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	<title>Povertà educativa Archivi - Openpolis</title>
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	<lastBuildDate>Tue, 07 Jul 2026 08:26:21 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Quanti sono i giovani che non studiano e non lavorano in Italia?</title>
		<link>https://www.openpolis.it/quanti-sono-i-giovani-che-non-studiano-e-non-lavorano-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jul 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307181</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia il 13% dei giovani fa parte dei cosiddetti Neet, un dato superiore alla media europea. L’analisi città per città, con un focus sui due casi estremi di Catania e Bologna. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanti-sono-i-giovani-che-non-studiano-e-non-lavorano-in-italia/">Quanti sono i giovani che non studiano e non lavorano in Italia?</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Nel 2025 il 13,3% dei giovani tra 15 e 29 anni nel nostro paese si è trovato in condizione di Neet (dall&#8217;inglese, <em>not in education, employment or training</em>, persone senza lavoro, che non studiano e non sono in formazione). Nonostante si tratti di un dato in calo rispetto all&#8217;anno precedente, risulta essere ancora uno dei più alti del continente.</p>



<p>Il fenomeno dei Neet – giovani che non studiano, non lavorano e non sono inseriti in percorsi di formazione – <strong>non può essere letto soltanto come una condizione individuale, ma va compreso anche nella sua dimensione sociale</strong>. Il 15 luglio ricorre la <a href="http://www.un.org/en/events/youthskillsday/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata mondiale delle competenze giovanili</a> e la presenza di una quota non marginale di giovani inattivi rappresenta senza dubbio una delle principali forme di <strong>dispersione del potenziale delle nuove generazioni</strong>. In altre parole, della risorsa più preziosa per una società.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La situazione in Italia e in Ue</h3>



<p>Come ogni anno, Eurostat ha rilasciato i dati armonizzati a livello europeo sulla situazione riguardo a questo fenomeno. <strong>Nel 2025, i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano rappresentano complessivamente l&#8217;11% della popolazione giovanile dell&#8217;Unione.</strong> In questo scenario, l&#8217;Italia continua a registrare una delle incidenze più elevate, nonostante sia in costante calo dal 2020.</p>


<div id="i-giovani-neet-in-italia-sono-il-133-a-fronte-di-una-media-ue-dell11" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




        <section class="numberquote">
							<p><span class="number">13,3% </span>italiani di età compresa tra 15 e 29 anni che nel 2025 non studiano né lavorano.</p>
			        </section>
		


<p><strong>Il paese è infatti il quarto in Europa</strong>, dietro solo a Romania (19,2%), Bulgaria (13,8%) e Grecia (13,6%). Gli stati che invece registrano i valori minori sono Paesi Bassi (5,3%), Svezia (5,9%) e Slovenia (7,6%).</p>



<p>Ci sono numerosi fattori che hanno un impatto sul fenomeno. Per esempio, <strong>maggiore è il grado di istruzione e minore è l&#8217;incidenza di Neet</strong>: in Europa, nel 2025, i giovani tra 15 e 29 anni con al massimo la licenza media che non studiano e non lavoravano sono il 12,8%, dato che scende all&#8217;11% per chi ha un titolo di scuola secondaria superiore e all&#8217;8% per chi è in possesso di una laurea.</p>



<p>Incide anche il grado di urbanizzazione, seppur con delle diversità tra i paesi europei. In generale, le aree rurali sono quelle in cui i Neet risultano più presenti, con una percentuale nel 2025 pari a 12,2%. Seguono le periferie e le città di medie dimensioni (11%) e le città più grandi (10,3%). Questa è una dinamica che caratterizza la maggior parte dei paesi europei. <strong>In Italia invece accade l&#8217;opposto: a riportare i valori più alti sono proprio i centri urbani più ampi (14,2%) a cui seguono le zone rurali (12,9%) e quelle periferiche (12,8%).</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;incidenza dei Neet nelle città italiane</h3>



<p>Come abbiamo avuto modo di approfondire nel rapporto <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/report_2025_giovani_e_periferie_HD.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovani e periferie</a>, la <strong>situazione varia molto tra le città italiane</strong> e la quota di Neet tende a essere più alta nelle realtà dove la condizione sociale di partenza è più difficile e dove anche il percorso scolastico risulta più critico.</p>



<p>I comuni capoluogo di città metropolitana con più giovani che non studiano e non lavorano, in base ai dati raccolti nell&#8217;ambito del censimento 2021, sono <strong>Catania</strong> (35,4%), <strong>Palermo</strong> (32,4%) e <strong>Napoli</strong> (29,7%). A quota 20% circa, tra le altre, le due città italiane più popolose, Roma e Milano. La quota scende sotto il 18% a Genova, Firenze e Bologna. </p>


<div id="a-catania-i-neet-sono-il-354-della-popolazione-tra-15-e-29-anni" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Catania, Palermo e Napoli i 3 capoluoghi metropolitani con la più alta quota di giovani Neet</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/catania-palermo-e-napoli-i-3-capoluoghi-metropolitani-con-la-piu-alta-quota-di-giovani-neet/">Rapporto tra i residenti di 15-29 anni che non studiano e non lavorano e la popolazione residente totale nella stessa classe di età (2021)</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(ultimo aggiornamento: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
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<p>Bologna è il comune capoluogo di città metropolitana con meno Neet. </p>



<p>Si tratta di dati che aprono a due considerazioni, che approfondiamo nel corso dell&#8217;articolo. In primo luogo, <strong>per grandi città come quelle metropolitane il dato medio non necessariamente è omogeneo sull&#8217;intero territorio comunale</strong>, anzi. In secondo luogo, è importante comprendere come &#8211; anche a livello locale &#8211; il <strong>problema dei Neet sia strettamente connesso a una questione educativa più ampia</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La relazione con l&#8217;abbandono precoce della scuola nelle periferie</h3>



<p>Anche all&#8217;interno di una stessa città perciò la situazione non è omogenea. Si prenda il caso di <strong>Catania</strong>, prima per incidenza dei Neet (35,4%). Nel capoluogo siciliano, la quota supera il 40% nel 1° Municipio e nel 6° Municipio; mentre è su livelli molto inferiori nel terzo (22%). Lo stesso vale per <strong>Bologna</strong>: a fronte del 17,3% medio, il fenomeno incide ancora meno in alcune aree subcomunali, come Siepelunga (11,3%), La Dozza (10,9%) e Scandellara (5,6%), mentre è più diffuso in aree come Ex Mercato Ortofrutticolo (47,2%), Caab (39,8%) e Pilastro (29,6%).</p>



<p>Ancora più interessante è osservare come anche in ambito urbano il fenomeno sia <strong>strettamente legato alla questione degli abbandoni scolastici precoci</strong>. Nei quartieri delle città dove più ragazzi hanno lasciato la scuola prima del diploma o di una qualifica, tendenzialmente anche la quota di giovani Neet è più alta, e viceversa. Le aree subcomunali con meno abbandoni precoci coincidono generalmente con quelle dove il fenomeno dei Neet è meno grave.</p>


<div id="nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet/">Nei quartieri con più abbandono scolastico è più frequente il problema dei giovani Neet</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-quartieri-con-piu-abbandono-scolastico-e-piu-frequente-il-problema-dei-giovani-neet/">Confronto tra le uscite precoci dal sistema di istruzione e l&#8217;incidenza di giovani che non studiano e non lavorano nelle aree subcomunali delle città metropolitane</a></h3>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-307201"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<p>Una relazione perfettamente comprensibile alla luce del fatto che<strong> un giovane che lascia la scuola prima di aver completato gli studi, oltre a non proseguire nel percorso di istruzione, potrebbe avere anche più difficoltà nell&#8217;accesso al lavoro</strong>. Basti pensare che meno della metà dei 18-24enni che hanno abbandonato precocemente gli studi è occupato (47,2%), come ricostruito alla fine dell&#8217;anno scorso nel <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Report-Livelli-di-istruzione-e-ritorni-occupazionali-Anno-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto di Istat dedicato ai ritorni occupazionali dell&#8217;istruzione</a>. Una quota che, sebbene cresciuta negli ultimi anni, resta inferiore al 50%. E che comunque considera tutti gli occupati, a prescindere da reddito, tutele e posizione lavorativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La relazione tra Neet e abbandoni scolastici in 2 città</h3>



<p>Abbiamo approfondito questo legame nelle due città agli estremi della distribuzione: Catania e Bologna. Perché <strong>la correlazione tra alti abbandoni e presenza di giovani Neet non riguarda solo le grandi città del sud</strong>. Anche in città dove il fenomeno è mediamente meno frequente, come quelle del centro-nord, possono esservi aree urbane più colpite. </p>



<p>Quartieri spesso periferici, con più disagio sociale della media, dove l&#8217;abbandono precoce della scuola e la presenza di giovani che non studiano e non lavorano incide maggiormente.</p>



<p>A <strong>Catania</strong>, se si confrontano i 6 municipi in cui è ripartita la città, si vede come i due fenomeni &#8211; abbandoni e Neet &#8211; riguardino le stesse aree. In particolare<strong> il primo e sesto municipio, dove l&#8217;incidenza dei giovani che non studiano e non lavorano supera il 40%</strong>. Si tratta anche delle due ripartizioni comunali con più uscite precoci dal sistema di istruzione. Oltre un terzo dei giovani di queste aree hanno lasciato la scuola prima del diploma o di una qualifica.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/">In quali zone di Catania incidono di più i fenomeni dei Neet e degli abbandoni scolastici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-catania-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/">Confronto tra le uscite precoci dal sistema di istruzione e l&#8217;incidenza di giovani che non studiano e non lavorano nelle aree subcomunali di Catania</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
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                            <p><label for="embed-chart-307212"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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<div id="a-bologna-le-10-zone-con-piu-giovani-neet-in-8-casi-sono-anche-quelle-con-piu-abbandoni-scolastici-precoci" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>A <strong>Bologna</strong>, dove la disaggregazione dei dati rilasciati da Istat per la commissione periferie consente di arrivare fino alle 90 aree statistiche in cui è ripartita la città,<strong> emerge in modo simile</strong>.</p>



<p>Le 10 zone subcomunali con più giovani Neet in 8 casi sono anche quelle con più abbandoni scolastici precoci.</p>


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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/">In quali zone di Bologna incidono di più i fenomeni dei Neet e degli abbandoni scolastici</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-quali-zone-di-bologna-incidono-di-piu-i-fenomeni-dei-neet-e-degli-abbandoni-scolastici/">Confronto tra le uscite precoci dal sistema di istruzione e l&#8217;incidenza di giovani che non studiano e non lavorano nelle aree subcomunali di Bologna</a></h3>
                                    </div>
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                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            </div>

			


<p>A testimoniare come anche a Bologna, città dove il fenomeno è certamente meno diffuso (il caso più virtuoso tra le 14 città metropolitane rilevate),<strong> la questione educativa e quella delle prospettive dei più giovani siano fortemente collegate</strong>. E riguardi quartieri specifici delle città, in cui i diversi fattori di disagio possono sovrapporsi e rafforzarsi a vicenda. </p>



<h3 class="wp-block-heading">Le prospettive dei più giovani, una questione sociale ed educativa</h3>



<p>È&nbsp;a un livello così disaggregato che è più facile individuare la cosiddetta &#8220;trappola della povertà educativa&#8221;. <strong>I quartieri delle città con più famiglie in disagio sono spesso quelli con più abbandoni scolastici</strong>. E, quasi di conseguenza, quelli con <strong>più giovani che finiscono fuori da qualsiasi percorso di studio o di lavoro</strong> e dove perciò le <strong>prospettive di ragazze e ragazzi diventano più incerte</strong>. </p>



<p>In assenza di un intervento sociale ed educativo forte, il rischio è che le disuguaglianze finiscano per trasmettersi da una generazione all’altra. Spezzare questo circolo vizioso significa quindi <strong>intervenire non solo sulla condizione giovanile</strong>, ma anche, più in generale, sulla <strong>riduzione dei divari all’interno delle città</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica e condividi i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, città per città</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/bari.xls" target="_blank" rel="noopener">Bari</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/bologna.xls" target="_blank" rel="noopener">Bologna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/cagliari.xls" target="_blank" rel="noopener">Cagliari</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/catania.xls" target="_blank" rel="noopener">Catania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/firenze.xls" target="_blank" rel="noopener">Firenze</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/genova.xls" target="_blank" rel="noopener">Genova</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/messina.xls" target="_blank" rel="noopener">Messina</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/milano.xls" target="_blank" rel="noopener">Milano</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/napoli.xls" target="_blank" rel="noopener">Napoli</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/palermo.xls" target="_blank" rel="noopener">Palermo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/reggio_calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Reggio Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/roma.xls" target="_blank" rel="noopener">Roma</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/torino.xls" target="_blank" rel="noopener">Torino</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2021_neet_citta/venezia.xls" target="_blank" rel="noopener">Venezia</a>.</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>



<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-gruppo-di-persone-sedute-sui-gradini-di-un-edificio-u_Jg3Wv7h4M">Limbo Hu</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" type="link" id="https://unsplash.com/it/licenza">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/quanti-sono-i-giovani-che-non-studiano-e-non-lavorano-in-italia/">Quanti sono i giovani che non studiano e non lavorano in Italia?</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché nelle periferie il tempo pieno nelle scuole è importante</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-questione-educativa-nelle-periferie/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:37:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306902</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nelle aree periferiche urbane le scuole aperte di pomeriggio contrastano il disagio giovanile e rafforzano il supporto ai giovani. Un’analisi, quartiere per quartiere, di alcune delle principali città italiane. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-questione-educativa-nelle-periferie/">Perché nelle periferie il tempo pieno nelle scuole è importante</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il prossimo 24 giugno si celebrerà la Giornata nazionale delle periferie urbane, istituita con <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/11/18/24G00186/SG" target="_blank" rel="noreferrer noopener">legge dello stato alla fine del 2024</a>. L’obiettivo della ricorrenza è <strong>riportare l’attenzione sulle condizioni di inclusione sociale, vivibilità e sicurezza delle aree periferiche</strong> attraverso iniziative di rigenerazione urbana, riqualificazione e partecipazione facendo leva su stato, enti locali, soggetti della comunità educante e scuole.</p>


        <section class="pullquote">
            <div class="quote">
									<p>Nella Giornata nazionale, lo Stato, le regioni, le province,  le citta&#8217; metropolitane e  i  comuni  possono  promuovere  e  sostenere (&#8230;) anche in coordinamento con le associazioni degli enti locali, con gli  enti previsti dall&#8217;articolo 4 del codice del  Terzo  settore,  (&#8230;) e  con  le  istituzioni scolastiche (&#8230;)  iniziative specifiche,    manifestazioni pubbliche, cerimonie, incontri e momenti di studio e  analisi,  volti alla  sensibilizzazione  delle  istituzioni  e  dei  cittadini  sulle specificita&#8217; delle periferie urbane e sugli  interventi  necessari  a contrastare le situazioni di degrado economico, sociale, culturale  e abitativo.</p>
				            </div>
            <div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/11/18/24G00186/SG" target="_blank">&#8211; Legge 170/2024, art. 2</a>
									            </div>
        </section>
		


<p>In questo contesto, <strong>la scuola rappresenta uno dei principali presìdi educativi e sociali delle aree periferiche</strong>. L’accesso a servizi scolastici di qualità, come il tempo pieno nella scuola primaria, può infatti contribuire a ridurre le disuguaglianze educative e a offrire maggiori opportunità a bambini e ragazzi che vivono in contesti più fragili.</p>



<p>Abbiamo analizzato il tema della questione educativa nelle periferie urbane attraverso i dati sull’accessibilità alle scuole con tempo pieno, per capire quanto questo servizio sia effettivamente diffuso e raggiungibile nelle diverse zone delle città metropolitane.</p>



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<h3 class="wp-block-heading">Scuole aperte nelle periferie, perché sono importanti</h3>



<p>Nell&#8217;ultimo rapporto <a href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2025/12/report_2025_giovani_e_periferie_HD.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giovani e periferie</a>, abbiamo avuto modo di approfondire come la <strong>presenza di scuole, e anche la loro apertura pomeridiana, sia uno strumento potente per migliorare la condizione nelle aree urbane.</strong></p>



<p>Può offrire un <strong>contributo decisivo nella riduzione dei divari educativi </strong>e nel contrasto della dispersione, perché consente lo svolgimento di attività educative, didattiche, formative anche al di fuori dell’orario scolastico. </p>



<p>Ma una scuola che resta aperta anche di pomeriggio è anche un&nbsp;<strong>presidio sociale sul territorio insostituibile</strong>. L&#8217;estensione dell&#8217;orario di apertura può avere un impatto che non è esclusivamente educativo: rappresenta un <strong>luogo sicuro</strong> dove poter trascorrere il tempo libero. Una <strong>funzione essenziale, soprattutto nelle periferie urbane</strong>, dove la carenza di spazi di aggregazione alternativi si fa sentire maggiormente.</p>



<p>Nel rapporto avevamo avuto modo di riscontrare come <strong>l&#8217;incidenza di studenti frequentano il tempo pieno variasse fortemente tra le città</strong>. In alcune, come Milano, Firenze, Torino e Roma, oltre l’85% degli alunni delle primarie statali frequenta scuole con il tempo pieno; mentre la quota scende al di sotto del 10% a Reggio Calabria e Palermo. Con <strong>differenze interne nelle città</strong>: a Palermo, ad esempio, a fronte di una media cittadina pari a circa il 5%, la quota supera il 30% in quartieri come Tribunali-Castellammare (47,4%) e Palazzo Reale &#8211; Monte Di Pietà (34%).</p>



<h3 class="wp-block-heading">La raggiungibilità delle scuole primarie con il tempo pieno</h3>



<p>In questo approfondimento, analizziamo un altro indicatore altrettanto rilevante,  elaborato nell&#8217;ambito delle attività di Istat per la commissione periferie di questa legislatura. Si tratta della quota di popolazione che risiede in sezioni di censimento che distano al massimo 1,5 chilometri dalla scuola primaria a tempo pieno più vicina. Un indicatore che consente di valutare la questione da un <strong>punto di vista diverso</strong>: l&#8217;accessibilità territoriale di servizi scolastici che offrono il tempo pieno.</p>


<div id="ce-piu-tempo-pieno-nelle-scuole-delle-periferie-del-centro-nord" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/">Scuole con il tempo pieno più capillari nelle città del centro-nord</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/scuole-con-il-tempo-pieno-piu-capillari-nelle-citta-del-centro-nord/">Percentuale di residenti che vivono vicini a scuole primarie a tempo pieno (2022/23)</a></h3>
                                    </div>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-306933"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                </div>

                            </div>

			


<p>La classifica sull&#8217;accessibilità alle scuole primarie a tempo pieno conferma un divario marcato tra i capoluoghi di città metropolitana italiani, lungo la <strong>faglia nord-sud</strong>. Milano e Torino si collocano in testa con percentuali vicine al 100%, seguite da vicino da Cagliari, Firenze e Bologna. In tutti questi comuni, la quota di popolazione cge vive in una sezione di censimento distante al massimo 1,5 km dalla scuola primaria a tempo più vicina supera il 95%. </p>



<p>Al contrario, molte città del mezzogiorno occupano le posizioni inferiori. <strong>La coda della classifica è interamente composta da città meridional</strong>i, in particolare Messina, Reggio Calabria e Palermo (quest&#8217;ultima a quota 44,7%). Indicando una forte disparità territoriale nella capillarità del servizio, con il nord e il centro che garantiscono un accesso quasi universale, molto meno frequente nel sud.</p>


<div id="strillo-testo-block_3d0ec717faeea5c08bbdd11d04971b74" class="strillo-testo">
        <section class="blockquote">
							<p>Spesso le aree delle città più lontane dalle scuole con tempo pieno sono anche quelle più fragili.</p>
			        </section>
		</div>



<p>Parallelamente, <strong>anche nella stessa città possono convivere situazioni di accessibilità radicalmente diverse</strong>. Spesso queste si correlano con altri fattori di disagio. Ad esempio, le aree subcomunali delle città metropolitane dove è più bassa la quota di residenti vicini a scuole con il tempo pieno, sono spesso anche quelle con i valori immobiliari più bassi e  quelle con più famiglie in potenziale disagio economico. </p>



<p>Altro aspetto rilevante è come<strong>in pochi chilometri quadrati possano registrarsi divari anche molto ampi in termini di accessibilità </strong>delle scuole a tempo pieno. Lo abbiamo approfondito per le due città emerse dall&#8217;analisi precedente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Dentro le città: un focus su Milano e Palermo</h3>



<p>A Palermo, in 3 aree subcomunali (Tribunali-Castellammare, Palazzo Reale &#8211; Monte Di Pieta&#8217; e Cuba-Calatafimi) l&#8217;accessibilità della popolazione residente alle scuole primarie a tempo pieno raggiunge il 100%. Non casualmente, <strong>le prime due sono anche le zone con maggiore incidenza degli alunni delle scuole primarie a tempo pieno</strong> della città.</p>


<div id="a-palermo-ampi-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/">A Palermo forti divari tra i quartieri nell&#8217;accessibilità delle scuole primarie a tempo pieno</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-palermo-forti-divari-tra-i-quartieri-nellaccessibilita-delle-scuole-primarie-a-tempo-pieno/">Percentuale di residenti che vivono vicini a scuole primarie a tempo pieno per area subcomunale (2022/23)</a></h3>
                                    </div>
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                             aria-labelledby="chart_306939_tab3"><p>L&#8217;indicatore mostra la percentuale di popolazione che risiede in sezioni di censimento che distano al massimo 1,5 km dalla scuola primaria a tempo pieno più vicina.</p>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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                            <p><label for="embed-chart-306939"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
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                            </div>

			


<p>Al contrario, <strong>7 zone si caratterizzano per una quota di popolazione a meno di 1,5 km dalla scuola a tempo pieno più vicina inferiore all&#8217;1%</strong>. Si tratta di Boccadifalco, Partanna Mondello, Montepellegrino, Villagrazia-Falsomiele, Borgo Nuovo, Tommaso Natale &#8211; Sferracavallo e Arenella &#8211; Vergine Maria. In queste zone, come in 14 quartieri su 25, la quota di alunni che frequentano scuole con il tempo pieno risulta pari a 0.</p>



<p><strong>A Milano, l&#8217;offerta è complessivamente omogenea sul territorio</strong>, con una media comunale molto elevata (98,7%) di accessibilità della popolazione residente alle scuole primarie a tempo pieno. In gran parte dei nuclei di identità locale la quota raggiunge il 100%, segnalando una capillarità estesa del servizio sul territorio comunale. </p>


<div id="a-milano-altissima-accessibilita-ma-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>




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                                            <h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/">A Milano l&#8217;accessibilità delle scuole a tempo pieno è omogenea, valori più bassi in alcune periferie</a></h2>
                    	                                        <h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/a-milano-laccessibilita-delle-scuole-a-tempo-pieno-e-omogenea-valori-piu-bassi-in-alcune-periferie/">Percentuale di residenti che vivono vicini a scuole primarie a tempo pieno per area subcomunale (2022/23)</a></h3>
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                    <p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat per la Commissione periferie                                                                <br>(pubblicati: lunedì 16 Dicembre 2024)
                                        </p>
                </div>
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<p><strong>Livelli inferiori al 95%</strong>, sebbene superiori al 66%, si registrano in zone come Parco Monluè &#8211; Ponte Lambro, Lambrate, Quarto Cagnino, Lorenteggio, Quarto Oggiaro, Quinto Romano, Adriano, Maggiore &#8211; Musocco.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa comporta per le politiche pubbliche</h3>



<p>La presenza e l’accessibilità delle scuole – in particolare quelle con tempo pieno – possono rappresentare una leva cruciale per migliorare le condizioni sociali ed educative delle periferie urbane.</p>


<div id="nel-contesto-italiano-occorrono-politiche-pubbliche-che-contrastino-disagio-giovanile-e-rafforzino-le-comunita-nelle-periferie-urbane" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>





<p>I margini di azione in questo senso sono ampi. <strong>Oggi l’offerta di scuole accessibili e diffuse sul territorio non è uniforme</strong>: nelle città del nord e del centro l’accesso è quasi universale (pur con differenze interne anche significative), mentre in molte città del mezzogiorno permangono forti carenze. <strong>Anche all’interno delle singole città si osservano divari importanti tra quartieri centrali e aree periferiche</strong>. In alcune zone, la popolazione residente non dispone di una scuola primaria a tempo pieno raggiungibile nel raggio di 1,5 chilometri, con conseguenze dirette sulle opportunità educative dei bambini che vivono in questi contesti.</p>



<p>In questa prospettiva,<strong> investire nell’apertura e nella capillarità delle scuole nelle aree periferiche</strong> significa intervenire contemporaneamente su più fronti: riduzione delle disuguaglianze educative, contrasto alla <strong>dispersione scolastica</strong>, <strong>contrasto del disagio giovanile</strong>, <strong>rafforzamento della comunità educante</strong>, e miglioramento della <strong>qualità della vita</strong> nei quartieri. Le politiche di rigenerazione urbana e di sviluppo delle periferie dovrebbero quindi considerare la scuola come una vera infrastruttura sociale strategica, da rendere accessibile e pienamente funzionante in tutti i territori.</p>



<p>Rafforzare la presenza delle scuole e garantire la possibilità di frequentare il tempo pieno anche nelle aree più marginali <strong>non è soltanto una misura educativa, ma un investimento strutturale per rendere le periferie più inclusive, vivibili e sicure</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>


        <section class="download">
            <div class="dw-content">
				                    <div class="intro"><p>Scarica i dati, città per città</p></div>
								                    <div class="files"><p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/bari.xls" target="_blank" rel="noopener">Bari</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/bologna.xls" target="_blank" rel="noopener">Bologna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/cagliari.xls" target="_blank" rel="noopener">Cagliari</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/catania.xls" target="_blank" rel="noopener">Catania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/firenze.xls" target="_blank" rel="noopener">Firenze</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/genova.xls" target="_blank" rel="noopener">Genova</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/messina.xls" target="_blank" rel="noopener">Messina</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/milano.xls" target="_blank" rel="noopener">Milano</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/napoli.xls" target="_blank" rel="noopener">Napoli</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/palermo.xls" target="_blank" rel="noopener">Palermo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/reggio_calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Reggio Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/roma.xls" target="_blank" rel="noopener">Roma</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/torino.xls" target="_blank" rel="noopener">Torino</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_23_accesso_scuole_periferie/venezia.xls" target="_blank" rel="noopener">Venezia</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
				            </div>
        </section>
		



<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>



<p>Foto: <a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Scuola_Elementare_Ariberto.jpg">Torredibabele</a> (<a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/Commons:Reusing_content_outside_Wikimedia">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-questione-educativa-nelle-periferie/">Perché nelle periferie il tempo pieno nelle scuole è importante</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Competenze degli studenti, la strada in salita dopo la pandemia</title>
		<link>https://www.openpolis.it/competenze-degli-studenti-la-strada-in-salita-dopo-la-pandemia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 08:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307383</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra pochi giorni prenderanno il via gli esami di stato a cui parteciperanno oltre 527mila studenti e studentesse. Analizziamo con i dati i livelli delle competenze alfabetiche nel paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/competenze-degli-studenti-la-strada-in-salita-dopo-la-pandemia/">Competenze degli studenti, la strada in salita dopo la pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Tra pochi giorni circa mezzo milione di studenti e studentesse inizieranno a sostenere le prove dell&#8217;<strong>esame di maturità 2026</strong>. Un passaggio fondamentale che va oltre il semplice rendimento scolastico. Valutare il livello delle competenze raggiunte infatti rappresenta un indicatore importante su almeno due fronti. Da un lato, avere un livello di competenze adeguato è fondamentale per i ragazzi, non solo per il prosieguo del loro percorso formativo e professionale ma anche per essere <strong>cittadini a tutto tondo</strong> e partecipare pienamente alla vita democratica del paese. </p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">527.607 </span>gli studenti e le studentesse che saranno coinvolti nelle prove di maturità 2026.</p>
</section>
</p>
<p>Dall&#8217;altro lato si tratta anche di un importante momento per riflettere su quanto il sistema educativo italiano nel suo complesso sia in grado di <strong>trasferire ai propri studenti le competenze di base necessarie</strong>. In un <strong>contesto sociale ed economico sempre più segnato dall’innovazione tecnologica, il tema delle competenze assume un rilievo ancora maggiore</strong>. </p>
</p>
<p>La <strong>crescente diffusione dell’intelligenza artificiale sta trasformando il mondo del lavoro</strong>, l’accesso alle informazioni e le modalità di apprendimento. Per questo, oltre alle competenze di base, diventa sempre più <strong>importante sviluppare la capacità di comprendere e padroneggiare questi strumenti in modo consapevole, conoscendone potenzialità, limiti e rischi.</strong> Una sfida che riguarda non solo la preparazione professionale futura, ma anche la formazione di cittadini in grado di orientarsi criticamente in una società sempre più digitale.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>per la Costituzione, l’insegnamento non è un’attività fine a sé stessa, bensì un’attività che deve produrre un qualche effetto concreto, magari non sempre omogeneo, su coloro che ne usufruiscono. [&#8230;] In  questa  prospettiva,  il  momento  propriamente  valutativo  diventa  un  momento  imprescindibile dell’insegnamento,  che  permette  di  stabilire  se  l’attività  di  insegnamento  sia  andata  a  buon  fine, tramutandosi  dunque  in  vera  e  propria  istruzione.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.federalismi.it/ApplOpenFilePDF.cfm?artid=53242&#038;dpath=document&#038;dfile=11032026094406.pdf&#038;content=Il%2Bruolo%2Bdella%2Bscuola%2Bnel%2Bprocesso%2Beducativo%2B%2D%2Bstato%2B%2D%2Bdottrina%2B%2D%2B" target="_blank">&#8211; M. Losana, Il ruolo della scuola nel processo educativo (11 marzo 2026)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Purtroppo da questo punto di vista permangono alcune <strong>criticità</strong>. Da un lato, <strong>la quota di abbandoni precoci &#8211; ovvero di giovani che lasciano la scuola dopo le medie &#8211; non è mai stata così bassa</strong>. Gli <a href="https://public.tableau.com/app/profile/istat.istituto.nazionale.di.statistica/viz/BES2025_aggiornamento/Bes_2025_aggiornamento_aprile26" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ultimi dati</a> rilasciati ad aprile nell&#8217;ambito delle statistiche sul benessere equo e sostenibile hanno mostrato che <strong>nel 2025 le uscite precoci in Italia sono scese all&#8217;8,2%</strong>. Un valore in continua discesa nell&#8217;ultimo decennio e che consente al nostro paese di raggiungere l&#8217;obiettivo europeo del 9% in anticipo sul 2030.</p>
</p>
<p>Dall&#8217;altro lato però, questo è solo uno degli indicatori per valutare la condizione educativa di ragazze e ragazzi. In base alle <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2025/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto%20prove%20INVALSI%202025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevazioni di Invalsi</a>, in particolare per quanto riguarda le competenze alfabetiche, <strong>non si è ancora tornati ai livelli pre-Covid</strong>. Anzi, il risultato del 2025 ha fatto registrare una <strong>preoccupante inversione di tendenza</strong> rispetto all&#8217;anno precedente in cui si era invece assistito a un parziale recupero. Se da un lato quindi è in <strong>netto miglioramento la quota di chi ha lasciato la scuola prima del tempo</strong>, <strong>non stanno diminuendo gli studenti che &#8211; pur completando gli studi &#8211; arrivano in quinta superiore con competenze inadeguate</strong>.</p>
</p>
<p><div id="nel-2025-il-punteggio-medio-nelle-prove-invalsi-di-italiano-e-tornato-a-diminuire-restano-lontani-i-livelli-pre-covid" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">184,7 </span>il punteggio medio degli studenti nelle prove Invalsi di italiano nel 2025, in diminuzione rispetto all&#8217;anno precedente (189,5).</p>
</section>
</p>
<p>Si tratta di dinamiche estremamente complesse, su cui incidono diversi fattori. Come abbiamo già avuto modo di <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-educativi-di-chi-va-alla-maturita-iniziano-molto-prima/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontare</a> in passato infatti, <strong>sui risultati degli studenti molto spesso incide anche il loro background sociale, economico e culturale</strong>. Appianare questo tipo di ostacoli è uno degli obiettivi che la <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:costituzione" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Costituzione</a> attribuisce anche al nostro sistema scolastico, si tratta però di un compito tutt&#8217;altro che semplice.</p>
</p>
<p>Spesso i divari educativi iniziano ben prima dell&#8217;arrivo alle superiori, con le<strong>&nbsp;lacune acquisite nel primo ciclo di istruzione che in molti casi si trascinano anche negli anni successivi</strong>. Ciò comporta ritardi nel percorso di studi, interruzioni, ripetenze e altri fenomeni connessi con quello più ampio della&nbsp;<strong>dispersione scolastica</strong>, sia <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-esplicita-e-abbandono-scolastico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">esplicita</a> che <a href="https://www.openpolis.it/parole/dispersione-implicita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">implicita</a>.</p>
</p>
<p>Peraltro, come vedremo in questo articolo, <strong>anche i territori dove vivono ragazzi e ragazze sembrano influenzare i loro risultati</strong>. Con i grandi centri urbani che fanno registrare generalmente risultati migliori rispetto alla media complessiva nazionale.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le prove Invalsi 2025: un nuovo passo indietro</h3>
</p>
<p>Un recente <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2025/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto%20prove%20INVALSI%202025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto</a> di <strong>Invalsi</strong> pubblicato lo scorso marzo ha restituito gli esiti delle prove somministrate agli studenti e alle studentesse nel 2025. Dalle rilevazioni emerge una situazione abbastanza preoccupante. Il punteggio medio fatto registrare nelle prove di italiano infatti è sceso a <strong>184,7</strong>, toccando il punto più basso dal 2019. In quell&#8217;anno, l&#8217;ultimo prima della pandemia, il punteggio medio nazionale in italiano era pari a 200. Con l&#8217;avvento dei lockdown e della didattica a distanza, questo valore è crollato a 186,3 nel 2021. Dopo una lieve ripresa registrata nel 2024 (185,9), l&#8217;anno 2025 ha segnato un nuovo peggioramento.</p>
</p>
<p><div id="il-52-circa-degli-studenti-e-delle-studentesse-arriva-alla-maturita-con-competenze-alfabetiche-adeguate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_88ecaa5c934cf24105324f51085cb41b" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Le competenze alfabetiche degli studenti non sono ancora tornate ai livelli pre-Covid.</p>
</section></div>
</p>
<p>Sulla base dei punteggi ottenuti, Invalsi suddivide gli studenti e le studentesse in 5 diversi livelli di competenza alfabetica. <strong>I livelli 1 e 2 indicano risultati non in linea con i traguardi previsti</strong>. Il livello 3 rappresenta la soglia di adeguatezza. I livelli 4 e 5 indicano invece competenze elevate. Nel 2025, quasi la metà degli studenti è rimasta confinata nei primi due livelli.</p>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">51,7% </span>la quota di studenti dell&#8217;ultimo anno delle superiori con competenze alfabetiche soddisfacenti nel 2025.</p>
</section>
</p>
<p>Questa situazione alimenta il fenomeno della <strong>dispersione scolastica implicita</strong>. Vale a dire di tutti quegli studenti che arrivano al diploma pur non possedendo le competenze minime richieste. <strong>A livello nazionale, secondo il rapporto annuale Invalsi, nel 2025 erano l&#8217;8,7%</strong>. Tale dato risulta in aumento rispetto al 2024 e colpisce maggiormente i maschi e gli studenti svantaggiati.</p>
</p>
<p><div id="negli-istituti-professionali-questa-quota-scende-addirittura-al-18" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>La tendenza alla progressiva diminuzione del livello complessivo delle competenze degli studenti si registra in ogni tipo di scuola ma con livelli significativamente differenti. Nei <strong>licei classici, scientifici e linguistici</strong> ad esempio, nel 2019, l’87% degli studenti aveva conseguito risultati almeno soddisfacenti. Nel 2025 la quota è scesa al 74%. Negli altri tipi di scuola la dinamica è simile ma con livelli di partenza molto più bassi. Negli <strong>istituti tecnici</strong>, nello stesso periodo di tempo, si è passati dal 56% al 40%, mentre in quelli <strong>professionali</strong> dal 28% al 18%.</p>
</p>
<p>La contrazione più significativa tuttavia la fa registrare la categoria degli “<strong>altri licei</strong>” (artistico, musicale e coreutico, scienze umane, sportivo), dove si è passati dal 72% di studenti con risultati almeno soddisfacenti al 50% (-22 punti percentuali).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/">Negli istituti professionali solo il 18% degli studenti ha competenze adeguate in italiano</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/">Percentuale di studenti che raggiungono i traguardi previsti in Italiano al termine del secondo ciclo d’istruzione, per tipo di scuola (2019-2025)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_307343_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano/">Negli istituti professionali solo il 18% degli studenti ha competenze adeguate in italiano &#8211; Percentuale di studenti che raggiungono i traguardi previsti in Italiano al termine del secondo ciclo d’istruzione, per tipo di scuola (2019-2025)</a></div>
</p></div>
<div id="chart_307343_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_307343_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
<div id="chart_307343_tabpanel3" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-3"
                             aria-labelledby="chart_307343_tab3"></p>
<p>Nel grafico sono rappresentate le percentuali di studenti dell&#8217;ultimo anno del secondo ciclo di istruzione che hanno raggiunto risultati almeno soddisfacenti nella prova di italiano. Si considera sufficiente il raggiungimento del livello 3 o superiore. A tale livello, uno studente o la studentessa<span style="font-weight: 400"> risponde a domande su testi complessi (anche astratti, settoriali o figurati, ma vicini alla sua esperienza), individuando informazioni implicite, esplicite e sparse. Ricava il significato di espressioni figurate, specialistiche o con tono particolare (ironico, polemico). Ricostruisce il senso globale e le parti di testi ricchi di informazioni, cogliendo l&#8217;organizzazione, la funzione delle scelte stilistiche e il senso che va oltre il significato letterale. Dimostra sicura padronanza grammaticale, unendo conoscenza spontanea della lingua e pratica dei testi a basi strutturali fondamentali.</span></p>
<p>Nel 2020 i test Invalsi non sono stati svolti a causa del lockdown.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i Bambini su dati Invalsi                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 10 Marzo 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/negli-istituti-professionali-solo-il-18-degli-studenti-ha-competenze-adeguate-in-italiano.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-307343"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307343" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Questi numeri indicano che <strong>le filiere tecniche e professionali faticano ad assicurare i traguardi fondamentali</strong>. In molte regioni peraltro, il risultato medio negli istituti professionali si ferma al livello 1, il gradino più basso.</p>
</p>
<p><div id="oltre-un-terzo-dei-diplomati-nei-licei-proviene-da-famiglie-agiate-viceversa-il-36-dei-figli-di-operai-si-diploma-in-istituti-professionali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;origine socio-economica come fattore determinante</h3>
</p>
<p>Nonostante la tendenza generalizzata alla progressiva diminuzione delle competenze alfabetiche, quindi, i risultati cambiano anche in maniera significativa a seconda del tipo di scuola. </p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_9ca5505dcd43cd3fe414364faf330aef" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;origine familiare degli studenti può incidere sul loro rendimento e sul percorso scolastico.</p>
</section></div>
</p>
<p>Ma come abbiamo già detto, i divari educativi non nascono all&#8217;ultimo anno delle superiori. Spesso si consolidano già al termine del primo ciclo di istruzione. Molte lacune sono visibili alla fine delle scuole medie, influenzando la scelta dell&#8217;indirizzo superiore. Tale scelta peraltro non è mai neutra ma <strong>risente pesantemente della condizione economica e culturale della famiglia di provenienza</strong>. Per chi viene da una famiglia svantaggiata, in caso di prosecuzione degli studi, l’opzione del liceo appare in molti casi di fatto preclusa. </p>
</p>
<p>I dati del consorzio&nbsp;<a href="https://www.almadiploma.it/indagini/profilo/profilo2024/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Almadiploma</a>, pubblicati nel febbraio scorso, hanno infatti messo in luce come <strong>solo il 15,7% dei diplomati nei licei appartenga a una famiglia di lavoratori esecutivi</strong>. Dato peraltro in flessione, sebbene contenuta, rispetto al 2024 (-0,7 punti percentuali). I figli di operai e affini sono invece oltre un terzo dei diplomati nei professionali (35,9%). In modo speculare, <strong>appartiene alle classi più abbienti oltre un terzo dei diplomati nei licei</strong>. Vale a dire il 33,7% di chi ha conseguito il titolo, a cui si affianca un altro 32,2% di studenti provenienti da famiglie riconducibili alla classe media impiegatizia. Al contrario, meno del 14% di chi si diploma in un istituto professionale e solo il 18,3% di chi esce da un tecnico viene da famiglie abbienti.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/">Meno del 16% dei diplomati nei licei è figlio di operai</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/">Composizione percentuale dei diplomati 2025 per condizione professionale dei genitori</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_307374_tab1" role="tab" aria-controls="chart_307374_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_307374_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_307374_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i Bambini su dati Almadiploma                                                                <br />(ultimo aggiornamento: giovedì 26 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/meno-del-16-dei-diplomati-nei-licei-e-figlio-di-operai.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-307374"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307374" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Questa dinamica suggerisce che <strong>il percorso di studi scelto spesso non riflette le reali attitudini dello studente, ma il suo punto di partenza</strong>. Sempre secondo il rapporto Invalsi infatti, gli studenti provenienti da famiglie avvantaggiate (status <a href="https://www.istruzione.it/snv/allegati/01_A_INVALSI_escs_slide.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Escs</a> alto) ottengono punteggi medi in italiano superiori a 200. Chi vive in contesti svantaggiati invece si ferma a circa 30 punti sotto. In questo modo si perpetua il circolo vizioso della povertà educativa.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Il protrarsi di questa situazione potrebbe anche essere attribuito a diversi fattori strutturali, tra cui non solo le difficoltà legate alla didattica a distanza e alle discontinuità formative durante gli anni critici della pandemia ma anche all’emergere di nuove fragilità negli studenti e nelle studentesse e alle sfide poste dalla crescente complessità del contesto scolastico e sociale.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://invalsi-areaprove.cineca.it/docs/2025/Rilevazioni_Nazionali/Rapporto/Rapporto%20prove%20INVALSI%202025.pdf" target="_blank">&#8211; Rapporto Invalsi 2025</a>
									            </div>
</section>
<p><div id="tra-il-2019-e-il-2024-in-103-capoluoghi-su-112-il-livello-medio-delle-competenze-alfabetiche-in-terza-media-e-diminuito" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le competenze alfabetiche alla fine del primo ciclo di istruzione nei comuni capoluogo</h3>
</p>
<p>Finora ci siamo soffermati su dati aggregati a livello nazionale. Tuttavia queste informazioni, come sappiamo, non restituiscono quelli che sono i divari e le difficoltà che caratterizzano i diversi territori del paese. Per questo è sempre importante andare a vedere cosa succede a livello locale. Per valutare il livello di competenza alfabetica nei territori è possibile fare riferimento alle elaborazioni di&nbsp;<a href="https://www.istat.it/statistica-sperimentale/aggiornamento-degli-indicatori-del-sistema-informativo-a-misura-di-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a> che riportano il punteggio medio ottenuto dagli studenti a cui sono stati somministrati i test Invalsi. In questo caso l’informazione è disponibile solo per i <strong>comuni capoluogo</strong> di provincia e per i ragazzi e le ragazze <strong>delle classi terze della scuola secondaria di primo grado</strong>. Dati comunque interessanti, alle luce di quanto detto nei paragrafi precedenti sull&#8217;origine delle disuguaglianze.</p>
</p>
<p>Nel 2024, ultimo anno della rilevazione, in 40 comuni il punteggio medio fatto registrare dagli studenti è stato pari o superiore a 200. I valori più elevanti in assoluto sono quelli di <strong>Macerata</strong> (211), <strong>Siena</strong> (210,9) e <strong>Fermo</strong> (209,4). Viceversa i punteggi più bassi si rilevano a <strong>Caltanissetta</strong> (179,3), <strong>Prato</strong> (180,6) e <strong>Palermo</strong> (181).</p>
</p>
<p>Un altro indicatore certamente interessante da analizzare riguarda la <strong>variazione dei punteggi medi nel tempo</strong>. Facendo un confronto tra il 2019, ultimo anno prima della pandemia, possiamo osservare come <strong>in 103 capoluoghi su 112 il livello dei punteggi si sia contratto</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/">In 103 capoluoghi le competenze alfabetiche degli studenti si sono ridotte tra 2019 e 2024</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/">Variazione del livello di competenza alfabetica degli studenti per comune capoluogo di provincia (2019-2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 26 Maggio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/06/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-307381"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307381" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/in-78-capoluoghi-le-competenze-alfabetiche-degli-studenti-si-sono-ridotte-tra-2019-e-2022/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Le diminuzioni più consistenti sono state a <strong>Mantova</strong>, dove si è passati da un punteggio medio di 208 a 192,9 (-15,1 punti), <strong>Nuoro</strong> (-13,9) e <strong>Aosta</strong> (-12,9). Sul versante opposto, l’incremento più significativo lo ha fatto registrare <strong>Carbonia</strong>, passata da un punteggio medio di 187,4,3 nel 2019 a 190,5 nel 2024 (+3,1). Seguono <strong>Ragusa</strong> (+2,1) e <strong>Trapani</strong> (+1,5).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_competenze_ita/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alle competenze alfabetiche degli studenti in III media sono elaborazioni Istat sulla base delle prove Invalsi.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.pexels.com/photo/student-cheating-during-an-exam-7092587/" type="link" id="https://www.pexels.com/photo/student-cheating-during-an-exam-7092587/">RDNE Stock Project</a> (<a href="https://www.pexels.com/license/">Licenza</a>)</p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/competenze-degli-studenti-la-strada-in-salita-dopo-la-pandemia/">Competenze degli studenti, la strada in salita dopo la pandemia</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Italia il numero di nati è al minimo storico</title>
		<link>https://www.openpolis.it/in-italia-il-numero-di-nati-e-al-minimo-storico/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luca Dal Poggetto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:40:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306838</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il numero di medio di figli per donna è sceso a 1,14, il minimo storico degli ultimi 30 anni, ben lontano dalla soglia di ricambio generazionale. Scenario, possibili soluzione e un'analisi della natalità, comune per comune.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-il-numero-di-nati-e-al-minimo-storico/">In Italia il numero di nati è al minimo storico</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia, quello che viene definito come &#8220;inverno demografico&#8221; è diventato un fenomeno strutturale. Come avevamo già osservato in <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-continuano-a-diminuire-le-nascite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedenti approfondimenti</a>, e come del resto emerge anche dalle ultime rilevazioni di Istat sul tema, <strong>il calo delle nascite non accenna a interrompersi</strong>. Secondo i <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/Report_Indicatori-demografici_Anno-2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> dell&#8217;istituto, ancora provvisori infatti, nel 2025 i nuovi nati sono stati circa 355mila, 6 ogni mille abitanti.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">-3,9% </span>il calo delle nascite rispetto al 2024 (dato provvisorio).</p>
</section>
<p>Allargando lo sguardo agli ultimi 17 anni, rispetto al picco di nascite registrato nel 2008, la contrazione complessiva risulta pari al <strong>38,4%</strong>.</p>
<p>Tali dinamiche hanno diverse motivazioni. La prima è di natura strutturale: <strong>le persone in età fertile sono molte meno rispetto al passato</strong>. La popolazione femminile tra i 15 e i 49 anni (considerata convenzionalmente come la fascia d&#8217;età riproduttiva) è scesa da 14,3 milioni nel 1995 a 11,4 milioni nel 2025. A ciò si aggiunge una <strong>minore propensione da parte delle giovani coppie ad avere figli</strong>. </p>
<p>Una tendenza influenzata da diversi fattori, che non può essere semplicisticamente ricondotta a un&#8217;unica causa. Tra questi tuttavia può incidere in maniera significativa la <strong>mancanza di supporti adeguati alla genitorialità</strong>. Un recente <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/09/IWP-2-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">studio di Istat</a> ad esempio ha approfondito il contributo alla natalità della presenza di asili nido e servizi rivolti alla cura della prima infanzia, mostrando che <strong>un incremento sostanziale della disponibilità di servizi possa avere un effetto positivo</strong> e statisticamente significativo sull&#8217;andamento delle nascite. Anche se l&#8217;effetto causale riscontrato dalla ricerca è quello di un rallentamento del calo delle nascite piuttosto che di un incremento assoluto, si tratta di un elemento su cui riflettere nella definizione delle politiche pubbliche su questi temi.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I nuovi dati sulla natalità in Italia</h3>
<p>Alcune recenti <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2026/03/Report_Indicatori-demografici_Anno-2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pubblicazioni</a> dell&#8217;istituto di statistica analizzano l&#8217;inverno demografico concentrandosi non solo sul dato riguardante i <strong>nuovi nati</strong> ma anche sul <strong>tasso di natalità</strong> e quello di <strong>fecondità</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda il primo aspetto, come già detto, nel 2025 si sono registrati in totale <strong>circa 355mila nuovi nati, in diminuzione del 3,9% rispetto all’anno precedente (circa 15mila in meno)</strong>. Se si confronta questo dato con il picco del 2008, quando i nati erano stati oltre 576mila, <strong>la perdita complessiva è di circa 221mila nascite</strong>. Un declino che si riflette anche nel <strong>tasso di natalità</strong>, vale a dire il numero di nuovi nati ogni mille abitanti. Questo indicatore è infatti passato da 9,7 neonati ogni mille residenti fatto registrare nel 2008 ai <strong>6 per mille del 2025</strong>.</p>
<div id="il-numero-medio-di-figli-per-donna-e-sceso-a-114-si-tratta-del-minimo-storico-dal-1995" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati/">Nel 2025 meno di 360mila i nuovi nati</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati/">Numero di bambini nati vivi, tasso di natalità e tasso di fecondità per gli anni 2008, 2018 e 2025</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati.png" placeholder ></amp-img></p>
<div overflow tabindex=0 role=button aria-label="Visualizza">Visualizza</div>
<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati/">Nel 2025 meno di 360mila i nuovi nati &#8211; Numero di bambini nati vivi, tasso di natalità e tasso di fecondità per gli anni 2008, 2018 e 2025</a></div>
</p></div>
<div id="chart_306825_tab3" role="tab"  aria-controls="chart_306825_tabpanel3"
                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_306825_tab3"></p>
<p>I dati relativi al 2025 sono provvisori.</p>
<p><span data-path-to-node="11,1,0,0">Il <strong>tasso di natalità</strong> indica il numero di nuovi nati</span><span data-path-to-node="11,1,0,2"><span class="citation-54"> ogni mille abitanti</span></span><span data-path-to-node="11,1,0,4">. Il <strong>tasso di fecondità</strong> misura il numero medio di figli che una donna avrebbe se seguisse i tassi di fecondità per età registrati nell&#8217;anno di riferimento. <span style="font-weight: 400">In altre parole, è il numero medio di figli per donna nella sua età feconda, considerata tra i 15 e 49 anni.</span></span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 21 Ottobre 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/nel-2024-meno-di-370mila-i-nuovi-nati.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306825"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306825" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="strillo-testo-block_3c3a1db27c4f63440c1b681f54f0badb" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Per l&#8217;Istat la fecondità è ai minimi storici.</p>
</section></div>
<p>Oltre alla già citata diminuzione delle potenziali madri, assistiamo anche a un calo del <strong>tasso di fecondità</strong>. Nel 2025 infatti, il numero medio di figli per donna è sceso a <strong>1,14</strong>. Questo valore rappresenta il <strong>nuovo minimo storico</strong>, dopo che già nel 2024 si era già raggiunto un picco negativo (1,18). Il precedente minimo, pari a 1,19 figli per ogni donna, risaliva al lontano 1995. L&#8217;Istat sottolinea come siamo ormai lontanissimi dalla <strong>soglia di ricambio generazionale di 2,1 figli per donna</strong>. L&#8217;ultima generazione di donne a garantire tale soglia è stata quella delle nate nel 1947. Un dato paradossale, se si considera che le indagini sono generalmente convergenti nell&#8217;indicare in due il numero di figli desiderato dalle persone.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Varie ricerche, incluse quelle che considerano il caso italiano, dimostrano, infatti, come gli individui dichiarano di desiderare più figli (di solito circa 2) di quanti ne realizzino effettivamente (Beaujouan e Berghammer 2019). Da ciò derivano alcune riflessioni. Il livello basso e molto basso di fecondità non è semplicemente una scelta esplicita da parte delle coppie giovani.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/09/IWP-2-2024.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, L’impatto dell’espansione dei servizi educativi per la prima infanzia sull’andamento della natalità in Italia (2024)</a>
									            </div>
</section>
<div id="il-622-delle-persone-dichiara-di-aver-dovuto-rinunciare-alla-genitorialita-a-causa-delle-difficolta-incontrate" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Perché si fanno meno figli</h3>
<p>Riuscire a intervenire su fenomeni strutturali come la diminuzione delle potenziali madri è piuttosto complesso. Dove invece le politiche pubbliche possono riuscire ad avere un impatto, anche nel medio termine, è su altre contingenze. <strong>Ad esempio sugli aspetti economici o sulla mancanza di strutture di supporto, che scoraggiano a fare figli anche chi invece vorrebbe averne</strong>. Da questo punto di vista, analizzare i desideri delle persone è fondamentale per comprendere il fenomeno.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>I fattori che contribuiscono alla contrazione della natalità sono molteplici: l’allungarsi dei tempi di formazione, le condizioni di precarietà del lavoro giovanile e la difficoltà di accedere al mercato delle abitazioni, che tendono a posticipare l’uscita dal nucleo familiare di origine, a cui si può affiancare la scelta di rinunciare alla genitorialità o di posticiparla.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/10/Natalita-e-fecondita-della-popolazione-residente_Anno-2024.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Natalità e fecondità nella popolazione residente (ottobre 2025)</a>
									            </div>
</section>
<p>Una recente pubblicazione di Istat ha approfondito le <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/intenzioni-di-fecondita/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">intenzioni di fecondità della popolazione</a>. Secondo l&#8217;analisi dell&#8217;istituto, nel 2024 solo il 21,2% degli under 50 intendeva avere un figlio nei successivi tre anni. Nel 2003 questa quota era del 25%. Questo significa che <strong>oltre 10,5 milioni di persone in età feconda non intendono avere figli o non vogliono averne altri</strong>. Tale scelta però in diversi casi appare più subita che voluta.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">62,2% </span>i soggetti che dichiarano di aver dovuto rinunciare alla genitorialità a causa delle difficoltà incontrate nel perseguire i propri progetti riproduttivi.</p>
</section>
<p>Le <strong>motivazioni economiche</strong> rappresentano il primo grande scoglio, segnalate da circa un terzo delle persone che hanno riferito ostacoli nel realizzare i propri desideri. Questa preoccupazione è particolarmente sentita dagli <strong>uomini tra i 25 e i 34 anni</strong>. Al fattore economico si affiancano le <strong>criticità legate al mondo del lavoro</strong>. Circa il 9,4% del campione ritiene di non disporre di condizioni lavorative adeguate per accogliere un figlio. Questo dato è strettamente connesso alla percezione di instabilità: <strong>quasi un quarto delle donne tra i 25 e i 34 anni dichiara di non avere garanzie sufficienti per intraprendere il percorso della maternità</strong>.</p>
<div id="strillo-testo-block_e684e6e59d59e5bf808928364892390e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La necessità di accudire parenti anziani può scoraggiare le giovani generazioni dal perseguire i progetti familiari.</p>
</section></div>
<p>Un ulteriore elemento di freno è rappresentato dai <strong>fattori biologici e anagrafici</strong>. Poco meno di un quinto degli intervistati indica l&#8217;età come motivo principale della mancata realizzazione dei propri desiderata, un problema che riguarda la metà delle persone (51,7% tra le donne) nella fascia tra i 45 e i 49 anni. Infine, pesano in modo significativo i <strong>nuovi carichi di cura</strong> che gravano sulle generazioni attuali. L&#8217;11,5% delle persone in età feconda dichiara di dover rinunciare alla genitorialità perché impegnato nell&#8217;assistenza ai propri genitori anziani. Questo fenomeno è particolarmente evidente tra i 45-49enni, dove la quota di chi si prende cura dei genitori raggiunge il 17,9%.</p>
<div id="le-priorita-per-invertire-la-rotta-devono-contemplare-sostegno-economico-servizi-per-linfanzia-e-agevolazioni-abitative" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Verso politiche pubbliche integrate</h3>
<p>Il declino delle nascite non riguarda quindi solo la demografia, ma interroga il futuro del welfare e dei servizi per l&#8217;infanzia. Dalle rilevazioni di Istat infatti emergono chiaramente quali sono le priorità per invertire la rotta: <strong>sostegno economico</strong> (28,5%), <strong>potenziamento dei servizi per l&#8217;infanzia</strong> (26,1%) e <strong>agevolazioni abitative</strong> (23,1%).</p>
<div id="strillo-testo-block_6ae12385b762087b4d71036110673c9d" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Il potenziamento dei servizi per l&#8217;infanzia può contribuire alla genitorialità.</p>
</section></div>
<p>Uno degli aspetti critici che emergono dalle rilevazioni quindi è anche quello relativo alla <strong>presenza e disponibilità di posti in asilo nido</strong>. Come abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/il-legame-tra-offerta-di-nidi-e-occupazione-femminile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">raccontato in passato</a> infatti è proprio dove queste strutture mancano che le madri incontrano maggiori difficoltà a rimanere nel mercato del lavoro.</p>
<p>Senza interventi strutturali e integrati che facilitino la conciliazione tra vita e lavoro e che garantiscano stabilità economica ai giovani, difficilmente si potrà invertire la tendenza.</p>
<div id="nel-2022-catania-e-stato-il-comune-capoluogo-con-il-piu-alto-tasso-di-natalita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">La natalità nei territori</h3>
<p>Finora ci siamo concentrati su analisi di carattere generale. Tuttavia per poter intervenire con politiche mirate e adeguate alle esigenze dei diversi territori è fondamentale avere <strong>dati con granularità almeno comunale</strong>. In questo senso, i <a href="https://www.istat.it/statistica-sperimentale/aggiornamento-degli-indicatori-del-sistema-informativo-a-misura-di-comune/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati</a> più recenti con questa disgregazione fanno rifermento al 2022.</p>
<p>In quell&#8217;anno, il tasso di natalità nazionale era di 6,7 nati ogni mille abitanti. Logicamente, mentre nei grandi centri urbani il tasso di natalità risulta più stabile grazie all’ampia base della popolazione residente, nei piccoli comuni l’indicatore è soggetto a una maggiore volatilità statistica, dove anche poche nascite possono determinare variazioni percentuali molto marcate. Per questo è interessante andare a vedere cosa succede nelle principali città. </p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tasso-di-natalita-in-diminuzione-in-quasi-6mila-comuni/">Tasso di natalità in diminuzione in quasi 6mila comuni</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/tasso-di-natalita-in-diminuzione-in-quasi-6mila-comuni/">Il tasso di natalità comune per comune (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_306832_tab1"><br />
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</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_306832_tab3"></p>
<p><span data-path-to-node="11,1,0,0">Il tasso di natalità indica il numero di nuovi nati</span><span data-path-to-node="11,1,0,2"><span class="citation-54"> ogni mille abitanti</span></span><span data-path-to-node="11,1,0,4">. A partire dai dati del 2018 il bilancio della popolazione residente tiene conto dei risultati del Censimento permanente della popolazione. I dati relativi agli anni 2014-2018 sono consultabili nella sezione &#8220;Popolazione Intercensuaria&#8221;. La configurazione territoriale e amministrativa utilizzata, relativa ai comuni e alle unità territoriali sovracomunali, fa riferimento alla data del 31 dicembre 2022. A questa data, il numero dei comuni era pari a 7904. Negli anni il numero dei comuni può modificarsi sia per la costituzione di nuovi enti, prevalentemente per la fusione di comuni già esistenti e conseguentemente soppressi, sia perché alcuni sono inglobati in altri che non cambiano nome. </span></p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 11 Novembre 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/tasso-di-natalita-in-diminuzione-in-quasi-6mila-comuni.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306832"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306832" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/tasso-di-natalita-in-diminuzione-in-quasi-6mila-comuni/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Se si prendono in considerazione i comuni capoluogo, notiamo che in 32 centri il tasso di natalità è superiore alla media. I valori più alti si registrano al sud. A <strong>Catania</strong> il tasso di natalità nel 2022 è stato di 8,5 nuovi nati ogni mille abitanti. Seguono <strong>Andria</strong> e <strong>Palermo</strong> (8) e <strong>Crotone</strong>, <strong>Bolzano</strong>, <strong>Reggio Emilia</strong> e <strong>Piacenza</strong> (7,8). Da notare anche il dato sopra la media di <strong>Napoli</strong> (7,7). Viceversa, valori particolarmente bassi si registravano in Sardegna. A <strong>Nuoro</strong>, <strong>Carbonia</strong> e <strong>Oristano</strong> c&#8217;era un tasso di 4 neonati ogni mille residenti, a <strong>Cagliari</strong> di poco superiore (4,5).</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Taa.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_denatalit%C3%A0/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da Openpolis con l’impresa sociale Con i bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;data journalism&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi al tasso di natalità nei comuni sono di fonte Istat.</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/una-donna-incinta-che-tiene-una-macchina-fotografica-tra-le-mani-pqfyq0Iur-U">Raymart Arniño</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-il-numero-di-nati-e-al-minimo-storico/">In Italia il numero di nati è al minimo storico</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Perché molti bambini non visitano i musei</title>
		<link>https://www.openpolis.it/perche-molti-bambini-non-visitano-i-musei/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306668</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'Italia è il primo paese al mondo per siti Unesco, ma per diversi motivi i più giovani non accedono a questa ricchezza. Tra le criticità maggiori, i redditi delle famiglie e la centralità dei luoghi.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-molti-bambini-non-visitano-i-musei/">Perché molti bambini non visitano i musei</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accesso di bambini e ragazzi ai luoghi della cultura, e in particolare ai musei, è un diritto che incontra significative <strong>barriere che vanno oltre la semplice disponibilità di strutture</strong>.</p>
<p>I limiti di accesso ai musei per i minori infatti sono complessi e multifattoriali. A partire dalla <strong>concezione di questi luoghi, storicamente pensati per una fruizione da parte degli adulti</strong>, sebbene nel tempo si sia progressivamente affermata l&#8217;esigenza di consentire un accesso consapevole anche per bambini e ragazzi. Per un paese come il nostro, <strong>ai vertici a livello internazionale per patrimonio culturale e ambientale</strong>, si tratta di una sfida di primaria importanza.</p>
<div id="litalia-e-il-primo-paese-al-mondo-per-siti-patrimonio-dellumanita-unesco" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">61 </span>beni iscritti nel <a href="https://whc.unesco.org/en/list/stat#s2" target="_blank" rel="noopener">patrimonio Unesco</a> in Italia nel 2025. Seguono Cina (60), Germania (55) e Francia (54).</p>
</section>
<p>Restano ancora <strong>ostacoli di tipo socio-economico</strong>, con appena l&#8217;11,3% di chi vive in famiglie a basso reddito con figli che visita siti culturali. Si riscontrano inoltre significative <strong>disparità territoriali</strong> nel tipo di offerta erogata e nella <strong>capacità di attivare collaborazioni</strong> e partnership con le scuole e la comunità educante.</p>
<p>Abbiamo approfondito questi <strong>fattori e la loro diversa incidenza sul territorio nazionale</strong>, in modo da avere un quadro più completo della situazione.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<h3 class="wp-block-heading">I gap nell&#8217;accesso ai musei rispetto alla densità delle strutture</h3>
<p>L&#8217;offerta di strutture museali sul territorio nazionale appare piuttosto capillare, tanto in regioni del nord quanto in quelle del mezzogiorno. Se si considera l&#8217;indicatore di <strong>densità e rilevanza del patrimonio museale</strong> (che considera il numero di musei per chilometro quadrato, ponderato rispetto al numero di visitatori), le regioni dove l&#8217;offerta è più presente sono <strong>Lazio</strong> (6,13 per kmq), <strong>Campania</strong> (3,46), <strong>Toscana</strong> (3,28) e <strong>Veneto</strong> (1,93). Ciò evidentemente per la presenza in questi territori di importanti città d&#8217;arte, con la relativa dotazione museale che attrae un grande numero di visitatori.</p>
<div id="la-presenza-di-musei-e-siti-culturali-non-si-traduce-automaticamente-in-un-maggior-accesso-dei-bambini-ai-luoghi-della-cultura" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Ciò non significa però che questo si traduca automaticamente in un maggiore accesso di bambini e ragazzi ai luoghi della cultura. <strong>Le regioni del centro-nord hanno di gran lunga la quota più alta di bambini e ragazzi che frequentano musei</strong>. Oltre il 40% dei minori è stato almeno una volta nel 2022 in un museo nella provincia autonoma di Trento (dove la quota supera il 60%), in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Liguria, Emilia-Romagna, Valle d’Aosta, Piemonte, Toscana, provincia autonoma di Bolzano e Umbria. Mentre la quota <strong>non raggiunge il 30% in Basilicata, Campania, Sicilia, Puglia e Calabria</strong> (ultima in classifica per fruizione dei minori con il 23,3% nel periodo 2022-23).</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-rapporto-tra-la-densita-del-patrimonio-museale-e-laccesso-dei-minori-ai-musei/">Il rapporto tra la densità del patrimonio museale e l&#8217;accesso dei minori ai musei</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/il-rapporto-tra-la-densita-del-patrimonio-museale-e-laccesso-dei-minori-ai-musei/">Confronto tra la percentuale di minori che hanno frequentato musei e/o mostre e la densità/rilevanza del patrimonio museale</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_306749_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/il-rapporto-tra-la-densita-del-patrimonio-museale-e-laccesso-dei-minori-ai-musei/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/il-rapporto-tra-la-densita-del-patrimonio-museale-e-laccesso-dei-minori-ai-musei.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat e Crc                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 4 Marzo 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/il-rapporto-tra-la-densita-del-patrimonio-museale-e-laccesso-dei-minori-ai-musei.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306749"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306749" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>La <strong>relazione tra avere un patrimonio museale denso e l&#8217;effettivo tasso di visita dei ragazzi</strong> è un fenomeno prevalentemente delle regioni centrali e che, se si esclude la provincia autonoma di Trento, in parte emerge anche nell&#8217;Italia settentrionale.</p>
<p>Mentre <strong>non c&#8217;è alcuna relazione positiva tra la densità dei musei e la frequenza con cui i minori vi hanno accesso nel mezzogiorno</strong>. Si prenda il caso della Campania, con una densità di patrimonio molto alta (3,46 per 100kmq), ma una bassa accessibilità dei minori (28,9%). Inferiore a regioni con densità molto più basse, ma con elevato accesso dei minori.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I limiti dell&#8217;accesso ai musei per i minori</h3>
<p>I motivi di un <strong>mancato accesso di bambini e ragazzi ai luoghi della cultura ovviamente non può essere ricondotto meramente all&#8217;offerta di strutture</strong>. Può trattarsi di un <strong>problema anche socio-economico</strong>, con una quota di famiglie che resta esclusa dal consumo culturale e che non è in grado di sostenere tali spese. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-italia-solo-una-persona-su-10-in-famiglie-con-figli-a-basso-reddito-visita-siti-culturali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come abbiamo già avuto modo di ricostruire</a>, si tratta di una questione rilevante. Basti pensare che in Italia <strong>chi vive in una famiglia a basso reddito e con figli nel corso del 2022 ha visitato un sito culturale solo nell’11,3% dei casi</strong>: una quota che è metà di quella media (22,6%) e meno di un terzo rispetto a quella di chi vive in nuclei ad alto reddito con figli a carico (36,9%).</p>
<div id="1-su-10-i-componenti-di-famiglie-a-basso-reddito-e-con-figli-che-hanno-visitato-un-sito-culturale-nel-2022" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">1 su 10 </span>i componenti di famiglie a basso reddito e con figli che hanno visitato un sito culturale nel 2022.</p>
</section>
<p>Inoltre, <strong>non solo la presenza, ma anche la stessa accessibilità delle strutture potrebbe incidere</strong>. In Italia nel 2022 circa il 40% dei musei è stato aperto per oltre 250 giorni, ma la quota nelle aree interne scende a circa un terzo del totale.</p>
<p>Per quanto sia certamente <strong>da non sottovalutare l&#8217;importante diffusione territoriale di queste strutture</strong> e da apprezzare il fatto che persino in comuni ultraperiferici oltre l&#8217;80% dei musei sia aperto con orario prestabilito (non a prenotazione) e di questi oltre il 60% dichiari almeno 6 giorni settimanali di apertura, il <strong>divario territoriale appare ampio</strong>.</p>
<p>Come detto, i <strong>giorni effettivi di apertura nelle zone interne sono sensibilmente più bassi</strong>. Una tendenza che rimanda al fatto che in alcune aree del paese l&#8217;accesso al museo potrebbe essere più funzionale al turismo che all&#8217;utenza residenziale, come osservato in un recente rapporto dell&#8217;istituto di statistica.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Solo un terzo dei luoghi della cultura delle Aree Interne (33,5%) è invece aperto per più di 250 giorni l’anno, probabilmente con una maggiore propensione a soddisfare le esigenze turistiche che non a offrire servizi continuativi ai residenti.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/02/PATRIMONIO-CULTURALE-NELLE-AREE-INTERNE-1.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Il patrimonio culturale nelle aree interne (febbraio 2025)</a>
									            </div>
</section>
<p>Un altro aspetto da considerare è che anche <strong>la possibilità di creare relazioni strutturate con le scuole e la comunità educante può variare molto tra i territori</strong>.</p>
<p>Sebbene <strong>non esistano dati sistematici a livello locale sugli ingressi dei minori ai musei</strong>, questi aspetti sull&#8217;offerta museale sono ricostruiti periodicamente da Istat attraverso una raccolta di dati sui musei e le istituzioni similari. Uno strumento prezioso per comprendere questi aspetti e avere uno sguardo più approfondito sull&#8217;approccio ai luoghi della cultura nel nostro paese.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come cambia l&#8217;offerta di musei sul territorio</h3>
<p>Un primo aspetto è banalmente la <strong>semplice presenza di queste strutture</strong>. In Italia quelle censite da Istat come attive sono state 4.416 nel 2022. <a href="https://www.openpolis.it/numeri/lofferta-di-musei-per-minore-e-maggiore-nei-comuni-del-centro-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come abbiamo avuto modo di approfondire in passato</a>, parliamo quindi di <strong>4,8 musei censiti ogni 10mila minori</strong> residenti nel nostro paese. Con valori che tra i capoluoghi variano tra le oltre 40 strutture ogni 10mila minori a <strong>Siena</strong> (41,2) e meno di una ogni 10mila bambini e ragazzi a <strong>Ragusa</strong> e <strong>Messina</strong> (0,9 circa in entrambe le città).</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7 su 10 </span>capoluoghi con minore dotazione di istituti museali si trovano nel mezzogiorno.</p>
</section>
<div id="nei-comuni-polo-oltre-la-meta-dei-musei-e-aperto-per-piu-di-250-giorni-allanno-nelle-aree-interne-circa-un-terzo-del-totale" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Ancora più interessante è vedere quanto restano aperti nell&#8217;arco di un anno. Nel 2022 in media il <strong>39% dei musei è rimasto aperto oltre 250 giorni</strong>, un dato che raggiunge il 54,3% nei comuni polo, mentre si attesta al 34% circa nelle aree interne.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-polo-oltre-la-meta-dei-musei-e-aperto-per-piu-di-250-giorni-allanno-nelle-aree-interne-circa-un-terzo/">Nei comuni polo oltre la metà dei musei è aperto per più di 250 giorni all&#8217;anno, nelle aree interne circa un terzo</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nei-comuni-polo-oltre-la-meta-dei-musei-e-aperto-per-piu-di-250-giorni-allanno-nelle-aree-interne-circa-un-terzo/">Percentuale di musei che nel 2022 hanno dichiarato oltre 250 giorni di apertura (2022)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: lunedì 26 Febbraio 2024)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/nei-comuni-polo-oltre-la-meta-dei-musei-e-aperto-per-piu-di-250-giorni-allanno-nelle-aree-interne-circa-un-terzo.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306719"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306719" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Non è un elemento da trascurare che nelle zone più periferiche una quota importante riesca a mantenere tempi di apertura ampi, anche se il divario con le aree più urbanizzate è molto profondo, come emerge dalla mappa.</p>
<p>Del resto,<strong> anche tra le città il dato cambia molto</strong>. Tutti i musei presenti hanno dichiarato oltre 250 giorni di apertura in 18 capoluoghi, con un&#8217;alta incidenza nel mezzogiorno. Nel 28,6% dei capoluoghi delle isole e nel 34,6% di quelli del sud continentale la totalità dei musei riporta un&#8217;apertura superiore a 250 giorni all&#8217;anno, a fronte di una media nazionale del 16%.</p>
<p><strong>Un dato che va letto probabilmente in parallelo con quello sulla diffusione</strong>. Nel centro-nord sono presenti più musei per minore, con tante strutture anche di piccola dimensione che hanno aperture più limitate. Nel mezzogiorno i tempi di apertura sono più ampi, ma i musei attivi rispetto a bambini e ragazzi residenti sono meno.</p>
<div id="la-capacita-di-creare-relazioni-con-la-comunita-educante-varia-molto-sul-territorio" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">I tanti fattori in gioco nell&#8217;accesso dei minori ai musei</h3>
<p>Diffusione sul territorio e giorni di apertura complessivi non sono comunque gli unici elementi da considerare quando si riflette sul diritto di accesso di bambini e ragazzi ai luoghi della cultura. </p>
<p>Un fattore fondamentale è la <strong>capacità dei musei di sviluppare relazioni sul territorio</strong>, in particolare con gli istituti scolastici, per <strong>attivare un maggior coinvolgimento e incrementare le possibilità di fruizione degli studenti</strong>.</p>
<p><a href="https://www.openpolis.it/lalleanza-tra-scuole-e-musei-nel-contrasto-della-poverta-educativa/#:~:text=La%20relazione%20tra%20scuole%20e%20musei%2C%20comune%20per%20comune" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Come abbiamo già ricostruito</a>, il <strong>numero di musei che svolge attività rivolte ai minori diminuisce al crescere del livello di complessità della relazione da instaurare</strong>.&nbsp;<strong>Nel 2022, ad esempio, in quasi 3 musei su 4 si sono svolte visite guidate per gruppi scolastici (73,9%)</strong>. Considerando quelli che <strong>hanno tenuto laboratori didattici dedicati ai gruppi scolastici, la quota scende al 44,8%</strong>&nbsp;(cioè meno della metà del totale). Meno di uno su 3 (30,1%) dichiara di aver attivato vere e proprie partnership con il mondo della scuola.&nbsp;</p>
<div id="strillo-testo-block_da7aeb3c5afbd75e635e3587749bbd82" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Al sud attivate più collaborazioni dedicate a soggetti che vivono in condizioni di indigenza.</p>
</section></div>
<p><strong>Circa uno su 10 (11,8%) è stato coinvolto in progetti di inclusione rivolti a soggetti che vivono in povertà economica, educativa o culturale, attraverso collaborazioni o partenariati con i diversi soggetti della comunità educante</strong>. Da segnalare in questo senso la quota doppia dei musei del sud continentale attivi su questo fronte (21,7%).</p>
<p>Un segnale molto interessante, <strong>da monitorare con i prossimi rilasci dell&#8217;istituto di statistica</strong>. Nella speranza che nei prossimi anni la possibilità degli istituti museali di creare relazioni con le scuole aumenti ulteriormente e soprattutto che questo <strong>favorisca un maggiore accesso dei minori alla cultura e a questo tipo di esperienze, in senso lato</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_Taa.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_musei/2026_musei_totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati riguardanti la presenza e le attività svolte dai musei sono di fonte Istat.</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/un-uomo-e-una-donna-seduti-su-una-panchina-in-un-museo-DzbDKEzC5D8" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ben Elliot</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/perche-molti-bambini-non-visitano-i-musei/">Perché molti bambini non visitano i musei</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Asili nido, obiettivo 33% più vicino ma restano i divari</title>
		<link>https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-piu-vicino-ma-restano-i-divari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 May 2026 08:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306337</guid>

					<description><![CDATA[<p>I posti in asili nido e servizi prima infanzia in Italia sono saliti a 31,6 ogni 100 bambini, secondo gli ultimi dati. A poco più di un punto dal target del 33%, stabilito in sede Ue e integrato nelle norme nazionali, ma le distanze tra territori sono ancora molto ampie.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-piu-vicino-ma-restano-i-divari/">Asili nido, obiettivo 33% più vicino ma restano i divari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>Cresce l’offerta di posti in asili nido pubblici in Italia. Secondo l’ultima rilevazione (relativa all&#8217;anno educativo 2023/24), infatti, sono 31,6 i posti ogni 100 bambini sotto i 3 anni. <strong>In avvicinamento al 33%</strong> stabilito nel 2002 dal consiglio europeo di Barcellona come obiettivo Ue e successivamente integrato nella normativa nazionale.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Lo Stato promuove (…) il progressivo consolidamento, ampliamento, nonché l’accessibilità dei servizi educativi per l’infanzia, anche attraverso un loro riequilibrio territoriale, con l’obiettivo tendenziale di raggiungere almeno il 33 per cento di copertura della popolazione sotto i tre anni di età a livello nazionale</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2017/05/16/17G00073/sg" target="_blank">&#8211; Dlgs 65/2017</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>Manca quindi poco più di un punto all&#8217;obiettivo del 33%, stabilito in sede europea nei primi anni 2000 e integrato nella normativa nazionale dal decreto legislativo 65/2017. Tuttavia <strong>resta ancora lontano il target da raggiungere previsto dalle istituzioni europee per il 2030</strong>. Durante la pandemia, nell’ottica di potenziare l’educazione pre-scolare, le istituzioni europee hanno infatti stabilito una nuova raccomandazione per arrivare al 45% (commisurata rispetto alla situazione di partenza del paese).</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Si raccomanda agli Stati membri di fornire servizi (&#8230;) provvedendo a che entro il 2030 almeno il 45% dei bambini di età inferiore ai tre anni partecipi all&#8217;ECEC [Early childhood education and care, ndr]</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://data.consilium.europa.eu/doc/document/ST-14785-2022-INIT/it/pdf" target="_blank">&#8211; Raccomandazione del Consiglio in materia di educazione e cura della prima infanzia: obiettivi di Barcellona per il 2030</a>
									            </div>
</section>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div>
</p>
<p><div id="316-posti-nei-servizi-prima-infanzia-ogni-100-bambini-nel-2023-24-in-progressivo-aumento-rispetto-ai-30-del-2022-e-ai-28-del-2021" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Negli anni<strong> l&#8217;offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia è aumentata progressivamente</strong>. Ancora nel 2021 i posti disponibili, nell&#8217;offerta pubblica e privata, erano 28 ogni 100 bambini. La quota è cresciuta a 30 nell&#8217;anno successivo e al 31,6 attuale.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/manca-poco-piu-di-un-punto-al-raggiungimento-dellobiettivo-33-sugli-asili-nido/">Manca poco più di un punto al raggiungimento dell&#8217;obiettivo 33% sugli asili nido</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/manca-poco-piu-di-un-punto-al-raggiungimento-dellobiettivo-33-sugli-asili-nido/">Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (a.e. 2013/14-2023/24)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 3 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/manca-poco-piu-di-un-punto-al-raggiungimento-dellobiettivo-33-sugli-asili-nido.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306356"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306356" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>In termini assoluti, <strong>nel 2023 si sono raggiunti 378.496 posti autorizzati</strong> nei servizi per la prima infanzia. Oltre dodicimila posti in più dell&#8217;anno precedente, con un aumento del 3,4%.</p>
</p>
<p><strong>Sul rapporto posti-minori incide quindi sia la crescita dei primi, al numeratore, ma purtroppo anche il drastico calo dei secondi</strong>. Da alcuni anni, <a href="https://www.openpolis.it/in-italia-continuano-a-diminuire-le-nascite/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come abbiamo avuto modo di raccontare</a>, <strong>ogni anno segna un nuovo record minimo storico in termini di nascite</strong>.</p>
</p>
<p><div id="continua-la-crescita-dei-posti-ma-pesa-anche-il-calo-delle-nascite" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Nel 2023, anno di riferimento dei dati, sono stati 379.890 i nuovi nati in Italia. In calo rispetto ai 400mila del 2021. <strong>Il dato consolidato per il 2024 parla di 369.944 nascite</strong>. Molto lontani dal picco più recente, raggiunto nel 2008 (576.659). </p>
</p>
<p>Da allora, complici fattori socio-economici e demografici (la struttura della popolazione in età fertile), il calo di nascite è stato costante, anno per anno. Contribuendo di fatto al miglioramento dell&#8217;indicatore.</p>
</p>
<p><div id="13-le-regioni-al-di-sopra-del-33-erano-6-nel-2021" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il confronto tra le regioni</h3>
</p>
<p>Un dato incoraggiante è che <strong>salgono a 13 le regioni al di sopra del target del 33%</strong>. Erano 11 nel 2022, 6 nel 2021. Un aumento complessivo che riguarda anche gli ultimi posti della classifica, come Campania e Sicilia che superano per la prima volta quota 15%.</p>
</p>
<p>Tuttavia, <strong>già a un livello regionale si nota come &#8211; pur nel miglioramento complessivo &#8211; restino ampie le distanze interne</strong>. Con alcune aree del paese che hanno già raggiunto, o stanno per raggiungere, il nuovo target del 45%. E altre ben lontane da questa soglia.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-13-regioni-si-attestano-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Nel 2023 13 regioni si attestano sopra la soglia del 33% sui nidi</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nel-2023-13-regioni-si-attestano-sopra-la-soglia-del-33-sui-nidi/">Numero di posti disponibili in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti tra 0 e 2 anni (2023/24)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_306360_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_306360_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 3 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306360"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306360" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Guida la classifica l&#8217;Umbria, con quasi un posto ogni 2 minori (48,4%)</strong>. Sopra la soglia del 40% anche Emilia-Romagna, Valle d&#8217;Aosta, Toscana e Friuli-Venezia Giulia; poco sotto Lazio, Sardegna e Lombardia.</p>
</p>
<p>È rilevante osservare come, pur negli incrementi degli ultimi anni, nelle ultime posizioni restino tutte importanti regioni del mezzogiorno, come Campania (15,4%), Sicilia (15,5%) e Calabria (17,2%). Segno di un <strong>divario strutturale che permane, ancora più visibile sui singoli territori</strong>.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">L&#8217;offerta di asili nido e servizi prima infanzia sul territorio</h3>
</p>
<p>In <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/lofferta-di-asili-nido-in-italia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">precedenti approfondimenti dell&#8217;osservatorio</a> abbiamo evidenziato come l’offerta di asili nido e servizi per la prima infanzia nel nostro Paese sia attraversata da <strong>due principali fratture</strong>.</p>
</p>
<p>La prima, chiaramente visibile già a livello regionale, riguarda il divario tra <strong>centro-nord e mezzogiorno</strong>. La seconda, che emerge solo analizzando i dati almeno su scala comunale, è quella che separa le <strong>grandi città dalle aree interne</strong>.</p>
</p>
<p><div id="387-i-posti-ogni-100-bambini-nei-comuni-polo-245-nelle-aree-interne" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>Nei comuni polo, baricentrici in termini di servizi, si registrano quasi 40 posti ogni 100 bambini</strong> con meno di 3 anni (38,7%). La quota scende di circa dieci punti (29% circa) in comuni di cintura, gli hinterland delle città principali. <strong>Nelle aree interne scende ulteriormente, con una media di circa 24,5 posti per 100 minori</strong>.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne/">Asili nido, resta la spaccatura tra nord e sud e tra centri e aree interne</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne/">Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2023/24)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         aria-labelledby="chart_306340_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne/">Asili nido, resta la spaccatura tra nord e sud e tra centri e aree interne &#8211; Posti in asili nido e servizi prima infanzia per 100 residenti 0-2 anni nei comuni italiani (2023/24)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(ultimo aggiornamento: martedì 3 Febbraio 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/05/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306340"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306340" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/asili-nido-resta-la-spaccatura-tra-nord-e-sud-e-tra-centri-e-aree-interne/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Con differenze anche rispetto al tipo di comune di area interna</strong>. I comuni intermedi, situati a quasi mezz&#8217;ora dalla città polo più vicina, vedono un&#8217;offerta di 24,9 posti per 100 minori. La quota scende al 24,5% nei comuni periferici e al 20,4% in quelli ultraperiferici, a oltre un&#8217;ora dai poli.</p>
</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell&#039;offerta educativa risulta spesso compromessa.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/"><br />
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span></p></div>
</section>
</p>
<p>Divari si registrano però anche tra le città. Prendendo in considerazione i capoluoghi, la quota supera i 60 posti ogni 100 bambini a Nuoro, Sassari, Siena e Ferrara e Carbonia. <strong>Sono 25 i capoluoghi di provincia dove l&#8217;offerta raggiunge o supera i 50 posti ogni 100 bambini</strong>; con l&#8217;eccezione dei 3 comuni sardi appena citati, si trovano tutti nel centro-nord del paese.</p>
</p>
<p>Al contrario, si trovano tutte nel mezzogiorno le 6 città capoluogo con meno di 15 posti ogni 100 bambini, come Barletta, Messina, Isernia, Ragusa, Andria e Catania.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/emilia_romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/friuli_venezia_giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/trentino_alto_adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/valle_daosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2023_asili_nido/totale_generale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://mockuptree.com/free/woman-macbook-mockup/" type="link" id="https://mockuptree.com/free/woman-macbook-mockup/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pexels</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/asili-nido-obiettivo-33-piu-vicino-ma-restano-i-divari/">Asili nido, obiettivo 33% più vicino ma restano i divari</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il livello di istruzione è troppo legato a quelli dei genitori</title>
		<link>https://www.openpolis.it/il-livello-di-istruzione-e-troppo-legato-a-quelli-dei-genitori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=307300</guid>

					<description><![CDATA[<p>I dati raccontano che i figli di genitori laureati hanno mediamente livelli di istruzione più alti. In Italia la mobilità sociale è ancora scarsa, e questo ha ricadute anche sull’occupazione. Un’analisi, comune per comune.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-livello-di-istruzione-e-troppo-legato-a-quelli-dei-genitori/">Il livello di istruzione è troppo legato a quelli dei genitori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>L&#8217;accesso al lavoro è un tema chiave in un paese come l&#8217;Italia, dove il raggiungimento dell<a href="https://www.openpolis.it/numeri/nonostante-il-calo-dei-neet-dopo-la-pandemia-litalia-resta-il-secondo-paese-ue-con-maggiore-incidenza/" type="link" id="https://www.openpolis.it/numeri/nonostante-il-calo-dei-neet-dopo-la-pandemia-litalia-resta-il-secondo-paese-ue-con-maggiore-incidenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8216;indipendenza dal nucleo familiare d&#8217;origine è spesso più lento</a>.</p>
</p>
<p>In questo contesto, <strong>un ruolo chiave è determinato dall&#8217;istruzione</strong>, che non soltanto permette di ottenere un&#8217;occupazione più facilmente ma anche di avere accesso a posizioni lavorative più stabili e con condizioni contrattuali più vantaggiose. <strong>Le opportunità di chi ha completato soltanto le scuole medie tendono ad essere minori rispetto a chi possiede un diploma di scuola superiore oppure una laurea.</strong></p>
</p>
<p>Tendenzialmente, sono i figli dei laureati che possono permettersi di portare a termine i cicli di studi dei gradi più alti mentre chi ha abbandonato precocemente gli studi ha spesso genitori che a loro volta non hanno un titolo di studio superiore al diploma di scuola media. Questa dinamica familiare è un aspetto da non sottovalutare, dal momento che la disparità in termini di istruzione (con conseguenti difficoltà a livello di occupazione) <strong>rende questo svantaggio sociale ereditario tra le generazioni.</strong></p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Quanto incide il tasso di istruzione sull&#8217;occupazione</h3>
</p>
<p><strong>Avere un grado di istruzione più alto rende le persone meno vulnerabili al rischio di disoccupazione.</strong> Questa dinamica viene influenzata da numerosi fattori come i veloci cambiamenti di natura tecnologica e l&#8217;importanza di determinate competenze che possono essere acquisite a scuola e all&#8217;università, oltre al fatto che per esercitare determinate professioni siano necessari specifici titoli di studio e percorsi abilitanti.</p>
</p>
<p><div id="nel-2024-il-527-dei-giovani-europei-che-ha-abbandonato-precocemente-gli-studi-e-disoccupato-o-inattivo" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_e69d9a614c55ec2480d839ef8635db7f" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Chi abbandona precocemente la scuola ha difficoltà ad avere un&#8217;occupazione.</p>
</section></div>
</p>
<p><strong>Questi sono tra i motivi per cui il tasso di occupazione tra chi ha abbandonato precocemente gli studi sia così basso.</strong> Secondo <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/SEPDF/cache/1150.pdf" type="link" id="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/SEPDF/cache/1150.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurostat</a> nel 2024 il 9,8% delle persone con età compresa tra 18 e 24 anni riportano un titolo di studio pari al massimo al grado secondario inferiore, i cosiddetti <em>early leavers from education and training</em> (Elef). Il <strong>47,3%</strong> di loro risulta impiegato in un contesto lavorativo, il 30,1% dichiara di essere alla ricerca di un&#8217;occupazione mentre il rimanente 22,6% è inattivo. Confrontando i singoli paesi, solo 9 stati europei riportano tra le persone che hanno lasciato gli studi prima del tempo una quota superiore al 50%.</p>
</p>
<p>Le complessità nel trovare un&#8217;occupazione per chi ha un titolo di studio più basso si rilevano anche nel totale della popolazione in età lavorativa.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lincidenza-degli-occupati-aumenta-per-titoli-di-studio-piu-alti/">L&#8217;incidenza degli occupati aumenta per titoli di studio più alti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lincidenza-degli-occupati-aumenta-per-titoli-di-studio-piu-alti/">Tasso di occupazione per titolo di studio (2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
<div id="chart_307472_tab1" role="tab" aria-controls="chart_307472_tabpanel1"
                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
<div id="chart_307472_tabpanel1" role="tabpanel" class="tabContent tabContent-1 tabChart"
                         aria-labelledby="chart_307472_tab1"><br />
                        <amp-iframe src="https://embed.openpolis.it/numeri/lincidenza-degli-occupati-aumenta-per-titoli-di-studio-piu-alti/?opmag-charts-bare-view" width="1010" height="505" layout="responsive" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-modals allow-forms allow-downloads" allowfullscreen resizable frameborder="0" class="custom-loader opmag-chart opmag-chart-iframe"><amp-img width="1010" height="505" layout="fixed" src="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/lincidenza-degli-occupati-aumenta-per-titoli-di-studio-piu-alti.png" placeholder ></amp-img></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/lincidenza-degli-occupati-aumenta-per-titoli-di-studio-piu-alti/">L&#8217;incidenza degli occupati aumenta per titoli di studio più alti &#8211; Tasso di occupazione per titolo di studio (2024)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Eurostat                                                                <br />(consultati: venerdì 13 Marzo 2026)
                                        </p>
</p></div>
<div class="opmag-chart-actions">
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/lincidenza-degli-occupati-aumenta-per-titoli-di-studio-piu-alti.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-307472"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307472" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Sempre nel 2024, il tasso di occupazione nei paesi europei è pari al 78%. <strong>Questo dato riporta però un&#8217;ampia forbice tra chi ha un titolo al più secondario inferiore (59,1%) rispetto a chi invece ha concluso la scuola secondaria superiore (78,3%) o ha concluso un ciclo di studi terziario (87,8%).</strong> Una dinamica evidente anche in Italia, dove il tasso di occupazione totale è pari al 70,1% ma scende al 55% per chi ha concluso solo le scuole medie per poi risalire al 74% e all&#8217;84,7% rispettivamente per chi è in possesso di un diploma di scuola superiore e una laurea o titolo equiparabile.</p>
</p>
<p><div id="in-italia-il-vantaggio-occupazionale-tra-chi-ha-la-laurea-e-il-diploma-di-scuola-superiore-e-di-circa-10-punti-percentuali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Il vantaggio occupazionale della laurea risulta quindi ancora molto alto, nonostante sia <a href="https://www.istat.it/comunicato-stampa/livelli-di-istruzione-e-ritorni-occupazionali-anno-2024/#:~:text=In%20calo%20ma%20comunque%20molto%20elevato%20il%20vantaggio%20occupazionale%20della%20laurea" type="link" id="https://www.istat.it/comunicato-stampa/livelli-di-istruzione-e-ritorni-occupazionali-anno-2024/#:~:text=In%20calo%20ma%20comunque%20molto%20elevato%20il%20vantaggio%20occupazionale%20della%20laurea" target="_blank" rel="noreferrer noopener">in calo rispetto all&#8217;anno precedente</a>. Sia nei paesi europei che in Italia è pari all&#8217;incirca a 10 punti percentuali. Su questo però incidono i diversi indirizzi di studio e le discipline Stem sono quelle in cui si registrano i tassi maggiori.</p>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L’indirizzo di studio universitario incide significativamente sui tassi di occupazione: nel 2024, tra i 30-34enni il tasso di occupazione è del 77,9% per i laureati nell’area Umanistica e dei servizi, sale all’85,7% in quella Socio-economica e giuridica, raggiunge l’88,6% nell’area Medico-sanitaria e farmaceutica e tocca il valore più elevato nelle discipline STEM (88,9%).</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Report-Livelli-di-istruzione-e-ritorni-occupazionali-Anno-2024.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Livelli di istruzione e ritorni occupazionali (2024)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Come incide il titolo di studio dei genitori</h3>
</p>
<p><strong>Il grado di istruzione di una persona è fortemente associato al livello di istruzione dei genitori</strong>. Sempre secondo <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Report-Livelli-di-istruzione-e-ritorni-occupazionali-Anno-2024.pdf" type="link" id="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Report-Livelli-di-istruzione-e-ritorni-occupazionali-Anno-2024.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Istat</a>, nel 2024 la quota di figli 25-34enni con laurea è pari al 66,6% nelle famiglie con almeno un genitore laureato, 42,7% se almeno un genitore è al massimo diplomato mentre scende al 12,9% quando entrambi i genitori possiedono al più un titolo secondario inferiore. Per quanto l&#8217;incidenza sia in crescita per i figli dei diplomati (+2,4 punti percentuali rispetto al 2023), si tratta di un valore ancora ampiamente al di sotto di quello riportato tra le famiglie con genitori laureati.</p>
</p>
<p><div id="il-228-dei-giovani-18-24-anni-che-hanno-abbandonato-precocemente-gli-studi-ha-dei-genitori-che-hanno-al-massimo-la-licenza-media" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div id="strillo-testo-block_3b9acb8f5f39b378afad9ef89ece9610" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>L&#8217;abbandono scolastico è più frequente tra i figli di chi ha al massimo la licenza media.</p>
</section></div>
</p>
<p><strong>L&#8217;altra faccia della medaglia è che anche l&#8217;abbandono scolastico è fortemente associato al grado di istruzione dei genitori.</strong> Nel 2024, il 22,8% dei giovani tra 18 e 24 anni con madre e padre aventi al massimo la licenza media ha abbandonato gli studi prima del conseguimento della qualifica o del diploma di scuola superiore. Questo valore scende al 5,3% per famiglie con almeno un genitore diplomato e all&#8217;1,2% in quelle in cui almeno uno ha una laurea.</p>
</p>
<p>Queste dinamiche sono tipiche di quella che viene definita &#8220;trappola della povertà educativa&#8221;: la possibilità di seguire gli studi, e quindi di poter accedere a occupazioni più stabili, meglio pagate e con condizioni più vantaggiose, è strettamente legata alla condizione economiche e sociali della famiglia di origine.<strong> Spesso quindi chi nasce in una famiglia svantaggiata dal punto di vista economico più difficilmente potrà distaccarsi da una tale condizione con lo studio. Di fatto quindi questa condizione di svantaggio risulta ereditaria.</strong></p>
</p>
<p>Alla luce di questi dati, è importante avere un quadro chiaro di come si sviluppa la situazione nei territori italiani. </p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Il rapporto tra occupazione e titolo di studio, comune per comune</h3>
</p>
<p>L&#8217;analisi a livello territoriale non può prescindere da una serie di annotazioni iniziali. Innanzitutto, sul piano comunale, i dati riportati da Istat fanno riferimento agli anni tra 2019 e 2022, con l&#8217;eccezione del 2020 per l&#8217;arrivo della pandemia.</p>
</p>
<p>Si tratta di un periodo particolare: <strong>questi dati sono stati rilevati a cavallo del periodo dell&#8217;emergenza pandemica</strong>, dove sono state limitate numerose attività in presenza e dove alcune imprese non hanno potuto continuare ad operare e le attività scolastiche e universitarie sono continuate grazie alla didattica a distanza. L&#8217;ultimo anno della rilevazione è quello della ripresa più continuativa delle attività in presenza.</p>
</p>
<p>Andiamo quindi a vedere nel dettaglio in quali aree del paese sono state rilevate le dinamiche più forti di ripresa dopo la pandemia.</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-crescita-chi-possiede-titoli-di-studio-superiori-alla-licenza-media/">In crescita chi possiede titoli di studio superiori alla licenza media</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-crescita-chi-possiede-titoli-di-studio-superiori-alla-licenza-media/">Differenze tra 2019 e 2022 del conseguimento del titolo di studio secondario e terziario e del tasso di occupazione</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: lunedì 16 Marzo 2026)
                                        </p>
</p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-307477"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-307477" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p><strong>Tra 2019 e 2022, quasi tutti i comuni riportano una crescita delle persone tra 25 e 49 anni con titoli di studio secondari superiori e terziari</strong> (rispettivamente, il 93,7% e il 92,6% sui 7.903 territori presenti in Italia nel 2022). Al contrario, <strong>il tasso di occupazione nella popolazione con più di 15 anni è in crescita per il 50,8% dei territori.</strong> Questi sono dati che vanno comunque considerati alla luce dell&#8217;importante <strong>incidenza dei piccoli comuni italiani</strong>: sono infatti 5.532 quelli che non superano i 5.000 abitanti, quasi il 70% di tutti quelli presenti sul territorio nazionale.</p>
</p>
<p><div id="tra-2019-e-2022-si-registra-una-crescita-in-tutti-i-capoluoghi-italiani-sia-per-chi-possiede-almeno-il-diploma-delle-scuole-superiori-che-per-chi-ha-la-laurea" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p><strong>A livello di capoluoghi, in tutti si registra una crescita della popolazione con diplomi e qualifiche secondarie e lauree.</strong> Nel dettaglio, le persone che concludono l&#8217;istruzione secondaria superiore sono maggiori nei capoluoghi di <strong>Barletta, Andria e Trani, tutte e tre con 6,5 punti percentuali in più rispetto al 2019</strong>. Rispettivamente, le città riportano nel 2019 delle incidenze pari a 59,7, 50,3 e 60,4 e nel 2022 66,2%, 56,8% e 66,9%. A registrare la crescita minore sono invece Milano con 0,5 punti percentuali (con quota nel 2019 pari all&#8217;82,5% e nel 2022 all&#8217;83%), Imperia sempre con 0,5 (incidenza al 71,2% che cresce al 71,7%) e Ancona con 0,1 (percentuale nel 2019 pari al 78,2% e nel 2022 al 78,3%). L&#8217;istruzione terziaria registra invece un aumento più ampio ad <strong>Agrigento con 5,4</strong> punti percentuali (passando da 25,4% a 30,8%) , Padova (5,3 con una crescita da 42,9% a 48,2%) e Monza (5,2 con un incremento da 37,4% a 42,6%). Al contrario, è più contenuto a Carbonia (1,7 passando da 17,7% a 19,4%), Macerata (1,5 con un passaggio da 37,9% a 39,4%) e Imperia (0,8 con incremento da 24,3% a 25,1%).</p>
</p>
<p><strong>Per quello che riguarda invece l&#8217;occupazione, ci sono 6 comuni capoluogo che registrano un calo, seppur contenuto entro il punto percentuale.</strong> Le diminuzioni maggiori si registrano a Macerata (-0,6, da 48,6% a 48%), Cesena (-0,3, da 50,7% a 50,4%), Fermo (-0,3, da 46,5% a 46,2%). Gli altri invece riportano un aumento, con i valori maggiori ad <strong>Agrigento (2,4, da 36,5% a 38,9%)</strong>, Milano e Palermo (tutte e due con 2,2, rispettivamente da 52,3% a 54,5% e da 34,2% a 36,4%).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/abruzzo.xls" target="_blank" rel="noopener">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/basilicata.xls" target="_blank" rel="noopener">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/calabria.xls" target="_blank" rel="noopener">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/campania.xls" target="_blank" rel="noopener">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/emilia_romagna.xls" target="_blank" rel="noopener">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/friuli_venezia_giulia.xls" target="_blank" rel="noopener">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/lazio.xls" target="_blank" rel="noopener">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/liguria.xls" target="_blank" rel="noopener">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/lombardia.xls" target="_blank" rel="noopener">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/marche.xls" target="_blank" rel="noopener">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/molise.xls" target="_blank" rel="noopener">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/piemonte.xls" target="_blank" rel="noopener">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/puglia.xls" target="_blank" rel="noopener">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/sardegna.xls" target="_blank" rel="noopener">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/sicilia.xls" target="_blank" rel="noopener">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/toscana.xls" target="_blank" rel="noopener">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/trentino_alto_adige.xls" target="_blank" rel="noopener">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/umbria.xls" target="_blank" rel="noopener">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/valle_daosta.xls" target="_blank" rel="noopener">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/veneto.xls" target="_blank" rel="noopener">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2022_2019_istruzione_occupazione/totale_generale.xls" target="_blank" rel="noopener">Totale nazionale</a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/cosa/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. La fonte dei dati sulla presenza di biblioteche è il censimento sulle biblioteche pubbliche e private effettuato da Istat e relativo all’anno 2022. Successivamente sono stati messi in relazione con i dati sui minori residenti, sempre di fonte Istat.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://www.pexels.com/it-it/foto/laureato-sorridente-festeggia-con-corona-d-alloro-34311557/" type="link" id="https://www.pexels.com/it-it/foto/laureato-sorridente-festeggia-con-corona-d-alloro-34311557/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Andrea Prochilo</a> &#8211; <a href="https://www.pexels.com/it-IT/license/" type="link" id="https://www.pexels.com/it-IT/license/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/il-livello-di-istruzione-e-troppo-legato-a-quelli-dei-genitori/">Il livello di istruzione è troppo legato a quelli dei genitori</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La percezione dei problemi ambientali tra i giovani e la vicinanza a fonti inquinanti</title>
		<link>https://www.openpolis.it/la-percezione-dei-problemi-ambientali-tra-i-giovani-e-la-vicinanza-a-fonti-inquinanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2026 07:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306622</guid>

					<description><![CDATA[<p>Rispetto al decennio scorso, la consapevolezza ambientale è aumentata soprattutto tra e grazie ai giovani. Gli ultimi dati mostrano però differenze di preoccupazione tra adolescenti e ventenni. Le scuole stesse possono essere esposte a questi problemi sul territorio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-percezione-dei-problemi-ambientali-tra-i-giovani-e-la-vicinanza-a-fonti-inquinanti/">La percezione dei problemi ambientali tra i giovani e la vicinanza a fonti inquinanti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 22 aprile ricorre la <a href="https://www.un.org/en/observances/earth-day" target="_blank" rel="noreferrer noopener">giornata mondiale della Terra</a>, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite per sensibilizzare governi, istituzioni e cittadini sull’<strong>importanza della tutela dell’ambiente</strong>, della <strong>lotta al cambiamento climatico</strong> e della salvaguardia delle <strong>risorse naturali del pianeta</strong>.</p>
<p>Nonostante negli ultimi anni altri problemi abbiano centralizzato l’attenzione pubblica (dalla pandemia alle guerre), <strong>quella ambientale rimane una questione molto sentita</strong>, come ha mostrato un&#8217;indagine dell&#8217;anno scorso condotta a livello europeo.</p>
<p>In ambito Ue, i giovani sono il segmento demografico più preoccupato per il cambiamento. Comprensibilmente, è soprattutto chi è esposto ai problemi ambientali a mostrare le maggiori preoccupazioni.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Around eight in ten Europeans (85%) believe climate change is a serious problem (&#8230;) Women (87% vs 83% men) and the youngest respondents (15–24) (88% vs 83% aged 40-54 ) are the groups most likely to see climate change as a serious problem. Those exposed to environmental or climate risks show high concern (91%) compared to those not exposed (81%).</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3472" target="_blank">&#8211; Commissione europea, I cambiamenti climatici (Eurobarometro, giugno 2025)</a>
									            </div>
</section>
<p>Questa tendenza <strong>non significa tuttavia che vi sia sempre un collegamento diretto tra esposizione al rischio e preoccupazione verso queste problematiche</strong>. I recenti dati Istat rilasciati nell&#8217;ambito delle statistiche per il benessere equo e sostenibile hanno mostrato in questo senso un quadro in chiaro-scuro. Variabile anche in funzione della fascia d&#8217;età: tra i ventenni la preoccupazione per il clima e l&#8217;insoddisfazione per la qualità dell&#8217;ambiente appare più alta rispetto a ragazze e ragazzi più giovani.</p>
<p><div class="content_block" id="custom_post_widget-135826"><p></p>
</div></p>
<div id="gli-adolescenti-sembrano-meno-preoccupati-dei-cambiamenti-climatici-rispetto-al-recente-passato" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Adolescenti e ventenni: percezioni in parte diverse sull&#8217;ambiente</h3>
<p>In media, <strong>dopo anni di incremento, appare in relativo calo la quota di popolazione preoccupata per il cambiamento climatico, in particolare tra i giovanissimi</strong>. Le persone che ritengono il cambiamento climatico o l’aumento dell’effetto serra e il buco<br />dell’ozono tra le 5 preoccupazioni ambientali prioritarie sono aumentate molto nel corso degli anni &#8217;10 di questo secolo. L&#8217;ultimo periodo mostra invece una tendenza più altalenante, con un<strong> calo visibile soprattutto tra gli adolescenti (14-19 anni), e molto meno nitido tra ragazze e ragazzi più grandi (20-24 anni)</strong>. Una dinamica che comunque riflette una tendenza complessiva, visibile anche per la media della popolazione.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/">Dopo quasi un decennio di aumento, appaiono in calo gli adolescenti preoccupati per il clima</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima/">Percentuale di persone che ritengono il cambiamento climatico o l&#8217;aumento dell&#8217;effetto serra e il buco nell&#8217;ozono tra le 5 preoccupazioni ambientali prioritarie (2012-2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_306632_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(pubblicati: giovedì 13 Novembre 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/dopo-quasi-un-decennio-di-aumento-appaiono-in-calo-gli-adolescenti-preoccupati-per-il-clima.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<p><label for="embed-chart-306632"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306632" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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</p></div>
</p></div>
</p></div>
<div id="strillo-testo-block_4202f4b7d6cef76f527e36d4d43b35ba" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>Ventenni più preoccupati degli adolescenti per la situazione ambientale.</p>
</section></div>
<p>Nello stesso periodo <strong>appare piuttosto elevata, tra gli adolescenti, la quota di coloro che si dichiarano molto o abbastanza soddisfatti per la situazione ambientale (aria, acqua, rumore) della zona in cui vivono</strong>, pari al 74,1% nel 2024. Molto più della media della popolazione (68% nello stesso anno) e dei giovani ventenni. <strong>Tra 20 e 24 anni infatti la quota di soddisfatti per la situazione ambientale scende al 66,8% nel 2024; era di 3 punti percentuali superiore nel 2023</strong> (69,7%).</p>
<h3 class="wp-block-heading">Percezioni e tendenze strutturali sulla condizione ambientale</h3>
<p>Si tratta di una tendenza su cui riflettere per diversi motivi. In primo luogo, la <strong>preoccupazione per il cambiamento climatico e l&#8217;insoddisfazione per il clima tende a correlarsi con il titolo di studio</strong>. Più è alto, più è probabile che la persona si curi degli aspetti ambientali o li percepisca come critici. Un segnale da non sottovalutare, perché <strong>comporta il rischio che questi temi vengano sempre più relegati a questione minoritaria o, peggio, elitaria</strong>.</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>L’incremento in termini di consapevolezza per i cambiamenti climatici, osservato rispetto al 2014, risulta particolarmente marcato tra i laureati di tutte le classi di età</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/11/10-Ambiente-1.pdf" target="_blank">&#8211; Istat, Rapporto Bes &#8211; Ambiente 2025</a>
									            </div>
</section>
<div id="il-rischio-da-evitare-e-che-il-tema-diventi-minoritario-o-perda-importanza-mentre-questi-problemi-si-riflettono-sulla-vita-delle-persone" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>E questo proprio quando in realtà &#8211; come è sempre il rapporto Bes di Istat a segnalare -gli effetti della crisi climatica in corso appaiono sempre più evidenti, <strong>riflettendosi sulla sulla vita quotidiana delle persone</strong>.</p>
<p>Da un lato è vero che <strong>diversi <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/11/10-Ambiente-1.pdf#page=2">indicatori ambientali </a>sono in miglioramento</strong>. Nell&#8217;ultimo decennio la qualità dell’aria ha risentito in modo positivo della diminuzione delle concentrazioni di pm2,5, così come del calo delle emissioni di CO2. </p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">6,8 </span>tonnellate per abitante. Le emissioni di anidride carbonica e altri gas climalteranti. Erano 8,4 nel 2012.</p>
</section>
<p>Dall&#8217;altro, <strong>altri indicatori meteo-climatici come i giorni di durata dei periodi di caldo, o quelli consecutivi senza pioggia, mostrano un peggioramento nell&#8217;ultimo periodo</strong>. Segnalando come la strada per il contrasto del cambiamento climatico resti ancora lunga e complessa.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">42 </span>giorni ricadenti nei periodi di caldo nel 2023; erano stati 15 nel 2012.</p>
</section>
<p>Per questo motivo, una <strong>consapevolezza diffusa su questi temi non va considerata un fattore secondario</strong>; a partire dalla sensibilizzazione a scuola su questi temi. Scuole che, come approfondiamo in questo articolo, in alcuni casi possono essere anch&#8217;esse esposte a problemi ambientali e di inquinamento.</p>
<div id="poco-meno-di-mille-edifici-scolastici-in-italia-risultano-essere-vicini-a-fonti-di-inquinamento-atmosferico" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Quanto incide sulle scuole l’inquinamento atmosferico</h3>
<p>In media in Italia, <strong>su circa 40mila edifici scolastici statali, poco meno di mille risultano collocati nei pressi di una fonte di inquinamento atmosferico</strong>. Si tratta del 2,3% del totale, con divari regionali rilevanti. In Liguria si sfiora il 6%, seguono il Lazio con il 4,4% e la Puglia con il 3,8%. Queste regioni, insieme all&#8217;Emilia-Romagna (3,7%), rappresentano le aree con la più alta incidenza di scuole esposte.</p>
<p>Al contrario, <strong>la maggior parte delle regioni si colloca al di sotto della soglia del 3%, con una quota inferiore all&#8217;1% in Friuli-Venezia Giulia, Umbria, Abruzzo, Basilicata, Calabria e Molise</strong>. In generale, i dati suggeriscono che il problema della vicinanza a fonti di inquinamento atmosferico per le strutture scolastiche appare circoscritto a specifici contesti territoriali, rendendo cruciale un approccio mirato, di livello almeno comunale.</p>
<p><strong>Nei capoluoghi di provincia, il 5% degli edifici scolastici statali risulta situato in prossimità di fonti di inquinamento atmosferico</strong>, una quota pari a circa il doppio della media nazionale (2,3%). Allo stesso tempo, l’analisi evidenzia che questa condizione non è distribuita in modo omogeneo tra le città italiane, ma presenta differenze significative da territorio a territorio.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">5% </span>gli edifici scolastici statali vicini a una fonte di inquinamento atmosferico nelle città. Il doppio della media nazionale.</p>
</section>
<p>In 53 capoluoghi, circa la metà del totale, questo problema non è dichiarato per nessuna scuola statale. Mentre il capoluogo di provincia dove è dichiarata con <strong>maggiore frequenza la vicinanza delle scuole a fonti di inquinamento atmosferico è La Spezia</strong>. In questo comune sono censiti 53 edifici scolastici statali, di cui per 22 gli enti proprietari hanno riportato la vicinanza a tali fonti (il 41,5% del totale). Immediatamente dopo si posiziona&nbsp;<strong>Foggia</strong>, con una quota del&nbsp;38,5%. Seguono a maggiore distanza&nbsp;<strong>Taranto</strong>&nbsp;con il&nbsp;27,4%&nbsp;e&nbsp;<strong>Imperia</strong>&nbsp;con il&nbsp;25,9%.</p>
<div id="la-spezia-e-foggia-sono-i-capoluoghi-di-provincia-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
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<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/">La Spezia, Foggia, Taranto e Imperia sono i capoluoghi con più scuole vicine a fonti inquinanti</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/la-spezia-foggia-taranto-e-imperia-sono-i-capoluoghi-con-piu-scuole-vicine-a-fonti-inquinanti/">Percentuale di edifici scolastici statali che hanno nelle vicinanze fonti di inquinamento atmosferico (a.s. 2024/25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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<p>Non sono disponibili dati per il Trentino-Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico. Per determinare univocamente il concetto di “prossimità” all’edificio scolastico, il ministero segnala nelle <a href="https://www.istruzione.it/edilizia_scolastica/allegati/Manuale%20Compilazione%20Scheda%20Edificio%20Scolastico%202021.pdf#page=47" target="_blank" rel="noopener">linee guida alla compilazione</a> che, “generalmente, nei regolamenti comunali si considera ‘prossimo’ a un edificio, un elemento urbanistico che si trovi entro il raggio di 300 metri dall’edificio stesso”.</p>
</div>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
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<p><label for="embed-chart-306625"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306625" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Tra i primi 10 capoluoghi per incidenza di scuole vicine a fonti di inquinamento atmosferico anche Pistoia (16,9%),&nbsp;Ancona (14,1%),&nbsp;Reggio nell&#8217;Emilia (10,9%),&nbsp;Napoli (10,5%),&nbsp;Treviso (10,3%)&nbsp;e&nbsp;Livorno (9,9%). Questi dati suggeriscono che, <strong>in alcuni specifici contesti urbani, è cruciale adottare misure di mitigazione e di pianificazione territoriale per proteggere la salute degli studenti e del personale scolastico</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_fonti_inquinanti/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla vicinanza degli istituti scolastici statali a fonti di inquinamento atmosferico sono di fonte ministero dell’istruzione e del merito.</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/le-persone-si-sono-radunate-fuori-dagli-edifici-con-il-cartello-climate-justice-now-dYZumbs8f_E" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Markus Spiske</a> (<a href="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/la-percezione-dei-problemi-ambientali-tra-i-giovani-e-la-vicinanza-a-fonti-inquinanti/">La percezione dei problemi ambientali tra i giovani e la vicinanza a fonti inquinanti</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I minori e la percezione di non essere ascoltati dalla società</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-minori-e-la-percezione-di-non-essere-ascoltati-dalla-societa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Lovat]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306201</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’ascolto è uno dei principi fondamentali garantiti dalla convenzione sui diritti dell’infanzia. Ma i giovani hanno la percezione di non avere un impatto. Un quadro sul tema, nonostante la mancanza di dati strutturati. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-minori-e-la-percezione-di-non-essere-ascoltati-dalla-societa/">I minori e la percezione di non essere ascoltati dalla società</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[</p>
<p>L&#8217;attenzione ai bisogni dei minori passa necessariamente per l&#8217;ascolto delle loro esigenze: partire dal loro punto di vista è infatti un punto di partenza obbligato nella programmazione di politiche pubbliche efficaci che vadano incontro alle loro necessità. <strong>Si tratta di un tema fondamentale da porsi, soprattutto alla luce della loro minore incidenza rispetto alla popolazione generale.</strong></p>
</p>
<p>Il rischio da scongiurare è che la diminuzione della popolazione minorile in termini demografici si traduca anche in un minor impatto nel dibattito pubblico e sulla società della loro voce, delle loro percezioni e delle loro necessità. <strong>Elementi che vanno comunque considerati per favorire il benessere dei minori e incrementare il loro senso di appartenenza</strong> nei numerosi contesti della loro vita quotidiana, dalla scuola alla famiglia fino al gruppo di pari.</p>
</p>
<p>Ed è proprio in quest&#8217;ottica che il 9 aprile si celebra la Giornata nazionale dell&#8217;ascolto dei minori, istituita nel 2024 dal parlamento italiano.</p>
</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">La tutela dell&#8217;ascolto dei minori</h3>
</p>
<p>L&#8217;ascolto è uno dei principi fondamentali garantiti dalla <a href="https://www.unicef.it/convenzione-diritti-infanzia/" type="link" id="https://www.unicef.it/convenzione-diritti-infanzia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convenzione sui diritti dell&#8217;infanzia</a>. Si tratta però di un principio richiamato in numerosi altri documenti e strategie a livello internazionale, europeo e nazionale, dal momento che ogni intervento e politica rivolta ai minori dovrebbe partire dalla consapevolezza dei loro problemi. Come evidenzia il <a href="https://www.garanteinfanzia.org/wp-content/uploads/2025/11/relazione-parlamento-2024-web-rid.pdf#page=86" type="link" id="https://www.garanteinfanzia.org/wp-content/uploads/2025/11/relazione-parlamento-2024-web-rid.pdf#page=86" target="_blank" rel="noreferrer noopener">garante per l&#8217;infanzia</a>, l&#8217;ascolto non si esaurisce esclusivamente a un atto passivo ma si concretizza nel coinvolgimento del minore all&#8217;interno della società, diventandone quindi parte attiva.</p>
</p>
<p><div id="il-diritto-allascolto-del-minore-e-una-delle-prerogative-garantite-dalla-convenzione-sui-diritti-dei-minori" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="pullquote">
<div class="quote">
<p>Tale diritto, che è uno dei pilastri della convenzione Onu, rappresenta più di altri il passaggio dalla concezione di minorenne come oggetto di protezione a soggetto titolare di diritti. Da questo valore fondante discende il principio della partecipazione mediante la quale le persone di minore età acquisiscono consapevolezza circa il loro ruolo attivo all&#8217;interno della società rendendo trasparenti le decisioni che vengono prese a tutela dei loro diritti.</p>
</p></div>
<div class="source">
									                        <a href="https://www.garanteinfanzia.org/wp-content/uploads/2025/06/nota-377-2024-28-03-2024-ascolto-partecipazione.pdf" target="_blank">&#8211; Autorità garante per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza, La partecipazione dei minorenni in Italia &#8211; proposte dell&#8217;Autorità garante per l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza (2024)</a>
									            </div>
</section>
</p>
<p>È importante quindi valutare quanto i giovani si sentano ascoltati e quanto il loro punto di vista venga valorizzato. In passato abbiamo <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-la-capacita-di-ascoltare-i-bisogni-dei-minori/#:~:text=Il%20primo%20elemento,intervenire%20di%20conseguenza." type="link" id="https://www.openpolis.it/litalia-e-la-capacita-di-ascoltare-i-bisogni-dei-minori/#:~:text=Il%20primo%20elemento,intervenire%20di%20conseguenza." target="_blank" rel="noreferrer noopener">evidenziato</a> come su questi aspetti spesso manchino dati strutturati e disaggregati, ma alcune indicazioni in questo senso arrivano dalla raccolta annuale di dati da parte di Istat nell&#8217;ambito degli indicatori sul benessere equo e sostenibile (Bes).</p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_d6efec3cd74f6b9284c0afd1f0b6671e" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>La mancanza di dati strutturati rende complesso analizzare il fenomeno.</p>
</section></div>
</p>
<p><strong>Si può infatti iniziare a comprendere quanto il minore si senta ascoltato considerando la gratificazione nei legami personali instaurati nei diversi contesti della propria vita.</strong> La soddisfazione per le relazioni familiari e quelle amicali sono due degli indicatori calcolati da Istat nell&#8217;ambito del sistema Bes che fornisce un quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali italiani.</p>
</p>
<p><div id="il-401-dei-ragazzi-tra-14-e-19-anni-e-soddisfatto-delle-sue-relazioni-familiari-e-il-403-di-quelle-amicali" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ragazzi-tra-i-14-e-i-19-anni-sono-i-piu-soddisfatti-delle-proprie-relazioni-personali/">I ragazzi tra i 14 e i 19 anni sono i più soddisfatti delle proprie relazioni personali</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ragazzi-tra-i-14-e-i-19-anni-sono-i-piu-soddisfatti-delle-proprie-relazioni-personali/">Percentuale di persone soddisfatte delle proprie relazioni familiari e amicali (2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/i-ragazzi-tra-i-14-e-i-19-anni-sono-i-piu-soddisfatti-delle-proprie-relazioni-personali/">I ragazzi tra i 14 e i 19 anni sono i più soddisfatti delle proprie relazioni personali &#8211; Percentuale di persone soddisfatte delle proprie relazioni familiari e amicali (2024)</a></div>
</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat-Bes                                                                <br />(consultati: mercoledì 4 Marzo 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/i-ragazzi-tra-i-14-e-i-19-anni-sono-i-piu-soddisfatti-delle-proprie-relazioni-personali.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306895"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306895" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/i-ragazzi-tra-i-14-e-i-19-anni-sono-i-piu-soddisfatti-delle-proprie-relazioni-personali/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>La popolazione compresa tra i 14 e i 19 anni riporta generalmente un maggiore appagamento sia per le relazioni amicali che per quelle familiari rispetto al resto della popolazione generale. <strong>Nel 2024, il 40,1% degli intervistati al di sotto dei 20 anni si dichiarava molto soddisfatta delle relazioni con i propri familiari e il 40,3% di quelle del contesto degli amici.</strong> Questi due dati diminuiscono all&#8217;aumentare dell&#8217;età, mostrando progressive situazioni di isolamento e scontentezza all&#8217;interno della popolazione più anziana. <strong>Si tratta comunque di dati che riguardano ovviamente una parte dei minori (gli adolescenti), dal momento che l&#8217;indagine riguarda la popolazione di almeno 14 anni.</strong></p>
</p>
<p><div id="lappartenenza-al-contesto-scolastico-e-meno-sentita" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<p>Un altro ambito nel quale è importante considerare il ruolo del minore è quello scolastico. Secondo le rilevazioni <a href="https://www.oecd.org/en/publications/pisa-2022-results-volume-i-and-ii-country-notes_ed6fbcc5-en/italy_2e8d98df-en.html#section-d1e351" type="link" id="https://www.oecd.org/en/publications/pisa-2022-results-volume-i-and-ii-country-notes_ed6fbcc5-en/italy_2e8d98df-en.html#section-d1e351" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ocse-Pisa</a> del 2022, in Italia il 76% dei ragazzi dichiara che riesce a fare facilmente amicizia mentre il 14% si sente solo e il 13% si sente escluso all&#8217;interno del contesto scolastico. <strong>In generale, nel 2022 il senso di appartenenza alla scuola degli studenti italiani risulta in calo rispetto al 2018.</strong></p>
</p>
<p>Questi dati considerati finora danno solo una visione parziale del fenomeno. Come abbiamo infatti <a href="https://www.openpolis.it/litalia-e-la-capacita-di-ascoltare-i-bisogni-dei-minori/#:~:text=L%E2%80%99ascolto%20dei%20minori%20nel%20contesto%20familiare" type="link" id="https://www.openpolis.it/litalia-e-la-capacita-di-ascoltare-i-bisogni-dei-minori/#:~:text=L%E2%80%99ascolto%20dei%20minori%20nel%20contesto%20familiare" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analizzato</a> l&#8217;anno scorso, al crescere dell&#8217;età del minore diminuisce la facilità di parlare con i genitori, così come la fiducia degli alunni nella capacità degli insegnanti di interessarsi a loro. <strong>Prendere sul serio il punto di vista dei più giovani parte anche dalla comprensione di questo tipo di dinamiche interne alla stessa fascia d&#8217;età più ampia, consapevoli delle differenti esigenze dei bambini e dei ragazzi a seconda della fase di vita in cui si trovano.</strong></p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_417ca157e1323e999890264f01095dc2" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>I giovani percepiscono di avere difficoltà nell&#8217;essere ascoltati dalla società.</p>
</section></div>
</p>
<p>Cruciale nel quadro è anche la fiducia nelle istituzioni, ponte per il coinvolgimento attivo dei più giovani. Secondo i dati di <a href="https://www.europarl.europa.eu/at-your-service/files/be-heard/eurobarometer/2025/socio-demographic-trends-national-public-opinion-edition-11/it-sociodemographic-trends-2025.pdf" type="link" id="https://www.europarl.europa.eu/at-your-service/files/be-heard/eurobarometer/2025/socio-demographic-trends-national-public-opinion-edition-11/it-sociodemographic-trends-2025.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Eurobarometro</a>, nel 2024 in Italia il 61% delle persone di età compresa tra 15 e 24 anni ha fiducia nel parlamento europeo e il 42% in quello italiano. Andando però a vedere i dati nell&#8217;<a href="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3392" type="link" id="https://europa.eu/eurobarometer/surveys/detail/3392" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine specifica sulla gioventù</a> si ottiene un quadro più sfaccettato: il <strong>21% dei giovani italiani ha dichiarato di aver promosso o sottoscritto una petizione</strong> (contro una media Ue del 26%) e <strong>più bassa ancora l&#8217;incidenza di chi ha contattato un politico (7%).</strong> Il motivo principale per cui questo accade è perché c&#8217;è la percezione di non avere un impatto (31%).</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Sono sempre di meno i minori in Italia</h3>
</p>
<p>È importante inserire questi ragionamenti all&#8217;interno dell&#8217;attuale quadro demografico. L&#8217;intero <a href="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Fertility_statistics#Almost_2_times_fewer_children_born_in_the_EU_in_2024_than_6_decades_ago" type="link" id="https://ec.europa.eu/eurostat/statistics-explained/index.php?title=Fertility_statistics#Almost_2_times_fewer_children_born_in_the_EU_in_2024_than_6_decades_ago" target="_blank" rel="noreferrer noopener">continente europeo</a> registra da tempo un forte calo delle nascite in diversi paesi. <strong>In questo contesto, l&#8217;Italia è uno di quelli dove si rileva un calo costante del tasso di fecondità: dal 1970 al 2024 si è passati da 2,38 parti per donna a 1,18. </strong></p>
</p>
<div id="strillo-testo-block_4ba3908b9410874e3b51c12a04fcf1b2" class="strillo-testo">
<section class="blockquote">
<p>C&#8217;è un maggiore squilibrio demografico tra i minori e gli anziani.</p>
</section></div>
</p>
<p>Minori nascite portano a un conseguente assottigliamento delle fasce d&#8217;età più giovani, un incremento dell&#8217;età media e un maggiore sbilanciamento rispetto alla popolazione anziana. Stando infatti ai dati Istat del 2025, per ogni minore di età compresa tra 0 e 14 anni ci sono circa 2 anziani con più di 65 anni. Nel 2005, i minori che vivevano in Italia erano circa 10 milioni, pari circa al 17% della popolazione totale. <strong>Nel 2024 i residenti italiani con meno di 18 anni sono circa 8,9 milioni, componendo una frazione piuttosto ridotta della popolazione generale.</strong></p>
</p>
<p><div id="la-lettura-di-questo-tema-risente-del-calo-progressivo-dei-minori-in-italia" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">15,1% </span>la popolazione in Italia di età inferiore ai 18 anni nel 2024.</p>
</section>
</p>
<p><strong>Si tratta di un dato che non subisce sostanziali cambiamenti nel momento in cui si analizza a un livello territoriale più granulare</strong>. La regione dove l&#8217;incidenza è maggiore è quella del Trentino-Alto Adige (17,3%), seguita da Campania (16,8%) e Sicilia (16,2%). Quote più basse si rilevano invece in Molise (13,2%), Liguria (13,1%) e Sardegna (12,7%).</p>
</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/crotone-e-il-capoluogo-con-lincidenza-piu-alta-di-minori-carbonia-e-quello-che-ne-ha-di-meno/">Crotone è il capoluogo con l&#8217;incidenza più alta di minori, Carbonia è quello che ne ha di meno</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/crotone-e-il-capoluogo-con-lincidenza-piu-alta-di-minori-carbonia-e-quello-che-ne-ha-di-meno/">Percentuale di residenti 0-17 nei comuni italiani (2024)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_306898_tab1"><br />
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
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<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis &#8211; Con i bambini su dati Istat                                                                <br />(consultati: giovedì 5 Marzo 2026)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/04/crotone-e-il-capoluogo-con-lincidenza-piu-alta-di-minori-carbonia-e-quello-che-ne-ha-di-meno.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306898"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306898" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
                                      readonly="readonly">&lt;iframe width=&quot;100%&quot; height=&quot;505&quot; frameborder=&quot;0&quot; src=&quot;https://embed.openpolis.it/numeri/crotone-e-il-capoluogo-con-lincidenza-piu-alta-di-minori-carbonia-e-quello-che-ne-ha-di-meno/?opmag-charts-bare-view&quot;&gt;&lt;/iframe&gt;                                      &lt;script&gt;function op_rcvMsg(e){if(&quot;embed-size&quot;===e.data.type&amp;&amp;e.data.height)for(var t=document.getElementsByTagName(&quot;iframe&quot;),a=0;a&lt;t.length;a++)if(t[a].contentWindow===e.source){t[a].height=e.data.height;break}}window.addEventListener(&quot;message&quot;,op_rcvMsg,0);&lt;/script&gt;                            </textarea>
                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
</p>
<p>Considerando i capoluoghi italiani, quello con l&#8217;incidenza più alta è <strong>Crotone</strong> (17,2%), seguito da Andria, Palermo e Catania, tutte e tre al 16,8%. Inferiori invece i valori di Cagliari (11,2%), Oristano (11,1%) e <strong>Carbonia</strong> (10,7%).</p>
</p>
<p>Questa sostanziale consistenza si rileva anche nel momento in cui si analizzano i territori alla luce della classificazione delle aree interne con delle lievi differenze tra i comuni dell&#8217;immediata periferia e quelli più distanti dai comuni baricentrici. I poli registrano un&#8217;incidenza di minori pari al 14,7% della popolazione, dato che aumenta per i poli intercomunali (15,4%) e i comuni cintura (15,7%). <strong>Diminuisce invece per le aree intermedie (15%) e periferiche (14,3%) fino a raggiungere il 13,7% nelle zone ultraperiferiche.</strong></p>
</p>
<p>Sono 2.731 i comuni italiani in cui l&#8217;incidenza dei minori è pari o superiore alla media nazionale. <strong>Di questi, 90 registrano una percentuale maggiore o uguale al 20%.</strong> I territori dove ci sono più minori in relazione alla popolazione residente sono Rocca de&#8217; Giorgi, in provincia di Pavia, con il 28,9% e Plati, a Reggio di Calabria, con un&#8217;incidenza del 27,5%. Sono entrambi due comuni piccoli, rispettivamente con 45 e 3.747 residenti.</p>
</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
</p>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/friuli_venezia_giulia.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/trentino_alto_adige.xls">Trentino-Alto Adige</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/valle_daosta.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2024_incidenza_minori/totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
</p>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza degli Msna nelle province sono di fonte Ministero del lavoro e delle politiche sociali.</p>
</p>
<p>Foto: <a href="https://unsplash.com/it/foto/una-donna-che-tiene-un-megafono-in-faccia-Ta1EsT-vUuY" type="link" id="https://unsplash.com/it/foto/una-donna-che-tiene-un-megafono-in-faccia-Ta1EsT-vUuY" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Leonardo Basso</a> &#8211; <a href="https://unsplash.com/it/licenza" type="link" id="https://unsplash.com/it/licenza" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a></p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-minori-e-la-percezione-di-non-essere-ascoltati-dalla-societa/">I minori e la percezione di non essere ascoltati dalla società</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche</title>
		<link>https://www.openpolis.it/i-divari-territoriali-nelle-strutture-sportive-scolastiche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[luca giunti]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 07:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Povertà educativa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.openpolis.it/?p=306438</guid>

					<description><![CDATA[<p>Lo sport dentro e fuori il tempo scolastico è fondamentale per il benessere psico-fisico sia individuale che collettivo. Ma nella pratica dei minori ci sono forti divari sia rispetto al contesto sociale delle famiglie di appartenenza che tra nord e sud del paese.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-territoriali-nelle-strutture-sportive-scolastiche/">I divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sport è universalmente riconosciuto come uno strumento fondamentale per lo <strong>sviluppo fisico, la socializzazione e l&#8217;apprendimento di valori come il rispetto delle regole e il gioco di squadra</strong>, <a href="https://www.openpolis.it/esercizi/la-pratica-sportiva-tra-bambini-e-ragazzi/">come abbiamo avuto modo di approfondire in passato</a>. Eppure, in Italia, il diritto alla pratica sportiva per i giovanissimi è tutt&#8217;altro che garantito in modo equo.</p>
<p>Un recente <a href="https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/12/Giovanissimi-e-tempo-libero_Anno-2023.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rapporto dell&#8217;istituto nazionale di statistica</a> ha messo in luce come <strong>oltre il 60% dei giovanissimi pratichi sport</strong> al di fuori dell’orario scolastico, soprattutto il calcio tra i ragazzi, la palestra tra le ragazze.</p>
<div id="645-dei-giovani-tra-gli-11-e-i-19-anni-pratica-sport-in-orario-extrascolastico-ma-laccesso-cambia-molto-a-seconda-della-condizione-di-partenza" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>Tuttavia, sebbene il 64,5% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni pratichi un&#8217;attività sportiva al di fuori dell&#8217;orario scolastico, questa <strong>media nasconde profonde disuguaglianze</strong> dettate dal <strong>genere</strong>, dalla <strong>cittadinanza</strong> e dal <strong>contesto sociale</strong> di provenienza.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Le disuguaglianze nell&#8217;attività sportiva fuori da scuola</h3>
<p>I dati dell&#8217;ultima indagine Istat, pubblicata nel dicembre scorso, restituiscono la fotografia di un paese in cui <strong>l&#8217;accesso allo sport in ambito extrascolastico è un&#8217;opportunità che resta fortemente condizionata dalle possibilità familiari</strong>. Il background socio-culturale, misurato attraverso il titolo di studio dei genitori, traccia un confine netto: <strong>più del 75% dei figli di laureati pratica regolarmente sport</strong>, ma la quota scende nelle famiglie con livelli di istruzione inferiori. Nello specifico, <strong>questa barriera sociale si intreccia con il divario di genere, aggravandolo</strong>.</p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">7 su 10 </span>le ragazze con genitori laureati che praticano sport nel tempo libero. Tra le figlie di non diplomati la quota scende a 3 su 10.</p>
</section>
<p>Complessivamente, <strong>i maschi praticano sport con maggiore frequenza delle femmine (73,5% contro 55%)</strong> e le ragazze, superati i 13 anni, fanno attività sportiva in meno di un caso su due. Tuttavia, <strong>uno dei dati più rilevanti emerge dall&#8217;incrocio tra genere ed estrazione sociale</strong>: mentre sette figlie di laureati su dieci possono accedere alla pratica sportiva fuori da scuola, solo tre su dieci ci riescono se i genitori non possiedono un diploma superiore.</p>
<p><strong>A rimanere ai margini sono spesso anche i giovanissimi di cittadinanza straniera</strong>, per i quali l&#8217;attività sportiva è molto meno frequente. Meno della metà dei ragazzi stranieri (47,3%) fa sport, con un calo drastico per le <strong>ragazze con cittadinanza non italiana, che lo praticano solo in un caso su tre</strong>. Per alcune comunità, l&#8217;esclusione appare ancora più marcata: tra le ragazze di origine cinese e marocchina, solo una su quattro ha accesso a un&#8217;attività sportiva.</p>
<p>In un contesto in cui le famiglie non sempre riescono – per limiti economici, culturali o sociali – a garantire ai minori l&#8217;accesso alla pratica sportiva nel tempo libero, <strong>la scuola rimane un presidio fondamentale per il diritto al movimento e alla salute</strong>.</p>
<h3 class="wp-block-heading">Quante scuole hanno una palestra o una piscina</h3>
<p>È in questo senso che la dotazione infrastrutturale delle scuole, con la presenza di strutture sportive, cessa di essere un semplice dettaglio architettonico. L&#8217;assenza della palestra a scuola, ovviamente, <strong>da sola non significa in automatico un problema, potendo utilizzare per l&#8217;educazione fisica altri istituti o impianti sportivi del territorio, magari limitrofi</strong>. Ma è comunque un&#8217;indicazione rispetto alla dotazione infrastrutturale delle scuole sul territorio, rispetto alla necessità di fare sport.</p>
<p>Quante scuole italiane hanno dotazioni di questo tipo? Per comprenderlo, possiamo avvalerci degli open data del ministero dell&#8217;istruzione; sono gli stessi enti proprietari degli edifici scolastici statali a indicare la presenza di dotazioni in questo senso, come una palestra o una piscina. </p>
<p>In Italia, <strong>su circa 40mila edifici scolastici statali, sono 15.067 quelli per cui è segnalata la presenza di una palestra o di una piscina (38,3%)</strong>. Per 24mila non è dichiarata la presenza di tali dotazioni, mentre per 271 l&#8217;informazione non è censita. </p>
<section class="numberquote">
<p><span class="number">38,3% </span>gli edifici scolastici statali con palestra o piscina in Italia.</p>
</section>
<p>Analizzando i dati nel dettaglio, il quadro cambia molto tra i diversi territori. </p>
<div id="537-gli-edifici-scolastici-con-palestra-o-piscina-in-liguria-in-calabria-sono-il-218" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>La <strong>Liguria è la regione con l&#8217;incidenza più elevata</strong>: il 53,7% dei suoi edifici scolastici statali è dotato di palestra o piscina. A seguire, la Puglia e la Lombardia mostrano percentuali di poco inferiori, rispettivamente con il 49,2% e il 48,8% degli edifici attrezzati. In queste regioni quasi un edificio su due risulta attrezzato per fare sport a scuola.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-circa-un-edificio-scolastico-su-5-ha-la-palestra/">In Calabria circa un edificio scolastico su 5 ha la palestra</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/in-calabria-circa-un-edificio-scolastico-su-5-ha-la-palestra/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di palestra e/o piscina per regione (a.s. 2024/25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-0"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_306444_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
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</p></div>
<p>			        			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/03/in-calabria-circa-un-edificio-scolastico-su-5-ha-la-palestra.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306444"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306444" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Al contrario, in coda alla classifica troviamo la <strong>Calabria</strong>, con la percentuale più bassa di edifici scolastici statali per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina (21,8%), seguita dall&#8217;<strong>Umbria</strong> (23,7%). In queste regioni, le strutture sportive sono presenti in meno di un edificio scolastico su quattro. Ciò ovviamente non significa che gli alunni che frequentano queste scuole non abbiano accesso alla palestra, in altri istituti o in impianti sportivi della zona. Ma è comunque un&#8217;indicazione rispetto alla dotazione infrastrutturale delle scuole sul territorio.</p>
<h3 class="wp-block-heading">I divari nell&#8217;offerta di palestre scolastiche sul territorio</h3>
<p>L&#8217;analisi rispetto alla classificazione dei comuni per area interna rivela una <strong>correlazione tra centralità territoriale e dotazione infrastrutturale</strong>.</p>
<div id="nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<p>I comuni polo, baricentrici in termini di servizi, registrano la <strong>percentuale di copertura più alta, superiore al 42%</strong>. Tale concentrazione appare coerente con il ruolo di centri di servizi svolto da queste aree.</p>
<div class="opmag-chart-selector-panel">
<div class="title_subtitle">
<h2><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/">Nelle città polo oltre il 40% degli edifici ha la palestra, nelle aree interne poco più di uno su 3</a></h2>
<h3><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/">Percentuale di edifici scolastici statali dotati di palestra e/o piscina nei comuni italiani (a.s. 2024/25)</a></h3>
</p></div>
<p>                                <amp-selector role="tablist" layout="container" class="ampTabContainer amp-tabs-1"></p>
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                         class="tabButton tabButton-1" option="a" selected>GRAFICO</div>
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                         aria-labelledby="chart_306441_tab1"><br />
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<p></amp-iframe>                        </p>
<div class="opmag-chart-action-link-btn"><a href="https://www.openpolis.it/numeri/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3/">Nelle città polo oltre il 40% degli edifici ha la palestra, nelle aree interne poco più di uno su 3 &#8211; Percentuale di edifici scolastici statali dotati di palestra e/o piscina nei comuni italiani (a.s. 2024/25)</a></div>
</p></div>
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                             class="tabButton tabButton-3" option="c">DA SAPERE</div>
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                             aria-labelledby="chart_306441_tab3"></p>
<p>L’indicatore misura il rapporto percentuale tra gli edifici scolastici statali per cui è dichiarata la dotazione di palestra e/o piscina e il totale degli edifici scolastici statali. Non sono disponibili dati per il Trentino-Alto Adige. I dati, pubblicati sul portale open data del ministero dell’istruzione, sono forniti dagli enti locali proprietari o gestori degli edifici adibiti ad uso scolastico.</p>
</div>
<p>			                        </amp-selector></p>
<div class="opmag-chart-source">
<p>
                                            <strong>FONTE: </strong>elaborazione Openpolis – Con i bambini su dati Mim                                                                <br />(ultimo aggiornamento: mercoledì 6 Agosto 2025)
                                        </p>
</p></div>
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	                                            <a title="Scarica immagine" class="opmag-chart-action-image-btn" href="https://www.openpolis.it/wp-content/uploads/2026/03/nelle-citta-polo-oltre-il-40-degli-edifici-ha-la-palestra-nelle-aree-interne-poco-piu-di-uno-su-3.png" target="_blank" download></a></p></div>
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<div>
<p><label for="embed-chart-306441"><strong>Incorpora grafico</strong></label></p>
<p>                            <textarea id="embed-chart-306441" class="chart-embed" rows="6" cols="50"
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                        </div>
</p></div>
</p></div>
</p></div>
<p>Le aree territoriali meno centrali e più distanti dai servizi mostrano una progressione decrescente. I&nbsp;<strong>comuni di cintura</strong>, ovvero gli hinterland&nbsp;delle città principali, si attestano al 38,1%. <strong>La quota di scuole con strutture sportive cala ulteriormente nelle aree interne</strong>. Nei comuni <strong>intermedi</strong>, a circa mezz&#8217;ora di distanza dai poli, la quota di edifici scolastici con palestra o piscina scende al 35%.</p>
<section class="glossary">
<div>
                <mark><br />
																		Le aree interne sono i territori del paese più distanti dai servizi essenziali (quali istruzione, salute, mobilità). Parliamo di circa 4.000 comuni, con 13 milioni di abitanti, a forte rischio spopolamento (in particolare per i giovani), e dove la qualità dell&#039;offerta educativa risulta spesso compromessa.</br><br />
											                </mark><br />
                <span class="read-more">Vai a <a href="https://www.openpolis.it/parole/che-cosa-sono-le-aree-interne/"><br />
                &#8220;Che cosa sono le aree interne&#8221;</a></span></p></div>
</section>
<p>L&#8217;<strong>incidenza di scuole con la palestra scende ulteriormente allontanandosi dai poli</strong>. I comuni periferici (a oltre 40 minuti dal polo più vicino) e ultraperiferici (a oltre un&#8217;ora di distanza) sono quelli con la minor incidenza, attestandosi al 34% circa. Questi dati indicano che, in media, la presenza di strutture sportive negli edifici scolastici statali tende a diminuire progressivamente allontanandosi dai principali centri urbani.</p>
<div id="divari-profondi-anche-tra-i-capoluoghi-797-a-milano-95-a-catanzaro" class="fw-700 bb-3-grey2 text-right mb-20"><a href="#toc">Torna su</a></div>
<h3 class="wp-block-heading">Divari profondi anche tra le città</h3>
<p>Ciò detto, anche <strong>tra le stesse città la situazione non è omogenea</strong>. Se si considerano i soli capoluoghi di provincia, <strong>Milano</strong> registra il dato più elevato, con quasi l&#8217;80% degli edifici scolastici statali per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina. Seguono altri centri con alta incidenza, tra cui <strong>Firenze</strong> (71,5%), <strong>Bologna</strong> (71,2%) e <strong>Monza</strong> (71,2%), segnalando una notevole concentrazione di strutture sportive nelle scuole di questi contesti urbani.</p>
<p>Le percentuali più basse, al contrario, si riscontrano in <strong>4 capoluoghi che non raggiungono il 15% di strutture per cui è dichiarata la presenza di palestra o piscina</strong>. <strong>Catanzaro</strong> presenta il valore più basso tra questi comuni, con il 9,5% degli edifici scolastici attrezzati per lo sport. Seguono Forlì (10,3%) e Teramo (13,6%), assieme a Latina (14,2%).</p>
<h3 class="wp-block-heading">Scarica, condividi e riutilizza i dati</h3>
<section class="download">
<div class="dw-content">
<div class="intro">
<p>Scarica i dati, regione per regione</p>
</div>
<div class="files">
<p><a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_abruzzo.xls">Abruzzo</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_basilicata.xls">Basilicata</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_calabria.xls">Calabria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_campania.xls">Campania</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_emilia_romagna.xls">Emilia-Romagna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Fvg.xls">Friuli-Venezia Giulia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Lazio.xls">Lazio</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Liguria.xls">Liguria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Lombardia.xls">Lombardia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Marche.xls">Marche</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Molise.xls">Molise</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Piemonte.xls">Piemonte</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Puglia.xls">Puglia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Sardegna.xls">Sardegna</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Sicilia.xls">Sicilia</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Toscana.xls">Toscana</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Umbria.xls">Umbria</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Vda.xls">Valle d’Aosta</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_Veneto.xls">Veneto</a>, <a href="https://s3.eu-central-1.amazonaws.com/minidossier.openpolis.it/comuni/Canale+pov+edu/2026_palestre/palestre_2026_totale_nazionale.xls">Totale nazionale</a>.</p>
</div></div>
</section>
<p>I contenuti dell’Osservatorio povertà educativa&nbsp;<a href="https://www.openpolis.it/poverta-educativa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#conibambini</a>&nbsp;sono realizzati da openpolis con l’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Mettiamo a disposizione in formato aperto i dati utilizzati nell’articolo. Li abbiamo raccolti e trattati così da poterli analizzare in relazione con altri dataset di fonte pubblica, con l’obiettivo di creare un’unica banca dati territoriale sui servizi. Possono essere riutilizzati liberamente per analisi, iniziative di&nbsp;<em>data journalism</em>&nbsp;o anche per semplice consultazione. I dati relativi alla presenza di piscine e palestre negli istituti scolastici sono di fonte ministero dell&#8217;istruzione e del merito.</p>
<p>Foto: <a href="https://it.freepik.com/foto-gratuito/bambini-che-giocano-a-basket-su-un-campo_11684602.htm#from_element=cross_selling__photo" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Freepik</a> (<a href="https://it.freepik.com/ai/faq/what-are-premium-licenses" target="_blank" rel="noreferrer noopener">licenza</a>)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.openpolis.it/i-divari-territoriali-nelle-strutture-sportive-scolastiche/">I divari territoriali nelle strutture sportive scolastiche</a> proviene da <a href="https://www.openpolis.it">Openpolis</a>.</p>
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