Le conseguenze della Brexit sul commercio con l’Ue Europa

L’uscita del Regno Unito dall’Unione europea ha prodotto alcune conseguenze nel mercato. Soprattutto, se si analizzano i dati sulle importazioni dall’Europa e dal resto del mondo si vedono gli effetti della Brexit. Le scelte effettuate durante la pandemia potrebbero aver scaturito ulteriori variazioni.

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Sono passati quattro mesi da quando sono stati reintrodotti i controlli alle frontiere tra il Regno Unito e l’Unione europea. In un contesto segnato da un clima di instabilità e incertezza dovuto dalla pandemia, si sono verificate delle conseguenze anche sul commercio.

 

In particolar modo, a seguito della Brexit i rapporti tra Regno Unito e Unione europea sono rimasti tesi, accentuati anche da una crisi sanitaria inattesa che ha messo in evidenza la mancata preparazione britannica ed europea. Questo attrito è ulteriormente incrementato a causa dei vaccini, nello specifico quello della casa britannico-svedese, Astrazeneca che non ha rispettato gli accordi europei ma che ha continuato a fornire il Regno Unito.

51,89% i voti favorevoli per uscire dall’Unione europea in occasione del referendum del 23 giugno 2016.

Barriere al commercio tra Ue e Regno Unito

Dal 2016 al 2020 si sono verificate molte discussioni in merito all’effettivo accordo di uscita inglese dall’Unione, con l’ipotesi paventata di un no deal. Per quanto questo rischio sia stato evitato, nell’accordo di cooperazione firmato a fine dicembre 2020 sono state introdotte una serie di barriere al commercio in relazione ai benefici forniti dal mercato unico. Tra i vari punti da rispettare concordati da i due contarenti vi sono alcuni obblighi per l’esportatore inglese, il quale deve:

  • stabilire l’origine delle merci che devono essere esportate, in quanto solo quelle prodotte nel Regno Unito sono esenti dai dazi;
  • dichiarare le esportazioni alla dogana;
  • produrre licenze e certificati che dimostrino che il prodotto soddisfi le norme di sicurezza europee.

Secondo le prime stime dell’Office for national statistics ingese (Ons), le esportazioni britanniche verso l’Europa sono diminuite del 75% a gennaio 2021 rispetto a dicembre 2020 per quanto riguarda i prodotti alimentari (cibo e bevande insieme), e del 25% nel settore medico.

-40,7% il calo delle importazioni britanniche dai membri Ue tra dicembre 2020 e gennaio 2021. Nello stesso periodo c’è stato un calo pari a 19,3% verso i paesi fuori dall’Ue.

Non è semplice distinguere gli effetti della Brexit da quelli della pandemia.

La valutazione complessiva dell’ufficio britannico di statistica nazionale è stata che le esportazioni di beni del Regno Unito sono diminuite a gennaio 2021 del 19% rispetto al mese precedente, e le importazioni del 22%. Ma a causa della pandemia, è difficile valutare l’impatto della sola Brexit, dato che il Regno Unito è stato costretto a decretare un altro blocco all’inizio di gennaio 2021. Guardare l’andamento dei dati sull’importazione inglese dei beni dall’Ue e dai paesi extra Ue può essere utile per capire che tipo di effetto ha prodotto la Brexit.

I dati rappresentano la serie storica delle importazioni britanniche, espresse in miliardi di sterline, dall’Europa e dai paesi del resto del mondo da gennaio 2019 a febbraio 2021.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Office for national statistics (Ons)
(ultimo aggiornamento: domenica 28 Febbraio 2021)

Infatti dai dati Ons si riscontra come a seguito dell’ufficializzazione della Brexit a febbraio 2020, le importazioni hanno avuto un crollo notevole. In particolar modo quelle che derivano dall’Europa. Infatti, se a febbraio 2020 si contavano ancora 19,1 miliardi £, due mesi dopo tale valore cala sino a 14,2 mld £. Questo mese le importazioni britanniche toccano il record in negativo, infatti solo a gennaio 2021, tale dato si avvicina a quello dell’anno precedente raggiungendo 15,9 mld £. Un trend molto simile è riscontrabile anche con i paesi non membri dell'Ue. Da febbraio 2020 ad aprile 2020, il valore delle importazioni è passato da 16,6 mld £ a 12,7 mld £ a maggio 2020, la cifra più bassa dal 2019.

Valutare l'impatto della Brexit

Come abbiamo appena visto, le analisi dei dati di Ons forniscono una prima fotografia dell'impatto dell'uscita del Regno Unito dall'Ue. Inoltre se paragoniamo i dati sulle importazioni e le esportazioni si nota l'effetto che le nuove regolamentazioni sui controlli alla frontiera entrati in vigore hanno avuto da entrambi i lati.

Le importazioni dall'Ue sono diminuite meno (-28,8%) rispetto alle esportazioni verso il continente (-40,7%) ed è probabilmente dovuto al fatto che la Ue abbia introdotto controlli doganali a partire dal 1° gennaio, a differenza del Regno Unito. È presumibile che questo impatto sarà più duro sulle piccole imprese, rispetto alle multinazionali. Queste sono già strutturate per gestire le esportazioni al di fuori dei confini europei, e quindi a trattare dazi e contratti fuori dal contesto Ue. Infatti i dati di un sondaggio condotto la federazione britannica che difende gli interessi delle piccole e medie imprese non ci dà segnali positivi.

38% dei proprietari di Pmi inglesi sostengono che le esportazioni con l'Europa subiranno una battuta d'arresto a causa degli accordi commerciali sanciti nel post Brexit.

Al contrario, solo il 23% sostiene che il commercio europeo aumenterà per la sua impresa. Tuttavia, gli effetti che la Brexit e la pandemia avranno sul paese oltremanica saranno probabilmente più evidenti e chiari fra qualche anno, anche per quel che riguarda l'imapatto sulle Pmi.

 

 

European data journalism network, i dati nel resto dell'Europa

Openpolis fa parte dell'European data journalism network, una rete di realtà che si occupano di data journalism in tutta Europa. La versione originale di questo articolo è di Alternatives Economiques, una fondazione francese partner di Edjnet. I dati relativi al commercio inglese relativo sia alle importazione e esportazioni con l'Europa e il resto del mondo sono dell' Office for national statistics (Ons).

Photo: Dunk - Flickr

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