La legge istitutiva dell’Assegno unico e universale (Auu) prevede l’adeguamento al costo della vita di importi e soglie Isee, pari allo 0,8% nel 2025. Questo impatto sui redditi familiari è valutato insieme ad altre due misure per la natalità introdotte con la legge di bilancio per il 2025: le modifiche al bonus asilo nido (eliminato il requisito del minore under 10) e il ripristino del bonus di mille euro per i nuovi nati. Su tali interventi, così come su assegno di inclusione e bonus energia, influisce inoltre l’esclusione dall’Isee di titoli di stato e risparmi postali fino a 50 mila euro a nucleo, entrata in vigore nel 2025 (legge 213/2023). In sintesi, queste tre misure offrono un beneficio medio di circa 120 euro l’anno a oltre 6 milioni di famiglie (il 22,6% dei residenti). L’aumento di reddito è superiore alla media nel terzo e quarto quinto della distribuzione (154 e 192 euro). Ciò si deve alla modifica del calcolo Isee che riduce l’indicatore per il 30% delle famiglie, soprattutto nei quinti più alti. Tuttavia, il beneficio di un assegno unico maggiore arriva solo fino al penultimo quinto. Il quinto più ricco ha infatti un Isee medio di 76,5mila euro, molto sopra la soglia massima per l’assegno minimo (40mila euro): la riduzione dell’Isee non basta a superare tale soglia, riportando il loro guadagno in linea con quello dei primi due quinti.
Istat mette in fila tutte le famiglie dalla più povera alla più ricca, in base al reddito disponibile “equivalente” (cioè corretto per il numero e l’età dei componenti), e le divide in cinque gruppi di uguale numerosità: il primo quinto è il 20% con i redditi più bassi, il quinto il 20% con i redditi più alti. Il guadagno è dato dalla differenza tra la somma dell’Auu calcolato con importi e relative soglie vigenti nel 2025, il bonus nuovi nati e il bonus asili nido e la somma dell’Auu ottenuto applicando ai redditi del 2025 importi e relative soglie vigenti nel 2024 e il bonus asili nido spettante con le regole in vigore nel 2024. Il guadagno medio è calcolato sulle famiglie per le quali si stima una variazione positiva del reddito. Per i valori di ripartizione dei quinti e per i dettagli sugli scenari di policy utilizzati nelle simulazioni si rimanda alla nota metodologica.
FONTE: elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 16 Marzo 2026)
