Le regioni europee divise dalla connessione internet Europa

La velocità della rete rimane uno degli obiettivi europei principali. Tuttavia, è fondamentale anche la riduzione del divario tra i paesi che si presenta nella ridotta diffusione di internet in certe regioni europee.

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Lo scorso 9 marzo la commissione europea ha presentato il progetto del Digital compass, un nuova iniziativa per il settore del digitale che sottolinea ulteriormente l’importanza che ha per l’Unione europea.

Nell’ultimo approfondimento avevamo descritto la situazione europea in merito alla velocità della connessione internet, in particolare della diffusione della banda ultralarga. Tuttavia, oltre alla velocità, seppur uno degli obiettivi europei sul digitale, c’è anche la problematica che internet non è ampiamente diffuso in tutti i paesi dell’Ue.

A maggior ragione se consideriamo che in quest’ultimo anno le abitudini dei cittadini sono cambiate notevolmente, per esempio è variata la percentuale di lavoratori in smartworking o telelavoro nella loro quotidianità lavorativa.

36,6% è la media europea di lavoratori che hanno lavorato a casa per la prima volta con la pandemia.

Quindi è importante analizzare il fenomeno della connessione internet non solo dal punto di vista della velocità della connessione, ma di quali aree non sono raggiunte da internet. Per fare questo approfondimento è utile guardare alla situazione regionale dei paesi perché può offrirci una fotografia differente rispetto a quella nazionale.

La presenza di internet in Europa

L’Unione europea negli ultimi anni ha avviato numerose iniziative volte a ridurre il divario digitale tra i paesi membri. Una delle più recenti è il Digital compass che, tra i vari obiettivi prefissati per il 2030, stabilisce la presenza del 5G in tutti i centri urbani e il raggiungimento delle competenze digitali di base per l’80% della popolazione. Questa misura nasce da un’effettiva necessità, in quanto molte aree dell’Ue sono a livello di connessione isolate e vi è il rischio che tale divario digitale aumenti ulteriormente.

I dati rappresentano la percentuale di famiglie nei paesi europei coperte da una connessione internet di qualsiasi velocità nel 2019. I dati sono espressi a livello regionale o macroregionale come nei casi di Francia, Croazia, Germania, Grecia e Polonia.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Eurostat
(ultimo aggiornamento: martedì 31 Dicembre 2019)

Considerando la copertura di qualunque connessione di rete, si può notare dai dati Eurostat come ci sia una importante disparità soprattutto tra il nord e il sud Europa.

Infatti, da una parte ci sono Germania, Svezia e Paesi Bassi, paesi in cui l percentuali di famiglie raggiunte dalle rete internet sono tra le più alte, superando nella maggior parte dei casi il 95%. L'unica eccezione sono le regioni della Germania dell'est che, forse per questioni storiche e sociali, hanno quote lievemente più basse rispetto a quelle della parte ovest. Si può individuare questo, per esempio, nella regione dell'est di Brandeburgo, attorno alla capitale tedesca, dove il 90% delle famiglie è raggiunto da internet. La quota aumenta fino al 95% nella regione vicina a ovest, Sachen-Anhalt.

100% è la percentuale di famiglie coperta da una connessione internet nella regione svedese di Mellersta Norrland, l'unica ad aver raggiunto tale quota in Europa.

Dall'altra parte, invece, ci sono i paesi dell'est e sud Europa, in particolare la Grecia, il Portogallo e il sud Italia in cui non viene raggiunto neanche l’80% della popolazione. Sono tre regioni della Bulgaria ad avere le percentuali più bassi, inferiori al 75%. Seguono la regione portoghese Alentejo (74%), la Calabria (77%), Centro in Portogallo (77%) e Yugozapaden in Bulgaria (77%). Anche la Sicilia e la Puglia sono tra le regioni europee che non raggiungono l'80%. Una quota che viene invece ampiamente superata dalle regioni del nord Italia. In particolare dalla provincia autonoma di Trento, dall'Emilia Romagna (90%) e dal Veneto (89%).

85% le famiglie mediamente raggiunte da internet in Italia nel 2019.

Questa differenza tra regioni europee denota l'importanza di adottare misure volte a incentivare infrastrutture più efficienti e maggiormente diffuse. Tuttavia, non è corretto ridurre il problema solo alla mancanza di copertura internet. Spesso infatti la questione riguarda anche le competenze digitali dei cittadini e la loro tendenza a utilizzare o meno questo strumento.

L'utilizzo di internet nelle regioni italiane

Tra gli obiettivi del Digital compass, come già citato, vi è anche il raggiungimento di una quota dell' 80% di cittadini europei che possiedono competenze digitali di base, un aspetto che viene rilevato dall'indicatore Desi.

Sono ancora forti le divergenze tra regioni in termini di copertura, ma le distanze aumentano ulteriormente se se si considerano le persone che effettivamente dispongono di un accesso a internet. Fondamentale per favorire l'apprendimento delle conoscenze tecnologiche.

Tra gli stati europei con la maggiore divergenza digitale tra le proprie regioni, vi è l'Italia. Infatti la diffusione di internet divide il paese in due, influenzando probabilmente anche l'utilizzo che ne viene fatto.

Ogni punto è una regione italiana (il colore indica l’area geografica, la dimensione il numero di abitanti).

Sull’asse orizzontale, la quota di famiglie che dispongono di connessione a internet.

Sull’asse verticale, il divario tra il dato regionale e la media nazionale.

Le regioni sopra la linea rossa sono quelle dove più famiglie hanno una connessione a internet a casa.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 4 Maggio 2020)

Da una parte il nord del paese, ben fornito del servizio e dall'altra il sud, dove l'accesso a internet in alcuni territori è gravemente limitato. Una scissione che nel corso degli anni è in costante aumento.

Nel 2010, nella regione più distante dalla media nazionale (52,5%), il Molise, la quota di famiglie con accesso a internet da casa era il 43,9%. Quasi 9 punti in meno della media nazionale, e a 14 punti dalla regione che allora aveva più famiglie connesse (il Lazio, 58,2%).

A quasi un decennio di distanza, nel 2019, la regione meno connessa (Calabria) ha una quota di famiglie con accesso a internet molto più alta: 67,3%. Ma il divario con la media nazionale è ancora di quasi 9 punti. E anche il ritardo rispetto alla regione più connessa (il Trentino Alto Adige, 81,1%) è rimasto quasi invariato: 13,8 punti percentuali.

Le regioni del sud, seppur con netti miglioramenti, rimangono sempre al di sotto della media nazionale e si distanziano sempre di più dall'Italia centro-settentrionale. Per esempio, nonostante il Piemonte (73,5%) risulti al 2019 al di sotto della media nazionale, presenta comunque un dato superiore a quello di grandi regioni del sud come Calabria (67,3%) e Puglia (69,6%).

41,5% degli italiani, secondo l'indicatore Desi, ha le competenze digitali minime nel 2020.

Come è emerso dai dati, avere delle infrastrutture più efficienti e molto diffuse sul territorio diviene un'opportunità per i cittadini per acquisire le competenze digitali di base, un aspetto fondamentale anche nell'ottica degli obiettivi europei. In questo i paesi del nord Europa risultano essere tra i primi sia per l'efficienza delle connessioni che per le conoscenze dei cittadini. Diversamente invece dai paesi del sud che rimangono indietro in termini di innovazione e soprattutto hanno importanti divari tecnologici tra le proprie regioni.

Per questo è importante che, oltre a investire nelle infrastrutture di rete per migliorarne la velocità,  attraverso i fondi del Digital compass e quelli del Next generation eu, ci siano maggiori investimenti per accrescere le competenze digitali dei cittadini.

 

 

Photo: Christin Hume - Unsplash

 

 

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