La distanza dai servizi essenziali e la carenza di prestazioni di base alimentano lo spopolamento delle aree interne, creando un circolo vizioso dell’abbandono. In ambito sanitario, ad esempio, la dotazione di posti letto è molto modesta rispetto ai poli e la lontananza dalle strutture peggiora gli esiti delle patologie tempo-dipendenti. Le farmacie, sebbene dense in rapporto agli abitanti, sono distribuite in modo discontinuo, lasciando molti comuni scoperti. È diffusa anche la “desertificazione bancaria”, con la chiusura degli sportelli che penalizza famiglie e micro-imprese, e sussiste un forte gap digitale nella copertura della rete internet Ftth (Fiber to the Home, la tecnologia di connessione più rapida, stabile e moderna disponibile oggi). A compensazione dell’isolamento, il trasporto scolastico registra un utilizzo elevato (13-16% della popolazione tra i 3 e i 14 anni contro il 3% dei poli). Infine, i servizi di asilo nido sono carenti, con una copertura inferiore al 10% (la metà dei centri principali): la scarsità di bambini rende i costi fissi insostenibili per comuni e privati, attivando una trappola demografica che scoraggia l’insediamento di giovani coppie.
Utilizza il menu a tendina per visualizzare i dati dei diversi indicatori.
I dati riguardanti i posti letto sono ogni mille abitanti, tutti gli altri invece sono quote percentuali. Gli utenti del trasporto scolastico sono calcolati sulla fascia di età 3-14 anni, mentre quelli degli asili nido sulla fascia 0-2.
FONTE: elaborazione Openpolis su dati Corte dei conti, Istat, Opencivitas, Ministero della salute e Agcom
(pubblicati: venerdì 29 Maggio 2026)
