Riallocati oltre 13 miliardi di fondi Pnrr

L'elenco delle misure modificate in seguito alle ultime revisioni del piano

L’ultima revisione del Pnrr ha inciso in modo ampio sulla struttura del Piano, coinvolgendo 173 misure complessive tra riforme e investimenti. Non tutte le modifiche hanno però avuto lo stesso peso. La relazione individua 52 misure oggetto di modifiche sostanziali. In questi casi il governo ha ritenuto necessario intervenire su obiettivi, tempistiche o risorse, alla luce di circostanze oggettive emerse durante l’attuazione. Tra le principali motivazioni vengono richiamati l’aumento dei costi, i ritardi nelle forniture, la complessità di alcuni iter autorizzativi e, più in generale, la difficoltà di completare determinati interventi entro la scadenza del 2026. Le modifiche sostanziali hanno quindi avuto la funzione di rendere realizzabili misure che, nella configurazione originaria, presentavano rischi elevati di mancato completamento. In 83 casi si è trattato esclusivamente di semplificazioni formali, mirate a rendere più chiara la descrizione delle misure, a ridurre il numero di obiettivi o a specificare meglio gli elementi probatori richiesti dalla Commissione europea, senza alterare contenuti, dotazioni finanziarie o finalità degli interventi. Dal punto di vista finanziario, queste scelte si sono tradotte in una rimodulazione complessiva di 13,4 miliardi di euro, riallocati all’interno del Piano. Le risorse sono state spostate soprattutto verso ambiti ritenuti più maturi o con maggiore capacità di assorbimento, come le infrastrutture, il sostegno alle imprese, la connettività digitale, il settore idrico, l’agricoltura e il diritto allo studio universitario. In altri casi, invece, la dotazione di alcune misure è stata ridotta per tenere conto di una domanda inferiore alle attese o di difficoltà strutturali nella realizzazione degli interventi. Un elemento ricorrente nelle modifiche sostanziali è il ricorso crescente agli strumenti finanziari, come facility e fondi rotativi, che consentono di rispettare le scadenze del Pnrr assumendo impegni giuridicamente vincolanti entro il 2026, pur permettendo la realizzazione degli investimenti anche oltre tale data. Questa scelta, incoraggiata dalla Commissione europea, è stata applicata a diverse misure nei settori dell’energia, delle infrastrutture idriche, dell’agroalimentare, dell’housing universitario e del sostegno agli investimenti privati.

Le rimodulazioni finanziarie sono giustificate da ridimensionamento obiettivi o alternative migliori. Nei casi in cui vi è stato un accorpamento di misure e una riduzione netta delle risorse attribuite, è stato fatto riferimento alla rimodulazione della misura risultante dall’accorpamento.

FONTE: elaborazione Openpolis su dati governo
(ultimo aggiornamento: lunedì 22 Dicembre 2025)

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