L’aumento dei fondi per le imprese si è concentrato soprattutto sulle regioni meno sviluppate

Confronto tra l'ammontare dei fondi Ue in categorie relative alle imprese al 31/1/2020 e quello al 15/1/2021

La reazione dei paesi, misurabile con i fondi Ue, è stata diversa tra emergenza sanitaria e crisi economica. Al contrario di quanto successo per l’allocazione dei fondi sanitari, in questo caso sono state incentivate soprattutto le regioni meno avanzate. Il motivo va probabilmente ricondotto alla differenza tra gli effetti immediati della crisi sanitaria e quelli della crisi economica. La prima ha colpito da subito soprattutto le regioni sviluppate, con un minor coinvolgimento iniziale dei territori svantaggiati. Ma questi non sono rimasti indenni dalle conseguenze economiche: le regioni meno sviluppate, spesso fortemente legate al sistema produttivo di quelle avanzate, hanno visto comunque rallentare la propria economia. Con il rischio di un ulteriore allargamento dei divari interni ai paesi.

Questo convincimento è stato probabilmente alla base delle scelte dei decisori nella riallocazione dei fondi europei in materia di economia e imprese. L’Italia non fa eccezione: restano sostanzialmente stabili gli stanziamenti per le regioni sviluppate (variazione inferiore all’1%) e aumentano sensibilmente per quelle in transizione (+4,3%). Mentre per quelle meno sviluppate i fondi con categorie relative alle imprese crescono quasi del 27%.

Sono stati presi in considerazione gli spostamenti di fondi negli interventi identificati dalle seguenti categorie:

  • 001 Investimenti produttivi generici nelle piccole e medie imprese (“Pmi”);
  • 002 Processi di ricerca e innovazione nelle grandi imprese;
  • 003 Investimenti produttivi nelle grandi imprese collegati a un’economia a basse emissioni di carbonio;
  • 004 Investimenti produttivi collegati alla cooperazione tra grandi imprese e Pmi per sviluppare prodotti e servizi nell’ambito delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (“Tic”, Ict in inglese) e del commercio elettronico e per stimolare la domanda di Tic;
  • 056 Investimenti in infrastrutture, capacità e attrezzature nelle Pmi direttamente collegati alle attività di ricerca e innovazione;
  • 057 Investimenti in infrastrutture, capacità e attrezzature nelle grandi imprese direttamente collegati alle attività di ricerca e innovazione;
  • 062 Trasferimento di tecnologie e cooperazione tra università e imprese, principalmente a vantaggio delle Pmi;
  • 063 Sostegno ai cluster e alle reti di imprese, principalmente a vantaggio delle Pmi;
  • 064 Processi di ricerca e innovazione nelle Pmi (compresi i sistemi di buoni, il processo, la progettazione, il servizio e l’innovazione sociale);
  • 065 Infrastrutture di ricerca e di innovazione, processi, trasferimento di tecnologie e cooperazione nelle imprese incentrati sull’economia a basse emissioni di carbonio e sulla resilienza ai cambiamenti climatici;
  • 066 Servizi avanzati di sostegno alle Pmi e a gruppi di Pmi (compresi i servizi di gestione, marketing e progettazione);
  • 067 Sviluppo dell’attività delle Pmi, sostegno all’imprenditorialità e all’incubazione (compreso il sostegno a spin off e spin out);
  • 068 Efficienza energetica e progetti dimostrativi nelle Pmi e misure di sostegno;
  • 069 Sostegno ai processi di produzione rispettosi dell’ambiente e all’efficienza delle risorse nelle Pmi;
  • 070 Promozione dell’efficienza energetica nelle grandi imprese;
  • 071 Sviluppo e promozione di imprese specializzate nella fornitura di servizi che contribuiscono all’economia a basse emissioni di carbonio e alla resilienza ai cambiamenti climatici (compreso il sostegno a tali servizi);
  • 072 Infrastrutture commerciali per le Pmi (compresi i parchi e i siti industriali);
  • 073 Sostegno alle imprese sociali (Pmi);
  • 074 Sviluppo e promozione dei beni turistici nelle Pmi;
  • 075 Sviluppo e promozione dei servizi turistici nelle o per le Pmi;
  • 076 Sviluppo e promozione dei beni culturali e creativi nelle Pmi;
  • 077 Sviluppo e promozione dei servizi culturali e creativi nelle o per le Pmi;
  • 104 Lavoro autonomo, imprenditorialità e creazione di imprese, comprese le micro, piccole e medie imprese creative;
  • 106 Adattamento al cambiamento da parte di lavoratori, imprese e imprenditori.

Le riallocazioni in diminuzione riguardano generalmente spostamenti interni tra azioni relative alle imprese. Una parte significativa dei ricollocamenti poteva essere effettuata senza la necessità di uno spostamento formale nei programmi, e quindi non emerge nei dati presentati.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Commissione europea
(ultimo aggiornamento: venerdì 15 Gennaio 2021)

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