Per eleggere i presidenti spesso servono più votazioni

Prima del 1987 i presidenti delle camere venivano eletti al primo scrutinio

Fino alla fine degli anni ’80 sia il presidente della camera che quello del senato erano eletti al primo scrutinio, spesso con una logica consensuale tra le forze politiche. Nella seconda repubblica la scelta delle due cariche è stata spesso occasione di scontro frontale tra maggioranza e opposizione, rendendo più difficile l’elezione al primo scrutinio.

Al senato nelle prime 2 votazioni serve la maggioranza assoluta dei membri. Alla terza votazione basta la maggioranza dei votanti. Se ancora nessuno è stato eletto al quarto scrutinio si va al ballottaggio tra i due più votati. Alla camera nella prima votazione serve il voto di almeno 2/3 dei membri. Nella seconda e nella terza il quorum si abbassa a 2/3 dei votanti. Dal quarto scrutinio in poi basta la maggioranza assoluta dei voti, e il voto va avanti a oltranza (non c’è il ballottaggio).

FONTE: elaborazione openpolis su dati camera e senato
(ultimo aggiornamento: lunedì 26 Marzo 2018)

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