Con l’aumento degli anziani sono necessari più servizi sui territori Bilanci dei comuni

Gli enti locali hanno un ruolo fondamentale nell’erogazione di servizi necessari per un paese in continuo invecchiamento. Un’analisi, comune per comune, delle spese per la popolazione più anziana.

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La conseguenza del calo delle nascite che sta vivendo l’Italia è l’invecchiamento della popolazione. L’aumento della popolazione anziana rende quindi necessarie delle specifiche politiche di welfare. Anche i comuni possono contribuire in questo senso predisponendo dei servizi e finanziando delle coperture economiche e delle indennità.

L’invecchiamento della popolazione rappresenta un fenomeno che sta vivendo l’intero continente europeo ma si stima che gli effetti saranno particolarmente importanti per l’Italia. Secondo le recenti analisi di Eurostat, nel 2100 il 32,5% della popolazione avrà più di 65 anni contro il 21,1% registrato nel 2022. L’Italia però sarà tra gli stati con la maggiore incidenza, seconda solo a Malta.

35,1% popolazione italiana che nel 2100 avrà almeno 65 anni.

Un incremento rispetto al 2022 di circa 11 punti percentuali. L’Italia, al pari della Spagna, sarà invece al primo posto per quel che riguarda i residenti con più di 80 anni. Comporranno il 17,4% della popolazione del paese, circa 10 punti percentuali in più del valore registrato nel 2022. Al di là delle proiezioni, già oggi l’Italia è uno dei paesi più anziani al mondo, con 187,9 persone con almeno 65 anni ogni 100 persone con 15 anni.

La struttura di livelli di assistenza adeguati sarà quindi un aspetto cruciale per le politiche sociali dei prossimi anni. Si fa a partire dai comuni, gli enti più vicini alle dirette esigenze delle comunità.

Le spese dei comuni per gli interventi per gli anziani

Gli interventi per questo gruppo demografico sono inseriti all’interno di una voce della dodicesima missione di spesa, quella dedicata alle politiche sociali.

Si comprendono diversi interventi. Tra questi ci sono le indennità dirette all’anziano, come la copertura pensionistica e gli sgravi per le cure mediche. Ma sono presenti anche le uscite per coprire i rischi che derivano dalla condizione di vecchiaia (come ad esempio il calo dei redditi) e i rimborsi per chi si prende cura della persona non autosufficiente.

Infine, ci sono anche le spese sostenute per le strutture residenziali e gli strumenti assistenziali a favore di mobilità, integrazione sociale e svolgimento delle attività di vita quotidiana.

I dati mostrano la spesa per cassa per gli interventi per gli anziani. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Le uscite di una missione o di un programma possono essere relative a più assessorati. Tra le città italiane con più di 200mila abitanti non sono disponibili i dati di Palermo perché alla data di pubblicazione non risulta accessibile il bilancio consuntivo 2021.

FONTE: openbilanci – consuntivi 2021
(consultati: lunedì 17 Aprile 2023)

A Trieste si spende di più per gli interventi di assistenza agli anziani. Si parla di 99,59 euro pro capite, circa il doppio rispetto alla seconda (Milano, 46,48). Seguono Venezia (45,66) e Firenze (36,44). A spendere di meno sono invece le grandi città del sud: Catania (11,64 euro pro capite), Bari (3,08), Messina (2,82) e Napoli (0,50). 

I dati mostrano la spesa per cassa riportata negli interventi per gli anziani. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Le uscite di una missione o di un programma possono essere relative a più assessorati. Tra le città italiane con popolazione superiore a 200mila abitanti, sono state considerate le 5 che hanno speso di più per la voce considerata nel 2021.

FONTE: openbilanci – consuntivi 2016-2021
(consultati: lunedì 17 Aprile 2023)

Trieste si conferma la città con la spesa maggiore in tutti gli anni considerati con uscite che non scendono mai sotto i 90 euro a persona. Rispetto al 2016, la spesa è aumentata del 6,7%. La città che però registra l’incremento maggiore è Padova (+17,2%). Al contrario, le uscite degli altri comuni sono in calo. La diminuzione minore è quella di Firenze (-0,7%) a cui seguono Venezia (-5,9%) e Milano (-25,7%).

In base agli ultimi bilanci disponibili, i comuni italiani spendono in media 16,67 euro a persona per la tutela della popolazione più anziana. Sono otto le grandi città che riportano spese superiori. Le amministrazioni con le uscite maggiori sono quelle della provincia autonoma di Bolzano (85,99), del Friuli-Venezia Giulia (60,25) e delle Marche (41,79). Al contrario, registrano spese minori i comuni siciliani (6,51 euro pro capite), calabresi (4,52) e umbri (3,68).

Per sapere quanto viene speso nel tuo territorio, clicca sulla casella Cerca… e digita il nome del tuo comune. Puoi cambiare l’ordine della tabella cliccando sull’intestazione delle colonne.

I dati mostrano la spesa per cassa per gli interventi per gli anziani. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Le uscite di una missione o di un programma possono essere relative a più assessorati.

FONTE: openbilanci – consuntivi 2021
(consultati: lunedì 17 Aprile 2023)

Tra i quasi ottomila comuni italiani, quello che spende di più per questa voce di spesa è San Leonardo in Passiria, in provincia di Bolzano, con 2.021,52 euro pro capite. Seguono tre comuni lombardi, Ferrera Erbognone (1.772,44) e Zavattarello (1.484,21) in provincia di Pavia e Grosotto (1.443,14) a Sondrio. In tutto sono 12 le amministrazioni che riportano più di mille euro di spesa a persona.

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da Openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un’attività di monitoraggio civico dei dati, con l’obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto: Matt Bennettlicenza

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