Le province italiane che registravano un aumento tra il 2018 e il 2024 erano 81, pari al 75,7% dei territori italiani. La macroarea italiana dove la maggior parte delle province aveva riportato un aumento è quella delle isole (85,7%, 12 su 14) a cui seguivano centro e nord-est, entrambe con il 77,3% (17 su 22). Inferiori invece i dati del sud (79,2%, 19 su 24) e del nord-ovest (64%, 16 su 25). Questa analisi tiene conto semplicemente della presenza di una crescita, che potrebbe comunque essere modesta.
C’erano 4 regioni in cui tutte le province riportavano un incremento delle persone con la laurea: Calabria (che passava da un’incidenza del 21,6% al 25,5%), Marche (dal 28,3% al 33,5%), Umbria (dal 29,2% al 35,3%) e Valle d’Aosta (dal 26,7% al 30%).
A livello provinciale, come abbiamo già detto, i laureati erano in crescita in 81 territori su 107. Erano 6 quelli in cui gli aumenti erano superiori ai 10 punti percentuali: Ravenna (18,5 punti percentuali, da 21,8% a 40,3%), Enna (12,4, da 19,7% a 32,1%), Livorno (29,2, da 17,6% a 29,2%), Macerata (11,3, da 24,8% a 36,1%), Padova (10, da 31,1% a 41,1%) e Vibo Valentia (10, da 13,5% a 23,5%). Le diminuzioni maggiori si registrano invece a Rieti (-10,6, da 34,5% a 23,9%), Siracusa (-6, da 21,2% a 15,2%) e Pavia (-5,4, da 30,7% a 25,3%).
Il dato mostra la differenza percentuale tra l’incidenza di persone con età compresa tra 25 e 39 anni che riportato un titolo di educazione terziario tra 2024 e 2018. In rosso le province che riportano un calo, in azzurro quelle che registrano un aumento.
FONTE: elaborazione Openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(consultati: mercoledì 22 Luglio 2026)
