Che cos’è la stagflazione

È una situazione economica caratterizzata da alta inflazione e bassa crescita del Pil.

Definizione

Con il termine “stagflazione” si intende una fase dell’economia in cui sono presenti in contemporanea ondate inflazionistiche e stagnazione economica, ovvero la mancata crescita del prodotto interno lordo (Pil).

In pratica, l’aumento generalizzato dei prezzi porta a una diminuzione del potere d’acquisto dei consumatori. A questo si aggiunge una situazione in cui la produzione e il Pil crescono poco oppure sono fermi. Questo porta a un rallentamento generale dell’economia. Tra le conseguenze più significative di questa condizione vi è anche l’incremento del tasso di disoccupazione.

Solitamente, in un’economia di mercato, ricercare una crescita economica e un basso tasso di disoccupazione crea delle complicazioni sulla gestione dell’inflazione: aumentando i posti di lavoro incrementano i consumi e di conseguenza il Pil ma i prezzi dei beni e dei servizi crescono. Al contrario, concentrarsi sul lato dei prezzi (ovvero contenere le spinte inflazionistiche) va a deprimere la domanda inficiando quindi sul prodotto interno lordo. In situazioni normali dunque concentrarsi su un aspetto va a ledere l’altro. In una condizione di stagflazione invece gli interventi della banca centrale che possono essere attuati per correggere questi fenomeni sono resi molto difficili dalla coesistenza di inflazione alta e stagnazione economica.

È difficile per le banche centrali contrastare un fenomeno senza alimentare l’altro.

Per mitigare la crescita dei prezzi, la banca centrale può intervenire sulla quantità di moneta circolante all’interno dei sistemi economici e sul tasso di interesse. Ciò può avvenire attraverso una contrazione dell’acquisto di titoli di stato. Questi infatti vengono effettuati tramite moneta che poi entra all’interno dei circuiti economici. Riducendo questi acquisti (praticando quindi una politica monetaria restrittiva) si riduce il circolante e automaticamente aumentano i tassi di interesse praticati nel sistema economico. Questo porta a una riduzione dei consumi e degli investimenti. Di conseguenza si ha una decrescita dei prezzi del mercato e un’inversione della pressione inflazionistica. Bloccare i consumi significa però andare direttamente a incidere sulla crescita del Pil, che in una situazione di stagflazione è già in rallentamento. Il tutto si va a riflettere sul tasso di disoccupazione, che chiaramente in condizioni in cui l’economia è in difficoltà continua a salire.

Le cause della stagflazione sono ancora discusse dagli studiosi ma si pensa che possano essere di natura esogena come ad esempio aumenti del costo delle materie prime oppure di forti rincari dei beni energetici, dati da mancanze dal lato dell’offerta.

Dati

Uno dei casi di stagflazione più noti in letteratura è quello legato alle crisi petrolifere degli anni settanta. Ce ne furono due, una tra il 1973 e il 1974 e un’altra nel 1979. Nel dettaglio, tra il 1973 e il 1974 il settore petrolifero è entrato in sofferenza, andando a smorzare la forte crescita del Pil avvenuta durante il miracolo economico degli anni sessanta. Durante il secondo dopoguerra infatti sia l’industria che il settore agricolo erano fortemente dipendenti da input fossili e la relativa scarsità delle fonti non rinnovabili veniva vista come un rischio nel lungo periodo. Durante il 1973, l’alleanza tra i paesi produttori di petrolio (Opec) decise di fermare le forniture di greggio ai paesi occidentali, causando improvvisi aumenti di prezzo che si sono poi tradotti in una minore produzione e un maggiore costo dei beni. Quindi una coesistenza tra inflazione elevata e crescita bassa del reddito nazionale.

I tassi sono stati calcolati considerando la differenza tra due medesimi trimestri di due anni differenti. Questo permette di capire le fluttuazioni su un arco temporale leggermente più ampio rispetto all’utilizzo di tassi congiunturali.

FONTE: elaborazione openpolis su dati oecd
(ultimo aggiornamento: martedì 22 Marzo 2022)

L'andamento inflazionistico assume valori costantemente alti durante tutto il periodo considerato. In particolare, il massimo viene raggiunto nell'ultimo trimestre del 1974 (24,69%). Contemporaneamente, il Pil segna una crescita sempre più bassa fino ad arrivare addirittura a dei cali tra il 1974 e il 1975.

Analisi

Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di stagflazione. In seguito all'aumento dei costi delle materie prime e dei beni energetici, alla guerra in Ucraina e alle difficoltà post-pandemiche, si è registrata una forte crescita dell'inflazione che preoccupa tutti i paesi dell'area euro. Una situazione che quindi ricorda quella degli anni settanta. Al momento, la presidente della banca centrale europea Christine Lagarde scongiura un rischio simile affermando che nonostante le incertezze causate da diversi fattori politici ed economici, si vedrà comunque una certa crescita. In uno scenario contemporaneo così complesso come quello che si sta vivendo nel 2022, definire una politica monetaria efficace è un'operazione difficile ma al contempo cruciale per ristabilire i processi economici.

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