Quanto incidono le spese per le risorse umane nei bilanci comunali Bilanci dei comuni

Per il buon funzionamento degli organismi amministrativi, sono importanti le spese per l’assunzione, la formazione e la sicurezza dei lavoratori dell’ente.

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I lavoratori hanno un impatto importante sull’efficienza delle amministrazioni. Consentire loro di lavorare in un ambiente sicuro e di poter avere una formazione continua è quindi fondamentale anche per il funzionamento dell’ente.

Al fine di creare un mercato del lavoro più inclusivo e dinamico, è infatti importante favorire l’apprendimento costante, presente sin dal primo provvedimento legislativo in materia, la legge 92/2012. Per quel che riguarda il contesto italiano, la formazione riveste un’importanza cruciale anche per riappianare i divari economici e mantenere una crescita strutturale del mercato del lavoro.

Un’opportunità è rappresentata dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) che comprende, nell’ambito della pubblica amministrazione, la misura “Competenze e capacità amministrativa” che si focalizza nella formazione del personale. Una parte dei fondi può essere indirizzata ai comuni. Infatti, grazie al co-finanziamento dei fondi strutturali 2021-2027 vi è il supporto a una serie di amministrazioni di medio-piccole dimensioni, con un target di 480 enti locali. Ampliando il focus a tutte le missioni, i comuni hanno una loro autonomia nel gestire una parte dei fondi del Pnrr.

Le elaborazioni si basano sulle informazioni contenute nel Pnrr e negli allegati trasmessi al parlamento e alla commissione europea, nonché nei relativi aggiornamenti diffusi dal governo attraverso il portale Italiadomani (Quadro finanziario degli investimenti e delle riforme del Pnrr aggiornato al 30 settembre 2021).

FONTE: elaborazione openpolis su dati ufficio parlamentare di bilancio.
(ultimo aggiornamento: venerdì 29 Ottobre 2021)

 

Secondo le analisi dell’ufficio parlamentare di bilancio gli enti locali italiani potranno arrivare a gestire risorse del Pnrr fino a un valore superiore ai 70 miliardi di euro. Questa misura specifiche sulla formazione rientra nella componente 1 "Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nella Pa" presente nella prima missione dedicata a digitalizzazione, cultura e turismo.

Per tutte queste ragioni è fondamentale che gli enti locali si facciano trovare pronti, per competenze ed efficienza amministrativa, alle sfide che presenterà nei prossimi anni il Pnrr. In questo senso è importante anche comprendere quanto spendono i comuni italiani per le risorse umane al proprio interno, oggetto di questo approfondimento.

La spesa dei comuni per le risorse umane

Questo tipo di uscite sono incluse all'interno della prima missione del bilancio comunale, chiamata “Servizi istituzionali, generali e di gestione“.

In questa voce si possono trovare tutte le spese dedicate all’amministrazione e al funzionamento delle politiche generali del personale dell’ente, dalle attività di formazione agli aggiornamenti del personale. Si includono inoltre anche tutte le uscite adibite all'assunzione dei lavoratori.

Sono compresi anche gli importi per la programmazione della dotazione organica, per l’organizzazione del personale e per l’analisi dei fabbisogni dei dipendenti, oltre che per la gestione della contrattazione collettiva decentrata integrativa e delle relazioni con le organizzazioni sindacali. Infine, è qui che vengono inserite le uscite relative alle attività in materia di sicurezza sul lavoro.

Non sono considerate le spese vere e proprie del personale, come gli stipendi, che sono inserite trasversalmente all'interno delle specifiche voci di bilancio.

I dati mostrano la spesa per cassa riportata nella voce di bilancio “risorse umane”. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con più di 200mila abitanti non sono disponibili i dati di Catania perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2020.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: martedì 26 Luglio 2022)

Tra le grandi città, sono tre quelle che superano i sessanta euro pro capite per questa voce di spesa: Milano (84,1 euro pro capite), Napoli (70,39) e Firenze (60,59). Le cifre inferiori sono riportate da Bologna (9,42 euro pro capite), Verona (5,7) e Palermo (2,1). A Messina non si registrano uscite per questa voce di spesa.

I dati mostrano la spesa per cassa riportata nella voce “risorse umane”. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con popolazione superiore a 200mila abitanti, sono state considerate le 5 che hanno speso di più per la voce considerata nel 2020.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2016-2020
(ultimo aggiornamento: lunedì 25 Luglio 2022)

Le città riportano degli andamenti piuttosto stabili ad eccezione del calo costante di Napoli e l'incremento nel 2019 di Milano (pari al 140,64% rispetto all'anno prima). Questo comune è anche quello che riporta la crescita maggiore rispetto al 2016, pari a 128,85%. L'altra città caratterizzata da un aumento è Genova (+16,85%). Le altre città invece registrano dei cali. A Firenze la spesa diminuisce del 3,95%, a Napoli del 16,56% e a Trieste del 44,20%.

Analizzando la situazione sul piano nazionale, i comuni italiani spendono in media 11,43 euro pro capite per le risorse umane. Le amministrazioni che sono caratterizzate da uscite medie maggiori sono quelle della Valle d'Aosta (46,04), quelle del Friuli-Venezia Giulia (35,4) e quelle della Liguria (21,31). Al contrario, registrano i valori medi minori i comuni pugliesi (5,3 euro pro capite), molisani (5) e lucani (4,3).

I dati mostrano la spesa per cassa riportata nella voce di bilancio “risorse umane”. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: martedì 26 Luglio 2022)

Tra tutti i comuni italiani, quello che spende di più è Crissolo, paese di appena 162 abitanti in provincia di Cuneo, con 1.246,83 euro pro capite. Seguono Accumoli (Rieti, 696,95), Sauze di Cesana (Torino, 641,43) e Massello (Torino, 637,78).

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto: Scott Graham - licenza

 

 

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