra il 20% e il 33% dovrebbero riportare un miglioramento di almeno il 45% o raggiungere un tasso pari al 45%. L&#8217;Italia si trova all&#8217;interno di questo ultimo gruppo, avendo riportato nel 2021 una percentuale pari al 28%. </p>
<p>Nonostante la crescita registrata nell&#8217;ultimo decennio, dai 22,5 posti ogni 100 bambini del 2013 agli attuali 28, l&#8217;Italia non ha ancora raggiunto la soglia del 33% indicata nel 2002. Va considerato che la crescita in corso dell&#8217;offerta potenziale <strong>risente <a href="https://www.openpolis.it/numeri/anche-nel-2022-si-conferma-il-calo-delle-nascite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">anche del calo delle nascite</a>:</strong> a parità di posti infatti, se diminuiscono i bambini, anche l’offerta in termini relativi cresce.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-a-5-punti-ma-restano-indietro-sud-e-aree-interne/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Asili nido: obiettivo 33% a 5 punti, ma restano indietro sud e aree interne.<br />
<br /><strong>Qui per approfondire</strong></a>.</p>
</section>
<p>Stando all&#8217;ultimo <a href="https://www.epicentro.iss.it/materno/cedap-2022#:~:text=Nel%202022%20prosegue%20in%20tutta,e%20le%20404.260%20del%202020." target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto sull’evento nascita in Italia</a>, l&#8217;età media delle madri al parto risulta superiore ai 30 anni (33,1 per le donne italiane, 31,1 per le straniere). <strong>È perciò rilevante il fatto che i territori con più occupazione femminile tra i 25 e i 49 anni siano anche quelli con più servizi per l&#8217;infanzia sviluppati.</strong> Queste sono dinamiche che in qualche modo si autoalimentano.</p>
<div id="la-relazione-tra-occupazione-femminile-e-presenza-dei-servizi-per-linfanzia-e-evidente-per-le-donne-in-eta-fertile" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-territori-con-minore-occupazione-femminile-ci-sono-meno-servizi-per-linfanzia/">Nei territori con minore occupazione femminile ci sono meno servizi per l&#8217;infanzia</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-territori-con-minore-occupazione-femminile-ci-sono-meno-servizi-per-linfanzia/">Confronto tra tasso di occupazione femminile e posti offerti nei servizi prima infanzia, per provincia</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_286492_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: martedì 27 Febbraio 2024)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2024/03/nei-territori-con-minore-occupazione-femminile-ci-sono-meno-servizi-per-linfanzia.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-286492"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-286492" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/nei-territori-con-minore-occupazione-femminile-ci-sono-meno-servizi-per-linfanzia/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>È evidente che i territori con meno servizi per l&#8217;infanzia riportano una minore occupazione femminile e viceversa. La relazione va letta in un doppio senso: nelle aree del paese in cui le donne lavorano di meno, cambia la percezione dell&#8217;importanza di questi servizi; dall&#8217;altra parte, essendo minori i posti disponibili negli asili nido, si riduce la possibilità di lavorare per le madri. SI crea quindi un circolo vizioso che disincentiva l&#8217;occupazione femminile in generale.</p>
<p>Sono in tutto <strong>48 le province italiane in cui oltre il 70% delle donne con un&#8217;età compresa tra i 25 e i 49 anni risultano occupate.</strong> Di queste, 38 registrano una quota di posti negli asili nido superiore alla media nazionale (pari al 28%). Dodici riportano una copertura di asili superiore al 40%, si tratta di Trento, Biella, Bologna, Aosta, Firenze, Reggio nell&#8217;Emilia, Forlì-Cesena, Siena, Trieste, Ferrara, Ravenna, Perugia. Si tratta esclusivamente di territori del centro-nord del paese. <strong>Risulta infatti evidente il divario con il mezzogiorno, la macroarea in cui sono presenti sia meno posti che minori tassi di occupazione.</strong></p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/emilia_romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/friuli_venezia_giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/trentino_alto_adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/valle_daosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/occupazionefemminile_2021/totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi ad asili nido e servizi prima infanzia sono di fonte Istat.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.pexels.com/photo/a-person-writing-on-white-paper-4959748/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Karolina Grabowska</a> Pexels &#8211; <a href="https://www.pexels.com/license/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-servizi-per-linfanzia-a-supporto-delloccupazione-femminile/">I servizi per l’infanzia a supporto dell’occupazione femminile</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asili nido: obiettivo 33% a 5 punti, ma restano indietro sud e aree interne</title>
		<link>https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-a-5-punti-ma-restano-indietro-sud-e-aree-interne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 08:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=261375</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2021 sono saliti a 28 i posti disponibili nei nidi e nei servizi prima infanzia ogni 100 bambini con meno di 3 anni. Tuttavia, mentre l'Ue aggiorna, innalzandoli, gli obiettivi di Barcellona, mezzogiorno e aree interne restano molto distanti anche dalla media nazionale. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-a-5-punti-ma-restano-indietro-sud-e-aree-interne/">Asili nido: obiettivo 33% a 5 punti, ma restano indietro sud e aree interne</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Continua la <strong>lenta crescita dell&#8217;offerta di posti negli asili nido e nei servizi per la prima infanzia</strong>. Nel 2021 sono saliti a 28 i posti ogni 100 bambini residenti con meno di 3 anni. Quasi un punto in più rispetto al 2020, quando erano 27,2.</p>
<div id="5-i-punti-di-distanza-dallobiettivo-33-sui-nidi" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza/">Nel 2021 obiettivo 33% sugli asili nido a 5 punti di distanza</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza/">Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2013-21)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_261387_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-tablepress"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza/">Nel 2021 obiettivo 33% sugli asili nido a 5 punti di distanza &#8211; Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2013-21)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_261387_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_261387_tab3"></p>
<p>Il dato presentato somma l’offerta di posti sia negli asili nido sia nei servizi integrativi per la prima infanzia.</p>
<p>I dati di copertura relativi al 2019 sono stati aggiornati in base ai risultati del censimento permanente della popolazione e alla ricostruzione della serie di popolazione residente.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Giugno 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza.png" target="_blank" download></a></p>
<div title="Scarica dati CSV" class="opmag-chart-action-data-btn" data-param-filename="nel-2021-obiettivo-33-sugli-asili-nido-a-5-punti-di-distanza"></div>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-261387"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-261387" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>In termini assoluti, l&#8217;<strong>offerta di nidi sul territorio nazionale è rimasta in linea</strong> con quella dell&#8217;anno precedente (350mila posti autorizzati). Ma il calo della platea potenziale, legato alla <a href="https://www.openpolis.it/numeri/anche-nel-2022-si-conferma-il-calo-delle-nascite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">diminuzione delle nascite</a>, fa sì che l&#8217;<strong>offerta cresca in termini relativi</strong>.</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-prevedono-gli-obiettivi-di-barcellona-sugli-asili-nido/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Che cosa prevedono gli obiettivi di Barcellona sugli asili nido<br />
<br /><strong>Vai al glossario</strong></a>.</p>
</section>
<p>La notizia del progressivo avvicinamento quindi va letta in chiaroscuro. Sono <strong>scesi a 5 i punti che mancano dalla soglia europea del 33%</strong>, fissata nel consiglio di Barcellona del 2002. Tuttavia, nel frattempo, le <strong>istituzioni Ue hanno aggiornato gli obiettivi per il nuovo decennio</strong>.</p>
<div id="lue-alla-fine-del-2022-ha-innalzato-i-target-sui-servizi-prima-infanzia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div id="strillo-testo-block_bee202aeaebe7a8946101e5df95e8a31" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;Unione europea ha rivisto al rialzo i target sugli asili nido.</p>
</section></div>
<p>Alla <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14785-2022-INIT/en/pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fine del 2022</a> il consiglio dell&#8217;Ue ha indicato il <strong>nuovo obiettivo tendenziale del 45%</strong>. Un<strong> target modulato in base alla situazione del paese</strong>, non tassativo, per cui gli stati oggi al di sotto del 20% dovrebbero migliorare il proprio indicatore di almeno il 90%. Mentre quelli tra 20 e 33% &#8211; come il nostro &#8211; dovrebbero migliorare di almeno il 45% o almeno fino al raggiungimento di un tasso di partecipazione del 45%. </p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<p>L&#8217;orizzonte chiaramente indicato a livello europeo è quindi <strong>incrementare, in vista del 2030, in modo più effettivo la possibilità di accesso all&#8217;educazione per la prima infanzia</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;arco dell&#8217;ultimo decennio, l&#8217;Italia ha visto crescere la sua offerta potenziale: erano meno di 23 i posti ogni 100 bimbi nel 2013. Ma gli<strong> </strong>obiettivi europei restano lontani e <strong>pesano ancora molto i divari territoriali esistenti</strong>. Quelli tra centro-nord e mezzogiorno, nonché tra città maggiori e aree interne.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Due velocità nell&#8217;offerta di asili nido</h3>
<p>Analizzati a livello territoriale, i dati relativi al 2021 descrivono un&#8217;Italia profondamente divisa nella disponibilità di asili nido. <strong>Una parte del paese ha già superato, o si sta comunque avvicinando, al primo obiettivo europeo</strong>, quello del 33%. Una soglia peraltro integrata anche nella nostra normativa nazionale, con il <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/05/16/17G00073/sg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">decreto legislativo 65/2017</a>. </p>
<div id="litalia-resta-un-paese-a-due-velocita-3-province-emiliano-romagnole-superano-gia-i-nuovi-obiettivi-ue-45" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3 </span>province dell&#8217;Emilia Romagna già superano l&#8217;obiettivo 45%.</p>
</section>
<p>Alcuni territori sono anche al di sopra della <strong>nuova soglia del 45%</strong>. <strong>Tre province dell&#8217;Emilia Romagna la superano di alcuni punti percentuali</strong>: Ravenna (48,9 posti ogni 100 bambini), Bologna (48) e Ferrara (47,5). E altre ancora, tutte localizzate nell&#8217;Italia centrale, sono poco distanti dalla nuova soglia. Tra queste possiamo citare Perugia (44,1), Trieste (43,3), Firenze (43,3), Forlì-Cesena (42,9), Terni (42,3).</p>
<p><strong>Anche alcune regioni</strong>, prese nel loro insieme, <strong>non sono lontane dall&#8217;obiettivo dei 45 posti ogni 100 bambini</strong>: Umbria (43,7), Emilia Romagna (41,6) e Valle d&#8217;Aosta (41,1). Complessivamente, sono comunque 6 quelle al di sopra della soglia del 33%. Oltre a quelle citate, nel gruppo di testa troviamo anche Toscana (38,4), Friuli-Venezia Giulia (36,8) e Lazio (36,1).</p>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-sono-6-le-regioni-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Nel 2021 sono 6 le regioni sopra la soglia del 33% sui nidi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-sono-6-le-regioni-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_261454_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2021-sono-6-le-regioni-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2021-sono-6-le-regioni-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-sono-6-le-regioni-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Nel 2021 sono 6 le regioni sopra la soglia del 33% sui nidi &#8211; Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2021)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 15 Giugno 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2021-sono-6-le-regioni-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-261454"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-261454" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p><strong>A un passo dal 33%</strong> anche <strong>Sardegna</strong> (32,5%), <strong>Veneto</strong> (32,4) e <strong>Liguria</strong> (32,2). E anche altre 4 regioni non sono troppo distanti, superando quota 30% nel 2021: Trentino Alto Adige, Piemonte, Lombardia e Marche.</p>
<div id="mezzogiorno-e-aree-interne-sono-invece-molto-distanti-anche-dalla-media-nazionale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Con l&#8217;eccezione della Sardegna, nessuna regione del mezzogiorno si trova al di sopra della media nazionale (28%). <strong>Tre si attestano al di sotto dei 15 posti ogni 100 bambini</strong>: Calabria (14,6), Sicilia (13) e Campania (11,7).</p>
<h3 class="wp-block-heading">Restano indietro le aree interne</h3>
<p>Le <strong>medie nazionali, regionali e provinciali tuttavia restituiscono solo in misura limitata i divari esistenti all&#8217;interno del paese</strong>. In una regione con ampia offerta di asili nido, possono infatti esistere territori con pochi servizi. Allo stesso modo, in regioni con poca offerta si possono trovare anche zone più servite.</p>
<p>In generale, osservando i dati a livello comunale, emerge una una <strong>chiara spaccatura, oltre che tra centro-nord e mezzogiorno, anche tra città e aree interne</strong>. Nei <strong>comuni polo</strong>  &#8211; baricentrici in termini di servizi &#8211; i posti nido sono in media <strong>oltre 34 ogni 100 minori residenti</strong>. L&#8217;offerta scende al 25% nei comuni di cintura, gli hinterland delle città maggiori. </p>
<p>Per poi <strong>calare attorno a quota 20% nei comuni periferici</strong> &#8211; a più di 40 minuti di distanza dal polo più vicino &#8211; e al 15-16% in quelli ultraperiferici (a oltre un&#8217;ora dai poli).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-restano-divari-territoriali-nellofferta-di-asili-nido/">Nel 2021 restano divari territoriali nell&#8217;offerta di asili nido</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2021-restano-divari-territoriali-nellofferta-di-asili-nido/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2021)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_261371_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_261371_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2021-restano-divari-territoriali-nellofferta-di-asili-nido/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2021-restano-divari-territoriali-nellofferta-di-asili-nido.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_261371_tab3"></p>
<p>Il dato misura l’offerta di asili nido e di servizi integrativi per la prima infanzia, nel settore pubblico e in quello privato.</p>
<p>A causa della natura associativa del fenomeno, come specificato nei metadati di Istat, la disaggregazione dei dati a livello comunale ha richiesto l’introduzione di una componente di stima. Va inoltre osservato che vi sono forme di associazione, meno strutturate, che non sono rappresentate dai dati a livello comunale.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: giovedì 15 Giugno 2023)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2023/08/nel-2021-restano-divari-territoriali-nellofferta-di-asili-nido.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-261371"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-261371" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Le <strong>città polo dispongono quindi di una dotazione di servizi per la prima infanzia mediamente superiore</strong>. Ma anche tra le città maggiori, comunque, l&#8217;offerta non è omogenea.</p>
<div id="11-le-citta-con-offerta-superiore-al-50-in-3-messina-catania-e-barletta-e-inferiore-al-10" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>In <strong>11 capoluoghi è presente più di un posto ogni due bambini residenti</strong>. Si tratta di Nuoro (73,8 ogni 100 residenti sotto i 3 anni), Ferrara (62,7), Siena (58,9), Sassari (58,3), Forlì (56,7), Firenze (53,7), Trento (51,2), Lecco (51), Rovigo (50,8), Bergamo (50,8) e Padova (50,3). Entro un punto da quota 50% anche Bologna, Roma, Pisa e Udine.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">3 </span>i capoluoghi con meno di 10 posti ogni 100 bambini.</p>
</section>
<p><strong>Agli ultimi posti spiccano diverse grandi città del mezzogiorno</strong>. Nel 2021 non raggiungono i 10 posti disponibili ogni 100 residenti con meno di 3 anni i comuni di <strong>Barletta</strong> (8,6), <strong>Catania</strong> (8,4) e <strong>Messina</strong> (7,3). Poco sopra questa soglia anche capoluoghi come Napoli, Caserta, Trani, Palermo, Isernia, Andria e Ragusa. Tutti con percentuali comprese tra 10 e 15%.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Emilia-Romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Friuli-Venezia+Giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Trentino-Alto+Adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Valle+d'Aosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/asili_nido_2021/Totale_nazionale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
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</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.&nbsp;I dati relativi ad asili nido e servizi prima infanzia sono stati elaborati a partire da fonte Istat, incrociati con i dati demografici (demo.istat) e con quelli relativi alla classificazione per aree interne di fonte dipartimento per la coesione territoriale.</p>
<p>Foto: <a href="https://www.flickr.com/photos/26344495@N05/48558163677" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ivan Radic (Flickr)</a> &#8211; <a href="https://creativecommons.org/licenses/by/2.0/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Licenza</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-a-5-punti-ma-restano-indietro-sud-e-aree-interne/">Asili nido: obiettivo 33% a 5 punti, ma restano indietro sud e aree interne</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La dimensione territoriale del calo delle nascite in Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-dimensione-territoriale-del-calo-delle-nascite-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Dec 2023 06:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=280314</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi “Dal 2014 la natalità è calata nel 72% dei comuni italiani&#8221; Ascolta [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-dimensione-territoriale-del-calo-delle-nascite-in-italia/">La dimensione territoriale del calo delle nascite in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Leggi <a href="https://www.openpolis.it/dal-2014-la-natalita-e-calata-nel-72-dei-comuni-italiani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">“Dal 2014 la natalità è calata nel 72% dei comuni italiani&#8221;</a></p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
<br /><strong>Ascolta tutti i podcast su Radio Radicale</strong></a>.</p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">6,7</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>nati ogni mille abitanti in Italia nel 2022. </strong>Molto lontano da paesi come Irlanda (11,2), Cipro (11,1) e Francia (10,6), dove nel 2022 ha superato quota 10. Più vicini all’Italia altri due paesi mediterranei come Spagna (6,9) e Grecia (7,3). Ma si tratta comunque della cifra più bassa tra tutti gli stati membri, con una tendenza marcata di allontanamento dalla media europea. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/italia-ultima-in-ue-per-tasso-di-natalita" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">2</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>punti di distanza dalla media europea</strong>, pari a 8,7 nati ogni mille abitanti a fronte dei 6,7 dell&#8217;Italia. Rispetto a dieci anni fa questa distanza si è allargata molto. Nel 2011, con 10,1 nati ogni mille abitanti in Ue e 9,2 in Italia, il divario era meno della metà (0,9 punti). Conseguenza di un calo demografico che nel nostro paese è stato più pronunciato, a partire dalla crisi economica a cavallo tra 2008 e 2012. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/natalita-italia-lontana-dai-maggiori-paesi-europei/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">-32%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><b>le nascite in Italia tra 2008 e 2022.</b> Sono state 393mila le nascite nell&#8217;ultimo anno disponibile; per la prima volta nella storia nazionale, sotto la soglia di 400mila. Un calo del 2% rispetto al 2021, in cui si era già registrato il record negativo dall’unità d’Italia. E quasi un terzo in meno rispetto al 2008, l’anno che ha segnato il picco nella serie storica recente. Questa tendenza ha un impatto differenziato sul territorio nazionale. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/anche-nel-2022-si-conferma-il-calo-delle-nascite/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">72%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i comuni italiani con tasso di natalità in calo tra 2014 e 2020</strong>. Nell’1,5% si registra una sostanziale stabilità, mentre in poco più di un comune su 4 (26,7%) si rileva una variazione in aumento. Il calo del tasso di natalità nel periodo in esame ha riguardato la totalità dei comuni della città metropolitana di Cagliari e della provincia di Ferrara. Nonché il 90% o più dei territori nelle province di Monza e Brianza (96%), Brindisi (95%), Pistoia (95%), Ravenna (94%), Taranto (93%), Ragusa (92%), Pesaro e Urbino, Milano e Barletta-Andria-Trani (queste ultime al 90%). <a href="https://www.openpolis.it/numeri/tra-2014-e-2020-il-tasso-di-natalita-e-calato-in-oltre-7-comuni-su-10/" target="_blank" rel="noopener">Vai alla mappa.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">5,95</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>nati ogni mille abitanti a Trani nel 2020</strong>. Si tratta del capoluogo dove si è registrato il calo maggiore dal 2014 (quando erano 10,2 i nati ogni mille abitanti). A seguire Isernia (da 9,25 a 5,07). Tra i capoluoghi, l’unico a registrare un aumento è stato La Spezia: 6,97 nati ogni mille abitanti nel 2014, 7,28 nel 2020. Si tratta comunque di dati molto variabili nell’arco della serie storica. Nella stessa città, l’indicatore aveva raggiunto quota 7,75 nel 2016, per poi ridiscendere a 6,54 nel 2019 e risalire nell’anno successivo. <a href="https://www.openpolis.it/dal-2014-la-natalita-e-calata-nel-72-dei-comuni-italiani/#la-spezia-e-lunico-capoluogo-con-un-aumento-tra-2014-e-2020-a-trani-il-calo-maggiore" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
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		<item>
		<title>Minori e calo demografico in Italia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/minori-e-calo-demografico-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Apr 2023 03:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=244585</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all&#8217;approfondimento In quali territori aumenteranno i bambini nei prossimi anni. Ascolta il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/minori-e-calo-demografico-in-italia/">Minori e calo demografico in Italia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>I dati sono un ottimo modo per analizzare fenomeni, raccontare storie e valutare pratiche politiche. Con Numeri alla mano facciamo proprio questo. Una rubrica settimanale di brevi notizie, con link per approfondire. Il giovedì alle 7 in onda anche su Radio Radicale. Vai all&#8217;approfondimento <strong><a href="https://www.openpolis.it/in-quali-territori-aumenteranno-i-bambini-nei-prossimi-anni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">In quali territori aumenteranno i bambini nei prossimi anni</a></strong>.</p>
</p>
<section class="link_ext">
<p>
		            <a href="https://www.radioradicale.it/rubriche/1328/openpolis-numeri-alla-mano" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Numeri alla mano<br />
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</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">392.598</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><span style="font-weight: 400"><b>nuovi nati nel 2022.</b></span><span style="font-weight: 400"> Circa il 2% in meno dell’anno precedente, in cui si era già registrato il record negativo dall’unità d’Italia. Quasi un terzo in meno rispetto al 2008, l’anno che ha segnato il picco nella serie storica recente. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2022-e-proseguito-il-calo-delle-nascite-nel-nostro-paese/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></span></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">-2,8%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>il calo di residenti in Italia previsto nel corso di questo decennio</strong>. Proiettate nell’arco di questo decennio, queste tendenze potrebbero portare a una diminuzione dei residenti in Italia quasi del 3%. Dagli attuali 59 milioni a 57,9, secondo le stime dell’istituto nazionale di statistica. <a href="https://www.openpolis.it/in-quali-territori-aumenteranno-i-bambini-nei-prossimi-anni/" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">-1.295.921</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i residenti fino a 14 anni nel 2030 rispetto al 2020</strong>. La variazione demografica nel corso del decennio è previsto che sarà del tutto asimmetrica rispetto alle generazioni. Nell’Italia del 2030 potrebbero esserci 2 milioni di over 65 in più (+14,4% rispetto ai 13,8 milioni del 2020). Mentre i bambini e ragazzi fino a 14 anni, pari a 7,7 milioni di residenti nel 2020, potrebbero essere quasi il 17% in meno nel 2030: 6,4 milioni di persone. <a href="https://www.openpolis.it/in-quali-territori-aumenteranno-i-bambini-nei-prossimi-anni/#1-295-921-i-residenti-fino-a-14-anni-nel-2030-rispetto-a-oggi" target="_blank" rel="noopener">Vai all&#8217;articolo.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">-8,3%</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong> il calo previsto di residenti in Italia nella fascia 0-4 anni nel corso di questo decennio</strong>. In conseguenza del calo delle nascite, nel corso del decennio assisteremo a un ulteriore calo del numero di minori residenti in Italia, anche tra quelli più piccoli. Si prevede una diminuzione dell&#8217;8% circa dei bambini con meno di 5 anni, generalizzato in tutto il paese. Nel 93% delle province è previsto un calo dei bambini tra 0 e 4 anni per il 2030. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-93-delle-province-e-previsto-un-calo-dei-bambini-per-il-2030/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a></p>
</section>
<section class="numeri-alla-mano">
<h1 class="red1 mb-0">7</h1>
<p class="bt-2-grey3 mt-0"><strong>i territori in cui i minori invece potrebbero aumentare.</strong> Parliamo delle province di Trieste, Trento, Gorizia, Savona, Imperia, Genova con aumenti previsti superiori al 2% tra 2020 e 2030. E di quella di La Spezia, dove si stima un incremento più contenuto (+0,7%). Abbiamo approfondito l&#8217;offerta di servizi prima infanzia in questo ristretto numero di territori, dove si potrebbe registrare un aumento dei bambini nella fascia d&#8217;età 0-4 anni. Di questi, 6 su 7 già nel 2020 superavano la media nazionale nell’offerta di servizi socio-educativi per l’infanzia. Tuttavia sono 3 su 7 quelli dove già oggi oltre il 90% dei comuni offre servizi per l’infanzia. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/lattuale-offerta-di-servizi-per-linfanzia-nei-territori-in-cui-aumenteranno-i-minori-nel-2030/" target="_blank" rel="noopener">Vai al grafico.</a><b></b></p>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Ascolta il nostro podcast su Radio Radicale</h3>
</p>
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