Le modalità di pagamento dei cittadini europei Europa

Dall’inizio della pandemia è aumentato il ricorso a modalità digitali di pagamento. Tuttavia i pagamenti in contanti restano maggioritari ed eliminarli completamente non sarebbe un processo privo di complicazioni.

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Nonostante i contanti siano ancora popolari tra i cittadini europei, i pagamenti digitali sono diventati sempre più frequenti negli ultimi anni. Ad incoraggiarli, banche, aziende e spesso anche gli stessi governi.

La pandemia e la crescita dei pagamenti digitali

Durante la pandemia è aumentata in tutta l’Eurozona la frequenza dei pagamenti digitali, che garantiscono uno scambio senza contatto e quindi più indicato rispetto ai contanti per prevenire possibilità di contagio.

Una tendenza che in realtà era già in crescita nei 3 anni precedenti la pandemia, che hanno registrato un calo nell’uso di denaro liquido come mezzo di transazione. Una riduzione evidente se si osserva l’andamento del dato nel tempo, dal 2016 al 2019.

I dati provengono dalla Banca di Francia e da due sondaggi della Banca centrale europea, uno del 2016 e uno del 2019. Si riferiscono al numero di pagamenti effettuati (non al loro valore).

FONTE: elaborazione openpolis su dati Alternatives Economiques e Banca di Francia
(ultimo aggiornamento: lunedì 4 Ottobre 2021)

Tuttavia, va sottolineato che i pagamenti in contanti risultano ampiamente maggioritari in entrambi gli anni considerati. Rispettivamente costituiscono il 79% delle transazioni nel 2016 e il 73% nel 2019.

I vantaggi di questo cambiamento

Pagare con la carta anziché in denaro ha implicazioni politiche, economiche e sociali. I soggetti che spingono per il passaggio a una società cashless (senza contanti) sono in primis le banche e le piattaforme online. Le prime per ridurre i costi di gestione dei contanti, le seconde per la possibilità di sviluppare più applicazioni online e quindi espandere le loro attività economiche.

Banche, piattaforme e governi incoraggiano il passaggio ad una società cashless.

Anche i governi possono trarre dei vantaggi dal minor uso dei contanti, ad esempio nell’ottica di promuovere per il proprio paese un processo generale di innovazione e di transizione digitale. Lo stesso vale per alcune lobby, come la Better than cash alliance, una sorta di coalizione di interessi finanziari e filantropici che fa campagna per l’abolizione del denaro liquido, non solo nei paesi industrializzati, ma anche in quelli in via di sviluppo.

Le argomentazioni a sostegno dei pagamenti digitali sono diverse e riguardano, tra le altre, la lotta all’evasione fiscale, al riciclaggio di denaro e ad altre attività criminali. Inoltre, gestire i contanti è costoso. Stampare, trasportare, accumulare, verificare l'originalità delle banconote crea costi maggiori per banche e commercianti. Anche se nemmeno i pagamenti digitali sono privi di spese. I proprietari di attività commerciali sono tenuti ad affittare un terminal e pagare una commissione su ogni transazione. Lo stesso vale per il consumatore, che paga tasse di transazione, oltre a tasse annuali per ognuna delle sue carte. Aspetti che chiaramente variano in base alle diverse leggi in vigore in ciascuno stato.

Le quote non si riferiscono al numero di pagamenti effettuati, ma al loro valore. Mancano i dati di Cipro e Malta.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Alternatives economique, BCE, Deutsche bundesbank e De nederlandsche bank
(ultimo aggiornamento: venerdì 1 Ottobre 2021)

La Spagna è il paese europeo con la maggiore quota di pagamenti effettuati in denaro liquido (66%), tre volte la quota dei Paesi Bassi, il paese dell'Eurozona dove l'uso di contanti è meno frequente. In Italia, come nella maggior parte degli altri paesi dell'Eurozona, più della metà dei pagamenti effettuati sono in contanti (58%).

6 i paesi dell'Eurozona in cui la quota di pagamenti in contanti è inferiore al 50% del totale.

Le criticità di una società cash-free

Il paradosso, durante la crisi sanitaria, è stato che se da una parte molti consumatori sono stati incoraggiati a pagare con la carta, allo stesso tempo il denaro liquido è stato percepito dalle persone come un porto sicuro, disponibile facilmente e di giorno in giorno.

Mentre alcuni paesi come la Svezia hanno praticamente smesso di usare i contanti, molti sono riluttanti. Germania, Grecia e Italia, ad esempio, mostrano un attaccamento più forte all’uso dei soldi.

Le persone più vulnerabili, poi, possono avere difficoltà ad accedere ai metodi di pagamento digitali. Un aspetto che si è concretizzato in Svezia nel movimento di protesta Cash uprising, nato dal dissenso nei confronti dell’implementazione di una società cash-free (senza contanti). Una protesta che fa leva proprio sull’inaccessibilità alle carte di credito per quella parte di popolazione che versa in condizioni di povertà, esclusione sociale.

1,2 milioni di cittadini svedesi non hanno accesso a servizi di bancomat, secondo il movimento di protesta Cash uprising.

A queste voci di dissenso è stato recentemente dato più ascolto: una legge introdotta nel 2020 ha stabilito infatti che ogni cittadino svedese deve poter beneficiare di un servizio di bancomat che permetta di prelevare contanti in un raggio di 25km attorno alla sua casa. Una vittoria per il movimento di protesta, anche se questo non ha comunque fermato l'aumento esponenziale delle transazioni cashless.

European data journalism network, i dati nel resto dell'Europa

Openpolis fa parte dell'European data journalism network, una rete di realtà che si occupano di data journalism in tutta Europa. La versione originale di questo articolo è di Alternatives economiques, un giornale europeo, ed è partner di Edjnet.

 

Foto credit: Allen Altiner - licenza

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