Come è cambiata la fruizione di biblioteche dopo la pandemia
Nel 2024 la frequenza delle biblioteche è tornata in linea con quella del 2019. Nonostante i minori siano tra i gruppi di utenti più attivi, i valori di adolescenti e pre-adolescenti risultano ancora inferiori rispetto ai dati pre-pandemici.
martedì 17 Marzo 2026 | Povertà educativa

- Nel 2024 la frequentazione delle biblioteche è ritornata in linea ai dati del 2019.
- Tra i minori, la fascia d’età più attiva nelle biblioteche è 6-10 anni.
- Agli ultimi dati disponibili (2022) erano 251 le biblioteche che dichiarano i minori come loro utenza principale.
- Si trovano principalmente nel nord-ovest (33,5%).
Le biblioteche sono delle strutture multifunzionali e dei punti d’accesso importanti per la cultura in senso ampio, che garantiscono non soltanto la possibilità di prendere in prestito dei libri ma anche di seguire corsi, studiare assieme e poter conoscere nuove persone.
Negli anni della pandemia da Covid, tra il 2020 e il 2022, fu limitato l’accesso a questi spazi aggregativi adeguando però i servizi alla particolare situazione. Secondo l’Electronic Information for Libraries (Elif), come riportato in un report della commissione europea, le biblioteche pubbliche hanno sfruttato le tecnologie esistenti per supportare i lavoratori nel settore sanitario e le campagne per la salute pubblica, hanno fornito alle comunità informazioni sul contesto medico, hanno provato a colmare il divario educazionale proponendo servizi educativi a bambini, ragazzi e adulti e hanno cercato di mettere in campo strumenti di connessione tra le persone per permettere loro di gestire meglio la paura e la solitudine.
The Electronic Information for Libraries (EIFL) notes that, despite lockdowns during the coronavirus pandemic, public libraries used available digital technology to support health workers and public health campaigns, provided communities with health information, strove to minimise the disruption to people’s lives by continuing to provide education and training services for children, youth and adults, and kept people connected to fight off loneliness and fear.
Dopo la fine dell’emergenza pandemica, la popolazione ha ricominciato a frequentare le biblioteche. Tra le utenze più attive ci sono le bambine e i bambini, per cui ci sono spesso attivi dei servizi specifici. Garantire l’accesso gratuito alla lettura e allo studio in spazi culturali tranquilli è fondamentale soprattutto per chi vive in condizioni di disagio abitativo e non dispone di un ambiente domestico idoneo. Questi luoghi non sono solo centri di apprendimento, ma fondamentali punti di aggregazione sociale che offrono una dimensione di comunità ulteriore e complementare a quella scolastica. Analizzare la presenza sui territori di questi servizi è importante anche per capire dove intervenire con specifiche politiche per migliorare l’accesso dei minori alla cultura.
Le biblioteche prima e dopo la pandemia
Le biblioteche sono un polo culturale che spesso svolge numerose funzioni diverse. Oltre al prestito dei libri, ci sono anche postazioni fisse per lo studio e la lettura, vengono organizzati corsi e si può prendere parte a eventi culturali che favoriscono l’aggregazione e l’interazione sociale.
Durante la pandemia, le biblioteche non hanno perso il loro ruolo come punto di riferimento della comunità educante, nonostante le restrizioni messe in atto. Si sono però adattate fornendo dei servizi diversi per andare incontro alle esigenze delle comunità.
Durante il periodo di emergenza sanitaria l’accesso on-line alle biblioteche ha in parte mitigato le difficoltà di fruizione e partecipazione in presenza. Nel 2021 la quota di persone di 6 anni e più che ha effettuato un accesso “in presenza” o “virtuale” alle biblioteche è stata dell’11,7%. Di questi, il 6,8% ha effettuato almeno un accesso on-line collegandosi ad un sito internet per consultare cataloghi, libri, prenotare prestiti o altro, mentre il restante 4,8% ha usufruito dei servizi bibliotecari recandosi fisicamente nella struttura.
Dopo la fine del periodo di restrizioni, le biblioteche hanno ricominciato le loro attività in presenza. Nel 2024, il 14,5% della popolazione italiana ha frequentato almeno una volta la biblioteca nell’anno precedente. Si tratta di un dato sostanzialmente in linea con quello del 2019, pari al 15,3%.
I minori frequentano di più la biblioteca rispetto al resto della popolazione
Incidenza delle persone che frequentano la biblioteca (2019-2024)
FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Bes Istat
(consultati: giovedì 12 Febbraio 2026)
Se si considera l’accesso dei minori, in termini percentuali è sempre maggiore rispetto a quella della popolazione totale. Nel 2024, la fascia più attiva tra i minori è quella tra 6 e 10 anni (39,9%), seguita da chi ha un’età compresa tra 11 e 14 anni (35%), i ragazzi tra 15 e 19 anni (27,3) e i bambini tra i 3 e i 5 (23,7%).
Non tutte queste fasce riportano dei risultati in linea o maggiori rispetto al periodo pre-pandemico. Sono infatti aumentate quella tra 3 e 5 anni (+2,2 punti percentuali) e tra 6 e 10 (+1,2) mentre calano quella tra 11 e 14 (-3,3) e quella tra 15 e 19 (-8). Sono quindi più basse le percentuali dei ragazzi pre-adolescenti e adolescenti rispetto a quelle dei bambini.
I servizi specifici nelle biblioteche
Il prestito e la consultazione dei libri sono le principali modalità di fruizione delle biblioteche. Tuttavia, il quadro cambia a seconda della fascia d’età dell’utenza.
Nel complesso, le attività più diffuse tra gli utenti delle biblioteche sono “prendere libri in prestito” (57,6%), “leggere o studiare” (37,2%) e “raccogliere informazioni” (22,2%). Tuttavia, i motivi della fruizione si diversificano ampiamente in base all’età. L’attività del prendere libri in prestito è svolta con prevalenza più alta dai giovani utenti fino a 14 anni e dagli anziani di 65-74 anni (circa 7 su 10). Al contrario, si recano in biblioteca per leggere o studiare prevalentemente i giovani tra 15 e 34 anni, con picchi che superano l’80% tra i 20-24enni. Tra i motivi meno diffusi troviamo, invece, “incontrare gli amici” (7,7%; 20,5% tra i giovani utenti di 20-24 anni), “partecipare a conferenze, dibattiti, lezioni, ecc.” e “consultare quotidiani/riviste” (entrambi circa il 7% degli utenti).
Allo stesso modo, le biblioteche non sono un insieme indistinto: possono infatti rivolgersi verso utenze specifiche. È possibile averne uno spaccato tramite i dati di Istat del 2022, che cercano di definire le categorie di utenti alle quali l’istituzione si rivolge. Queste cifre vanno lette tenendo in considerazione che orientarsi principalmente a un certo pubblico non avviene escludendo automaticamente altre persone che vogliono usufruire dei servizi bibliotecari.
Sono in tutto 251 le biblioteche che si rivolgono principalmente a bambini e ragazzi. In termini percentuali, sono il 3,1% delle 8.131 strutture censite da Istat nel 2022. È importante però notare che questo dato potrebbe essere sottostimato, dal momento che tra le altre categorie presenti c’è anche quella degli studenti e dei ricercatori.
Nel nord ci sono più biblioteche rivolte principalmente ai minori
Localizzazione delle biblioteche che si rivolgono principalmente ai minori (2022)
FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat
(consultati: venerdì 13 Febbraio 2026)
Si trovano principalmente nelle aree del nord-ovest (33,5%, 84 strutture) e del nord-est (26,3%, 66). Seguono poi il centro (19,9%, 50), il sud (15,5%, 39) e le isole (4,8%, 12). Un divario che risulta in parte coerente rispetto alla più ampia distribuzione delle biblioteche in relazione al numero di residenti 0-17. Come abbiamo approfondito, la presenza di biblioteche non è capillare su tutto il territorio italiano. Le regioni a maggiore densità di biblioteche per minore sono Valle d’Aosta (30,8%), Trentino-Alto Adige (21,9%), Sardegna (20,6%) e Friuli-Venezia Giulia (16,3%). A riportare invece i valori minori sono il Lazio (6,0%), la Campania (5,6%), la Sicilia (5,2%) e la Puglia (4,8%). I dati sulla densità mostrano un certo divario tra il nord e il sud del paese, per quanto meno marcato e con delle eccezioni particolari come la Sardegna.
A livello di incidenza delle strutture per residente con più di 18 anni, tra i comuni capoluogo italiani Cagliari (20,8 biblioteche ogni 10mila abitanti minorenni), Ferrara (18,4) e Biella (18,1) riportano i dati più alti. Queste tre città registrano anche una presenza di biblioteche con i minori come utenza principale. In particolare, a Ferrara ce ne sono 2 (il 6,7% di quelle presenti sul territorio), a Cagliari 2 (5,5%) e a Biella 1 (10%). I comuni italiani che riportano, in termini assoluti, il maggior numero di biblioteche indirizzate ai minori sono Bologna, Forlì, Imola, Parma e Roma dove si registrano 3 strutture per ogni città.
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Scarica i dati, regione per regione
I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa #conibambini sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di data journalism o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulla presenza di biblioteche è il censimento sulle biblioteche pubbliche e private effettuato da Istat e relativo all’anno 2022. Successivamente sono stati messi in relazione con i dati sui minori residenti, sempre di fonte Istat.




