In Friuli e Trentino oltre 50 utenti dei centri di aggregazione ogni 1.000 minori residenti

Numero di utenti dei centri di aggregazione rispetto alla popolazione residente 0-17 anni (2018)

Le regioni dell’Italia nord-orientale, e in particolare Friuli-Venezia Giulia (77,6), Trentino-Alto Adige (54,9) e Emilia-Romagna (23,8) si trovano ai primi posti nel rapporto tra utenti dei centri di aggregazione e minori residenti. Segue la Sardegna (18,8), il cui dato è quasi doppio rispetto all’altra isola (in Sicilia sono 9,6 gli utenti ogni 1.000 bambini e ragazzi residenti). Anche Liguria (15,5), Umbria (14), Marche (12,9) e Lombardia (12) si collocano al di sopra della media nazionale. Con l’esclusione della Valle d’Aosta, le ultime regioni per numero di utenti dei centri di aggregazione rispetto ai residenti sotto i 18 anni appartengono tutte al mezzogiorno continentale. In particolare Puglia (3,3), Basilicata (2,9), Molise (2,3), Calabria (2,1) e Campania (1,1).

I centri di aggregazione / sociali, da glossario Istat, sono definiti come luoghi “nei quali promuovere e coordinare attività ludico-ricreative, sociali, educative, culturali e sportive, per un corretto utilizzo del tempo libero. Per utenti si intende il numero di persone che hanno beneficiato del servizio durante l’anno”.

Nei dataset Istat, i dati sui centri di aggregazione riguardano due aree tematiche: “famiglia e minori” e “anziani”. Ai fini dell’analisi sono stati isolati solo gli utenti relativi all’area “famiglia e minori” e messi in relazione con il numero di residenti 0-17 in ciascun territorio.

FONTE: elaborazione openpolis - Con i Bambini su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

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