Dopo la sesta revisione il Pnrr ha 39 scadenze in meno

Variazione e distribuzione nel tempo dei milestone e dei target di rilevanza europea previsti dal Pnrr italiano

Uno degli interventi più rilevanti dell’ultima revisione del Pnrr riguarda la riprogrammazione di milestone e target. In seguito alla sesta revisione il numero complessivo di scadenze è sceso da 614 a 575. Secondo la relazione dell’esecutivo, tale riduzione non deriva da una revisione al ribasso delle ambizioni quanto una massiccia operazione di semplificazione con l’accorpamento di alcuni obiettivi e traguardi simili tra loro e l’eliminazione di altri considerati non essenziali. L’intervento ha riguardato in modo diretto le rate finali del Piano. Per l’ottava, la nona e la decima richiesta di pagamento, il numero di milestone e target da conseguire è stato ridotto complessivamente da 284 a 241. In dettaglio, gli obiettivi dell’ottava rata sono passati da 40 a 32, quelli della nona da 67 a 50 e quelli della decima da 177 a 159. L’obiettivo dichiarato è rendere più gestibile il processo di valutazione da parte della Commissione europea e ridurre il carico amministrativo nella fase conclusiva dell’attuazione. Accanto alla riduzione numerica, la revisione ha comportato anche una riallocazione temporale di diversi obiettivi. In alcuni casi milestone e target sono stati anticipati, perché già sostanzialmente raggiunti o in forte avanzamento; in altri casi sono stati posticipati per tener conto di ritardi oggettivi legati a fattori esterni, come l’aumento dei costi, le difficoltà nelle forniture o la complessità autorizzativa di alcuni interventi. Questa flessibilità è stata utilizzata soprattutto per gli investimenti infrastrutturali più complessi, in particolare nel settore dei trasporti e dell’energia. Da notare in ogni caso che, nonostante questa importante opera di riorganizzazione il passaggio finale di giugno 2026 resta comunque un momento decisivo. L’erogazione dei fondi legati alla decima e ultima rata infatti riguarda bel 159 scadenze vale a dire il 28% circa rispetto al totale dei milestone e dei target così come previsti dall’ultima riformulazione del piano. Da notare peraltro che rispetto alla versione originaria del piano in questo caso si registra un incremento di ben 39 scadenza. Questo è certamente dovuto in parte all’introduzione della missione 7 dedicata al RepowerEu ma anche ad un evidente operazione di rinvio di alcuni adempimenti che si sono rivelati irraggiungibili rispetto alle previsioni. A questo proposito è utile ricordare che il regolamento istitutivo del Recovery and resilience facility prevede anche la possibilità dover restituire i fondi già assegnati qualora venissero riscontrati degli arretramenti dal punto di vista normativo o attuativo. Un’eventualità che riguarda anche e soprattutto le 44 riforme e i 24 investimenti che non prevedono ulteriori milestone o target. Proprio per questo motivo rimane essenziale un’attività di monitoraggio continuo.

Nel grafico sono rappresentate solo le scadenze di rilevanza europea, vale a dire i milestone e i target presi in considerazione dalla Commissione europea per valutare lo stato di attuazione del Pnrr.

FONTE: elaborazione Openpolis su dati Governo e Italia domani
(ultimo aggiornamento: mercoledì 22 Gennaio 2025)

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