Il declino dell’aiuto pubblico allo sviluppo italiano

Il dati preliminari Ocse per il 2019 confermano il calo dei fondi italiani destinati alla cooperazione in rapporto alla ricchezza nazionale.

I dati preliminari dell’Ocse confermano come l’aiuto pubblico allo sviluppo del nostro paese continui a scendere dopo un quinquennio (2012-2017) in cui, seppur tra molte criticità, i fondi per la cooperazione erano costantemente aumentati. Dallo 0,30% aps/rnl nel 2017 infatti siamo passati prima allo 0,25% del 2018 e poi allo 0,24% del 2019. Ad oggi dunque, anche alla luce dell’emergenza prima sanitaria e poi economica legata al coronavirus, sembra improbabile che l’Italia raggiunga l’obiettivo intermedio dello 0,30% aps/rnl nel 2020. Così come appare sempre più difficilmente raggiungibile l’obiettivo dello 0,7% entro il 2030.

Il dato riferito al nostro paese inoltre appare più alto rispetto ad alcune previsioni di tendenza e al momento permangono molti dubbi sulla sua affidabilità. Nei documenti ufficiali dell’Ocse infatti è inserita una nota che indica, solo per l’Italia, come i dati siano frutto di una stima realizzata dal segretariato dell’Ocse. Trattandosi di dati preliminari sarà quindi necessario verificarne l’evoluzione nel corso dei successivi aggiornamenti.

Ogni anno ad aprile l’Ocse rilascia i dati preliminari su fondi stanziati in aps dai paesi Dac. Tra questi il rapporto tra aiuto pubblico allo sviluppo e reddito nazionale lordo (aps/rnl) che misura il contributo di ciascun paese nel settore della cooperazione in rapporto alla ricchezza nazionale.

Per il secondo anno l’Ocse ha rilasciato i dati con una nuova metodologia il “grant equivalent method”. Per gli anni 2018 e 2019 dunque i dati si riferiscono a questa metodologia mentre per gli anni successivi è utilizzata la precedente (Net disbursements).

FONTE: Ocse
(ultimo aggiornamento: giovedì 16 Aprile 2020)

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