In oltre la metà dei bandi Pnrr la riserva di assunzioni per donne non è stata inserita

Quote di inclusione femminile per i bandi Pnrr/Pnc ed eventuali deroghe alla norma

Dall’inizio del Pnrr sono state bandite oltre 316mila gare. In teoria, per ogni bando finanziato con risorse del piano o del fondo complementare sarebbe dovuta essere prevista una riserva di assunzioni a favore delle donne e dei giovani under 36 di almeno il 30%. In realtà, in base ai dati messi a disposizione da Anac e aggiornate all’aprile 2026 questa riserva è stata disposta in circa il 34% dei casi, anche se non sempre la quota prevista era maggiore o uguale al 30% per entrambe le categorie. Viceversa, in oltre la metà (50,8%) dei bandi tale quota non è presente mentre nel 15,5% dei casi tale informazione non è disponibile. Il motivo di questa discrepanza è dovuto al fatto che le stesse norme prevedono una serie di deroghe che di fatto vanificano questa disposizione. Sono 9 in totale i motivi per cui un bando può soprassedere alla riserva del 30% di posti per le donne. Il motivo principale (44,2% dei casi) è l’importo ridotto del contratto. In un altro 39% di casi la motivazione presente nei dati è “altro” e non è possibile accedere a informazioni più dettagliate. Il terzo motivo più ricorrente per la deroga è la necessità di esperienza in determinate attività o di disporre di certificazioni professionali.

Il decreto legge 77/2021, all’articolo 47 comma 4, stabilisce per le ditte vincitrici di appalti Pnrr “l’obbligo di assicurare, in caso di aggiudicazione del contratto, una quota pari almeno al 30 per cento, delle assunzioni necessarie per l’esecuzione del contratto o per la realizzazione di attività ad esso connesse o strumentali, sia all’occupazione giovanile sia all’occupazione femminile”. Le stesse norme tuttavia prevedono una serie di deroghe che di fatto vanificano questa clausola.

FONTE: elaborazione Openpolis su dati Anac
(ultimo aggiornamento: mercoledì 8 Aprile 2026)

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