Le graduatorie finali dell’indice di produttività parlamentare riassumono al meglio le dinamiche analizzate nel corso degli ultimi anni: dalla disomogenea distribuzione della produttività, allo sbilanciamento del rapporto governo-parlamento, passando per la centralità delle key position.

Scarica le classifiche complete dell’indice di produttività parlamentare

Come sempre, quando vengono stilate delle classifiche, l’intento non è quello di individuare vincitori o vinti, ma quello di fornire uno strumento per meglio intercettare i funzionamenti politici di camera e senato.

La classifica dei gruppi

Come anticipato nel corso della legislatura l’abituale dinamica maggioranza-opposizione è mutata in uno scontro fra il governo e l’opposizione. Una trasformazione che ha avuto delle ripercussioni nette sulle classifiche della produttività. I gruppi di opposizione, quando capaci di svolgere efficientemente il proprio mandato, sono riusciti a ottenere un punteggio elevato.

In cima alla classifica di Montecitorio troviamo tutti gruppi di opposizione

A Montecitorio i 4 gruppi più produttivi sono tutti di opposizione: Lega nord (477,88 punti di media), Si-Sel-Pos (270,15), Movimento 5 stelle (267,52) e Fratelli d’Italia (265,81). Un risultato dovuto, oltre al lavoro svolto dai gruppi in questione, a una caratteristica dell’indice di produttività: ai gruppi di opposizione, a parità di risultato ottenuto, viene dato un punteggio maggiore (il doppio) rispetto ai membri della maggioranza. Se un deputato del Pd riesce a far approvare una sua proposta di legge riceve 40 punti, se lo stesso riesce a fare un membro di Forza Italia (opposizione) il punteggio è di 80. Per una semplice questione numerica è molto più facile far passare un atto per l’esponente di un gruppo che sostiene il governo, e per questo motivo il lavoro dei membri dell’opposizione assume un’altro peso. Se da un lato quindi i gruppi di opposizione tendono a produrre di più, quelli di maggioranza invece hanno risultati relativamente scarsi. Con un governo tuttofare, il raggio di azione dei parlamentari che fanno parte dei gruppi che sostengono la maggioranza è ridotto. Se non si viene nominati relatori di provvedimenti governativi, è molto difficile per deputati e senatori di maggioranza far sentire la propria voce.

Altro elemento da considerare è la consistenza dei gruppi: più sono piccoli, più sarà alta la concentrazione di membri con ruoli chiave di stampo politico (capigruppo in commissione per fare un esempio), più è probabile che il punteggio medio del gruppo sia alto. Escludendo il Movimento 5 stelle, gli altri tre gruppi in cima alla classifica di Montecitorio hanno un numero limitato di membri, e due di essi sono persino sotto la soglia minima di componenti necessari.

I gruppi piccoli hanno un punteggio più alto grazie alla maggiore incidenza dei ruoli chiave

Nonostante sia più forte nei gruppi parlamentari piccoli, il peso dei membri con ruoli chiave è un fattore per tutti. Alla camera il punteggio medio dei gruppi si abbassa del 27,73% se si considerano solo i membri senza key position. È chiaro che la presenza di membri con ruoli chiave è una determinante centrale nella distribuzione della produttività nei vari gruppi. A questo proposito è interessante il caso del Movimento 5 stelle. Per statuto infatti gli incarichi politici del Movimento all'interno del parlamento ruotano ogni 3 mesi, una regola che sfuma di molto il peso delle key position nel rendimento medio del gruppo: senza i parlamentari che al momento hanno uno dei ruoli chiave analizzati (presidente di commissione, vice presidente di commissione, capogruppo di aula e commissione), la media del gruppo si abbassa solo del 6,37%. La produttività all'interno del Movimento 5 stelle, rispetto agli altri gruppi, sembra essere diffusa in maniera più uniforme.

Anche al senato la capacità dei gruppi medio piccoli di ottenere un punteggio più alto è tangibile. Escludendo il Partito democratico, i primi 7 gruppi in classifica hanno una media di 14 membri. Elemento che certifica ancora una volta l'incidenza dei ruoli chiavi nel punteggio che un gruppo riesce a ottenere. Non a caso il Partito democratico, unico gruppo numeroso in cima alla classifica, vede il suo punteggio diminuire del 16,43% quando si escludono i membri con ruoli chiave. Al senato questa percentuale risulta essere elevata, visto che la contrazione media è solo del 5,34%, a differenza di quanto avviene alla camera dove, come visto, è del 27%. Anche in questo ramo, la distribuzione della produttività all'interno del Movimento 5 stelle è particolarmente uniforme, con il punteggio medio dei parlamentari semplici che si discosta solo di 0,51 punti percentuali rispetto a quello del gruppo.

Le classifiche individuali

Il 68% dei primi 25 classificati a Montecitorio ha un ruolo chiave. Dalla capolista Donatella Ferranti (Pd), presidente della commissione giustizia, al presidente della commissione affari costituzionali Mazziotti (20° in classifica, Misto), passando per i vice presidenti Palese (6° in classifica, Fi - commissione bilancio) e Tancredi (14° - Ap, commissione politiche Ue). In totale a Montecitorio sono 8 i parlamentari che hanno superato i 1.000 punti. Tra questi, due non hanno una key position: Marco Causi (3° - Pd) che è stato relatore del decreto Imu e del decreto lavoro, e David Ermini (7° - Pd) relatore sia del decreto carceri che del decreto risarcimento detenuti. In questa speciale classifica troviamo 5 membri della maggioranza, tutti del Partito democratico, e 3 membri dell'opposizione: Gianluca Pini (2° - Lega nord, capogruppo commissione esteri), Massimiliano Fedriga (4° - Lega nord, capogruppo di aula) e il già menzionato Rocco Palese (6° - Forza Italia, vice presidente commissione bilancio).

I più produttivi alla camera - 8 deputati sopra i 1.000 punti

Deputato e punteggioIncarichi o attività principali
1° - Ferrante (Pd) - 1.752,49Pres. Comm. Giustizia
2° - Pini (Ln) - 1.213,38Capogruppo Comm Esteri
3° - Causi (Pd) - 1.157,61Rel. decreto Imu e decreto lavoro
4° - Fedriga (Ln) - 1.082,24Capogruppo Aula
5° - Realacci (Pd) - 1.058,88Pres. Comm. Ambiente
6° - Palese (Fi) - 1.054,24VicePres. Comm. Bilancio
7° - Ermini (Pd) - 1.049,23Rel. decreto carceri e decreto risarcimento detenuti
8° - Fiano (Pd) - 1.007,54Capogruppo Comm. Affari costituzionali

Più che a Montecitorio, a Palazzo Madama il peso delle key position nella classifica individuale della produttività sembra essere un fattore determinante. Il 76% dei primi 25 sono o presidenti-vice presidenti di commissione o capigruppo di aula-commissione. Abbiamo tra questi i presidenti di commissione Marino (8° in classifica, Pd - commissione finanza), Sacconi (16°, Ap - commissione lavoro) e Tonini (21°, Pd - commissione bilancio). Anche qui sono 8 i parlamentari che hanno superato 1.000 punti in 5 anni di legislatura. Tre i senatori "senza incarico": Cucca (4° - Pd) che è stato relatore del processo civile, del ddl codice penale e del decreto migranti, Lai (6° - Pd) relatore dei tre decreti sui terremoti del 2016 e 2017 e Zanoni (7° - Pd) relatrice della stabilità 2016 e 2018.

I più produttivi al senato - 8 senatori sopra i 1.000 punti

Senatore e punteggioIncarichi o attività principali
1° - Pagliari (Pd) - 1.858,44Capogruppo Comm. Affari costituzionali
2° - Santini (Pd) - 1.362,58Capogruppo Comm bilancio
3° - Casson (Art.1-Mdp) - 1.160,17Vice Pres. Comm. giustizia
4° - Cucca (Pd) - 1.134,66Rel. decreto processo civile, ddl codice penale e decreto migranti
5° - Compagna (Fl) - 1.118Capogruppo Comm. Esteri
6° - Lai (Pd) - 1.086,13Rel. 3 decreti terremoti 2016-2017
7° - Zanoni (Pd) - 1.023,77Rel. decreto salva Roma, stabilità 2016 e 2018
8° - Marino (Pd) - 1.017,42Pres. Comm. Finanza

 

Foto credit: da Wikimedia di Vlad Lesnov - Licenza

 

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