La digitalizzazione dei servizi comunali Innovazione

Internet e i device digitali sono sempre più presenti nelle vite dei cittadini. Per tale motivo è utile che le amministrazioni locali offrano i propri servizi anche online. Così facendo ci sarebbe un risparmio di tempo e non si verrebbero a creare code e assembramenti davanti agli uffici.

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Nel 2013 viene introdotta l’agenda digitale italiana con l’ottica di digitalizzare la pubblica amministrazione, spostando online alcuni servizi.

Di anno in anno, internet è uno strumento sempre più utilizzato dai cittadini nella loro quotidianità. Da una ricerca Istat, nel 2019 quasi 39 milioni di persone dai 6 anni in su hanno navigato almeno una volta in rete nell’arco di tre mesi, 812 mila in più rispetto all’anno precedente.

Chi utilizza internet lo può fare per diversi motivi: per lavorare, per motivi di svago o per accedere a determinati servizi, anche pubblici. Tra questi, quelli offerti dalle amministrazioni locali, che forniscono sia informazioni utili ai cittadini, sia prestazioni vere e proprie, come per esempio la possibilità di prenotare un appuntamento per il rinnovo della carta d’identità. In tal senso, offrire ai cittadini molte delle operazioni amministrative online è un valore aggiunto sia per il comune e gli uffici interessati, sia per i cittadini. Perché permette da un lato, di ridurre il tempo per effettuare una richiesta che altrimenti avverrebbe di persona, dall’altro di evitare che si vengano a formare le code e assembramenti agli sportelli. Un vantaggio non da poco, visto anche quanto richiesto dalle norme anti Covid. In secondo luogo, l’offerta di tutti i servizi digitali consentirebbe al nostro paese un adeguamento agli standard europei e un passo avanti nel processo di transizione digitale.

I servizi digitali in Italia

Una maggiore digitalizzazione delle amministrazioni locali sarebbe dunque un’ottima opportunità, sia per le amministrazioni che per i cittadini, di risparmiare tempo e code. Tuttavia, la disponibilità di molte prestazioni online non è diffusa in maniera uniforme tra i capoluoghi italiani.

Per ciascun servizio erogato dall’amministrazione tramite internet (direttamente sul proprio sito o tramite siti esterni il cui link è presente nel sito web) è indicato se viene offerto via internet o no secondo 6 livelli di fruizione:

  • livello 1 – visualizzazione e/o acquisizione di informazioni;
  • livello 2 – acquisizione (download) di modulistica;
  • livello 3 – inoltro on line della modulistica per l’attivazione del servizio;
  • livello 4 – avvio e conclusione per via telematica dell’intero iter relativo al servizio richiesto;
  • livello 5 – il servizio non è disponibile sul sito;
  • livello 6 – il servizio non è nelle competenze dell’Ente.

Nella nostra indagine abbiamo considerato solo il livello 4, ossia quando i servizi sono interamente online dall’inizio alla fine dell’iter.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

In particolare, non è omogenea la presenza di servizi che possono essere eseguiti dall'inizio alla fine interamente online. Infatti, i comuni capoluogo italiani offrono in media solo 6 servizi completamente online, per i quali è possibile svolgere tutte le fasi dell'iter amministrativo digitalmente. Tuttavia, su 109 comuni capoluogo, 23 non hanno predisposto neppure un servizio online di livello 4. Tra questi Alessandria, Imperia, Belluno, Rovigo, Pistoia, Firenze, Ascoli Piceno e L'Aquila.

Salerno è l'unico comune capoluogo a offrire solo servizi interamente online in tutto l'iter dell'operazione.

Oltre ai comuni senza servizi completamente online, ve ne sono altri 35 al di sotto della media, tra cui sono presenti Asti (1 servizio con iter tutto digitale), Bergamo (1), Ancona (2), Fermo (2), Lodi (3), Grosseto (3), Forlì (4), Viterbo (4), Avellino (5) e Catanzaro (5).

Tra quelli più virtuosi, invece, ci sono Salerno (35 servizi con iter completamente online), Cremona (20), Padova (20) e Ferrara (20).

Nel complesso, il 63% dei comuni capoluogo conta un numero di operazioni eseguibili completamente online inferiore alla media italiana pari a 6 servizi. Solo il 37%, invece, ha un valore superiore alla media.

Oltre a queste differenze, vi è anche una disomogeneità nell'offerta dei servizi online di cui un'amministrazione può dotarsi.

I settori comunali online

Le proposte digitali che i comuni possono offrire sono variegate e coinvolgono diversi settori. Dalla cultura, con i servizi che permettono di prenotare guide ed eventi, ai rifiuti, con l'accesso a informazioni relative alla raccolta differenziata o il servizio di pagamento online della tassa sui rifiuti.

Il dato fa riferimento alla somma totale dei servizi comunali offerti online o tramite un’applicazione per smatphone o tablet nei comuni capoluogo italiani. Ogni comune può offrire il servizio per tutti i settori considerati o anche per nessuno di questi.

FONTE: elaborazione openpolis su dati Istat
(ultimo aggiornamento: lunedì 31 Dicembre 2018)

39,4% i capoluoghi di provincia con più di 4 servizi online o un'app apposita nel 2018.

In Italia, 54 comuni capoluogo hanno reso disponibile un'app o un sito internet per i servizi che riguardano cultura, turismo e sport. Tra questi ci sono per esempio Avellino, Brescia, Como, Napoli e Torino.

Gli strumenti digitali meno diffusi sono invece quelli che riguardano il settore dedicato ai giovani. Infatti solo 19 comuni hanno questa disponibilità, tra cui Cremona, Enna, Lecce, Novara e Torino.

21% i comuni capoluogo che non offrono alcun servizio online o un'app degli 8 settori considerati.

Tra i comuni più virtuosi ci sono Vercelli, Pavia, Verona, Pordenone, Udine, Reggio nell'Emilia, Bologna, Foggia e Bari, dove per tutti gli ambiti analizzati esiste una piattaforma online o un'app. Al contrario, 23 comuni capoluogo non hanno questa possibilità per nessun settore. Si tratta di Nuoro, Catania, Agrigento, Trapani, Vibo Valentia e Brindisi.

Photo credit: Daria Nepriakhina - Unsplash

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