L’Italia nel gruppo di coda per fondi destinati alla cooperazione

Stando ai dati preliminari sul 2019 l'Italia occupa il diciottesimo posto nel rapporto aps/rnl tra i 29 paesi membri del Dac, il comitato sviluppo dell’Ocse.

Nel 2019, come l’anno precedente, i dati preliminari Ocse posizionano l’Italia al diciottesimo posto tra i paesi Ocse Dac nel rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo (aps/rnl). Rispetto al 2018 però il rapporto aps/rnl italiano passa dallo 0,25% allo 0,24, ed aumenta la distanza con i paesi che contribuiscono si più. Un dato ben al di sotto della media dei paesi donatori (0,30% aps/rnl) e molto distante dall’obiettivo dello 0,7% aps/rnl da raggiungere entro il 2030.

Il dato riferito al nostro paese inoltre appare più alto rispetto ad alcune previsioni di tendenza e al momento permangono molti dubbi sulla sua affidabilità. Nei documenti ufficiali dell’Ocse infatti è inserita una nota che indica, solo per l’Italia, come i dati siano frutto di una stima realizzata dal segretariato Ocse-Dac. Trattandosi di dati preliminari sarà quindi necessario verificarne l’evoluzione nel corso dei successivi aggiornamenti.

Ogni anno ad aprile l’Ocse rilascia i dati preliminari su fondi aps stanziati l’anno precedente dai paesi che fanno parte del Dac. Tra questi, il principale è il rapporto il rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo (aps/rnl) che misura il contributo di ciascun paese nel settore della cooperazione in rapporto alla ricchezza nazionale.

Tra i 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile c’è l’impegno da parte dei paesi donatori a destinare lo 0,70% dell’rnl ai paesi in via di sviluppo. Nell’ambito della Conferenza di Addis Abeba sulle risorse per lo sviluppo del 2015 l’Italia si era impegnata a raggiungere l’obiettivo intermedio dello 0,30% aps/rnl nel 2020.

FONTE: Ocse
(ultimo aggiornamento: giovedì 16 Aprile 2020)

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