L’Ue al bivio sulla tassazione dei prodotti senza fumo Europa

L’Unione europea vuole livellare la tassazione di prodotti senza fumo nei vari paesi membri. Si tratta di un mercato in crescita per cui le lobby del tabacco hanno mostrato interesse, ma che è ancora sostenuto da studi inconclusivi.

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È prevista per la fine del 2021 una nuova proposta di legge sulla tassazione di sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato non bruciato. Tra la necessità di livellare la tassazione tra diverse categorie e paesi da una parte e l’influenza delle lobby che vorrebbero mantenerla bassa dall’altra, l’Europa si trova di fronte a un bivio.

Fabbricazione e distribuzione di tabacco e di heated tobacco products (Htps), ovvero i prodotti a base di tabacco riscaldato, sono state incentivate dalle generose politiche di tassazione vigenti nella maggior parte dei paesi Ue come nel resto del mondo.

I cosiddetti prodotti di nuova generazione, inclusi prodotti come gomme e nicotine pouches, non sono coperti dalla direttiva sulla tassazione del tabacco dell’Ue. La direttiva risale infatti al 2011, quando le alternative alle sigarette tradizionali non avevano ancora acquisito popolarità.

Un mercato in espansione

I prodotti senza fumo, che riscaldano piuttosto che bruciare la sostanza attiva, sia essa tabacco o liquido, sono ancora lontani dal guidare il settore. Nel 2021 costituiscono una quota piuttosto ridotta all’interno di un mercato che vale oltre 100 miliardi di euro, secondo la Tobacco intelligence statistics. Inoltre, sono vietate in una serie di paesi extra-europei.

8% del prezzo al dettaglio del mercato del tabacco è costituito da prodotti senza fumo.

Nonostante ciò, l’industria del tabacco ha iniziato a pubblicizzare questi prodotti come alternative più sicure. Questo porta loro una serie di vantaggi, in quanto possono fruire di agevolazioni fiscali, mantendo allo stesso tempo prezzi bassi e incremendo le vendite, che è utile per compensare le perdite legate alle sigarette classiche, sempre più duramente tassate.

In Europa occidentale (il secondo mercato più ampio dopo quello dell’Asia e del Pacifico), le sigarette hanno perso un ulteriore 0,2% in vendite tra 2019 e 2020, mentre i prodotti di nuova generazione sono cresciuti dell’11%, secondo le statistiche di Euromonitor.

I dati si riferiscono al prezzo al dettaglio, in milioni di dollari, delle varie tipologie di prodotti con e senza fumo, nel 2019 e nel 2020.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Voxeurop e Euromonitor
(ultimo aggiornamento: venerdì 12 Novembre 2021)

In Italia, tra 2019 e 2020 il consumo di sigarette tradizionali, in milioni di dollari, è diminuito del 4,2% (mentre sia in Francia che in Germania è aumentato). Sono inoltre cresciuti del 19,3% i prodotti alternativi alle sigarette, soprattutto le sigarette elettroniche. Un aumento maggiore rispetto alla media dell'Europa occidentale, secondo Euromonitor.

+48,1% il consumo di sigarette elettroniche tra 2019 e 2020 in Italia.

Il continente europeo costituisce un terzo di tutto il mercato globale di Htps e sigarette elettroniche. Secondo un sondaggio Eurobarometer pubblicato a febbraio dalla commissione europea, il 57% e il 25% degli intervistati dicevano di essere passati, rispettivamente, a sigarette elettroniche e Htps per fermare o ridurre il proprio consumo di tabacco. Di questi, il 37% e il 39% dichiaravano di considerare le sigarette elettroniche e gli Htps meno nocivi, mentre il 23% e il 14% li consideravano meno cari.

In Europa occidentale, l'Italia è uno dei maggiori consumatori di Htps.

Ancora ipotetica la riduzione del rischio per la salute

Per evitare che i prodotti di nuova generazione diventino una porta per la dipendenza da sigarette (soprattutto tra i più giovani), la commissione europea sta considerando se limitarne la circolazione (come anche quella del tabacco greggio, anch'esso non regolamentato) attraverso regole fiscali armonizzate.

Allo stesso tempo, la commissione vuole anche approssimare le accise tra le varie categorie di prodotti e tra paesi membri. La proposta di revisione della direttiva sulla tassazione del tabacco è prevista per la fine del 2021, come parte del più ampio Eu beating cancer plan che il commissario per la salute Stella Kyriakides ha annunciato a febbraio, con l'ambizione di creare una generazione "tobacco-free" entro il 2040.

Europe’s Beating Cancer Plan will put forward actions from 2021 to help create a ‘Tobacco-Free Generation’ where less than 5% of the population uses tobacco by 2040, compared to around 25% today

L'influenza dell'industria sui prodotti sia con fumo che senza è però forte. Questo è evidente dai documenti del dipartimento di salute della commissione europea. Tra le lobby del tabacco e chi prende decisioni sulla tassazione ci sono stati infatti molti incontri e corrispondenze. Questa modalità di interazione dietro le quinte è però in violazione della Framework convention on tobacco control dell'Oms, la quale richiede alle istituzioni pubbliche di difendere le politiche di salute pubblica dagli interessi commerciali e di tassare tutti i prodotti da fumo.

L'influenza delle industrie

I grandi distributori di tabacco hanno pubblicato sui propri siti prove scientifiche sul minore impatto degli Htps sulla salute.

Sono ancora inconclusivi gli studi sull'effetto di sigarette elettroniche e Htps sulla salute.

Secondo l'Oms però il fatto che questi prodotti limitino l'esposizione ad alcuni chimici non significa necessariamente che diminuiscano i rischi per la salute in senso ampio, cosa che rimane ancora incerta considerato che questi prodottti sono in circolazione da troppo poco tempo per studiarne esaustivamente gli effetti. La stessa cautela è riservata anche alle sigarette elettroniche, nonostante esse siano generalmente considerate meno tossiche rispetto a sigarette tradizionali e Htps per via dell'assenza di tabacco.

Negli Stati uniti, la marca Iqos ha ottenuto l'autorizzazione dalla Food and drug administration per mettere un'etichetta che pubblicizzi questa minore esposizione ai chimici. Nulla del genere è ancora successo in Europa. Un recente studio del comitato scientifico su salute, ambiente e rischi emergenti ad esempio ha affermato che c'è forte evidenza scientifica che anche le sigarette elettroniche, nel lungo termine, portino al deterioramento del sistema cardiovascolare.

Mentre un report del governo italiano risalente a maggio 2020 (in Italia si trova il principale stabilimento di produzione delle Iqos) ha citato l'Istituto superiore di sanità, secondo il quale ancora non è chiaro se il riscaldamento comporti davvero meno danni rispetto alla combustione.

Una tassazione bassa e eterogenea

Stando a recenti ricerche, nella metà dei paesi Ue le sigarette elettroniche non sono tassate, mentre gli Htps sono tassati come "altri prodotti da fumo" o con regolamentazioni ad hoc. Il livello di tassazione dei due prodotti è proporzionale al presunto grado di riduzione dei rischi per la salute, rispettivamente il 95% e il 72% in meno rispetto alle sigarette tradizionali.

C'è comunque ampia variabilità tra i vari stati membri. Si tratta di una disparità fiscale che, a fronte dell'esistenza di un mercato unico europeo, va inoltre a svantaggio dei paesi con una tassazione più elevata.

I dati sono aggiornati al 1 febbraio 2021. L’aliquota fiscale è calcolata come equivalenza con l’accisa applicata a un pacchetto di 20 sigarette tradizionali.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Voxeurop e Vapor products tax
(ultimo aggiornamento: venerdì 12 Novembre 2021)

In seguito all'approvazione delle conclusioni del consiglio europeo a giugno 2020, a marzo la commissione europea ha lanciato una consultazione con soggetti interessati e cittadini. Sulla base di questa e di una valutazione di impatto di varie politiche possibili, la commissione elaborerà una proposta di legge.

Potrebbe essere introdotta una nuova categoria di tassazione su Htps e sigarette elettroniche, un compromesso relativamente semplice, perché armonizzerebbe le classificazioni in tutti i paesi senza però costringerli a tassare nello stesso modo. O si potrebbe applicare a questi prodotti una tassazione minima, che sarebbe però una soluzione più complessa e delicata, considerata l'incertezza delle ricerche.

European data journalism network, i dati nel resto dell'Europa

Openpolis fa parte dell'European data journalism network, una rete di realtà che si occupano di data journalism in tutta Europa. La versione originale di questo articolo è di Voxeurop, un giornale europeo, ed è partner di Edjnet. I dati relativi al consumo di sigarette tradizionali, sigarette elettroniche e Htps sono disponibili qui. Mentre i dati sulla tassazione nei vari paesi Ue sono consultabili qui.

Foto credit: CDC - licenza

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