Le uscite delle amministrazioni locali per le reti e altri servizi di pubblica utilità Bilanci dei comuni

I comuni possono supportare numerose attività che incidono in modo positivo sulla vita della comunità. Le uscite relative sono iscritte a bilancio.

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Sono numerose le attività che possono portare un beneficio concreto per la comunità, dalle farmacie alla connessione internet. Anche i comuni possono contribuire a sostenerle, per questo motivo c’è una voce nei bilanci che ne raggruppa le uscite.

Ad esempio, uno dei servizi gestiti dai comuni è quello delle farmacie pubbliche, introdotte nella legislazione italiana con il regio decreto 2578/1925. Sono un servizio essenziale per permettere il pieno godimento del diritto alla salute.

Una stima di quanti italiani assumono dei farmaci si può ritrovare nell’indagine multiscopo di Istat, in cui si chiede se si è fatto ricorso a prodotti farmaceutici due giorni prima della rilevazione.

Il dato è parte dell’indagine multiscopo sugli aspetti di vita quotidiana. Questa rilevazione campionaria rileva le informazioni generali degli individui e delle famiglie su aree tematiche legate a differenti questioni sociali.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: venerdì 24 Giugno 2022)

Tra le regioni italiane, quella in cui più persone dichiarano di assumere farmaci è la Liguria (47 persone ogni 100 con le stesse caratteristiche). Seguono Umbria (42,8), Lombardia (42,8) e Piemonte (42,1). Al contrario, i valori più bassi sono riportati in Basilicata (36,2), Campania (35,1) e Provincia Autonoma di Bolzano (31,9). Tendenzialmente, il consumo di prodotti farmaceutici risulta essere maggiore nel centro-nord.

Quello delle farmacie è soltanto uno dei servizi di pubblica utilità che i comuni possono supportare. Una serie di questi sono raggruppati in una specifica voce di bilancio.

Le spese per reti e altri servizi di pubblica utilità

Questa voce è inserita all'interno della missione dedicata allo sviluppo economico e competitività. Oltre al monitoraggio delle farmacie, sono incluse numerose altre attività. Sono compresi interventi di vigilanza e controllo su alcune filiere della produzione di beni di origine animale, come ad esempio le centrali del latte e i mattatoi.

Sono presenti anche le spese per lo sviluppo della banda larga, per lo sportello unico per le attività produttive e gli oneri legati alle affissioni e alle pubblicità.

I dati mostrano la spesa per cassa per reti e altri servizi di pubblica utilità. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con più di 200mila abitanti non sono disponibili i dati di Catania perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2020.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Giugno 2022)

Trieste è la grande città che spende di più per le reti e altri servizi di pubblica utilità, con una somma pari a 16,23 euro pro capite. Circa il triplo rispetto alla seconda in classifica (Roma, 5,39). Sono cinque i comuni che invece riportano uscite inferiori all'euro pro capite: Bari (0,53), Messina (0,23), Bologna (0,19), Palermo (0,12) e Napoli (0,10).

Il valore triestino è il triplo anche della media nazionale, pari a 5,61 euro pro capite. I comuni che in media riportano uscite maggiori sono quelli altoatesini (45,81), quelli toscani (16,69) e quelli campani (10,45). Invece, le amministrazioni che spendono di meno sono quelle del Veneto (1,62), della Valle d'Aosta (1,32) e del Molise (1,28).

Dal momento che nella provincia autonoma di Bolzano si registrano i valori più ampi, approfondiamo questa situazione nel dettaglio.

I dati mostrano la spesa per cassa per reti e altri servizi di pubblica utilità. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Il dato non è disponibile per i comuni che non compaiono nella mappa/per i comuni in grigio.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Giugno 2022)

Nella provincia autonoma di Bolzano, 56 su 117 comuni superano per valore delle uscite la media nazionale per questa voce. In particolare, spendono di più i comuni di Martello (651,70 euro pro capite), Senale-San Felice (561,46) e Rio di Pusteria (331,22). L'amministrazione capoluogo riporta un'uscita pari a 75,68 euro pro capite. Sono invece 19 i comuni che non registrano spese.

I dati mostrano la spesa per cassa per reti e altri servizi di pubblica utilità. Spese maggiori o minori non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della materia. Da notare che spesso i comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa.

FONTE: openbilanci - consuntivi 2020
(ultimo aggiornamento: giovedì 23 Giugno 2022)

Il comune italiano che riporta le uscite maggiori per questa voce di spesa è Calvanico, in provincia di Salerno, con 1.620,10 euro pro capite. Seguono Santomenna (Salerno, 897,93), Ortona dei Marsi (L'Aquila, 757,74) e Cicerale (Salerno, 737,33).

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I contenuti di questa rubrica sono realizzati a partire da openbilanci, la nostra piattaforma online sui bilanci comunali. Ogni anno i comuni inviano i propri bilanci alla Ragioneria Generale dello Stato, che mette a disposizione i dati nella Banca dati amministrazioni pubbliche (Bdap). Noi estraiamo i dati, li elaboriamo e li rendiamo disponibili sulla piattaforma. I dati possono essere liberamente navigati, scaricati e utilizzati per analisi, finalizzate al data journalism o alla consultazione. Attraverso openbilanci svolgiamo un'attività di monitoraggio civico dei dati, con l'obiettivo di verificare anche il lavoro di redazione dei bilanci da parte delle amministrazioni. Lo scopo è aumentare la conoscenza sulla gestione delle risorse pubbliche.

Foto: Árpád Czapp - licenza

 

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